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Marina Vlady

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Marina Vlady nel 1976

Marina Vlady, pseudonimo diMarina Catherine Poljakova (Clichy,10 maggio1938), è un'attricefrancese di originerussa.

Biografia

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Nata aClichy, Marina Catherina è la minore delle quattro figlie di Vladimir de Poliakoff e di Militza Envald, duerussi bianchi rifugiati inFrancia a causa dellarivoluzione. Suo padre era cantante d'opera, la madre era unaétoile della danza. Tutte e quattro le sorelle Poliakoff seguirono la carriera artistica. Olga, la maggiore (1928-2009), assunse lo pseudonimo diOlga Varen, Militza (1932-1988) quello diHélène Vallier, Tania (1930-1980) quello diOdile Versois, mentre Catherine Marina sarebbe diventata una delle più note attrici francesi con il nome di Marina Vlady.

Carriera

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Marina Vlady nel 1996

Vlady studiò danza all'Opera di Parigi e debuttò dodicenne nel cinema partecipando al filmOrage d'éte (1949), pellicola che ebbe fra gli interpreti sua sorellaOdile Versois. Ottenne i suoi primi successi in Italia che la resero nota a livello europeo. Nel 1954, sedicenne, vinse ilpremio Suzanne Bianchetti come attrice rivelazione nel filmPrima del diluvio (1953) diAndré Cayatte. L'anno successivo interpretò quello che è considerato il suo film mitico:La strega (1955), che ebbe cinque anni di programmazione continuata inURSS.

Marina Vlady nel 2009

Nel 1955 sposòRobert Hossein, che la diresse nel suo film di esordio alla regia,Gli assassini vanno all'inferno. Nacque un sodalizio artistico che non si rivelerà vincente. Dopo il divorzio, Marina venne riscoperta dal cinema italiano conLa ragazza in vetrina (1960) diLuciano Emmer. Saranno poiJean Delannoy,Jean Cocteau eJean Marais a volerla come interprete ideale perLa principessa di Clèves (1961), premio Femina a Bruxelles.

Dal 1960 al 1962 si affermò come una delle attrici più richieste delcinema francese editaliano. Fu diretta daAlberto Lattuada inLa steppa (1962), e nello stesso anno venne scelta daMarco Ferreri come protagonista nel censuratoL'ape regina (titolo originale prima del ritiro dagli schermi) che le varrà il premio come migliore interpretazione femminile alFestival di Cannes nel 1963. Nello stesso anno sposòJean-Claude Brouillet, proprietario della linea aerea Trans-Gabon, da cui divorzierà nel 1965.

Orson Welles la scritturò per il ruolo diLady Percy inFalstaff (1964),Henri Colpi perSteaua fara nume (1965), e nel 1966Jean-Luc Godard la scelse per la parte principale inDue o tre cose che so di lei. Ottenne poi il ruolo di Lika Mizanova, il grande amore diAnton Cechov, nel filmSjuzet dlja nebol'sogo rassakaza / Un amour de Tchékhov (1968) diSergej Iosifovič Jutkevič e in URSS incontròVladimir Semënovič Vysockij, grande poeta e cantautore, che diventerà il suo terzo marito dal 1970 all'anno della morte nel 1980. Nel 1987 dedicò appunto a Vysockij il libroVladimir ou le vol arrêté, tradotto in Italia a cura del regista e scrittoreGianni Da Campo[1].

Autrice di nove libri, è rimasta attiva in campo teatrale e cinematografico dove, nel 2009, ha interpretato il ruolo femminile nel filmQuelques jours de répit diAmor Hakkar.

Filmografia

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Marina Vlady conMarcello Mastroianni inGiorni d'amore (1954)
Marina Vlady inUna storia moderna - L'ape regina (1963)

Omaggi

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Nel 1993 il cantautore astigianoGiorgio Conte le ha dedicato la canzoneMarina Vlady, incisa nell'albumGiorgio Conte, in cui descrive l'attrice con queste parole

«Da ragazzo la sognavo, / lei la balia ideale, la zia ideale, / il primo amore ideale... la prima volta ideale, / una figa madornale»

(Giorgio Conte,Marina Vlady)

Riconoscimenti

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Doppiatrici italiane

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Onorificenze

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Commendatore dell'Ordine delle arti e delle lettere - nastrino per uniforme ordinaria
— 16 giugno 1994
Medaglia di Puškin (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria
— 2 aprile 2012

Note

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  1. ^Copia archiviata, subergamofilmmeeting.it.URL consultato il 25 giugno 2016(archiviato dall'url originale il 21 agosto 2016).

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