L'età vittoriana (in ingleseVictorian age) è il periodo dellastoria inglese compreso nel lungo regno della reginaVittoria del Regno Unito, ovvero dal 20 giugno1837 fino alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 1901.
Quest'epoca seguì l'età georgiana e precedette l'età edoardiana e la sua seconda metà coincide con la prima parte dell'era dellaBelle Époque dell'Europa continentale. Definita in base alle sensibilità e alle preoccupazioni politiche, talvolta si considera l'approvazione delReform Act 1832 come l'inizio dell'epoca vittoriana. Questi decenni furono caratterizzati da una situazione di relativa pace tra le grandi potenze (sulla base di quanto stabilito dalCongresso di Vienna), da un incremento delle attività economiche, da una "raffinata sensibilità" e da una forte fiducia nazionale inGran Bretagna.[1]
Ideologicamente, l'epoca vittoriana fu testimone della resistenza alrazionalismo che invece definì il periodo georgiano e di un crescente interesse verso ilromanticismo, ilmisticismo, per i valori sociali e alle arti.[2] Nelle relazioni internazionali, la supremazia dellaRoyal Navy contribuì a mantenere un periodo di relativa pace tra le grandi potenze (Pax Britannica) così come a favorire il consolidamento e l'espansione economica,coloniale e industriale. Una notevole eccezione a questo fu laguerra di Crimea (1853-1856). In questo periodo la Gran Bretagna intraprese un'espansione globale, in particolare inAsia e inAfrica, che rese l'impero britannico il più grandeimpero della storia.
A livello nazionale, l'agenda politica fu sempre più indirizzata verso illiberalismo, con una serie di cambiamenti verso la strada di una graduale riforma politica, industriale e dell'ampliamento delsuffragio elettorale. Inoltre si assistette a cambiamenti demografici senza precedenti: la popolazione diInghilterra eGalles quasi raddoppiò passando dai 16,8 milioni del 1851 ai 30,5 milioni nel 1901;[3] anche la popolazionescozzese aumentò rapidamente, passando dai 2,8 milioni del 1851 ai 4,4 milioni nel 1901. Tuttavia, la popolazioneirlandese subì un forte calo, scendendo dagli 8,2 milioni del 1841 a meno di 4,5 milioni di abitanti registrati nel 1901, ciò principalmente a causa dellaGrande carestia.[4] Tra il 1837 e il 1901, circa 15 milioni di persone emigrarono dalla Gran Bretagna, la maggior parte di essi con destinazioneStati Uniti,Canada,Sudafrica,Nuova Zelanda eAustralia.[5]
La società al momento dell'ascesa della regina Vittoria
La reginaVittoria salì al trono a soli 18 anni, nel 1837. Durante il suo lungo regno (durato fino al 1901) l'Inghilterra attraversò un periodo di stabilità, floridità economica ed espansione commerciale e coloniale; la società, però, presentava lacerazionisociali,psicologiche eculturali che vennero risolte con faticosi compromessi e precari equilibri traipocrisia e realtà dello sfruttamento,fede escienza. In quegli anni si evidenziò fortemente anche il divario traclassi ricche e povere. Nei primi anni del suo regno il suo mentore fuLord Melbourne, primo ministrowhig, e anche le amicizie personali della sovrana erano nel partitoliberale.
L'età vittoriana divenne nota per l'impiego di minori (lavoro minorile) infabbriche,miniere e come spazzacamini. Il lavoro minorile, spesso nato a causa di ristrettezze economiche, giocò un ruolo importante fin dall'inizio dellaseconda rivoluzione industriale: lo scrittoreCharles Dickens, per esempio, lavorò all'età di 12 anni in una fabbrica di lucidi da scarpe, essendo suo padre in prigione per debiti. Nel1840 soltanto il 20% dei bambini diLondra frequentava scuole. Intorno al1860 circa la metà dei bambini d'età compresa tra 5 e 15 anni frequentava lascuola (compresa la scuola domenicale) e i bambini dei poveri dovevano aiutare nel sostegno del bilancio familiare, spesso lavorando molte ore in attività pericolose per paghe molto basse.
Bambini agili venivano impiegati come spazzacamini; i più piccoli venivano impiegati per scivolare sotto i macchinari per recuperare i rocchetti dicotone; e ancora i bambini venivano impiegati per lavorare nelle miniere dicarbone, strisciando attraverso tunnel troppo stretti e bassi per gli adulti. I bambini lavoravano inoltre come fattorini, spazzini, lustrascarpe, fiammiferai, venditori di fiori o altri beni economici. Alcuni intraprendevano il lavoro come apprendisti di rispettabili attività, come l'edilizia, o come collaboratori domestici (a metà delXVIII secolo c'erano circa 220.000 domestici a Londra). Le ore di lavoro erano molte: i muratori potevano lavorare anche 64 ore a settimana in estate e 52 in inverno, mentre i domestici lavoravano 80 ore a settimana. Laprostituzione, soprattutto di giovani donne (la maggior parte delle prostitute a Londra aveva tra i 12 e i 22 anni d'età), emerse come un serio problema sociale.
Nel 1840 Vittoria sposòAlberto, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, suo cugino. Le posizioni conservatrici del principe Alberto influenzarono le idee politiche della regina; dopo il 1841, quando il governo Melbourne cadde, Vittoria divenne una sostenitrice e alleata del partito conservatore. Negli ultimi vent'anni di regno la popolarità di Vittoria presso tutte leclassi sociali raggiunse i massimi livelli. Considerata un esempio dionestà,moralità,patriottismo e dedizione allafamiglia, Vittoria fu il simbolo vivente della solidità dell'impero britannico. Durante il suo regno, durato sessantatré anni, il Paese conobbe un periodo di prosperità senza precedenti, di cui trasse beneficio la classe media. Vittoria morì nel1901.
La situazione economica che Vittoria ereditò alla sua ascesa non è semplice e negli anni precedenti i liberali non erano stati capaci di rimediare ai problemi economici nati da un deficit crescente, dal ristagno dei traffici, e da alcune pesanti carestie: se si considera il forte incremento demografico, si comprende che la situazione in Inghilterra era molto grave. Dopo i primi dissensi, la regina ammirò e sostenne fermamente la politicaliberista di SirRobert Peel.
In politica economica cercò di aumentare i traffici commerciali abolendo definitivamente i dazi interni, e recuperando le mancate entrate introducendo un'imposta sul reddito, che era già stata applicata in tempo di guerra. Molto lunga e complessa fu la questione delleleggi del grano: introdotte nel1815, grazie all'influenza dei proprietari terrieri, erano sostenute daiprotezionisti che capeggiavano Peel, ma fortemente osteggiate dalla Lega contro le Leggi del Grano, che esprimeva le esigenze della maggior parte degli inglesi. Lo stesso primo ministro si convinse della necessità del liberismo nel commercio dei cereali, anche per l'incombente carestia inIrlanda, che non poteva essere colmata dal raccolto inglese. Tuttavia, sicuro dell'appoggio del popolo, dimenticò su quale classe sociale si basasse il suo potere.
Nel giugno1846 abolì di fatto questa legge, ma ciò spezzò il partito conservatore, i cui membri trovarono nei discorsi di un giovane di origine ebree,Benjamin Disraeli, una nuova guida che rispondeva ai loro interessi e che aveva intenzione di tutelare le grandi famiglie agricole. Lo stesso giorno in cui l'abolizione della legge passava allaCamera dei lord, il 25 giugno, ai Comuni Peel veniva sconfitto da una coalizione di Wighs eTories. Il partito conservatore non tornò al potere che vent'anni più tardi. Peel morì per una caduta dacavallo nel1850. Tra il1846 e il1886 il potere fu ricoperto quasi ininterrottamente da governi liberali. Il primo ministro a salire al potere fu LordJohn Russell, fino al1852, seguito, dopo una breve parentesi delConte di Derby, dal Governo diAberdeen, che fu coinvolto nellaguerra di Crimea contro la sua volontà: di fatto il suo pacifismo gli fece perdere la sua posizione a vantaggio diHenry John Temple, terzo visconte Palmerston.
Lord Palmerston non fu mai escluso in verità dal governo dal1808 al1865, soprattutto come ministro degli esteri. Egli era difficilmente inquadrabile in un partito e non aderiva ad alcuna dottrina: entrato in politica come tory, manteneva un comportamento da aristocratico whig; la sua politica si basava sulla fiducia che riponeva nel popolo britannico, che lo appoggiava per la sua franchezza. Era invece inviso quasi a tutti i politici, per i suoi metodi avventati, poco diplomatici e indipendenti che usava abitualmente: egli tendeva a difendere qualsiasi suddito della corona, dovunque esso si trovasse e qualsiasi cosa avesse fatto. Anche i suoi rapporti con la corte non furono semplici: egli dichiarava apertamente il suo antagonismo nei confronti del dispotismo austriaco, russo e pontificio, in contrasto con le idee della regina, e in particolare del suo consorte, che consideravano il potere austriaco assolutamente legittimo. Forte assertore della guerra di Crimea, fu costretto a firmare iltrattato di Parigi nel 1856. due anni più tardi dovette affrontare imoti indiani del 1857: molte truppe indiane si ribellarono alla potenza inglese e compirono rappresaglie sui colonizzatori e le loro famiglie.
La situazione per Palmerston volse al peggio a causa di una guerra inCina, causata da un banale incidente diplomatico: l'inutilità del conflitto fece infuriare i suoi nemici, che infine vinsero le elezioni. Tuttavia Disraeli non riuscì a trovare la maggioranza assoluta, e dal1859 al1865 il potere fu nelle mani del "triumvirato", capitanato da Palmerstone,John Russell eWilliam Ewart Gladstone. La mediazione di questi ultimi due statisti evitò che il bellicoso Primo ministro attaccasse la Francia, a causa dell'odio che montava per l'atteggiamento francese nei confronti dell'Italia, fortemente sostenuta dal triumvirato. Nello stesso periodo l'Inghilterra evitò di essere coinvolta nellaGuerra di secessione americana (1861-1865): questo fatto avrebbe potuto essere disastroso, anche perché le classi più agiate e più in vista parteggiavano per i Sudisti, (pur avendo più chiara la situazione italiana, che la politica americana) nonostante il fatto che cercassero di evitare l'argomento delloschiavismo, che in verità non difendevano.
Palmerston muore nel1865; viene sostituito alla carica di Primo Ministro da John Russell e, dopo un paio d'anni, daEdward Smith-Stanley, duca di Derby.
William Ewart Gladstone, quattro volte Primo Ministro
Nel1832 una contestata riforma elettorale aveva ampiamente cambiato il Parlamento, dividendo il potere tra i proprietari terrieri e ilceto medio, dando ildiritto di voto aifittavoli e alla media borghesia, ma lasciando esclusa la borghesia minore e glioperai.
Nel1866, dunque durante il governo di Russell,William Ewart Gladstone promosse una nuova riforma che allargava, ma solo leggermente, il limite di reddito degli aventi diritto al voto. La proposta era molto moderata, considerando che egli stesso aveva pubblicamente dichiarato la sua convinzione che questo diritto andasse esteso anche alla classe operaia, ma era comunque da molti considerata molto ardita. In particolareRobert Lowe si pose al comando dell'opposizione, sostenendo che gli operai non avessero le qualità morali e intellettuali per votare. Ovviamente, ciò scatenò le ire della classe operaia. Il progetto non passò alla camera, e il governo di Russell si dimise.Edward Smith-Stanley, duca di Derby, che gli succedette, era un conservatore e si trovava in minoranza alla camera. Nell'autunno del 1866 la protesta divampò nel Regno Unito, e pur mantenendosi sempre pacifica, si allargò tra le classi più agiate la paura per un'insurrezione del popolo.Disraeli, vero pensatore del governo, comprese la situazione e avanzò un altro progetto diriforma, che allargava il diritto di voto a tutti gli uomini legalmente domiciliati nei "borghi". Poiché il partito conservatore era molto disciplinato e poco incline allo scontro con i propri capi, il progetto passò. La classe sociale che ne fu esclusa fu quella dei lavoranti agricoli, che a differenza dei fittavoli decisamente benestanti, era molto svantaggiata.
La prima elezione con il nuovo sistema fu nel dicembre1868. Essa non portò al potere nuove figure emergenti dai ranghi operai, in quanto in questo periodo era scomparso l'antagonismo di classe: essi chiedevano riforme, ma in sostanza avevano una condizione di vita che li lasciava soddisfatti, essendo nettamente migliorata rispetto a quella dei loro padri. Così il nuovo governo fu guidato da Gladstone, che fuse in esso i liberali con i radicali, contrapposto da un fiero e valido oppositore come Disraeli.
Due anni più tardi ci fu la sua prima importante riforma, la Legge sull'Educazione. Fino ad allora la maggior parte delle scuole di base era gestita da scuole di origine volontaria, per lo piùanglicane, che ricevevano un piccolo sussidio statale. La situazione in Inghilterra era piuttosto seria e decisamente arretrata, anche per l'epoca: solo la metà dei bambini frequentava le scuole, solitamente di qualità decisamente mediocre. La motivazione che giustificava un tale ritardo era l'accesa controversia che si accendeva ad ogni proposta di riforma, cioè il problema religioso. Coloro che appoggiavano Gladstone desideravano un sistema scolastico statale e laico, che estromettesse laChiesa anglicana. Iconservatori ovviamente si opponevano fieramente. Ora però diventava assolutamente prioritario rendere l'educazione elementare di massa, a seguito delsuffragio maschile. Il progetto di questa riforma fu opera di W. E. Forster, membro della chiesa anglicana: in sostanza aumentava il sussidio alle scuole confessionali, garantendone la sopravvivenza, ma creava istituti pubblici laddove ora non ne erano presenti, pagati grazie alle tasse locali. In Commissione venne aggiunto un emendamento che vietava l'insegnamento strettamente confessionale anche nelle scuole anglicane. Il progetto costò caro a Gladstone, ma funzionò: tra il1870 e il1890 la frequentazione scolastica crebbe da un milione e un quarto a quattro milioni e mezzo di fanciulli. Nel1880 l'obbligatorietà fu resa generale e nel1891 la scuola elementare diventò gratuita. Nel contempo migliorò anche l'istruzione superiore che nel secolo precedente si trovava in una situazione di grande prestigio, ma di notevole degrado, in quanto ancheUniversità comeOxford eCambridge erano pressoché inutili per la preparazioni degli studenti. Il processo di riforma in questo caso fu più travagliato, poiché le Università cercarono di difendere la loro tradizione d'indipendenza; nel1871 furono approvate leLeggi di Prova, che aprirono l'accesso a tutti gli uomini di ogni confessione religiosa, eliminando le "prove" religiose imposte precedentemente dalla Chiesa anglicana. Anche le donne cominciarono ad accedere all'educazione superiore, anche se non venivano riconosciute come membri delle Università a tutti gli effetti.
Gladstone si occupò di un altro grande problema dell'epoca pre-vittoriana: ilclientelismo. Gli impieghi pubblici erano quasi tutti appannaggio dei clienti di membri delParlamento o di altri personaggi di una certa influenza. Ciò causò la lentezza e l'incompetenza che divenne all'epoca proverbiale. Finalmente nel1870 fu abolito l'ingresso di favore e introdotto in quasi tutti gli uffici il metodo del libero concorso, su cui si basa un sistema meritocratico, riconosciuto come l'unico veramente utile.
Altra riforma di questo stampo fu applicata all'esercito: allora il modo migliore, nonché l'unico, per far carriera era quello di comprare a caro prezzo un titolo dal proprio superiore: il risultato era che i più poveri non avevano modo di salire la scala gerarchica, anche se meritevoli. Il cambiamento fu fortemente osteggiato dal duca di Cambridge, comandante in capo dell'esercito, e dai soldati stessi. La legge di riforma fu così combattuta che passò solo per ordine reale dallaCamera dei lord.
Nel1871 ci fu un'altra importante riforma sociale, la legge sui sindacati (trade union, "unioni di lavoro"). I sindacati non avevano al tempo una vera e propria formazione unitaria e una sentenza del 1866 li aveva resi sostanzialmente illegali. La nuova legge li proteggeva dal punto di vista legale, ma attaccava il singolo lavoratore come individuo, rendendo impossibile manifestare. Quest'ultimo emendamento fu abolito nel1875 dal successivo governo di Disraeli.
La sconfitta di Gladstone alle elezioni del1874 fu causata dalla sua politicapoco elettorale[non chiaro], per la legge contro i sindacati e alcune norme verso la Chiesa. Ma forse è più corretto dire che egli aveva già compiuto le riforme nel suo programma, e aveva già esaurito la sua spinta al rinnovamento. Queste elezioni furono le prime a scrutinio segreto, non più a votazione pubblica.Benjamin Disraeli aveva promesso un periodo di riposo e calma dopo anni così turbolenti, e di mantenere una promessa, quella della riforma sociale. Il suo ministro agli interniRichard Cross si impegnò attivamente per migliorare la legislazione riguardo alle condizioni lavorative e igieniche degli operai: nel1875 passò la Legge sulla Sanità pubblica, mentre la Legge sulle abitazioni artigiane permise il controllo delle condizioni di lavoro nei quartieri più umili. Altre leggi furono volte ad incitare le amministrazioni municipali ad intervenire in numerosi aspetti della vita pubblica e privata.
Durante il suo governo egli si occupò più di politica estera che di politica interna. Nel1875 nominò la regina Vittoria imperatrice d'India, e nel1878 comprò a nome dell'Inghilterra moltissime azioni delcanale di Suez per avere sotto controllo il principale passaggio per leColonie. Nel '78, sebbene in ritardo, intervenne in un attacco russo contro l'Impero Ottomano, che portò alTrattato di Berlino, che evitò una guerra europea per l'annosa questione balcanica. Nonostante questa "pace con onore" avesse contribuito alla sua popolarità, questa scese a causa della depressione dell'agricoltura e per i lunghi dissidi controZulu e Afgani in cui si era invischiato.Questo causò la sua inattesa sconfitta alle elezioni del1880, che riportarono al governo una vecchia conoscenza, Lord Gladstone. Un anno più tardi Disraeli, ritiratosi a vita privata, morì.
Il secondo ministero diWilliam Ewart Gladstone fu decisamente meno fortunato del primo. Nel1868 era stato eletto per attuare un ben preciso sistema di riforme, che difatti attuò. Nel1880 invece salì al potere senza un vero e proprio programma elettorale, in quanto era stato necessario solo far risaltare i problemi della politica estera del predecessore. Il suo stesso partito era tenuto assieme solo dalla sua presenza, per il forte contrasto tra il "conservatorismo" di vecchia data, e figure emergenti comeAusten Chamberlain, il quale aveva idee quasisocialiste. Il capo dell'opposizione in Parlamento era Northcote, privo di un forte spirito battagliero incarnato nel "quarto partito". Questo era costituito da quattro personaggi quasi indipendenti, tra i quali spiccavaLord Randolph Churchill, padre dell'ancora più famosoWinston. Essi erano dei conservatori democratici, e avversi a Gladstone per idee e carattere.
La più grande opera di questo governo consistette nell'approvazione dellaTerza Legge Elettorale nel1884. Questa estese il diritto di voto anche a coloro che non erano domiciliati nei "borghi", ma risiedevano nelle contee. Tra questi vi erano i lavoratori di alcune industrie, come i minatori e alla popolazione rurale. Per la prima volta essi assunsero un determinato potere politico: si erano dimostrati in effetti incapaci di organizzare sindacati uniti, e così la propaganda in loro favore fu effettuata dagli organismi industriali. Il diritto di voto portò altri vantaggi, in quanto anche i proprietari terrieri cominciarono a tenerli in maggior considerazione e a migliorare il loro trattamento. La necessità di migliorare le loro condizioni di vita era anche determinata dal tentativo di evitare l'accrescersi dell'emigrazione dalle campagne: l'industria era ormai il motore economico dell'Inghilterra, e l'agricoltura era in crisi per l'assenza diprotezionismo, ma era necessario continuare a coltivare i campi.
La legge passò facilmente ai Comuni, ma incontrò notevoli ostacoli allaCamera dei lord, i quali pretesero un nuovo schema di redistribuzione dei seggi. La situazione, che avrebbe potuto aggravarsi, fu risolta dall'abilità diplomatica di Gladstone nel trattare con l'opposizione.
Nel giugno del1885 Gladstone, dopo una votazione contraria si dimise, a seguito dei fatti diKhartum. Il potere fino alle elezioni dell'inverno seguente fu preso daRobert Gascoyne-Cecil, Lord Salisbury.Le elezioni in effetti furono favorevoli a Gladstone, ma non furono decisive: il "terzo partito", l'Home Rule, era decisivo: questo era rappresentato da dissidentiirlandesi che chiedevano la ridistribuzione delle terre. Inizialmente si alleò con i conservatori, i quali rifiutarono di sostenere i loro progetti. Allora fecero cadere il ministero, dando il loro appoggio a Gladstone. Egli tuttavia non riuscì nell'impresa di mantenere il partito unito e contemporaneamente accettare le posizioni irlandesi. Caduto il governo su una riforma dell'Home Rule, alle elezioni del luglio1886 Gladstone perse e si diede inizio a quasi vent'anni di governo conservatore.
Il primo ministero diRobert Gascoyne-Cecil,Lord Salisbury, fu contrassegnato dall'accresciuto potere dei sindacati: dopo la loro legalizzazione esse non avevano sviluppato un loro progetto politico unitario, non avevano piena autonomia e mancava un vero e proprio partito dei lavoratori. Inoltre nella seconda metà degli anni ottanta si venne a formare il cosiddetto "nuovo unionismo", che aveva come principale scopo quello di assistere i lavoratori più umili. Una delle prime schermaglie fu lo sciopero delle ragazze impiegate nelle fabbriche di fiammiferi diLondra. Successivamente si ribellarono i lavoratori del porto, mettendosi in sciopero per ottenere un aumento di stipendio. Il successo di queste iniziative fu determinato dal fatto che l'opinione pubblica era sostanzialmente a loro favore: si vennero a formare nuovi Sindacati per la manodopera non qualificata.Salisbury fu nuovamente rieletto nel1886; durante questo suo nuovo ministero fece passare, nel1888 la Legge sui consigli delle Contee, che istituì l'amministrazione locale elettiva, i Consigli delle Contee, e aumentò il numero di "borghi".
Alle elezioni del1892, la maggioranza ottenuta dai liberali e dagli irlandesi dell'Home Rule fu troppo piccola, e Gladstone si trovò a formare il suo quarto governo. Questo fu però presto abbattuto per il rifiuto dellaCamera dei lord di far passare un'altra riforma irlandese. Nel1893 Gladstone, dopo una lunga e onorata carriera, si ritirò a vita privata.
Nel1895 i liberali subirono una disastrosa sconfitta, che divise il partito e privò il governo di Salisbury di una seria opposizione. Accanto al primo ministro, la figura di maggior spicco era il ministro delle Colonie, Chamberlain, accanito fautore dell'imperialismo, che si contrapponeva a Salinsbury che credeva nella pace. Quest'ultimo si dimise nel1902, alla vigilia della sua morte, che seguì di poco quella della reginaVittoria, avvenuta il 22 gennaio1901.
Il fascino che le novità esercitarono sull'età Vittoriana esitò in un profondo interesse per i rapporti tra modernità e continuità culturale. L'architettura delRinnovamento gotico (Gothic Revival) divenne durante questo periodo sempre più importante, fino alla cosiddetta "battaglia degli stili" tra gli ideali delgotico e delclassico. L'architettura diCharles Barry per il nuovoPalazzo di Westminster, gravemente danneggiato dall'incendio del 1834, fu costruito nello stilemedievale dellaWestminster Hall, cioè della parte dell'edificio sopravvissuta all'incendio. Esso costituì un resoconto di continuità culturale, in opposizione alle violente dieresi dellaFrancia rivoluzionaria, un confronto comune del periodo, come espresso daThomas Carlyle nella suaFrench Revolution: a history (1837) e daCharles Dickens inRacconto di due città (1859). Il gotico era anche sostenuto dal criticoJohn Ruskin, che affermava come esso incarnasse valori comuni e sociali complessivi, opposti a quelli espressi dal classicismo, considerato l'incarnazione della standardizzazione meccanica.
La metà del secolo diciannovesimo vide laGrande esposizione universale di Londra (Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations) del 1851, la primaEsposizione universale, e mise in mostra le più grandi innovazioni del secolo. Al suo centro ilPalazzo di Cristallo, un'enorme struttura modulare in ferro e vetro - il primo di questo tipo. Esso fu condannato da Ruskin come il vero modello della disumanizzazione meccanica di un progetto, ma successivamente presentato come il prototipo dell'architettura moderna. La comparsa dellafotografia, anch'essa dimostrata per la prima volta alla Grande esposizione, diede la stura a importanti cambiamenti nell'arte vittoriana.John Everett Millais fu influenzato dalla fotografia (soprattutto nel suo ritratto di Ruskin) così come altri artistipreraffaelliti. Successivamente fu associata al movimentoimpressionista e a quellorealista, che avrebbero dominato gli ultimi anni del periodo con le opere di artisti comeWalter Sickert eFrank Holl.
Forme popolari di intrattenimento variavano in base allaclasse sociale di appartenenza. La Gran Bretagna vittoriana, come i periodi che l'avevano preceduta, era interessata alteatro e allearti; molto frequentati erano gli spettacolimusicali, letragedie, e l'opera. Esistevano, comunque, anche altre forme di intrattenimento. Igiochi d'azzardo con le carte, tenuti in strutture popolarmente note comecasinò, erano molto diffusi durante questo periodo: tanto che movimenti evangelici e riformisti si indirizzavano specificamente a queste strutture nei loro sforzi di fermare il gioco d'azzardo, l'uso dellebevande alcoliche e laprostituzione.
Lebande musicali e igazebo per bande divennero popolari nell'età vittoriana. Il gazebo per le bande era una semplice costruzione che non solo creava un punto focale ornamentale, ma garantiva le esigenze acustiche e al tempo stesso un riparo di fronte alle bizzarrie del clima britannico. Era abbastanza comune udire la musica di una banda mentre si passeggiava neiparchi. In questo periodo le registrazioni musicali erano ancora una novità.
Un'altra forma di intrattenimento prevedeva degli 'spettacoli' durante i quali eventiparanormali, come l'ipnosi, la comunicazione con i morti (tramite l'intermediazione di unamedium o "channelling"), evocazione dispiriti e simili, venivano condotti per il divertimento di folle e partecipanti. Queste attività furono più popolari durante questo periodo che in qualunque altro della recente storia occidentale.
Una grande impresa ingegneristica dell'età vittoriana fu ilsistema fognario di Londra, progettato daJoseph Bazalgette nel 1858. Egli propose di costruire una rete fognaria di 132 km con 1600 km di scarichi stradali. Si dovettero affrontare molti problemi ma le fognature furono completate. Dopo ciò, Bazalgette progettò illungotamigi (Thames Embankment) destinato ad ospitare scarichi fognari, condutture idriche e laMetropolitana di Londra. Durante lo stesso periodo venne ampliato e migliorato l'acquedotto di Londra, e neglianni ottanta del XIX secolo si costruirono una rete digas naturale per l'illuminazione stradale e una rete digas per riscaldamento.
Durante l'età vittoriana, lascienza divenne la disciplina che è oggi. Oltre all'aumento della professionalità delle scienza universitarie, molti gentiluomini vittoriani dedicarono il loro tempo allo studio dellastoria naturale. Tale disciplina venne enormemente rinforzata daCharles Darwin e dalla sua teoria dell'evoluzione, pubblicata per la prima volta nel suo saggioL'origine delle specie nel 1859.
Benché inizialmente sviluppato nei primi anni del XIX secolo, fu solo durante l'età vittoriana che ilgas illuminante si diffuse nell'industria, nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nellestrade. L'invenzione dellareticella incandescente negli anni novanta del XIX secolo migliorò notevolmente l'emissione luminosa assicurando la sua sopravvivenza fino agli anni sessanta del XX secolo. Centinaia digasometri furono costruiti in città e paesi di tutta la Nazione. Nel 1882 furono introdotte lelampadine elettriche nelle strade di Londra, benché ci sarebbero voluti ancora molti anni prima che si diffondessero ovunque.
Nel XIX secolo la Gran Bretagna vide un enorme incremento della popolazione accompagnato da una rapidaurbanizzazione stimolata dallarivoluzione industriale. Le campagne si svuotarono e la maggior parte della popolazione si riversò nelle città più industrializzate. Il gran numero di persone non specializzate e in cerca di lavoro contribuiva a mantenere le paghe appena al livello disussistenza. Le abitazioni disponibili erano scarse e costose, con esito in sovraffollamento. Questi problemi erano ingigantiti a Londra, dove la popolazione cresceva a velocità record. Grandi case venivano trasformate in appartamenti e casamenti e, mentre i proprietari non provvedevano alla ristrutturazione di queste residenze, comparivano i bassifondi. Kellow Chesney descrisse la situazione in questi termini: "Orribili bassifondi, alcuni di questi estesi per ettari, alcuni non più che recessi di miseria oscura, costituiscono una parte notevole della metropoli... In case grandi, un tempo belle, trenta o più persone di tutte le età possono vivere in un'unica stanza" (The Victorian Underworld).[6]
Ragazza che tira un carrello in una miniera. Dal rapporto ufficiale della commissione parlamentare nella metà del XIX secolo.[7]
L'età vittoriana divenne nota per l'impiego di minori in fabbriche, miniere e come spazzacamini.[8] Il lavoro minorile, spesso nato a causa di ristrettezze economiche, giocò un ruolo importante fin dall'inizio dellaRivoluzione industriale:Charles Dickens per esempio, lavorò all'età di 12 anni in una fabbrica di lucidi da scarpe, essendo la sua famiglia in una prigione per debiti. Nel 1840, soltanto il 20% dei bambini di Londra possedeva una qualche scolarità. Intorno al 1860 circa la metà dei bambini d'età compresa tra 5 e 15 anni frequentava la scuola (compresa laScuola domenicale).[9]
I bambini dei poveri dovevano aiutare nel sostegno del bilancio familiare, spesso lavorando molte ore in attività pericolose per paghe molto basse.[6] Bambini agili venivano impiegati come spazzacamini; i bambini più piccoli venivano impiegati per scivolar sotto i macchinari per recuperare i rocchetti di cotone; e ancora i bambini venivano impiegati per lavorare nelle miniere di carbone, strisciando attraverso tunnel troppo stretti e bassi per gli adulti. I bambini lavoravano inoltre come fattorini, spazzini, lustrascarpe, fiammiferai, venditori di fiori o altri beni economici.[6] Alcuni bambini intraprendevano il lavoro come apprendisti di rispettabili attività, come l'edilizia, o come collaboratori domestici (a metà del XVIII secolo c'erano circa 120.000 domestici a Londra). Le ore di lavoro erano molte: i muratori potevano lavorare anche 64 ore a settimana in estate e 52 in inverno, mentre i domestici lavoravano 80 ore a settimana. Molte ragazze lavoravano comeprostitute (la maggior parte delle prostitute a Londra aveva tra i 15 e i 22 anni d'età).[9]
«La mamma aspetta a casa, ha problemi di respirazione, ed è di complessione debole per il fatto di aver iniziato a lavorare molto piccola. Io devo badare a mio fratello e a mia sorella, è un lavoro molto sgradevole; non so nemmeno quante corse o viaggi ho fatto dal fondo della cava alla parete, penso in media 25 o 30; la distanza varia tra 200 e 500 metri. Porto circa 60 kg sulla schiena; devo chinarmi e trascinarmi nell'acqua, che spesso è alta fino ai polpacci.»
(Isabella Read, 12 anni, portatrice di carbone, testimonianza raccolta dalla Commissione Mineraria Ashley, 1842[7])
«Mio padre è morto da circa un anno; mia madre è vivente ed ha dieci figli, cinque maschi e cinque femmine; il più anziano di circa 30 anni, il più giovane di quattro; tre ragazze lavorano in fabbrica, tutti i ragazzi lavorano in miniera, due estrattori e tre portatori; uno vive a casa e non fa nulla; la mamma non lavora ma si occupa della casa. Tutte le mie sorelle sono state portatrici, ma tre sono entrate in fabbrica. Alice ci è andata perché le sue gambe si gonfiavano perché trasportava il carbone attraverso l'acqua fredda quando era sudata. Io non sono mai andata alla scuola regolare; vado a quella domenicale, ma non so leggere né scrivere; vado in miniera alle cinque in punto del mattino ed esco alle cinque del pomeriggio; faccio prima colazione con farinata d'avena; porto la cena con me, una focaccia, e la mangio mentre lavoro; non ho tempo di fermarmi o riposarmi per mangiare; non prendo nient'altro finché non torno a casa; a casa mangio carne e patate, ma la carne non tutti i giorni. Lavoro con i vestiti che indosso adesso, pantaloni e una giacca logora; quest'area calva sulla testa è dovuta al fatto che trascino i carrelli minerari; le mie gambe non sono mai gonfiate, ma quelle di mia sorella sì, per questo è andata in fabbrica; trascino i carrelli per un chilometro e mezzo circa sotto terra avanti e indietro; pesano circa 150 kg; ne trasporto 11 al giorno; indosso una cintura e una catena al lavoro per portare fuori i carrelli»
(Patience Kershaw, 17 anni, portatrice di carbone, testimonianza raccolta dalla Commissione Mineraria Ashley, 1842[7])
I bambini venivano mandati a lavorare già all'età di tre anni. Nelle miniere di carbone i bambini iniziavano a lavorare a cinque anni e generalmente morivano prima dei 25. Molti bambini (e adulti) lavoravano 16 ore al giorno. Nel 1802 e nel 1819leggi delle fabbriche il limite delle ore di lavoro passò a 12 ore in fabbrica e nei cotonifici. Queste leggi erano ampiamente inefficaci e dopo molte agitazioni radicali, da parte, per esempio, del "Comitato Orario Ridotto" nel 1831, una commissione reale raccomandò nel 1833 che i bambini di 11-18 d'età dovessero lavorare al massimo 12 ore al giorno, i bambini di 9-11 massimo otto ore, mentre ai bambini sotto i nove anni non avrebbe dovuto essere permesso di lavorare. Questa legge, però, si applicava solo all'industria tessile, e altre agitazioni portarono ad una successiva legge nel 1847 con la quale si limitava a 10 ore l'orario di lavoro per bambini e adulti.[9]
L'era vittoriana è famosa per le sue norme di morale personale. Gli storici concordano generalmente che le classi medie possedessero norme elevate di morale personale (e di solito le seguivano), ma hanno dibattuto se le classi operaie facessero altrettanto. I moralisti del tardo XIX secolo comeHenry Mayhew condannavano i bassifondi per i loro presunti elevati tassi di coabitazione senza matrimonio e di nascite illegittime. Tuttavia nuove ricerche che usano l'abbinamento computerizzato dei file di dati mostrano che i tassi di coabitazione fossero alquanto bassi – sotto il 5% – per le classi operaie e per i poveri. Per contrasto nella Gran Bretagna del XXI secolo, quasi metà di tutti i bambini sono nati fuori dal matrimonio, e nove sposi novelli su dieci hanno coabitato.[10]
Fin dall'inizio del1840, le più importanti agenzie d'informazione, uomini di chiesa e donne nubili divennero sempre più preoccupati dallaprostituzione, che divenne nota comeil grande male sociale. Benché le stime e il numero delle prostitute aLondra verso il 1850 variasse notevolmente (nel suo studio miliare,Prostituzione,William Acton riportò che la polizia stimava in 8.600 il numero delle prostitute a Londra, solo nel 1857) è sufficiente per affermare che il numero delle donne che lavoravano sulla strada divenne sempre più difficile da ignorare. Il censimento del Regno Unito del 1851 rese evidente lo squilibrio demografico con un 4% in più di donne rispetto agli uomini. A quel punto la questione della prostituzione da problema etico-religioso divenne problema socioeconomico. Il censimento del 1851 mostrò come la popolazione della Gran Bretagna fosse di circa 18 milioni di abitanti; ciò significava che circa 750.000 donne sarebbero rimaste nubili semplicemente perché non c'erano abbastanza uomini.
Mentre l'Ospizio Maddalena si occupava di "riabilitare" le prostitute fin dalla metà del XVIII secolo, gli anni tra il 1848 e il 1870 videro una vera e propria esplosione del numero di istituzioni che lavoravano per "riscattare" queste "donne perdute" dalle strade e riqualificarle per introdurle nella società rispettabile - generalmente per lavorare comedomestiche. Il tema della prostituzione e delle "donne perdute" (un termine di comodo usato per descrivere ogni donna che avesserapporti sessuali al di fuori delmatrimonio) divenne l'ingrediente principale di ogni discussione letteraria e politica medio-vittoriana. Negli scritti diHenry Mayhew,Charles Booth e altri, la prostituzione iniziò ad essere vista come problema sociale.
Quando ilParlamento approvò la prima delleleggi sulle malattie contagiose nel1864 (che consentì ad ogni polizia locale di obbligare ogni donna sospettata di esser affetta da una dellemalattie sessualmente trasmissibili di essere sottoposta a ispezione corporale) la crociata diJosephine Butler per respingere le leggi sulle malattie contagiose unì la causa anti-prostituzione all'emergentemovimento femminista. Butler attaccò il vecchiodoppio standard dell'etica sessuale.
A questa enfasi sulla purezza femminile si aggiunse lo stress del lavoro di casalinga, ruolo femminile, che contribuiva a creare uno spazio libero dall'inquinamento e dalla corruzione della città. In tal senso, la prostituta finì per assumere un significato simbolico di incarnazione della violazione di questa linea di confine. Il doppio standard rimase in vigore. La legge suldivorzio introdotta nel 1857 consentì ad ogni uomo di divorziare dalla propria moglie peradulterio, ma una donna poteva solo divorziare se l'adulterio del marito si associava alla crudeltà. L'anonimato della città portò ad un notevole aumento della prostituzione e delle relazioni sessuali illegittime. Dickens e altri scrittori associarono la prostituzione alla meccanizzazione e all'industrializzazione della vita moderna, dipingendo le prostitute comemerci umane consumate e gettate via come rifiuti. I movimenti di riforma sociale tentarono di far chiudere ibordelli, qualcosa che veniva talvolta considerata un fattore di concentrazione della prostituzione di strada aWhitechapel, nell'East End di Londra, intorno al 1880.
Gli storici concordano sul fatto che la civiltà britannica fu il punto di partenza del progresso mondiale contemporaneo. Lo storico Guido de Ruggiero scrive:[11] "A base della mentalità degli inglesi bisogna mettere, come elemento determinante, l'insularità, che, generando in essi un senso di naturale sicurezza, ha sviluppato sul piano spirituale la coscienza della propria autonomia e individualità, rallentando la dipendenza dei singoli di fronte allo Stato, al quale essi non si sentono legati, come i loro vicini del continente, dalla necessità della protezione e della difesa. Ne è derivato che mentre nel continente europeo l'assolutismo statale ha dominato per tantissimi secoli, in Inghilterra è durato pochissimo, sotto iTudor, ben presto travolto dalle forze nazionali. Laborghesia e lanobiltà si sono potute sviluppare non intralciate dall'azione monarchica; la religione ha avuto la possibilità di diffondersi in numerose sette, all'insegna della tolleranza. D'importanza fondamentale è stata insieme l'adozione della riforma protestante operata da Enrico VIII, per sottrarsi all'egemonia papale che dominava l'Europa di allora e che era in grado di sovvertire un monarca sgradito di un qualsiasi stato europeo destituendolo con la scomunica. La riforma di Martin Lutero contiene in sé un impulso alla responsabilità individuale ed è stata senza dubbio un sostegno alla rigogliosa affermazione della borghesia.
Risultato importantissimo di tutto ciò è stato che la vita privata, in tutte le sue manifestazioni, si è sviluppata rigogliosa, sottratta al livellamento e alla compressione statale, investendo perfino ciò che altrove era dominato dalla vita pubblica, imprimendovi un forte senso di autonomia e di responsabilità e creando, con le libere associazioni, insieme un correttivo all'individualismo e una remora all'ingerenza statale". La conseguenza è stata quelself-government che ha permesso agli inglesi di darsi istituzioni politiche e amministrative decentrate e autonome, e alle colonie, fondate da loro, di rendersi successivamente indipendenti dalla madrepatria. Le origini e la longevità dell'impero coloniale britannico sono dunque anche dovute all'insularità.
^Rebecca Probert, "Living in Sin," inBBC History Magazine, settembre 2012; G. Frost,Living in Sin: Cohabiting as Husband and Wife in Nineteenth-Century England, Manchester U.P., 2008.
^G.De Ruggiero,La formazione dell'Impero britannico, inL'Europa nel sec. XIX, Padova, 1934.
(EN) Silvia Crucitti (a cura di),Female Sociability in Victorian England. The relationship between women and social life during the Victorian age, VDM Publishing Group, 2010,ISBN978-3-639-22577-8.