Josquin Desprez, trascritto anche comeDes Prez,Des Prés oDesprès, in Italia comunemente chiamatoGiosquinoDascanio oppureIodocus Pratensis (1450 circa –Condé-sur-l'Escaut,27 agosto1521), è stato uncompositorefranco-fiammingo. Figura imprescindibile della musica quattro-cinquecentesca, egli è considerato come uno dei più grandi compositori dellastoria della musica occidentale.
Nacque verosimilmente tra il 1450 e il 1455, probabilmente nei dintorni diSan Quintino, inPiccardia. Fu adottato nel 1466 dalla famiglia degli zii Lebloitte, che avevano Desprez come soprannome di famiglia, aCondé-sur-l'Escaut, dove il compositore trascorrerà gli ultimi vent'anni della sua vita. È accertato che non era nato a Condé, dal momento che l'atto di morte, redatto proprio a Condé, lo dichiaraaubain, cioè straniero. Studiò a San Quintino[1], dove era fanciullo cantore presso la basilica reale. Il primo impiego di cui abbiamo notizia certa è adAix-en-Provence tra il1477 e il 1478, come cantore della cappella diRenato d'Angiò[2][3]. Tra il 1483 e il 1484, entrò a servizio della cortemilanese degliSforza: al seguito del cardinaleAscanio Sforza, fu probabilmente aRoma nel 1484-85 e aParigi nel 1489. Formalmente, il compositore era "cantore ducale", cioè al servizio del giovane ducaGian Galeazzo Sforza, ma di fatto il governo del ducato era fermamente nelle mani diLudovico il Moro, fratello maggiore del duca e reale patrono di Josquin[2]. Tra1489 e il1495 circa, Josquin prestò servizio presso la cappella pontificia a Roma[2]. Dopo alcuni viaggi in Francia, si trasferì per un certo periodo aFerrara per servireErcole I d'Este. Per lui scriverà lamessaHercules dux Ferrarie il cuitenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle note il cui nome contiene tali vocali: Re-Ut-Re-Ut-Re-Fa-Mi-Re, tenendo presente che all'epoca la nota Do si chiamava ancora Ut). Dopo il1505 si trasferì in Francia, non smettendo comunque di viaggiare. Morì a Condè-sur-l'Escaut nel 1521.
Autore di una ventina di messe, composte secondo varie tecniche (come la messa sucantus firmus, lamessa parafrasi, lamessa parodia) e basate anche su musicheprofane, come la celebre melodiaL'homme armé, un centinaio dimottetti, oltre 50 opere vocali profane (chansons e frottole) infrancese eitaliano, Desprez fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche daLutero,Palestrina eOrlando di Lasso. La sua importanza è indicata anche dal fatto che lo stampatoreOttaviano Petrucci dedicò alle sue messe ben tre libri nei primi due decenni delXVI secolo. La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una composizione a lui attribuita da una fonte delXVI secolo può non essere sua.
Tra le sue messe, oltre allaHercules dux Ferrarie e alle due messeL'homme armé (Missa l'homme armé sexti toni eMissa l'homme armé super voces musicales), ricordiamo laMissa de beata Virgine, la Missa La sol fa re mi, e laMissa Pange lingua, che è probabilmente l'ultima da lui scritta. Tra i suoi mottetti spiccano il mottetto per il periodo natalizioPraeter rerum seriem a sei voci, ilMiserere a cinque voci,Ave Maria, Virgo serena a quattro voci eTu solus qui facis mirabilia a quattro voci. Come il contemporaneoPierre de La Rue e altri musicisti fiamminghi, ad esempioJohannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura incanone.
Il vasto repertorio profano abbraccia svariate tematiche, sia francesi che tipicamente italiane, tra cui quella popolare o quella dellafrottola; non si possono quindi non citare brani celeberrimi qualiMille regretz,El Grillo,Baisé moy, ma doulce amye,En l'hombre d'ung boissonet,Scaramella va alla guerra,In te Domine speravi, per trovar pietà e molto altro.
Per la chiarezza espressiva e per l'equilibrio presente fra il testo e la musica, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza delcontrappunto, egli è unanimamente considerato come uno dei più rappresentativi musicisti delRinascimento. La sua opera si mostrò aperta a tutte le forme e a tutte le tecniche note al suo tempo, quindi appare sia una sintesi di una cultura musicale, sia un'anticipazione dei percorsi evolutivi dellapolifonia europea.[4]
^L'ipotesi avanzata dalla musicologia della fine del XIX secolo secondo cui ilJudochus de Picardia oJuschinus de Frantia, che era impiegato come cantore adulto (biscantor) presso il Duomo di Milano dal 1459 al 1472 e nella cappella del ducaGaleazzo Maria Sforza dal 1473 al 1498, fosse il Nostro, è stata dimostrata priva di fondamento. Si veda in merito(EN) L. Matthews, Merkley P.,Iudochus de Picardia and Jossequin Lebloitte dit Desprez: the Names of the Singer(s), inJournal of Musicology, vol. 16, Berkeley, CA, University of California Press, 1998, pp. 204, 215, 224-225.
^"Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag. 168-169
Patrick Macey, Jeremy Noble,Josquin (Lebloitte dit) des Prez [Josse, Gosse, Joskin, Jossequin, Josquinus, Jodocus, Judocus, Juschino; Desprez, des Près, des Prés, de Prés, a Prato, de Prato, Pratensis],in The new Grove dictionary of music and musicians, 2ª ed., Stanley Sadie, 2001.
W. Elders, Josquin des Prez and His Musical Legacy, Leuven University Press, Leuven 2013,ISBN 978-9058-6794-13
E. Restagno (a cura di),Josquin Desprez. Il signore dei suoni del Rinascimento tra storia e leggende, Sole24 Ore, Milano, 2021.ISBN 9788863459036