Marc Chagall nacque in una famigliaebraica aLëzna, pressoVicebsk, una città dilingua yiddish inBielorussia, allora facente parte dell'Impero russo. Il giorno stesso della sua nascita, il villaggio venne attaccato daicosacchi durante unpogrom e la sinagoga fu data alle fiamme; da allora, l'artista - rievocando le proprie origini - userà dire: "Io sono nato morto". Chagall era il maggiore di nove fratelli; il padre, Khatskl (Zakhar) Chagall, era un mercante di aringhe sposato con Feige-Ite.[1] Nelle opere dell'artista ritorna spesso il periodo dell'infanzia nelloshtetl, villaggio ebraico,[2] felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi sotto il dominio degli zar e il cui onnipresente ricordo condizionerà tutta l'opera futura.
Ricevette un'istruzione primaria ebraica tradizionale - secondo la Torah, il Talmud, con lo studio dell'antica lingua ebraica. Nell'autunno del 1900 si iscrisse alla scuola cittadina di quattro classi con una specializzazione artigianale, dove eccelse solo nel disegno e nella geometria. Dopo aver convinto la sua famiglia, riluttante a fargli intraprendere la carriera artistica in quanto cosa espressamente vietata dallaTōrāh, Chagall dapprima lavorò assai di malavoglia come ritoccatore nella bottega di due fotografi, ma nel 1906 iniziò a studiare pittura alla scuola-laboratorio del maestro Yehuda (Yudl) Pen, il solo pittore di Vicebsk: rimase nel suo studio per due mesi, non ritrovandosi nell'insegnamento accademico del maestro, e l'anno successivo si trasferì aSan Pietroburgo. Qui frequentò l'Accademia Russa di Belle Arti con il maestroNikolaj Konstantinovič Rerich, che lo ricompensò con una borsa di studio, e conobbe artisti di ogni scuola e stile. Tra il 1908 e il 1910 studiò prima in una scuola privata, poi alla scuola Zvanceva conLéon Bakst, che per primo gli parlò dei nuovi orizzonti culturali dell'Occidente e gli fece conoscere la pittura diCézanne eGauguin.[3]. Per mantenersi gli studi a San Pietroburgo, Chagall lavorava come artigiano dipingendo insegne di negozi, oltre a realizzare le prime opere originali. Questo fu un periodo difficile per lui: gli ebrei potevano infatti vivere a San Pietroburgo solo con un permesso apposito, infatti venne imprigionato per essere rimasto fuori dalghetto oltre l'orario consentito. Rimase nella città fino al 1910, anche se di tanto in tanto tornava nel paese natale, dove nel 1909 incontrò, grazie alla modella e amica Thea Brachman,Bella Rosenfeld, figlia di ricchi orefici e sua futura moglie. Nel 1912 aderì allaMassoneria[4].
Una volta divenuto noto come artista, nel 1910 Chagall lasciò San Pietroburgo perParigi avvicinandosi alla comunità artistica diMontparnasse: «Nessuna Accademia avrebbe potuto darmi tutto quello che ho scoperto divorando le esposizioni di Parigi, le sue vetrine, i suoi musei [...] Come una pianta ha bisogno di acqua, così la mia arte aveva bisogno di Parigi», dirà poi. A Parigi il giovane Chagall conobbe diversi intellettuali d'avanguardia; si stabilì presto allaRuche e strinse amicizia conGuillaume Apollinaire,Robert Delaunay,Fernand Léger eEugeniusz Zak; mantenne però un certo scetticismo nei confronti delcubismo, considerandolo troppo "realista" e attaccato al lato fisico delle cose, mentre lui si sentiva più attratto «dal lato invisibile, quello della forma e dello spirito, senza il quale la verità esterna non è completa». In questo periodo, nel disordine del suo studio e sempre a corto di cibo e mezzi dipinse i suoi primi capolavori, nei quali il ricordo di casa e delloshtetl è predominante:Alla Russia, agli asini e agli altri,Il Santo vetturino e soprattuttoIo e il villaggio, fiaba cubista dove in un'unica visione sono racchiusi paesaggi russi, fantasie popolari, proverbi ebraici.[5] Il poetaCendrars gli dedicò quattro dei suoiPoèmes élastiques e Apollinaire, riferendosi alla sua pittura, la definì "soprannaturale". Chagall potè affermare con soddisfazione: «Ho portato dalla Russia i miei oggetti, Parigi vi ha versato sopra la sua luce». Nel 1914 ritornò a Vicebsk fermandosi aBerlino, dove il mercante d'arte Herwarth Walden organizzò nella sua galleria la prima personale dell'artista, che ebbe un ottimo successo di pubblico e critica. Poco dopo il ritorno in Russia, scoppiò laprima guerra mondiale che, insieme alla successivarivoluzione, lo tenne di fatto bloccato in patria fino al 1923. Intanto, nel 1915 si era unito in matrimonio con Bella Rosenfeld; nel 1916 nacque la loro prima figlia, Ida.
A Vicebsk, dove ritrovò la famiglia, Chagall dipinse opere comeL'Ebreo in rosa,L'ebreo in preghiera,La passeggiata eCompleanno. Nel 1917 prese parte attiva allarivoluzione russa: in sostituzione del servizio militare, lavorò a Pietroburgo al Ministero della Guerra, dove conobbe i grandi poeti russi del periodo (Pasternak,Esenin,Majakovskij), realizzò le prime illustrazioni per libri e giornali ed espose in alcune importanti collettive. Il Ministro sovietico della culturaLunačarskij lo nominòCommissario dell'arte per la regione di Vicebsk, dove fondò una "Libera Accademia d'Arte" e ilMuseo di arte moderna; non ebbe tuttavia successo nella politica del governo deisoviet. Chagall incitò gli artisti di ogni età ad abbandonare gliatelier e portare il loro contributo alla preparazione della festa, oltre che a seguire il proprio estro creativo: così, le opere decorative per il primo anniversario della Rivoluzione scontentarono i funzionari del governo che, in luogo dei ritratti trionfali diMarx,Engels eLenin, si ritrovarono effigi dimucche ecavalli volanti ed umanizzati. Per questo, Chagall entrò in contrasto con la sua stessa scuola (in cui militavaEl Lissitzky), conforme per motivi politici alsuprematismo, assolutamente agli antipodi rispetto al suo stile fresco ed "infantile". Dopo un breve viaggio a San Pietroburgo per chiedere «pane, colori e denaro», il pittore trovò al ritorno la sua stessa scuola trasformata in una "accademia suprematista". Di conseguenza, nel 1920 Chagall fu costretto a dimettersi e si trasferì con la moglie e la figlioletta aMosca, dove il governo gli affidò l'insegnamento dell'arte agli orfani di guerra delle colonie Malachovka e III Internazionale, mestiere di certo più limitante del precedente. Nello stesso periodo accettò la commissione per la decorazione di nove pannelli (oggi ne rimangono 7) per ilTeatro Ebraico di Stato "Granovskij" e disegnò una serie di illustrazioni per il ciclo di poesie in yiddishGrief del poetaDavid Hofstein, anch'egli insegnante presso il rifugio Malachovka.
Il violinista, 1912-1913
Amareggiato, nel 1923 Chagall riuscì finalmente a lasciare la Russia rivoluzionaria grazie all'ambasciatorelituano e, dopo un breve e sofferto soggiorno a Berlino (i quadri che vi aveva lasciato erano andati distrutti o dispersi a causa della guerra) e una commissione del galleristaCassirer, si trasferì a Parigi, dove ritrovò alcuni dei vecchi contatti. In questo periodo pubblicò le sue memorie inyiddish, trascritte inizialmente inrusso e poi tradotte infrancese dalla moglie Bella; scrisse anche articoli e poesie pubblicati in diverse riviste e alcuni scritti raccolti in forma di libro e pubblicati postumi. Il mercanteAmbroise Vollard gli commissionò varie illustrazioni (principalmenteacqueforti), tra cui quelle per leAnime morte diGogol', per leFavole diLa Fontaine (queste ultime, iniziate negli anni '30 ed interrotte a causa della morte di Vollard e dello scoppio della guerra, vennero concluse e pubblicate solo negli anni'50), e soprattutto per laBibbia, che sin dall'infanzia considerava il suo racconto preferito; per poterne assimilare l'anima il più possibile, all'inizio degli anni '30 Chagall e la famiglia compirono un viaggio inPalestina. Nel1937 acquisì la cittadinanza francese; durante l'occupazionenazista in Francia nellaseconda guerra mondiale e a seguito della deportazione degli Ebrei e dell'Olocausto, gli Chagall fuggirono da Parigi e si nascosero presso Villa Air-Bel aMarsiglia; il giornalista statunitenseVarian Fry li aiutò poi nella fuga verso laSpagna e ilPortogallo.[6] Da lì, nel 1941 la famiglia Chagall si stabilì negliStati Uniti, dove sbarcò il 22 giugno, giorno dell'invasione nazista dell'Unione Sovietica.
Negli Usa, Chagall frequentò la numerosa comunità artistica fuggita dall'Europa e grazie all'aiuto del galleristaPierre Matisse (figlio del celebreHenri) espose in numerose mostre collettive e non; nonostante l'intensa attività e i numerosissimi contatti con la cultura americana, però, si rifiutò sempre di prendere la cittadinanzastatunitense e di imparare l'inglese, continuando ad esprimersi in francese e in yiddish. Il 2 settembre 1944 l'amatissima Bella, soggetto frequente nei suoi dipinti e compagna di vita, morì per un'infezione virale mal curata. La sua morte fu un durissimo colpo per l'artista, che per quasi un anno non riuscì più a dipingere; uscì dalladepressione solo grazie alla figlia Ida che, oltre a spronarlo a lavorare e fargli tornare l'amore per la vita, nel 1945 gli presentò la trentennecanadese Virginia Haggard McNeil, già separata da un pittore da cui aveva avuto una figlia e con la quale Chagall cominciò una relazione che durò sette anni e che portò alla nascita del figlio David il 22 giugno 1946. Durante questi duri anni di esilio negli USA, Chagall lavorò a numerose opere, ottenendo commissioni per lavori teatrali che si concretizzarono in imponenti e vivaci scenografie, come quelle perAleko su musica diRachmaninov (settembre 1942, ispirato ad un poema diPuškin) o perL'uccello di fuoco del 1949 alMetropolitan Opera House delle cui scenografie e costumi ideati da Chagall e dalla figlia Ida il compositoreStravinskij ammirò soprattutto la pittura delle scene, "di uno sfoggio fiammeggiante", rimanendo però meno contento dei costumi.[7] Oltre a questi grandi lavori, l'artista realizzò anche le illustrazioni per leNotti arabe (ispirate alleMille e una notte), riprendendo per l'editore newyorkese Wolff un'opera già richiestagli anni prima da Vollard; inoltre, collaborò con la rivista "Derrière le miroir", edita daAimé Maeght, che diverrà, da quel momento, il suo principale mercante per l'Europa.
Finita la guerra e passata la tempesta dell'Olocausto (che la sua anima sensibile non gli aveva permesso di dipingere direttamente, ma di evocare attraverso opere allegoriche), nel 1948 Chagall fece ritorno in Europa e, dopo un breve soggiorno a Parigi, nel 1949 si stabilì adOrgeval. Nel 1947 la Francia gli aveva reso omaggio con un'importante personale alMusée d'Art Moderne de la Ville de Paris e l'anno successivo laBiennale di Venezia gli conferì il Gran Premio per l'incisione. Un'altra importante antologica si tenne nel 1954 alla Galleria Maeght. In questi anni intensi, dopo l'austerità della guerra, riscoprì colori liberi e brillanti: le sue opere furono allora dedicate all'amore e alla gioia di vivere, con figure morbide e sinuose. Agli inizi degli anni'50 l'editore Teriade gli pubblicò tutte le opere commissionate da Vollard e rimaste fino ad allora inedite. Su consiglio dello stesso editore, Chagall acquistò la tenutaLes Collines alle porte diVence, inProvenza, dove si stabilì definitivamente. Nello stesso periodo, la figlia Ida sposò il museologosvizzero Franz Meyer, mentre andava rapidamente affievolendosi la relazione dell'artista con Virginia Haggard.Stabilitosi nel sud, Chagall cominciò a cimentarsi anche con la scultura, la ceramica e il vetro: prima adAntibes, infine aVallauris presso l'atelier Madoura gestito dai coniugi Ramié (dove incontra più voltePicasso, che vi lavora alacremente, e qualche volta ancheMatisse), Chagall lavorò a più riprese producendo vasi, sculture e bassorilievi con le forme dei temi a lui più cari: figure sacre e bibliche, immagini femminili, strani animali... Nel 1951, inoltre, Chagall conobbe Valentina (detta "Vavà") Brodsky con cui, dopo un breve e travolgente idillio, si risposò nel 1952 aClairefontaine, pressoRambouillet: anch'ella di origine russa ed ebrea, fu la sua nuova musa ispiratrice, affiancando il ricordo di Bella nelle tele dell'artista che, con lei, scoprì ben presto laGrecia e l'Arte Classica. Intorno alla fine degli anni '50 Chagall cominciò a produrrearazzi e soprattuttovetrate: le prime sono quelle del battistero per la chiesa di Notre-Dame-de-Toute-Grace ad Assy, poi quelle per lacattedrale di Metz. Nel 1957 si recò nuovamente inIsraele, dove nel 1960 creò una vetrata per lasinagoga dell'ospedale Hadassah Ein Kerem. Altre stupende vetrate furono realizzate, tra il 1958 e il 1968, per lacattedrale di Reims, e nel 1964 l'artista ne dona una all'ONU con tema pacifista, in memoria diDag Hammarskjöld. Nuove opere su vetro videro la luce alla Fraumünster di Zurigo (1970), per la Cappella dei Cordiglieri aSarrebourg (1975), per lachiesa di S. Stefano a Magonza (1978) ed infine per la Chapelle du Saillant aVoutezac, nelCorrèze, nel 1982. Nel 1963 aveva ottenuto dal ministroMalraux la commissione per decorare il soffitto dell'Opéra di Parigi, che ornò con figure allegoriche di opere celebri; ritornò poi ad allestimenti teatrali, con la messa in scena delFlauto magico nel 1965; poi nel 1966 progettò un affresco per il nuovo parlamento israeliano, mentre per l'università Knesseth realizzò una serie di arazzi, tutti a sfondo biblico, con l'aiuto della celebreManifattura dei Gobelins. Nello stesso anno per l'editore Amiel pubblicòL'Esodo, una serie di 24litografie a colori, ed intensifica l'attività grafica.
Durante laguerra dei sei giorni l'ospedale Hadassah Ein Kerem viene bombardato e le vetrate di Chagall rischiarono di essere distrutte: solo una venne danneggiata, mentre le altre furono messe in salvo. In seguito a questo episodio, Chagall scrisse una lettera in cui afferma di essere preoccupato non per i suoi lavori, bensì per la salvezza di Israele, vista la sua origine ebraica. Nel 1972 eseguì, per il comune diChicago, unmosaico dedicato alle Quattro stagioni. Dopo tanti anni, invitato dal governo sovietico, nel1973 tornò anche in Russia, dove fu accolto trionfalmente aMosca e aLeningrado: qui ritrovò, dopo cinquant'anni, una delle sorelle, ma si rifiutò di tornare nella natia Vicebsk. Nello stesso anno -e nel giorno del suocompleanno- s'inaugura, aCimiez vicino aNizza, ilMuseo nazionale messaggio biblico di Marc Chagall che riunisce le sue opere sulla Bibbia: si tratta di diciassette dipinti dedicati allaGenesi, all'Esodo e alCantico dei Cantici e degli schizzi relativi agli stessi dipinti, donati allo Stato francese da Chagall e Vavà tra il 1966 e il 1972. Viaggiò poi inItalia: nel 1976 un suoAutoritratto entra nella collezione degliUffizi, e due anni dopoPalazzo Pitti gli dedicò una mostra. Nel 1977 il PresidenteValéry Giscard d'Estaing lo nominò Cavaliere di Gran Croce dellaLegion d'onore, e una nuova imponente mostra personale s'inaugura alLouvre nell'ottobre del 1977.
Nello stesso anno, l'editore Maeght pubblicòEt sur la Terre... diMalraux con le illustrazioni dell'artista. Le ultime esposizioni sono nel 1984 alPompidou, al Museo di Nizza, ed infine l'imponente retrospettiva allaFondazione Maeght tra luglio ed ottobre del 1984. Dopo una vita lunga e ricca di soddisfazioni artistiche e personali, Chagall morì a 97 anni aSaint-Paul-de-Vence, dove risiedeva, il 28 marzo 1985. Viene sepolto nel piccolo cimitero locale, dove nel 1993 lo raggiunse Vavà.
Chagall nei suoi lavori si ispirava alla vita popolare dellaRussia europea e ritrasse numerosi episodibiblici che rispecchiano la suacultura ebraica. Neglianni sessanta esettanta, si occupò di progetti su larga scala che coinvolgevano aree pubbliche e importanti edifici religiosi e civili. Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell'arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la prima guerra mondiale e venne coinvolto nelleavanguardie. Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, compresi ilcubismo e ilfauvismo. Fu molto vicino allaScuola di Parigi e ai suoi esponenti, comeAmedeo Modigliani.
I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, anche se spesso preferì tralasciare i periodi più difficili. Riuscì a comunicare felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Il mondo di Chagall era colorato, come se fosse visto attraverso la vetrata di una chiesa. Marc Chagall si è occupato anche diMail art.[8]
Durante il suo primo soggiorno a Parigi rimane colpito dalle ricerche sul colore dei Fauves e da quelle diRobert Delaunay (definito il menocubista dei cubisti). Il suo mondo poetico si nutre di una fantasia che richiama all'ingenuità infantile e alla fiaba, sempre profondamente radicata nella tradizione russa; le esperienze e il mondo della sua infanzia rimasero sempre incisivamente presenti in lui, radicandosi a tal punto che le rielaborò più e più volte nella sua mente trasfondendole quindi nella sua pittura.[5][9] La semplicità delle forme di Marc lo collega alprimitivismo della pittura russa del primoNovecento e lo affianca alle esperienze diNatal'ja Sergeevna Gončarova e diMichail Fedorovič Larionov, per cui lo si può considerare unneo-primitivista. Con il tempo il colore di Chagall supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela. In tal modo i dipinti si compongono di macchie o fasce di colore, sul genere di altri artisti degli anni Cinquanta appartenenti alla corrente delTachisme (datache, macchia). Il colore diventa così elemento libero e indipendente dalla forma.
Chagall fu affascinato sin dagli anni giovanili dalla Bibbia, da lui considerata come la più importante fonte di poesia e di arte, ma è solo a partire dagli anni '30 che se ne interessò profondamente e iniziò a studiarla con dedizione. L'occasione per farne un lavoro giunse nel 1930, quando l'editore e mercante d'arte franceseAmbroise Vollard, per il quale aveva già illustratoLe anime morte diGogol' eLe Favole diLa Fontaine, gli commissionò una serie di tavole dedicate al tema biblico. Chagall vi si dedicò con entusiasmo per tutto il decennio, tanto da intraprendere appositamente un viaggio sui luoghi delle vicende narrate dai Testi Sacri, tra Egitto, Siria e Palestina: da questo momento in poi, la Bibbia occuperà l'intera produzione artistica dell'autore, che ne fornirà un'interpretazione pur mediata dall'influenza delle avanguardie francesi.
A partire dal 17 settembre 2014, e fino al primo febbraio 2015, ilMuseo diocesano di Milano dedica all'artista un'esposizione, concepita come una vera e propria sezione della retrospettiva esposta a Palazzo Reale, intitolata “Chagall e la Bibbia”. Fulcro della mostra sono le 22gouaches preparatorie, inedite fino al settembre 2014, quando sono state pubblicate dall'editoreJaca Book all'interno del volumeChagall. Viaggio nella Bibbia.[10]
↑Rubata al gioielliere Ernest Heller a New York nel 1987, rimase nascosta in un barile fino al 2018, quando venne recuperata dall'FBI. Il ricettatore non era mai riuscito a piazzarla, data la fama dell'autore. Finirà all'asta.
Shishanov, V.A. "Double Portrait with a glass of wine" - in search of the sources of the plot of Marc Chagall paintings / V.A. Shishanov / / Marc Chagall and St. Petersburg. The 125th anniversary of the birth of the artist / Scientific. Ed. and comp.: O.L. Leykind, D.Y. Severyukhin. - St. Petersburg: "Evropeiski House" in 2013. - P. 167-176.Shishanov double portrait of chagall 2013 by linkedin63 - Issuu