Jablonec nad Nisou (intedescoGablonz an der Neiße, inpolaccoJablonec nad Nysą) è unacittà della Repubblica Ceca, capoluogo deldistrettoomonimo, nellaregione di Liberec. Il nome deriva dalla parola cecajabloň, che significamelo.
Jablonec è la seconda città più grande dellaregione di Liberec e rappresenta un importante centro industriale.Costituisce inoltre il centro amministrativo, culturale e sportivo deimonti Iser (Jizerské Hory).
La prima menzione della città in un testo scritto risale all'anno1356. Dopo la distruzione ad opera del nemico del sovrano boemoGiorgio di Podebrady, avvenuta nell'agosto1496, la località scomparse completamente. Jablonec si ripopolò solamente a partire dalXVI secolo, quando sorse la prima vetreria a Grünwald (Mšeno).
Durante laguerra dei trent'anni, il 2 maggio1643, Jablonec fu nuovamente rasa al suolo; dopo la fine del conflitto, gli abitanti di religioneprotestante furono cacciati.
Nel1808, Jablonec divenne una borgata e nel1866, per decreto dell'imperatoreFrancesco Giuseppe I fu elevata al rango dicittà.Nell'anno1868, Jablonec diventò il capoluogo del distretto. Il nuovo distretto amministrativo di Jablonec era costituito dai distretti giudiziari diTanvald e Jablonec.
Il 28 ottobre1918, fu proclamata l'indipendenza dellaCecoslovacchia. Jablonec fu occupata dalle unità ceche provenienti daMladá Boleslav all'alba dell'11 dicembre. Le difese tedesche non opposero alcuna resistenza.
Secondo il censimento del1930, il 79,5% degli abitanti era tedesco, tedesco-ebreo oppure germanofono, il 16,5% ceco. Oggi (censimento 2001) il 92,5% della popolazione è ceco, l'1,5% tedesco.
Dopo laConferenza di Monaco del 29 settembre1938, la città fu annessa al Reich nazionalsocialista tedesco. La maggior parte degli Ebrei che risiedevano nella città era fuggita nell'estate del 1938, i rimanenti furono perseguitati, deportati e uccisi dal 1941-1942.
Molti abitanti cechi di Jablonec erano fuggiti all'odio nazionalista. Dopo la fine dellaseconda guerra mondiale, la maggior parte degli abitanti tedeschi fu cacciata in virtù deidecreti Beneš.
Dopo il1945, alcuni tedeschi esiliati fondarono dei quartieri con il nome Neugablonz (Nuova Jablonec) aKaufbeuren inBaviera come anche aEnns nell'Austria Superiore, dove portarono avanti la famosa industria del vetro.
Nel quartiere di Rýnovice si trova una casa dell'intesa ceco-tedesca: la Rieger-Haus. Testimonianza dell'antica ricchezza della città è una serie di importanti edifici e quartieri. Tra i più interessanti, troviamo gli edifici instile liberty e le ville private nell'attuale Podhorská ulice (Gebirgsstraße); splendidi edifici delFunzionalismo degli anni trenta sono la Villa Schmelowsky, la Villa Hásek (architetto Heinrich Lauterbach), la Villa Kantor (architetto Heinrich Kulka, allievo diAdolf Loos), il municipio (architetto Karl Winter) e la chiesa cattolica in Gewerbe-Platz (Architetto Josef Zasche).
Le prime attività industriali che si svilupparono nella città furonovetrerie. Nella seconda metà delXVII secolo, l'industria del vetro ebbe una rapida fioritura. Un altro periodo di crescita per la città fu la prima metà delXVIII secolo.
Oggi Jablonec può essere considerata un punto di partenza per attività turistiche suimonti Iser e suimonti dei Giganti. La posizione lungo il confine con laGermania e con laPolonia favorisce gli scambi commerciali con quei Paesi.
Ancora oggi, a Jablonec e nei dintorni, ben 11.000 persone sono occupate nei settori dellabigiotteria e della produzione delvetro. La produzione è in gran parte orientata all'esportazione. Le più grandi marche nella creazione del vetro sono Ecoglass, Preciosa, Ornela, Bižuterie Česká mincovna (Bigiotteria della zecca ceca), Glass Tomeš. I marchi Preciosa, Bižuterie Česká mincovna e Ornela si sono fusi nella società Bijou Terra, che gestisce gli affari di esportazione a Jablonec.
La zeccaBižuterie Česká mincovna producecorone ceche per l'interaRepubblica Ceca. Fu fondata dopo la caduta dellaCecoslovacchia, poiché prima di allora la zecca cecoslovacca era situata nella cittàslovacca diKremnica. Oltre alla bigiotteria e alla produzione del vetro, a Jablonec si trovano anche fabbriche di auto, di mobili e attività di lavorazione dellegno.
La ditta Soliter produce gioielli in metallo.
L'azienda Jablotron produce invece allarmi, attrezzi da giardino, cellulari ecc. Ha avuto una grande visibilità con l'invenzione del "più grande telefono cellulare del mondo". Il dispositivo „JABLOTRON GDP 02 Grand“ era stato pensato in origine per le persone anziane, ma in seguito catturò l'interesse anche di quelle persone che abitavano in zone mal raggiunte dalla rete telefonica.
La dittaLucas Varity produce freni per auto, a Jablonec e nei dintorni, sotto il nomeCZ LUCAS Autobrzdy; utilizza apparecchiature della vecchiaAutobrzdy, in seguito denominataAteso.
La dittaPetit Lulu producepannolini lavabili che vengono esportati in Germania, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Belgio.
La città è situata sulla linea ferroviariaLiberec-Tanvald, dal1955 è collegata aLiberec anche grazie alla tranvia. L'autostrada perPraga dista 7 km.
- IlNuovo Municipio è stato costruito tra il1931 e il1933 in stilefunzionalista su progetto dell'architetto K. Winter.
- L'Antico Municipio, un edificio a tre piani con una torretetragonale, fu costruito tra il1867 e il1869 dal costruttore diLiberec Gustav Sachers.
- IlMuseo del vetro e della bigiotteria instile liberty apparteneva originariamente alla ditta di esportazioneZimmer und Schmidt. Le sue collezioni contengono oggetti relativi alla storia della produzione del vetro, alla creazione di gioielli e di bigiotteria, e di recente anche alla produzione di monete e medaglie; tutto questo ha avuto un ruolo speciale nello sviluppo dellaBoemia settentrionale.
- LaChiesa cattolica di Sant'Anna, edificiobarocco rettangolare ad unanavata conpresbiterio poligonale, fu edificata tra il1865 e il1867.
- L'ex edificio parrocchiale, una costruzione dell'inizio delXVIII secolo la cui facciata risale però alla fine delXIX secolo. Sono degne di nota la statua di Santa Maria posta davanti alla chiesa, e la croce della riconciliazione (1666, 1 m di altezza) posta su una delle pareti.