Fondata daiGreci durante l'Antichità, è una delle più antiche città francesi e – considerando il numero di abitanti della sola municipalità – risulta essere la seconda città dellaFrancia, dopoParigi, mentre la sua area metropolitana, con1 895 600 abitanti, è la terza della Francia, dopo quella diLione
È soprannominata in francese lacité phocéenne (la città focese), perché fu fondata nel 600 a.C. da marinai greci originari diFocea, l'attualeFoça (un toponimo sito a 60km nord-ovest diSmirne, inTurchia) e"focesi" vengono ancora detti i suoi abitanti.
SecondoTimeo di Tauromenio,[4] quando i focesi guidati da Furio e Perano (secondoPompeo Trogo), oppure Proto (secondoPlutarco), raggiunsero la riva di quella che divenne Marsiglia, incontrarono un pescatore. Perano, lanciandogli unacima gli gridò "Lega, pescatore!" (inantico eolico: μασσαι αλίεωςmassé alieos!), per aiutarli ad attraccare.[5]
Citata daStrabone come "Massalìa", daTolomeo come "Masalìa",Mas - Alieus, potrebbe semplicemente significare "casa di pescatori" o, volendo accostare ad "aliseo", "casa dei venti".
Numerose sono altre proposte etimologiche, tra le quali la più conosciuta è quella che fa derivare "Massalìa" (con due S) damas ("casa") esalya ("salii"), patria dei Salii, popolazione ligure nativa del luogo, ma non vi è motivo che i Greci chiamassero con un nome straniero una propria colonia.
Marsiglia è situata nel Sud-est della Francia, inProvenza, nell'estremità orientale delgolfo del Leone. È bagnata dal Mediterraneo a ovest e a sud, racchiusa da un anfiteatro di alture calcaree formato dal massiccio dell'Estaque e dell'Etoile a nord, dalmassiccio del Garlaban a est, dal massiccio del Saint-Cyr e dalmonte Puget a sud-est, il massiccio del Marseilleveyre a sud.
L'area metropolitana marsigliese è bagnata dal fiumeHuveaune e dal suo affluenteJarret. Al largo di Marsiglia si staglia l'arcipelago delle Frioul, formato da quattro isole.
La città di Marsiglia e i suoi dintorni godono dei benefici delclima mediterraneo. L'inverno si caratterizza per il freddo molto moderato, mentre l'estate è calda, ma ben ventilata. Leprecipitazioni si concentrano prevalentemente in autunno e nel periodo di transizione tra l'inverno e la primavera; in estate sono possibili prolungati eventi disiccità.
IFocesi fondarono la colonia diMassalia nel 600 a.C., in un momento storico particolare, essendo la costa microasiatica minacciata daiLidi. La città di Focea quindi sostanzialmente si divise tra sostenitori e oppositori, questi ultimi andando a rinfoltire le file dei primi coloni Masalioti.
Gli iniziali rapporti con gli indigeniLiguri sono raccontati nella leggenda dell'incontro e dell'unione fra il marinaio Protis (focese) e la bella Gyptis (figlia del re deiLiguri Segobrigi Nanno).
Circa trentacinque anni dopo Focea venne conquistata dai Persiani. I Focesi si rifugiarono nella colonia diAlalia inCorsica, ma ormai la regione non aveva più spazio per un ulteriore polo dirigenziale, e fu la guerra:Etruschi eCartaginesi li affrontarono nellabattaglia navale di Alalia (535 a.C.). I Focesi vinsero, ma riportarono danni così gravi alle loro navi che preferirono trasferirsi aElea. Massalia rimase quindi l'unica vera forza commerciale greca nel bacino che sarà poi dominato da Roma.
Fino al 49 a.C. Marsiglia, è unacittà-Stato governata da un'oligarchia che fonda il suo potere sull'attività mercantile. Nel 49 a.C. la città, che parteggia perPompeo nellaguerra civile tra Cesare e Pompeo, viene sconfitta daGiulio Cesare. Essa riesce, comunque, a mantenere la sua indipendenza, ma da questo momento in poi inizia la sua decadenza commerciale.
Alla fine del V secolo la città cade nelle mani deiVisigoti (476) poi deiBurgundi e degliOstrogoti, ma le dominazioni barbare non hanno effetti rilevanti su Marsiglia. Nel 536 d.C. laProvenza è annessa al territorio deiFranchi, e la città torna a essere un importante nodo commerciale. Con l'espansione degli Arabi sulle coste del Mediterraneo cessarono i secolari commerci tra Marsiglia il Medioriente e il Nordafrica, dando il via a un lungo periodo oscuro per la storia della città. A peggiorare la situazione vi furono anche le incursioni deiSaraceni delFrassineto, che nell'838 la saccheggiarono, e deiNormanni. La città si ripiega su sé stessa, e nuove mura vengono erette all'interno della cinta greco romana. Intorno al 950 la Provenza è ceduta alre di Borgogna, e Marsiglia è dichiarata asilo per gli stranieri.
I Conti di Provenza garantirono alla città di Marsiglia, governata da un visconte, la sua secolare autonomia che agli inizi del XI secolo divennede facto un'indipendenza vera e propria. Mentre il potere dei visconti si fraziona e inesorbilmente declina, il potere locale inizia a passare nelle mani di un governo di tipo comunale (università) che poggia le sue basi su un consiglio cittadino. Mentre fiorisce il comune, i mercanti marsigliesi riallacciarono floridissimi scambi con i porti delLevante e e in particolare del Nordafrica. In questi stessi anni vengono aperti anche canali commerciali terrestri con i mercati della Francia settentrionale e delleFiandre, questo fino alla presa di potere diRaimondo Berengario IV di Provenza. Marsiglia inizialmente resistette al suo tentativo di controllo, ma dovette infine sottomettersi e riconoscerne la sovranità nel 1243.[6] Dopo la sua morte, sua figliaBeatrice di Provenza si sposò nel 1246 con il fratello diLuigi IX, il futuro re di siciliaCarlo I, facendolo conte. Carlo continuò i cambiamenti amministrativi di suo genero, il che riaccese il malcontento. Marsiglia si ribellò nel 1248, sotto la guida di due nobili locali,Barral di Baux eBonifaci VI de Castellana, mentre Carlo era impegnato nellasettima crociata. Con il termine di essa nel 1250 egli costrinse Marsiglia ad arrendersi nel 1252, ma la città si sollevò ancora una volta nel 1262, questa volta sotto la guida di Bonifacio di Castellane e Ugo di Baux, cugino di Barral des Baux (che rimase fedele e contribuì a contenere la rivolta).[7] Carlo represse la rivolta nel 1263 ed con il prosperare del commercio non si crearono ricrearono ulteriori insurrezioni.[8] Durante la dominazione angioina Marsiglia entrò in una fase di decadenza che raggiunse il suo apice nel 1284, quando gli Aragonesi la razziarono e ne distrussero la flotta.
Nel 1348 la città fu colpita terribilmente dallapeste bubbonica, che continuò ad infierire a fasi alterne fino al 1361. Essendo rinomanto come tappa fondamentale nelle tratte commerciali del mediterraneo, si ritiene che Marsiglia sia stato uno dei primi posti in Francia a incontrare l'epidemia e circa15 000 persone morirono in città su una popolazione di25 000 durante il suo periodo di prosperità economica nel secolo precedente.[9] Le ricchezze della città diminuirono ancora di più quando vennesaccheggiata e depredata dagliAragonesi diAlfonso V nel 1423, che, di ritorno da Napoli con la sua flotta, volle punire i marsigliesi per l'appoggio navale dato aLuigi III d'Angiò.
Nel 1481, con l'unione della Provenza alRegno di Francia, Marsiglia divenne città regia, conservando ampi margini di autonomia e restando separata amministrativamente dalla regione circostante. Nei decenni a seguire i marsigliesi dimostrarono in diverse occasioni la loro fedeltà alla corona francese. Circa trenta anni dopo l'annessione alla Francia, il reFrancesco I visitò Marsiglia, spinto dalla curiosità di vedere ilrinoceronte che il reManuele I del Portogallo aveva inviato alpapa Leone X ma che eranaufragato con la nave sull'Île d'If. Come risultato della visita, venne costruita la fortezza di Château d'If, il che contribuì qualche anno dopo a impedire che Marsiglia venisse assediata dalle truppe delSacro Romano Impero.
In seguito alla ratifica dell'alleanza franco-ottomana del 1536, Marsiglia divenne base di una flotta franco-turca contro gli imperiali e i loro alleatigenovesi.[10] L'alleanza con gli ottomani favorì un'espansione dei commerci da Marsiglia, che grazie a un editto del 1543 aveva ottenuto il deposito esclusivo delle spezie, verso i porti del Levante e del Nordafrica. Verso la fine del XVI secolo la città venne colpita da un'epidemia di peste. Nella seconda metà del XVI secolo, a fronte dei ripetuti tentativi della monarchia francese di minare la sua secolare autonomia, Marsiglia fu teatro di aspre lotte civili che raggiunsero l'apice con le ribellioni del 1650 e del 1660. Dopo la repressione di quest'ultima rivolta,Luigi XIV di Francia entrò in città, fece costruire dai suoi partigiani il forte Saint-Jean e abolì ogni privilegio amministrativo. Per garantire la sopravvivenza del tessuto economico locale, nel 1669Jean-Baptiste Colbert concesse a Marsiglia lo status diporto franco.
IlGrand-Saint-Antoine, una nave proveniente dal Levante, attraccò a Marsiglia il 25 maggio 1720 e diede origine allapeste del 1720, l'ultima epidemia dipeste registrata inFrancia. In realtà, il suo carico costituito da tessuti e batuffoli di cotone era infettato daibacilli di Yersin, che causarono l'epidemia di peste. A seguito di gravi negligenze, e nonostante la presenza di regolamenti molto rigorosi diquarantena per passeggeri e per le merci, la piaga della peste si diffuse in tutta la città. I quartieri degradati e più antichi furono i più colpiti. La peste si diffuse molto rapidamente nella città dove causò circa40 000 vittime su90 000 abitanti, a cui si sommano le oltre120 000 vittime inProvenza su una popolazione di circa400 000 abitanti.
Un'altra caratteristica della città fu la sua indipendenza nei confronti delle altre città e del potere (inteso come potere centrale francese, del Re e di Parigi): Marsiglia era una città che poteva cambiare bandiera in base ai suoi interessi. Solo con laRivoluzione francese, con l'intento di unificazione della Francia sotto un'unica moneta, un'unica lingua e con gli stessi diritti e doveri per tutti, Marsiglia perse questa tendenza autonoma che ha sempre cercato di mantenere.
Durante l'epoca napoleonica Marsiglia attraversò una fase di crisi a causa del blocco navale che aveva duramente colpito l'economia locale strettamente legata alle attività portuali. In seguito allaconquista francese di Algeri del 1830 prima, e all'arrivo della ferrovia nel 1848 poi, la città entrò in una fase di rinnovato sviluppo economico. Con ilSecondo Impero poi Marsiglia venne interessata da grandi lavori pubblici che cambiarono per sempre il suo aspetto. Vennero realizzati i nuovi bacini portuali a nord mentre i quartieri del centro vennero sventrati per permettere l'apertura di nuovi ampi viali in stile parigino. Nei decenni successivi, grazie all'apertura delcanale di Suez e all'espansione coloniale francese, Marsiglia, divenuto uno snodo cruciale, attraversò una fase di grandissima crescita. Attratti dalle tante opportunità, migliaia di immigrati interni, principalmente dai dipartimenti vicini e dallaCorsica, ma anche dall'estero, principalmenteitaliani, si riversarono in città andandone a ingrossare i quartieri periferici. Se nel 1830 la città contava circa 130000 abitanti, nel 1905 erano aumentati a quasi 550000. La convivenza tra le varie anime della città nella seconda metà dell'Ottocento non fu sempre pacifica. In seguito alla ratifica deltrattato del Bardo del 1881, che garantiva alla Francia il protettorato sulBeilicato di Tunisia, si registrarono gravissimi scontri di natura xenofoba, passati alla storia comevespri marsigliesi, tra la maggioranza francese e la numerosa comunità italiana.
Durante la prima metà del XX secolo Marsiglia celebrò il suostatus di «porto dell'impero» attraverso le esposizioni coloniali del 1906 e del 1922;[11] la monumentale scalinata della stazione ferroviaria, glorificante le conquiste coloniali francesi, risale a quel periodo. Alle quattro del pomeriggio del 9 ottobre 1934 il reAlessandro I di Jugoslavia sbarcò al porto di Marsiglia accolto dal Ministro degli esteri franceseLouis Barthou; alle quattro e un quarto del pomeriggioVlado Černozemski, appartenente all'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone, che mirava all'indipendenza della Macedonia dalla Jugoslavia e che aveva collegamenti con la formazione degliUstascia croati diAnte Pavelić,[12] si avvicinò alla vettura reale, si aggrappò alla fiancata e svuotò il caricatore della suaMauser C96 sul re e sul ministro Barthou. Immediatamente gli agenti di scorta aprirono il fuoco all'impazzata e Černozemski fu ucciso all'istante dai colpi dipistola e dalle sciabolate della guardia a cavallo. L'auto con il re e il ministro fu condotta presso la stazione di polizia dove si cercò di prestare i primi soccorsi ai feriti, ma Alessandro, alle cinque, perse conoscenza e morì. Il ministro Barthou fu trasportato all'ospedaleHôtel-Dieu dove si spense il giorno successivo: l'autopsia mostrò che le pallottole che lo uccisero erano quelle sparate dalla polizia francese. A causa del panico che si venne a creare tra la folla due civili vennero accidentalmente uccisi da pallottole vaganti. L'assassinio di Alessandro I fu il primo omicidio filmato della storia e rimane una delle più importanti riprese percinegiornali ancora esistenti.
Nel periodo tra le due guerre mondiali Marsiglia divenne nota per la sua fitta rete dicrimine organizzato.Simon Kitson ha dimostrato come lacorruzione fosse estesa anche all'interno dell'amministrazione e della polizia.[13] Il 28 ottobre 1938 un grande incendio devastò il centro commerciale Nouvelles Galeries. Le operazioni di soccorso si rivelarono del tutto inefficaci a causa dell'impreparazione del personale preposto tanto da dove richiedere l'intervento della Marina da Tolone. Nell'incendio morirono complessivamente 73 persone. A causa della cattiva gestione delle operazioni di soccorso il comune venne commissariato dal governo nazionale.
Durante laseconda guerra mondiale Marsiglia venne colpita il 1º giugno 1940 da un bombardamento tedesco che causò 32 morti e una sessantina di feriti, lo stesso giorno in cui il battaglione di pompieri della marina militare, recentemente creato, lasciò la caserma temporanea nellarue de Lyon e prese possesso quella delBoulevard de Strasbourg.[14] Il 21 giugno unsecondo pesante bombardamento, questa volta effettuato dagli italiani, provocò 144 morti e 136 feriti.[15][16]
Dopo la capitolazione della Francia Marsiglia rimase nel territorio dellaFrancia di Vichy, di cui seguì la sorte fino all'invasione italo-tedesca del 1942 decisa da Hitler. La città venne quindi occupata, come il resto della «zona libera», dalletruppe tedesche il 12 novembre 1942 fino all'agosto 1944. La città soffrì notevolmente dall'occupazione tedesca, soprattutto durante il rastrellamento di Marsiglia, che colpì il quartiere diLe Panier a nord delporto vecchio, che veniva considerato un «quartiere criminale» dai nazisti. La notte tra il 22 e il 23 gennaio 1943,diverse migliaia di persone vennero arrestate e due giorni dopo, il 24 gennaio, il generale delle SSKarl Oberg, assistito dal prefettoRené Bousquet (responsabile, tra l'altro, anche delrastrellamento del Velodromo d'Inverno), intimò ai residenti sul porto vecchio di lasciare le proprie case entro due ore, con 30kg di bagagli.30 000 persone vennero espulse. Nelle successive due settimane, 1500 edifici vennero fatti esplodere con ladinamite, distruggendo il quartiere a nord del porto vecchio e lasciando un campo di rovine fino alla liberazione alleata della città. Oltre4 000ebrei vennero rastrellati a Marsiglia durante l'operazioneTiger; furono trasferiti in campi di detenzione prima di essere deportati neilager dellaPolonia occupata dai nazisti per essere eliminati.[17] Marsiglia subì inoltre in quel periodo diversi bombardamenti aerei. Il 27 maggio 1944 undevastante bombardamento strategico americano causò ingenti danni in città e provocò la morte di1 752 marsigliesi,2 761 feriti e oltre20 000 sfollati; nel bombardamento trovarono la morte anche circa 400 tedeschi delle truppe d'occupazione.[14] Il 21 agosto 1944 l'esercito tedesco mise fuori uso tutte le strutture portuali e militari prima di lasciare la città e vennero colate a picco oltre duecento navi. Venne distrutto anche il celebrepont transbordeur:[18] il 22 agosto 1944 l'esercito tedesco fece saltare ilponte del porto vecchio per ostruire il porto nel corso dellabattaglia di Marsiglia, ma dei due piloni, uno solo cadde. L'altro fu distrutto il 1º settembre 1945, con una carica di 400kg di esplosivo. Il 23 agosto 1944 le truppe francesi, comandate dal generale de Montsabert, entrarono in città e presero possesso dellaRue de Rome a nel popolare quartiere diBelle de Mai, ma la città venne liberata dagliAlleati il 29 agosto, quando il generalede Lattre de Tassigny fece sfilare l'armée d'Afrique sullaCanebière.[14]
Il secondo dopoguerra fu per Marsiglia un periodo particolarmente complesso. Da un lato la città si riprese con difficoltà dalle distruzioni belliche, dall'altro dovette fronteggiare una mutata situazione economica e sociale figlia della deindustrializione e delladecolonizzazione. Gran parte delle attività industriali e portuali vennero infatti spostate aFos-sur-Mer o nellostagno di Berre. Al termine dellaguerra d'Algeria poi circa150 000 coloni francesi (pieds-noirs) erano riparati a Marsiglia dove negli anni successivi iniziò a giungere una numerosissima manodopera proveniente principalmente dai paesi del Maghreb.[19] La maggioranza degli immigrati rimase in città facendo nascere così un quartiere franco-africano con un grande mercato.
A partire dagli anni 1970 e 1980, laprogressiva indipendenza delle colonie francesi ha minato l'economia della città. Marsiglia soffrì anche di una cattiva reputazione legata all'insicurezza e agli affari di grande banditismo (French Connection, assassinio del giudicePierre Michel il 21 ottobre 1981, ecc.). Nel 1973, in un contesto di tensioni intorno all'immigrazione e dopo l'assassinio di un autista di un autobus da parte di un algerino, nella città scoppiò un'ondata di violenza contro gli immigrati di origine araba.
Vista sul porto, sullo sfondo, Notre Dame de la Garde
IlVieux Port (Vecchio Porto), attorno al quale la città si sviluppò durante i secoli. Simbolo di Marsiglia de La Garde che si staglia sulla collina come per proteggerla e salutare i marinai, il Vieux Port è stato modificato nel 2013 in concomitanza con l'assegnazione di Marsiglia Capitale della Cultura: la parte centrale del Vieux Port ospita una grande struttura a specchio che protegge i passanti dalle intemperie e permette a quest'ultimi di guardarsi riflessi alzando la testa.
Per via della sua importanza di porto mediterraneo, Marsiglia è sempre stata una delle principali porte di ingresso per la Francia. Ciò ha attratto molti immigrati facendo di Marsiglia una città cosmopolita. Già verso la fine del XVIII secolo circa la metà della popolazione cittadina era nata in qualche altra parte inProvenza o in Francia meridionale.[23][24]
Le condizioni economiche e l'instabilità politica in Europa e nel resto del mondo causarono diverse ondate di immigrati durante il XX secolo:greci eitaliani arrivarono alla fine del XIX secolo (nella prima metà del XX secolo il 40% della città era di origine italiana),[25] irussi nel 1917; gliarmeni nel 1915 e nel 1923; i vietnamiti negli anni 1920, nel 1954 e dopo il 1975;[26] icorsi durante gli anni 1920 e 1930; spagnoli dopo il 1936;maghrebini (siaarabi siaberberi) nel periodo tra le due guerre mondiali; africani sub-sahariani dopo il 1945; ipieds-noirs in fuga dall'exAlgeria francese nel 1962; infine immigrati dalleComore. I residenti in città di originemagrebina erano ben70 000 (soprattutto dall'Algeria) nel 2006 e addirittura più di100 000 nel 2011, appena cinque anni dopo.
La seconda più numerosa comunità straniera a Marsiglia è costituita dagli immigrati provenienti dalleComore, che ammontano a circa45 000 persone.[25]
Lo storicoMichel Vovelle ha stimato che alla fine del XVIII secolo gli italiani a Marsiglia fossero già tra le5 000 e le6 000 persone, su una popolazione totale di100 000 abitanti: rappresentavano allora il 70% degli stranieri residenti in città.[27] L'immigrazione italiana andò a crescere soprattutto tra il 1850 e il periodo tra le due guerre mondiali e nel 1934 gli italiani in città erano ben127 000, andando a rappresentare i due terzi della popolazione straniera. A partire da quel periodo, la politica anti-esodo attuata dal regime fascista pose un freno considerevole all'emigrazione italiana.[27] Attualmente, sono circa300 000 i marsigliesi di originiitaliane, ovvero il 35% della popolazione di Marsiglia.[28]
Marsiglia ha anche la seconda più numerosa comunità dicorsi earmeni della Francia, dopo Parigi. Altre importanti comunità sono quellaturca,cinese evietnamita.[29]
Nel 1999, in diversiarrondissement, circa il 40% dei giovani con meno di 18 erano di origine magrebina (almeno un genitore).[30]
Sin dal 2013 gli immigrati provenienti dall'Europa orientale vengono a lavorare a Marsiglia, attratti da migliori opportunità di lavoro e dal bel clima della città mediterranea. Le nazionalità più numerose sono irumeni e opolacchi.[31]
Maggiori comunità di immigrati (oltre5 000 persone)
Marsiglia è la città francese con la più grande proporzione di musulmani con i suoi200 000 fedeli (un abitante su quattro) e i 63 luoghi di culto già adibiti all'Islam.
Il MuCEM (Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo), inaugurato nel 2013, è un museo nazionale di antropologia dedicato alle società e le culture dell'area europea e mediterranea. Le sue collezioni comprendono più di un milione di oggetti.
IlCabinet des monnaies et médailles, ospitato dagliArchives municipales, ha una collezione di circa30 000 monete, medaglie e altri oggetti numismatici.
L'Opéra municipal de Marseille è stata costruita nel 1920 al posto del Grand-Théâtre che risaliva al 1786, distrutto da un incendio nel 1919.
IlThéâtre du Gymnase è unteatro all'italiana costruito a partire dal 1804. Nel Novecento è servito come teatro di prosa, ma anche come sala da concerto perJacques Brel oCharles Aznavour. Fu chiuso nel 1980 per vetustà, ma ha riaperto nel 1986 grazie al mecenate americanoArmand Hammer. È stato successivamente ristrutturato nel 2015.[35]
La Criée è il teatro nazionale di Marsiglia. Vecchio mercato all'ingrosso del pesce, il teatro è stato fondato nel 1981 e ha sede sul quai de Rive Neuve.
Tra i tanti luoghi di spettacolo cittadini si deve ricordare ancheLa Friche.
Pastis (bevanda alcolica speziata a base di anice bevuta come aperitivo),aioli (salsa a base di aglio),tapenade (antipasto a base diacciughe sotto sale, olive, capperi e aglio),bouillabaisse (zuppa di pesce, con salse e verdure),panisse (sottile galletta di farina di ceci). La birraLa Cagole vuole rifarsi alla rappresentazione popolare della vecchia Marsiglia diMarcel Pagnol.Pistou, come il pesto genovese ma senza parmigiano e sempre con aglio.
Marsiglia è divisa in sediciarrondissement municipali, anch'essi divisi in quartieri (111 in totale). Gliarrondissement sono raggruppati a due a due in settori, e ognuno degli otto settori ha il proprio consiglio e il proprio sindaco, come gliarrondissement diParigi o diLione. Il fiume cittadino si chiamaHuveaune.
Il 1° gennaio 2016 laCommunauté urbaine Marseille Provence Métropole è confluita nella neocostituitametropoli di Aix-Marsiglia-Provenza, una nuova entità amministrativa che include, oltre al territorio della comunità marsigliese, anche quelli di cinque comunità d'agglomerazione.
Fino al 2014 la città di Marsiglia è stata amministrativamente divisa in 25 cantoni:
cantone di Marsiglia-La Belle-de-Mai
cantone di Marsiglia-Belsunce
cantone di Marsiglia-La Blancarde
cantone di Marsiglia-Le Camas
cantone di Marsiglia-La Capelette
cantone di Marsiglia-Les Cinq-Avenues
cantone di Marsiglia-Les Grands-Carmes
cantone di Marsiglia-Mazargues
cantone di Marsiglia-Montolivet
cantone di Marsiglia-Notre-Dame-du-Mont
cantone di Marsiglia-Notre-Dame-Limite
cantone di Marsiglia-Les Olives
cantone di Marsiglia-La Pointe-Rouge
cantone di Marsiglia-La Pomme
cantone di Marsiglia-La Rose
cantone di Marsiglia-Saint-Barthélemy
cantone di Marsiglia-Sainte-Marguerite
cantone di Marsiglia-Saint-Giniez
cantone di Marsiglia-Saint-Just
cantone di Marsiglia-Saint-Lambert
cantone di Marsiglia-Saint-Marcel
cantone di Marsiglia-Saint-Mauront
cantone di Marsiglia-Les Trois Lucs
cantone di Marsiglia-Vauban
cantone di Marsiglia-Verduron
Nessuno dei cantoni includeva comuni limitrofi.
A seguito della riforma approvata con decreto del 18 febbraio 2014,[36] che ha avuto attuazione dopo leelezioni dipartimentali del 2015, il territorio comunale della città è stato diviso in 12 cantoni:
Marsiglia è un importante snodo autostradale regionale. Verso nord origina infatti l'autostradaA7 perLione, verso nord-ovest l'A55 perMartigues mentre in direzione est scorre l'autostradaA50 perAubagne. Il raccordo autostradaleA507 attraversa la periferia orientale marsigliese e unisce l'A7 con l'A50.
La città è dotata di due linee della metropolitana, lalinea 1 e la linea 2. Marsiglia è dotata di unarete tranviaria formata da tre linee e da una rete di autobus urbani e suburbani.
Le elezioni municipali si svolgono per settore. Ogni settore elegge i suoi consiglieri (303 in totale), di cui un terzo saranno consiglieri municipali.
«Allo Città di Marsiglia» —Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Grazie alla sua posizione sul mare, Marsiglia è un centro in rapido sviluppo nel settore del turismo, nonché della logistica portuale, dello stoccaggio e dei trasporti.Fos Sur Mer Port France, ovvero ilGran porto marittimo di Marsiglia, è un pilastro dell’economia locale, ricoprendo un ruolo fondamentale nel trasporto delle merci in tutta Europa. Il porto movimenta circa 1,5 milioni di container all'anno.
Inoltre, ma altrettanto importanti, sono le industrie in settori quali lo sviluppo scientifico, l’assistenza sanitaria, la finanza e le tecnologie moderne. Marsiglia ospita il rinomato e famoso ospedale universitario Timone, riconosciuto da Newsweek come uno dei 100 migliori ospedali del mondo[39].
↑Abulafia 1999, p. 373: "[Some, like] Marseilles, had had their consulates confirmed by the counts and were close to enjoying complete independence. Ramon-Berenguer V set out to reverse this ... Marseille, however, refused ... the Marseillais did recognize Ramon-Berenguer's suzerainty in 1243."
↑(EN)Steven Runciman,The Sicilian Vespers: A History of the Mediterranean World in the Later Thirteenth Century, Londra, Cambridge University Press., 1958, pp.72-76.
↑Abulafia 1999, p. 374: "[Marseille] was subdued once and for all in 1263. Probably the major factor in reconciling the Provençal towns to the loss of their independence was their general economic prosperity."
↑(EN) Stanley Leathes,The Cambridge Modern History, a cura di Adolphus William Ward, G. W. Prothero e Stanley Leathes, vol.10, Cambridge, University Press, 1906, p.72.URL consultato il 1º febbraio 2010.
Marsiglia, inTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.URL consultato il 14 marzo 2023.
André Cholley, Andrée R. Schneider, Léopold Albert Constans, e Gino Luzzato,Marsiglia, inEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.URL consultato il 14 marzo 2023.
Adolfo Cecilia,Marsiglia, inEnciclopedia dantesca, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.URL consultato il 14 marzo 2023.
Andreas Hartmann-Virnich,Marsiglia, inEnciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997.URL consultato il 14 marzo 2023.
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