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IlKirghizistan oKirghisistan[6] (inkirghisoКыргызстан?,Qırğızstan;inrussoКыргызста́н?,Kyrgyzstan), ancheChirghisia,[6]Kirghisia oKirghizia,[7][8][9] ufficialmenteRepubblica Kirghisa (inkirghisoКыргыз Республикасы?,Qırğız Respublikası;inrussoКыргызская Республика?,Kirgizskaja Respublika), è uno Stato dell'Asia centrale, in gran parte montuoso, dominato dalla catena delTian Shan. Confina a nord con ilKazakistan, a ovest con l'Uzbekistan, a sud-ovest con ilTagikistan e a est con laCina. La sua superficie è di circa200000km² e ospita una popolazione di circa 7 milioni di persone. Lacapitale e città più importante èBiškek, chiamataFrunze durante il periodosovietico.
Il Kirghizistan prende il nome dal popolo deikirghisi, unito a-stan che significa "paese". L'area che oggi corrisponde al Kirghizistan è stata abitata fin dalla preistoria, con tracce di insediamenti umani risalenti al Paleolitico. Nel corso dei secoli, la regione ha visto il passaggio e l'insediamento di numerose popolazioni nomadi, inclusi gliSciti e successivamente iTurchi. Durante il medioevo, il territorio fece fu incluso tra i domini deiKarakhanidi e dell'Impero mongolo diGengis Khan. NelXIX secolo, il Kirghizistan cadde progressivamente sotto il controllo dell'Impero Russo e, dopo larivoluzione d'ottobre del 1917, divenne parte dell'Unione Sovietica comeRepubblica Socialista Sovietica Kirghisa nel 1936. Durante l'era sovietica, il paese subì profonde trasformazioni economiche e sociali, con un'intensa industrializzazione e una forte politica di russificazione. Il Kirghizistan dichiarò l'indipendenza dall'Unione Sovietica il 31 agosto 1991, diventando uno Stato indipendente. Dopo l'indipendenza il Kirghizistan è stato segnato dallarivoluzione dei tulipani nel 2005 e da una serie dirivolte nel 2010.
Il nome "kirghiso" sembra derivare dalla parolaturca che indica "quaranta", in riferimento ai quaranta clan delManas, un eroe leggendario che unì quaranta clan regionali contro gliuiguri. Il nome "kirghiso" o "kirghizo" significa "terra delle quaranta tribù", ed è composto da tre parole:kyrg (kırk) che significa "quaranta",yz (uz) che significa "tribù" nel turco orientale, e-stan che significa "terra" in persiano.[10]
I primi abitanti del Kirghizistan furono il popolo degliSciti, che qui si stabilirono dal VI alV secolo a.C. Successivamente la zona sudorientale fu parte dell'Impero persiano achemenide, più precisamente dellaSatrapia dellaSogdiana, che aveva come fulcro e capoluogo la città uzbeka diSamarcanda. La Sogdiana fu espugnata nel 327 a.C., quando anche la zona dell'odierno Kirghizistan cadde in gran parte sotto l'influenza delRegno di Macedonia diAlessandro Magno. Dunque passò al dominio delladinastia seleucide sino a che l'avvento deiParti non pose fine completa all'età ellenistica in queste zone. ISogdiani, indigenisciti della zona, erano noti per la loro tolleranza verso le religioni altrui. Ilbuddismo, ilmanicheismo, inestoriani e i seguaci diZoroastro avevano significative quantità di adepti e rimasero fra i principali attori del commercio sullavia della seta fino alle invasioni deimusulmani nell'VIII secolo.
Intorno alII secolo a.C. la confederazione tribale nomade degliWusun, proveniente dalla regione cineseGansu, strinse un'alleanza di subalternanza con l'impero nomade degliXiongnu per scacciare e sconfiggere gliYuezhi, un popolo nomade da tempo in guerra con gli Wusun. Durante la guerra gli Wusun inseguirono gli Yuezhi migrando prima verso ilSemireč'e e poi verso le valli della catena delTian Shan, dove si stabilirono diventando così indipendenti dagli Xiongnu intorno alI secolo a.C. Gli Wusun stabilirono allora il loro centro amministrativo sulle rive meridionali delYsyk-Köl fondando la città di Ch'ihku e sottomisero le tribù locali diSaci annettendole alla loro confederazione. Nonostante si trovassero su uno dei rami dellavia della seta, gli Wusung continuarono a basare la loro economia sull'allevamento nomadico. A livello politico continuarono a mantenere una struttura analoga a quella degli altriimperi nomadi e sempre nelI secolo a.C. strinsero un'alleanza militare e commerciale con ladinastia Han per contrastare l'espansione degliXiongnu. Dopo essere stati cacciati dal dagli nelV secolo gli Wusun furono definitivamente sconfitti dagliUnni bianchi.
Un passo importante nella storia kirghisa fu l'avvento deiTurchi, nelIV secolo, che diedero il nome ai Kirghisi (da "kyrgyz", "rosso"), e nell'VIII secolo, quando sopraggiunsero gliArabi, e nell'840, quando arrivarono gliUiguri. Di conseguenza i popoli kirghisi fin dall'età medievale furono incrocio di culture, religioni, tradizioni ed etnie differenti.
Nel 1207 la terra fu conquistata dall'Impero mongolo diGengis Khan, per essere parte delKhanato Chagatai. Nel 1510 per il popolo kirghiso arrivò la libertà, ma provvisoria, poiché furono frequenti le invasioni diCalmucchi,Manciù eUzbeki. Questo periodo di forte instabilità durò per tre secoli, sino all'Ottocento, quando il Kirghizistan entrò anche formalmente a essere parte dell'uzbekoKhanato di Kokand.
NelXVIII secolo il territorio del Kirghizistan entrò progressivamente nella sfera d'influenza delle grandi potenze regionali. Con la sconfitta delKhanato degli Zungari da parte dell'Impero cinese, nel 1758 i principali rappresentati delle tribù kirghise si recarono aPechino per riconoscere la sovranità cinese sul territorio.[11] I pochi valichi disponibili tra le catene montuose delTian Shan limitarono fortemente le comunicazioni tra le tribù kirghise, questa frammentazione territoriale e politica indebolì la capacità di difesa collettiva, favorendo nel 1762 la conquista delle valli kirghise da parte delKhanato di Kokand, una monarchia feudaleuzbeka di religione islamica stabilitasi nellavalle di Fergana all'inizio delXVIII secolo.[11][12][13] le autorità del Khanato imposero un duro regime sulle tribù kirghise: confiscarono terre per costruire fortezze e avamposti commerciali, imposero pesanti tributi e arruolarono con la forza i giovani kirghisi nell'esercito.[12] Per contrastare il Khanato, le tribù kirghise decisero allora di rivolgersi all'Impero russo inviando nel 1785 una prima delegazione aSan Pietroburgo, corrisposta due anni dopo dalla visita di una delegazione russa nelle valli kirghise.[11] Nel 1814 e nel 1824 delegazioni provenienti dalYsyk-Köl si recarono inSiberia chiedendo allozarAlessandro I di Russia protezione contro il Khanato.[14] Neglianni venti etrenta, il malcontento sfociò in numerose rivolte, provocando la dura reazione delkhan Madali, che nel 1825 attaccò i kirghisi dellavalle di Čuj e costruì le piazzeforti diPišpek eTokmok per consolidare il controllo sul territorio.[14]
Il Khanato fu occupato nel 1876 dall'Impero russo; iniziò così il lungo periodo egemonico russo sul Kirghizistan. I kirghisi tentarono parecchie insurrezioni, che durarono molto tempo, e molti emigrarono inAfghanistan, insofferenti al potere russo, o inCina. La più forte ribellione avvenne nel 1916, repressa nel sangue.
La sovranità russa dunque continuò, e fu nel 1918 che iniziò l'era deiSoviet. Per il Kirghizistan iniziò un'età discolarizzazione ealfabetizzazione di massa, e di forte industrializzazione connessa all'urbanizzazione del territorio, arido e selvaggio. Ciò continuò per tutto ilNovecento, nonostante la forte repressione di movimenti contrari al regime, ma nacquero dei movimenti culturali clandestini. Contemporaneamente, iniziò un periodo di conflitto etnico con la minoranza uzbeka dellaregione di Oš.
I conflitti etnici non si fermarono nemmeno con l'indipendenza del Paese, nel 1990, in seguito alloscioglimento dell'URSS: nonostante la formale indipendenza, dal punto di vista economico vi era infatti ancora una stretta connessione con il governo diMosca[15]. Venne eletto come primo PresidenteAskar Akayev, che nel 1991 annunciò le dimissioni dalPartito Comunista dell'Unione Sovietica, e il 31 agosto 1991 l'indipendenza diventò completa. Scandali politici di corruzione colpirono il Paese nel 1993, e Akayev cambiò il governo, ma rimase Presidente, prolungando la durata della sua carica con un referendum ove ricevette il 96,2% dei voti positivi. Akayev formò un nuovo Parlamento nel 1995 e rimase al potere sino al 2005, quando dopo elezioni considerate non trasparenti anche dall'OSCE (laCSI ebbe opinione contraria) si dovette dimettere in seguito alle violente proteste contro il suo potere, considerato un regime corrotto e autoritario. Questa fu la cosiddettarivoluzione dei tulipani.
Fu eletto nel luglio dello stesso annoKurmanbek Bakiev con l'89% dei voti, con la speranza di un cambiamento per il Paese. Il nuovo presidente eletto si era guadagnato la fiducia del popolo promettendo una riforma radicale dello stato: maggior democrazia, sviluppo economico, lotta alla corruzione. Di fatto le cose andarono molto diversamente: Bakiev modificò più volte la costituzione accrescendo i propri poteri, chiuse le sedi di alcuni giornali non graditi e fece arrestare alcuni esponenti politici dell'opposizione. Nel 2007 represse con violenza le proteste dell'opposizione, che lo accusava di corruzione e di aver ignorato le sue promesse del 2005.[16] Bakiev inoltre si allontanò dalla Russia diPutin mantenendo la base americana nell'aeroporto di Biškek-Manas. Bakiev fu rieletto nel 2009 col 76,12% dei voti. Le elezioni non furono considerate trasparenti dall'OSCE, che le considerò macchiate da brogli, nonché circondate da un contesto tutto favorevole al presidente Bakiev, con un'informazione totalmente controllata a suo favore.
Nel marzo 2010 allora la leader dell'opposizioneRoza Otunbaeva si recò a Mosca per chiedere appoggio al governo russo, e dopo averlo ottenuto si mise a capo di un movimento di protesta nella capitale. Il 6 aprile grandi folle di oppositori si riversarono nelle strade, per chiedere le dimissioni del Presidente. Leproteste si fecero sempre più violente (almeno 75 furono i morti). I manifestanti occuparono la sede dei servizi segreti, e infine, la TV di Stato.Roza Otunbaeva divenne quindipresidente del Kirghizistanad interim con uncolpo di Stato, con la promessa di nuove elezioni democratiche a fine anno, per portare la democrazia in Kirghizistan. L'ex presidente Bakiev si rifugiò allora nella città diOš rifiutandosi di riconoscere il nuovo governo.[17] Bakiev fu però costretto a rifugiasi prima in Kazakistan e poi inBielorussia, ma nel frattempo, nel giugno 2010 nella città di Oš scoppiarono delleviolente rivolte, che hanno rischiato di far sfociare in una guerra civile tra i kirghisi e la minoranzauzbeka. I profughi raggiunsero i200 000 con 191 decessi accertati, ma la Otumbaeva ha dichiarato che probabilmente i morti sono almeno2 000, e ha chiesto l'aiuto russo e internazionale.[18] Il 3 luglio 2010 Roza Otunbaeva ha giurato come Presidente della Repubblica e anche come Capo di governo; Nel 2011 la Otunbaeva non si è ripresentata alle elezioni spianando la strada a Almazbek Atanbayev.
Le elezioni di novembre 2011 sono state vinte daAlmazbek Atambaev, leader del partito socialdemocratico e allora primo ministro. Atambayev ha prestato giuramento come presidente il 1º dicembre 2011 eOmurbek Babanov è stato nominato primo ministro. Nell'ottobre 2020 il Paese è stato scosso da violente proteste quando i cittadini sono scesi in piazza, contestando i risultati delle elezioni parlamentari del 4 ottobre 2020 che avevano visto i due partiti vicini aSooronbay Jeenbekov vincere la quasi totalità dei seggi. Dall'indipendenza, il Kirghizistan ha compiuto sviluppi come la creazione di mezzi di informazione veramente liberi e la promozione di un'opposizione politica attiva.[19] Alla fine dell'aprile 2021 un conflitto per l'acqua si è trasformato in uno dei più graviscontri di confine tra il Kirghizistan e ilTagikistan dall'indipendenza nel 1991.[20][21] Nel settembre 2022, sono scoppiati scontri armati, compreso l'uso dell'artiglieria, lungo gran parte del confine tra Kirghizistan e Tagikistan.[22]
Le aree più popolose del Kirghizistan hanno prevalentemente unclima continentale esteppico, dovuto alla grande distanza dal mare e alla vicinanza ai deserti; inoltre il clima varia notevolmente in base all'altitudine, infatti circa un quarto del territorio è situato a oltre3500m s.l.m. pertanto in queste aree si ha ilclima della tundra.[26] In generale nelle aree abitate si hanno estati calde e inverni freddi, mentre le precipitazioni si concentrano in autunno, inverno e primavera, mentre l'estate è calda e secca. L'inverno è rigido, soprattutto nelle aree montuose e nelle conche, con temperature che possono scendere abitualmente tra−20°C e−30°C, anche se sono frequenti brevi periodi di disgelo. In estate, lavalle di Fergana registra in luglio temperature medie tra i+25°C e i+37°C. Le precipitazioni medie annue oscillano generalmente tra i300mm e i300mm, con minimi di144mm nella parte occidentale dell'Ysyk-Köl e massimi di1090mm sui versanti occidentali deimonti Fergana. Le giornate di sole annuali sono circa 247, con i mesi di marzo e aprile spesso sereni. Le principali aree climatiche sono le seguenti: levalli di Čuj eTalas hanno un clima moderatamente caldo e piuttosto umido, con precipitazioni massime in primavera; il bacino delYsyk-Köl ha un clima mitigato dal lago con precipitazioni estive; lavalle di Fergana, lavalle di Alaj e lavalle del Chatkal sono le aree più calde e umide, con molte piogge nella stagione fredda; infine nelle aree interne delTian Shan il clima freddo e umido, con massime precipitazioni tra maggio e luglio.[23]
Circa l'86% del territorio è coperto dapraterie, che sono popolate principalmente dabestiame di varia taglia. Le foreste coprono solo il 5,6% del territorio e comprendono ginepri, abeti, aceri e una foresta naturale dinoce bianco nei pressi del villaggio diArslanbob. Tra i grandi mammiferi si distinguono l'argali, lostambecco siberiano e illeopardo delle nevi, animale simbolo del Kirghizistan.[28] Gli endemismi principali sono tra gli invertebrati e tra i pesci delYsyk-Köl.[29]
Il paese ha una popolazione complessiva di6 691 800 abitanti, con unadensità media di 21 abitanti per km² (2021). Il 34% vive in centri urbani; le zone più popolate sono lavalle di Fergana, nella parte sudoccidentale del paese, e la valle del fiume Ču, nel nord.
I kirghisi costituiscono il 72,6% della popolazione (dati 2014), per il resto formata dauzbeki (14,4%), concentrati perlopiù nellavalle di Fergana,russi (6,4%) che vivono principalmente nella capitale e in altricentri industriali,ucraini,tatari etedeschi. Le tensioni fra uzbeki e kirghisi per la distribuzione di terre e case sfociò, nel 1990, in violenti scontri che causarono la morte di oltre 200 persone; nel 2010 altri scontri ne causarono ufficialmente 191, ma almeno 2000 secondo la presidente ad interimRoza Otunbaeva.
La religione maggioritaria è quellamusulmana, seguita da circa il 90% della popolazione. Circa il 7% della popolazione è direligione cristiana, di cui il 3% cristiana ortodossa, mentre altre religioni sono il 3% (soprattutto ebrei, buddisti ebaha'i).[31]
In generale, la popolazione capisce e parla ilrusso in tutto il paese, eccetto in alcune aree remote di montagna; ilrusso è lalingua madre della maggior parte degli abitanti diBiškek, e la maggior parte degli affari economici e politici sono condotti in questa lingua.Fino a poco tempo fa[nonchiaro], il kirghiso era unalingua da parlare in ambito familiare e veniva usato di rado durante convegni o altri eventi ufficiali. Tuttavia oggi la maggior parte degli incontri parlamentari è condotta in kirghiso, con traduzione simultanea per chi non conosce questa lingua.
A grandi linee si può affermare che ilrusso è predominante nel nord e nel nord-est, il kirghiso nel sud-est e l'uzbeko nel sud, nel sud-ovest e nelle zone diOš eŽalalabad.
Il Kirghizistan è diviso in setteregioni (oblast'), con due città a statuto speciale, il cui status equivale a quello delle regioni (shaar); le regioni sono a loro volta suddivise indistretti.
Viceversa sono presenti quattroenclaviuzbeche all'interno del territorio kirghiso: l'enclave diSokh (popolata quasi interamente datagiki) e quella diShohimardon (a maggioranzauzbeki con circa il 10% dikirghisi). Le restanti due enclavi sono due piccolissimi territori:Chong-Kara (altresì chiamatoKalacha), sulfiume Sokh al confine con l'Uzbekistan eJangail.
Sono presenti anche due enclavi appartenenti alTagikistan:Vorukh (poco più di100km², con una popolazione stimata tra i23 000 e i29 000 abitanti, quasi esclusivamentetagiki, distribuiti in 17villaggi), 45 chilometri asud diIsfara sulla riva destra delfiume Karafshin e un piccolo insediamento nei pressi dellastazione ferroviaria kirghisa diKairagach.
Le controversie nella Valle Isfara ritardano il completamento della delimitazione del confine meridionale con ilTagikistan. Inoltre la delimitazione di circa 200km di confine con l'Uzbekistan è ostacolata da gravi controversie tra i due paesi su enclavi e altre aree.
Stato federato all'URSS dal 1936, il Kirghizistan è diventato indipendente il 31 agosto 1991. In base allacostituzione promulgata nel 1993 e successivamente emendata nel 1994, nel 1996 e nel 2016, il Paese è unarepubblica parlamentare unitaria. Il presidente può nominare e revocare il primo ministro e i membri del governo e quello di emanare leggi direttamente. L'esercizio del potere legislativo spetta, oltre che al Presidente e in base agli emendamenti costituzionali del 1994, a un parlamento monocamerale, ilConsiglio supremo del Kirghizistan, composto da 90 membri.
Durante il periodo sovietico l'economia del paese, basata tradizionalmente sull'agricoltura, ricevette forte impulso nel settore industriale, che attualmente occupa il 12% dellaforza lavoro e fornisce il 26,2% delPIL. Il settore più redditizio è quello estrattivo, favorito dalla presenza di vasti giacimenti dicarbone,oro,antimonio euranio, mentre l'industria manifatturiera è ancora limitata alla lavorazione di prodotti agricoli, comelana,carne epelli. Nel 2012 il prodotto interno lordo del paese, a parità di potere d'acquisto, ammontava a 13,1 miliardi didollari USA, pari a2 351 dollari pro capite.
Nonostante la scoperta di alcuni giacimenti digas naturale epetrolio nellavalle di Fergana, il paese è tuttora dipendente dall'importazione di combustibili. I fiumi Naryn e Ču sono impiegati, sebbene non ancora al massimo del loro potenziale, per la produzione dienergia idroelettrica.
Il paese, uno dei primi fra leex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale a intraprendere programmi diriforma, dopo l'indipendenza ha vissuto un periodo distagnazione economica. IlPIL è sceso di circa il 25% nel 1992, con un calo proporzionalmente anche più ingente nella produzione dicarbone e digas. Il governo ha così ripiegato sulla definizione di piani produttivi di stile sovietico per far fronte alla crisi nel settore energetico. Le conflittualità etniche hanno rallentato laprivatizzazione delle terre, ma un compromesso legislativo sulla loro distribuzione è stato comunque raggiunto.
È stata inoltre introdotta una riforma monetaria, nell'ambito della quale labanca centrale è stata resa indipendente dal controllo parlamentare e governativo, e ciò ha permesso al Kirghizistan di diventare la prima delle ex repubbliche sovietiche aconiare, nel 1993, una propriamoneta (ilsom kirghiso), violando però le regole stabilite dallaCSI e incontrando l'opposizione da parte di numerosi stati vicini. Nel gennaio del 1994 il Paese ha formato con ilKazakistan e l'Uzbekistan un'area di libero scambio commerciale.
I fiumi del Kirghizistan offrono un vasto potenziale nel settore dell'energia idroelettrica, sebbene oggi coprano soltanto il 25% del fabbisogno nazionale, e l'espansione degli impianti già esistenti, così come la creazione di nuove centrali, non mancheranno di far emergere importanti questioni ambientali. Le riserve kirghise diacqua dolce, intrappolate sotto forma dighiacciai, restano oggi la più grande risorsa naturale del paese.
Il capolavoro della letteratura popolare kirghisa è l'epica delManas, nome di un leggendario condottiero kirghiso che guida il suo popolo nelle guerre contro imongolicalmucchi. L'opera ebbe per secoli una tradizione essenzialmente orale, in alcune versioni raggiunge i400 000 versi e, fatto più sorprendente, ha continuato a venire recitata, mimata e ampliata da aedi specializzati (dettiakyn) almeno da cinque secoli a questa parte, venendo parzialmente trascritta e studiata solo a partire dalXIX secolo.
Nell'Ottocento ci sono anche gliakyn, che compongono, o raccolgono, e cantano saghe di tono filosofico o politico (anti-zarista), come ad esempioToktogul Satylganov,Barpy Alikulov,Togolok Moldo, tutti personaggi che godettero di grande popolarità e che in generale cominciarono a trascrivere le proprie composizioni solo dopo laRivoluzione d'ottobre.
Una letteratura kirghisa colta si sviluppa soprattutto a partire dall'era sovietica, allorché la lingua adottò l'alfabeto cirillico. Negli anni Trenta vengono introdotti il dramma e la novella su modelli europei, e si comincia a tradurre molto dalfrancese e dalrusso; diversi scrittori si esprimono in russo o sono comunque bilingui. A livello estetico e tematico, la letteratura kirghisa di epoca sovietica si sintonizza ampiamente con i dettami del "realismo socialista" e l'estetica delle "forme nazionali" dell'arte. Tra gli autori emerge soprattuttoČyngyz Ajtmatov, già ministro del governoGorbačëv e ambasciatore del Kirghizistan aBruxelles, ha avuto diverse onorificenze straniere, affermandosi sul piano internazionale con il raccontoJamila e con i romanziIl battello bianco (1970) ePatibolo (il quale ultimo, riprende un po' il tema deIl maestro e Margherita diBulgakov). Con la recentemente riacquistata indipendenza, dopo la caduta dell'URSS, si sono messe in moto altre complesse dinamiche di distanziamento dalla cultura russa e di contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione islamica da un lato, e con il patrimonio folcloristico-culturalepanturco dall'altro.
Da ricordare infine che esistono nel Paese altre tradizioni letterarie legate alle due minoranze più importanti: russa e uzbeka.
Losport nazionale è il Kok boru, anche chiamatoBuzkashi, che è un gioco equestre simile al polo in cui i partecipanti, ovvero i cavalieri delle due squadre formate da 4 giocatori, 2 attaccanti e 2 difensori, si scontrano usando la carcassa di una capra morta o di un cucciolo di Yak come palla per fare punti nelle 4 porte, chiamate Tai kazan, poste alle estremità di un campo di 200 metri di lunghezza per 70 metri di larghezza. Le partite sono formate da 3 tempi da 20 minuti.
↑Islam, Muhammad, "Soviet Kyrgyzstan Gorbachev Reforms and Republican Leadership", inJournal of South Asian & Middle Eastern Studies, 32, no. 2 (Winter20092009): 38-59.