L'Indonesia, ufficialmenteRepubblica d'Indonesia (inindonesianoRepublik Indonesia), è unoStato delsud-est asiatico. Composto da17 508 isole (dato ufficiale del governo indonesiano, ministero del coordinamento marittimo, del 27 maggio 2018), è il più grandeStato-arcipelago del mondo[5][6][7] e con 286 milioni di abitanti[2] è il quartoPaese più popoloso del mondo dopoIndia,Cina eStati Uniti e davanti aPakistan,Nigeria eBrasile, oltreché il più popoloso paese a maggioranzamusulmana. La capitale è attualmenteGiacarta, ma verrà prossimamente trasferita aNusantara (città in costruzione).
L'interesse commerciale verso la regione dell'arcipelago indonesiano risale almeno alVII secolo, quando il Regno Srivijaya già commerciava con laCina e l'India. I sovrani locali adottarono gradualmente dall'India il modello culturale, religioso e politico fin dai primi secoli dopo Cristo, con la fioritura di regniindù ebuddhisti. Lastoria indonesiana è stata influenzata dalle potenze straniere, interessate alle grandi risorse naturali che poteva offrire questa terra.
Attraverso le sue numeroseisole, l'Indonesia si compone di svariati gruppietnici,linguistici ereligiosi. Quellogiavanese è il gruppo etnico più numeroso e dominante. Come Stato unitario enazione l'Indonesia ha sviluppato un'identità condivisa basata su una lingua nazionale, una diversità etnica, un pluralismo religioso all'interno di una popolazione a maggioranzamusulmana e una storia dicolonialismo e di ribellione a esso.
Il motto nazionale indonesiano, che si trova sorretto dalla leggendaria Garuda, ossia l'aquila mitologica che ne orna il blasone, è emblematico in questo senso:Bhinneka tunggal ika ("Uniti nelle diversità", letteralmente "Molti, ma uno"). Tuttavia le tensioni settarie e il separatismo hanno portato a scontri violenti che hanno talvolta compromesso la stabilità politica ed economica.
È un paese ricco di contrasti: possiede vaste aree disabitate e selvagge, che sostengono una dellemaggiori biodiversità del pianeta, e isole densamente popolate (la sola Giava conta 148 milioni di abitanti). Grandi sono le risorse naturali, in parte non ancora sviluppate, ma la povertà, all'inizio delXXI secolo, è ancora una realtà per vastissime fasce della popolazione.
Sotto l'influenza dell'Induismo e delBuddismo, numerosi regni si formarono sulle isole diSumatra eGiava dalVII alXIV secolo. L'arrivo di mercantiarabi, provenienti dallo stato delGujarat (inIndia), portò alla diffusione dell'Islam, che divenne la religione predominante.
A partire dal 1602, gliolandesi si stabilirono lentamente nell'attuale Indonesia, sfruttando il frazionamento in piccoli regni: in breve tempo leIndie orientali olandesi divennero uno dei possedimenti coloniali più ricchi del mondo, grazie al commercio dellespezie. Nel 1609 un accordo fu stretto tra leIndie Orientali olandesi e il sovranoSaboa Tangan. Tra il XVII e il XVIII secolo il potentesultanato di Sambas assoggettò gli altri imperi limitrofi, divenendo per un ventennio il più ampioimpero indonesiano. Nel 1824 iltrattato anglo-olandese sancì la separazione tra i territori indonesiani e laMalesia britannica.
Nel 1864, in Italia, l'avventurieroCelso Cesare Moreno provò a convincere il governo italiano a stabilire una presenza italiana nell'isola diSumatra, Moreno aveva vissuto per molto tempo nelsultanato di Aceh, dove era diventato amico del sultano Ibrahim (di cui aveva sposato una figlia); tuttavia il disinteresse del governo fece finire il sogno di Moreno, che aveva progettato di creare unacolonia nell'isola diPulau Weh e stabilire un protettorato nel sultanato di Aceh per proteggerlo dagliolandesi. Un altro tentativo italiano fallito di stabilire una presenza nell'area fu compiuto alla fine del 1869 dall'esploratoreGiovanni Battista Cerruti: nel 1870 era tornato a Firenze con dei trattati firmati dai sultani delle isole diAru,Kai eBalscicu nellaNuova Guinea che ufficializzavano la sovranità italiana (Cerruti aveva anche preso possesso di alcune zone della costa settentrionale ed occidentale nella Nuova Guinea in nome dell'Italia). Perciò, nel 1883, ilRegno d'Italia chiese aiBritannici se avessero accettato che la Nuova Guinea diventasse colonia italiana: i Britannici rifiutarono e gli italiani rinunciarono per sempre a ogni tentativo di colonizzare l'area.
IPaesi Bassi governarono l'Indonesia fino allaseconda guerra mondiale, prima come colonia fino allora sotto il controllo dellaCompagnia olandese delle Indie orientali, poi, dalXVII secolo direttamente alle dipendenze del governo olandese. Fra le due guerre mondiali si sviluppò un movimento di indipendenza indonesiano, che aveva come capi studenti e giovani professionisti, molti dei quali vennero imprigionati per le loro attività politiche.
Durante il secondo conflitto mondiale, con iPaesi Bassi occupati dallaGermania, ilGiappone invase la colonia e organizzò un comitato provvisorio con a capo il leader indipendentistaSukarno,Mohammad Hatta e Kyai. Nel marzo del 1945 il Giappone organizzò un comitato indonesiano per l'indipendenza. Il 17 agosto, nel contesto dellaguerra d'indipendenza indonesiana, Sukarno proclamò l'indipendenza e, il 17 dicembre 1949, dopo 4 anni di guerra e trattative, la reginaGiuliana dei Paesi Bassi riconobbe l'indipendenza della colonia. Il primo presidente fu Sukarno e il suo vice Mohammad Hatta.
Dagli anni 1950, Sukarno adottò politiche progressivamente più autoritarie[8], con una politica estera aggressiva[9], la chiusura dei giornali più critici verso il suo operato[10][11] e la repressione militare dei ribelli del PRRI (Governo Rivoluzionario della Repubblica d'Indonesia)-Permesta.[12] Negli anni 1960 ci furonoscontri armati con laMalaysia e gravi difficoltà economiche. Nel 1962 all'Indonesia venne annessa laNuova Guinea Occidentale, che era rimasta sino ad allora colonia olandese, assegnandole il nome diIrian Jaya.
Nel 1965, con un colpo di Stato fiancheggiato dagli Stati Uniti, salì al potere il generaleSuharto, che purgò le forze armate e ilparlamento di tutti gli elementi filo-Sukarno, eliminando i membri delPartito Comunista Indonesiano, sciolse i sindacati ed eliminò la libertà di stampa, uccidendo nel processo tra500 000 e più di un milione di persone, per la maggioranza simpatizzanti comunisti, socialisti, contadini poveri e appartenenti alla minoranza cinese, in quelli che sono conosciuti comeMassacri indonesiani del 1965-1966.[13]
Nei 32 anni al potere Suharto incoraggiò gli investimenti esteri che produssero una crescita economica del paese, ma si arricchì personalmente e favorì i familiari grazie a una diffusa corruzione, promuovendo al contempo una politica estera aggressiva fatta diannessioni e massacri. Nel 1998, dopo grandi proteste popolari e a causa di una crisi finanziaria, fu costretto alle dimissioni.
Fra il 1998 e il 2001 l'Indonesia ha avuto tre presidenti:Jusuf Habibie,Abdurrahman Wahid eMegawati Sukarnoputri. Il 12 ottobre 2002, nell'isola diBali, unattentato suicida digihadisti musulmani contro alcuni locali turistici, frequentati principalmente da turisti occidentali, ha provocato la morte di 202 persone. Nel 2002, dopo 24 anni di occupazione indonesiana e tre di amministrazioneONU,Timor Est diventa indipendente. Anche altre regioni rivendicano l'indipendenza, in particolareAceh (nord diSumatra) ePapua, la sezione indonesiana dell'isola diNuova Guinea.
Nel 2004 le elezioni furono vinte daSusilo Bambang Yudhoyono. Il 26 dicembre 2004 la costa occidentale dell'isola diSumatra, tra cui la provincia diAceh, è stata prima colpita e devastata da un immane terremoto, che ha raggiunto magnitudo 9, e successivamente spazzata da un imponentetsunami che ha provocato onde di risalita alte fino25m, rendendo quest'area la più devastata dalmaremoto dell'Oceano Indiano, con più di200 000 morti.
L'Indonesia è considerata unpaese transcontinentale, appartenente all'Asia e all'Oceania, in quanto ha isole che si trovano ai due lati dellalinea di Wallace.
Con una superficie di1919440km² l'Indonesia è il sedicesimo paese del mondo per estensione.[16] La sua densità media è di 134 persone per chilometro quadrato, 79ª nel mondo,[17] anche se sull'isola di Giava, la più popolosa dell'arcipelago,[18] si toccano le 940 persone per chilometro quadrato. Con5030m sullivello del mare,Puncak Jaya sull'isola diNuova Guinea è la più altamontagna del paese (e dell'intero continente dell'Oceania, a cui l'isola geograficamente appartiene), e illago Toba aSumatra è il lago più grande con una superficie di1145km². Ifiumi più lunghi sono nelKalimantan (parte indonesiana dell'isola delBorneo), e comprendono ilMahakam, ilBarito e ilKapuas.
L'Indonesia possiede almeno 150 vulcani attivi,[19] compreso ilKrakatoa e ilTambora, entrambi famosi per le loro devastanti eruzioni nelXIX secolo. L'eruzione delsupervulcanoToba, circa70 000 anni fa, fu una delle più grandi eruzioni mai verificatesi e una catastrofe globale.
Fra le calamità che hanno colpito il paese nei primi anni delXXI secolo si segnala lotsunami del 2004 che uccise, secondo le stime,167 736 persone solo nell'isola diSumatra,[20] e il terremoto di Yogyakarta nel 2006. Tuttavia la cenere vulcanica è un importante contributo per l'elevata fertilità di moltissimi terreni, ed ha storicamente sostenuto l'alta densità della popolazione di regioni quali quella diGiava eBali.[21]
Situata lungo l'equatore, l'Indonesia ha unclima tropicale con due distinte stagioni deimonsoni, una umida e l'altra secca. Le precipitazioni medie annue nelle pianure variano da1780 a 3175mm e nelle regioni montuose può arrivare fino ai6100mm. Le zone più piovose sono le aree montane diSumatra,Giava Occidentale,Kalimantan,Sulawesi eNuova Guinea; l'umidità si mantiene generalmente elevata, in media circa l'80%.Le temperature variano poco durante tutto l'anno: la temperatura media giornaliera aGiacarta è tra i 26 e i30°C.
La popolazione nazionale secondo il censimento del 2000 ammontava a206 764 932 abitanti,[22] ma l'Ufficio centrale di statistica indonesiano stimava già la popolazione a 270 milioni di abitanti nel 2012. 148 milioni di persone vivono solo sull'isola diGiava, l'isola più popolata del pianeta.[23]
Principalmente gli indonesiani sono discendenti delle popolazioni austronesiane provenienti daTaiwan; l'altro grande raggruppamento è quellomelanesiano, prevalentemente nell'Indonesia orientale.[24] Ci sono circa 400gruppi etnici distinti nativi dell'Indonesia, e 742 differentilingue edialetti.[25]La lingua principale è ilgiavanese, parlata da110 643 980 di persone, ed è la lingua politicamente e culturalmente dominante.[26]Gli altri gruppi non giavanesi sonosundanese,malay emadurese.
Esiste un senso di appartenenza alla nazione indonesiana nonostante le forti identità regionali.[27] La società vive prevalentemente in maniera armoniosa, sebbene le inevitabili tensioni sociali, religiose ed etniche abbiano talvolta innescato terribili violenze.[28]Gli indonesiani cinesi sono un'influente minoranza etnica comprendente meno del 5% della popolazione dell'Indonesia.[29] Gran parte delle ricchezze del paese sono in mano cinese e ciò ha contribuito ad un notevole risentimento e alla violenza anti-cinese.[30][31][32]
Nel 1930 gliolandesi e altrigruppi etnici dell'Europa (Totok), comprese le popolazioni di origine mista euroasiatica come gli Indo, erano240 000 ovvero lo 0,4% della popolazione totale contata delle Indie olandesi orientali.[33] Storicamente, infatti, hanno sempre costituito solo una piccola frazione della popolazione indonesiana e così è tuttora.
L'Indonesia è il più popoloso paese a maggioranzamusulmana del mondo, con quasi l'87,17% della popolazione di fede musulmana secondo il censimento del 2010. Il 6,96% della popolazione è protestante, il 2,91% cattolico, il 1,8% indù, e il 3,4% altro[34]. Il governo riconosce ufficialmente sei religioni (l'Islam, ilprotestantesimo, ilcattolicesimo, l'induismo, ilbuddhismo e ilconfucianesimo), ma lalibertà religiosa è prevista dalla costituzione indonesiana e i rapporti tra le comunità religiose sono in genere molto pacifici. Solonegli ultimi anni[quando?] si è verificata l'insorgenza di forme di fondamentalismo islamico, che, sebbene minoritarie, preoccupano le minoranze religiose per la loro capacità di influire sulle politiche governative.La maggior parte degli indù sonobalinesi e la maggior parte dei buddhisti sono di etnia cinese, ma piccole minoranze esistono anche tra i giavanesi, spesso combinate con elementi rituali locali. Sebbene rappresentino oramai solo delle religioni minoritarie, l'induismo e il buddhismo hanno dato un'importante influenza nella cultura indonesiana. L'Islam venne adottato per la prima volta nel nord dell'isola diSumatra nelXIII secolo, attraverso l'influenza dei commerci, e divenne la religione dominante del paese nelXVI secolo. La Chiesa cattolica venne introdotta dai colonizzatori e dai missionariportoghesi; il protestantesimo durante il periodo coloniale olandese (calvinismo e chiesaluterana).Una grande percentuale di cittadini indonesiani pratica una forma meno ortodossa della propria religione, tale forma si basa sui costumi e sulla cultura locale. Nel 2018 inoltre vi erano presenti 492 Congregazioni diTestimoni di Geova per un totale di28 283 proclamatori.[35]
La lingua nazionale ufficiale è l'indonesiano, che viene universalmente insegnata nelle scuole ed è parlata da quasi tutta la popolazione. È la lingua degli affari, della politica, dei media nazionali, dell'istruzione e del mondo accademico. Fu originariamente unalingua franca per la maggior parte della regione, tra cui l'odiernaMalaysia, ed è quindi strettamente imparentata con ilmalese. L'indonesiano fu promosso inizialmente dai nazionalisti negli anni venti delXX secolo e dichiaratolingua ufficiale con l'indipendenza nel 1945. La maggior parte degli indonesiani parla almeno una delle diverse centinaia di lingue locali (bahasa daerah), spesso come prima lingua. Di queste ilgiavanese è la più parlata, essendo la lingua del principale gruppo etnico.[36] D'altra partePapua possiede più di 500 lingue e dialetti indigeni in una regione che conta appena 2,7 milioni di persone. Gran parte della popolazione anziana conosce ad un certo livello anche l'olandese.[37]
Nonostante la presenza olandese si sia protratta per circa 350 anni lalingua olandese non ha alcuno statuto ufficiale[38] e la piccola minoranza che lo può parlare fluentemente è costituita dalle persone più istruite delle generazioni più anziane o dagli impiegati nella professione legale,[39] in quanto alcunicodici sono ancora scritti in olandese.[40]
L'Indonesia è suddivisa in trentotto province (provinsi opropinsi), cinque delle quali hanno uno statuto speciale che garantisce loro un'autonomia maggiore.
Le province sono a loro volta costituite da reggenze (kabupaten) e municipalità (kota), formati a loro volta da distretti (kecamatan) e comuni (desa okelurahan).
Le province, suddivise per regione geografica, sono:
Il potere legislativo è esercitato dalMajelis Permusyawaratan Rakyat (MPR) o 'Assemblea Consultiva del Popolo', che consiste delDewan Perwakilan Rakyat (DPR) o Consiglio Rappresentativo del Popolo, eletto con un mandato di 5 anni, e dalDewan Perwakilan Daerah (DPD) o Consiglio Rappresentativo Regionale. In seguito alleelezioni del 2004, il MPR diventerà unparlamentobicamerale, con l'istituzione del DPD come seconda camera.
Il potere esecutivo è esercitato dalpresidente e dai suoi consiglieri. Dal 2004 il presidente viene eletto dal popolo (vedidemocrazia islamica); il mandato dura cinque anni.
La Costituzione dell'Indonesia (Undang-Undang Dasar Negara Republik Indonesia Tahun 1945, UUD '45) risale al 18 agosto 1945.
Il sistema politico è stato liberalizzato solo nel 1998. L'elezione parlamentare del 7 giugno 1999 fu la prima libera dal 1955: 48 partiti parteciparono ma solo cinque superarono la soglia del 2%:
Partito Democratico Indonesiano - Lotta (PDI-P) 33,76% 153 seggi
Partito dei Gruppi Funzionali (Gol-Kar) 22,46% 120 seggi
Partito del Risveglio Nazionale (PKB) 12,62% 51 seggi
Partito Unito per lo Sviluppo (PPP - islamista) 10,72% 58 seggi
Partito del Mandato Nazionale (PAN) 7,12% 34 seggi
altri partiti (<2% e <15 seggi) 13,32% 46 seggi
L'elezione parlamentare del 5 aprile 2004 diede i seguenti risultati:
Ilprodotto interno lordo indonesiano nel 2012 è stato di 879 miliardi didollari statunitense (1 204 miliardi di $ aparità di potere d'acquisto).[3] Nel 2012 secondo le stime nominali il PIL pro capite è stato di3594$ e il PIL pro capite (PPA) è stato di4923$.[3] Il settore dei servizi garantisce la percentuale più elevata della ricchezza del paese, contribuendo al 45,3% del PIL (2005). Segue l'industria (40,7%) e l'agricoltura (14,0%).[41] Tuttavia l'agricoltura occupa la parte preponderante dellaforza lavoro rispetto agli altri settori, rappresentando il 44,3% dei 95 milioni di lavoratori di cui dispone l'Indonesia. Il settore dei servizi occupa il 36,9% delle persone impiegate e l'industria il 18,8%.[42] Le principali industrie includono quellapetrolifera e delgas naturale, dei prodotti tessili, dell'abbigliamento e il settore minerario. I principali prodotti agricoli sonoolio di palma,riso,tè,caffè, spezie e gomma, tradizionalmente trasportati lungo le vie d'acqua per mezzo di caratteristiche imbarcazioni soprannominateKlotok.
I principali mercati di sbocco delleesportazioni indonesiane (2005) sono ilGiappone (22,3%), gliStati Uniti (13,9%), laCina (9,1%) eSingapore (8,9%). I principali paesi da cui provengono le importazioni indonesiane sono nell'ordineGiappone (18,0%),Cina (16,1%) eSingapore (12,8%). Nel 2005 l'Indonesia ha registrato un surplus commerciale (saldo tra esportazioni e importazioni) con esportazioni per 83,64 miliardi di$ e importazione per 62,02 miliardi di$. Il paese ha grandi ricchezze naturali, che vanno dal petrolio greggio, gas naturale, stagno, rame e oro. I principali prodotti d'importazione includono macchinari e attrezzature, prodotti chimici, combustibili e prodotti alimentari.[36]
Durante gli anni sessanta l'economia peggiorò drasticamente a causa dell'instabilità politica e di scelte che si rivelarono inadeguate, provocando grave povertà e fame.[43] Dopo la caduta del Presidente Sukarno nella metà degli anni sessanta, le nuove amministrazioni governarono meglio la politica economica, riducendo rapidamente l'inflazione, stabilizzando lamoneta, riprogrammando ildebito estero e attirando gli aiuti e gli investimenti internazionali.[44] L'Indonesia, fino al 2009 unico membro dell'OPEC fra i paesi delSud-Est asiatico, durante la crisi petrolifera degli anni settanta, beneficiò dell'aumento del prezzo delpetrolio, i cui proventi dalleesportazioni contribuirono agli alti tassi di crescita economica.[45] Ulteriori riforme in campo economico verso la fine degli anni ottanta, attirarono nuovi investimenti esteri, in particolare nel settore manifatturiero orientato all'esportazione. Dal 1989 al 1997 l'economia indonesiana crebbe ad un ritmo medio di oltre il 7% annuo.[44][46]
L'Indonesia fu però il paese più colpito dalla crisi finanziaria asiatica del 1997-1998. Nei confronti deldollaro statunitense larupia indonesiana si deprezzò fortemente passando da circa2 000 rupie per un dollaro a18 000 rupie per un dollaro e l'economia in recessione si ridusse del 13,7%.[47]In seguito larupia indonesiana si stabilizzò a circa10 000 per dollaro e ci fu una lenta ma significativa ripresa economica. L'instabilità politica dal 1998, la lentezza delle riforme economiche e la corruzione a vari livelli segnarono però una natura frammentaria del recupero.[48] La crescita del PIL, tuttavia, superò il 5% sia nel 2004 che nel 2005, con ulteriori previsioni di aumento.[49] Questo tasso di crescita non fu sufficiente a limitare significativamente iltasso di disoccupazione,[50] e nemmeno la crescita dei salari ne trasse beneficio, bensì l'aumento del prezzo dei carburanti e dei prodotti alimentari peggiorarono i livelli di povertà.[51]
L'Indonesia (insieme aMalaysia,Filippine,Singapore eThailandia) è inoltre una delle cinque nazioni fondatrici dell'ASEAN, l'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico. Fa inoltre parte dell'Associazione dei paesi produttori di caffè (APPC). A decorrere dal mese di gennaio 2009 l'Indonesia non è più membro dell'OPEC (Organization Petrolium Exporting Countries).
Si trova nellaNuova Guinea Occidentale, amministrata dall'Indonesia, la più grande miniera d'oro del mondo e la seconda miniera di rame al mondo: si tratta dellaMiniera di Grasberg: occupa circa ventimila lavoratori.
Le foreste coprono circa il 60% del paese.[56]ASumatra eKalimantan, laflora è composta prevalentemente da specie asiatiche. Le foreste diGiava, isola più piccola, ma estremamente popolata, sono state in gran parte rimosse per lasciare spazio alle attività umane, riducendo così buona parte della flora e fauna locale.Sulawesi,Nusa Tenggara eMolucche, a lungo separate dallamassa continentale hanno sviluppato una propria unicità biologica.[57][58]Papua, a lungo parte dell'Australia, mantiene ancora uno stretto legame della sua flora e fauna con questa parte del pianeta, tra cui oltre 600 specie di uccelli.[59]
L'Indonesia è seconda solo all'Australia nel suo grado diendemismo, con il 26% delle1 531 specie di uccelli presenti (p.e.Lichmera lombokia) e il 39% delle sue 515 specie di mammiferi.[60]Le coste che si estendono su80000km e i mari tropicali contribuiscono ulteriormente all'alto livello dellabiodiversità. Gliecosistemi sono i più diversi e vanno dal mare, agli ecosistemi costieri, comprese le spiagge, dune di sabbia, estuari,foreste di mangrovie,barriere coralline, praterie, distese fangose costiere.
Il naturalista britannico,Alfred Russel Wallace, ha descritto una linea di demarcazione tra la distribuzione delle specie asiatiche e australiane in Indonesia.[61]Conosciuta come lalinea di Wallace, passa traKalimantan eSulawesi e al largo delloStretto di Lombok, traBali eLombok. Ad ovest della linea la flora e la fauna sono prevalentemente asiatiche; a est di Lombok, prevalentemente australiane. Nel 1869 con il libro,L'Arcipelago Malese, Wallace descrisse numerose specie uniche dell'area[62] che ora portano il suffisso Wallacea.[61]
La forte presenza umana e la rapida industrializzazione presentano però gravi problemi ambientali, che è spesso una priorità più bassa a causa degli elevati livelli di povertà.[63]I problemi riguardano la deforestazione su larga scala (in gran parte illegale) e i conseguenti incendi che portano nuvole di smog oltre i confini nazionali (Malaysia eSingapore); l'eccessivo sfruttamento delle risorse marine; problemi ambientali connessi con la rapida urbanizzazione e sviluppo economico, tra cui inquinamento atmosferico, congestione del traffico, la gestione dei rifiuti, l'affidabilità dei servizi idrici.[63] La distruzione degli habitat minaccia la sopravvivenza delle popolazioni indigene e delle specie endemiche, tra cui 140 specie di mammiferi identificati dalla World Conservation Union (IUCN) come minacciate e 15 identificate come a rischio di estinzione, compreso l'orango di Sumatra.[64]
Sono tre i fiori nazionali dell'Indonesia:Rafflesia arnoldii, la pianta che produce il fiore più grande del mondo, riconosciutofiore raro nazionale con decreto presidenziale n.4 del 1993 (il 9 gennaio 1993), il gelsomino bianco e l'orchidea lunare.
Il ricco patrimonio culturale dell'Indonesia è testimoniato anche dalla presenza di diversi siti inseriti nellaLista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
L'arte raffinata dell'arcipelago indonesiano è stata oggetto di un volume di Frits A. Wagner[65] e di un suo articolo uscito suLe vie del mondo dove, considerando le quattro grandi isole, Giava, Sumatra, Borneo e Celebes e le centinaia di isole minori, scrive della migrazione di popoli risalente a 4500 anni indietro nel tempo che partendo dalloYunnan, distendendosi nell'Indocina e occupando, nel corso di un millennio, le terre indonesiane dopo avventurose traversate del mare, ha fatto si che non esisterebbe «altra regione al mondo che abbia subito, nel corso della storia, tanti impulsi da culture straniere e in proporzioni tanto diverse».[66] Nello stesso articolo si parla della Civiltà di Dongson[67], sorta nelTonchino, come enormemente importante per lo sviluppo dell'arte in particolare dell'arte decorativa nell'intero arcipelago: «Per poterne meglio misurare la portata dobbiamo prendere in ( [...] ) esame il procedimento tecnico (...) a "cera perduta", consiste nel modellare in cera o grasso l'oggetto su una base (anima) di creta».[66] Ma anche il procedimento denominato "Ikat", continua Wagner, fu introdotto con tutta probabilità attraverso la cultura Dongson.
In campoarchitettonico le maggiori influenze sono quelle della tradizione indiana, sebbene siano state molto importanti anche quelle cinesi, arabe ed europee.[senzafonte]
La più antica fonte scritta in Indonesia è una serie di iscrizioni insanscrito risalenti alV secolo d.C. Le principali figure indonesiane nella modernaletteratura comprendono:Multatuli, autoreolandese che criticò il trattamento degli indonesiani sotto la dominazione colonialeolandese; Muhammad Yamin e Hamka, che influenzarono scrittori e politici del periodo precedente all'indipendenza; ePramoedya Ananta Toer, il più famoso romanziere.
La musica tradizionale comprendegamelan ekroncong. Ildangdut è un genere popolare dimusica pop contemporanea che richiama l'influenza della musica folk araba, indiana, malese.
Tra il XX e il XXI secolo si affermano, tra gli altri, in campo internazionale, il cantanteChrisye e la cantanteAnggun, nota in particolare per il singoloSnow on the Sahara (1997).
L'Indonesia possiede circa 300 gruppi etnici, ciascuno con proprie peculiarità culturali sviluppate nel corso dei secoli e influenzate dal contatto con il mondoindiano,arabo,cinese,malese edeuropeo. Le danze tradizionali giavanesi e balinesi, ad esempio, contengono aspetti della cultura e della mitologiaindù, così come iwayang kulit. Tessuti qualibatik,ikat esongket vengono creati in tutto il Paese con stili che variano per ogni regione.
Anche la cucina indonesiana varia a seconda dell'area geografica e subisce influenze cinesi, europee, mediorientali e indiane.[68] Ilriso è l'alimento base e viene servito con pietanze a base di carne e verdure. Altri ingredienti fondamentali sono spezie (in particolare ilchili), latte di cocco, pesce e pollo.[69]
L'industria cinematografica nazionale raggiunse l'apice negli anni ottanta[70] e dominò ilcinema in Indonesia prima di diminuire in maniera significativa nei primi anni novanta,[71] ma tra il 2000 e il 2005 il numero difilm indonesiani prodotti ogni anno è andato costantemente aumentando.[70]. Tra i film più noti spicca per esempioSekala Niskala (2018) della regista indonesianaKamila Andini, che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali.Molti popoli indonesiani hanno radicate tradizioni orali, che aiutano a definire e preservare la loro identità culturale.[72] La libertà di stampa è aumentata notevolmente dopo la caduta del presidenteSuharto, che durante il proprio governo teneva sotto controllo i media nazionali, limitando imass media stranieri.[73] Il mercato della televisione comprende dieci reti commerciali nazionali e provinciali in concorrenza con la rete pubblicaTVRI. In Indonesia si sono segnalati 20 milioni diutentiinternet nel 2007.[74] L'accesso alla rete è quindi limitato a una minoranza della popolazione, circa l'8,5%.
celebra la dichiarazione da parte dei Giovani indonesiani dell'unità dell'Indonesia, specie quella linguistica, nel 1928
Il Batik Day è una ricorrenza culturale indonesiana che celebra ilBatik, il tessuto tradizionale indonesiano. Viene celebrato il 2 ottobre e ricorda l'anniversario di quando l'UNESCO ha riconosciuto il batik capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell'umanità, nel 2009
Lo sport nazionale indonesiano è ilPentjak Silat, un'arte marziale molto complessa che prevede il combattimento a strettissimo contatto e l'utilizzo di mani, avambracci, gomiti, ginocchia, oltre che di armi da taglio e da impatto; tipico di questo stile è ilsarong, una fascia con la quale si cinge la vita del praticante.
Uno sport tradizionale è invece ilsepak takraw. In alcune regioni storicamente soggette a guerre tribali, la lotta è tenuta in buon conto, come ad esempio ilcaci aFlores, e ilpasola aSumba. Gli sport sono generalmente di tipo maschile e spesso associati con il gioco d'azzardo.[76]
Il primo oro olimpico per l'Indonesia è stato conquistato nel badminton daSusi Susanti, ai Giochi olimpici di Barcellona 1992. La prima medaglia olimpica per l'Indonesia è stata vinta nel tiro con l'arco daLilies Handayani,Nurfitriyana Saiman eKusuma Wardhani, medaglia d'argento a Seul 1988.
In totale l'Indonesia ai Giochi olimpici ha conquistato 7 medaglie d'oro, 12 medaglie d'argento e 11 medaglie di bronzo.
↑Anwar, Rosihan (2006). Sukarno, tentara, PKI: segitiga kekuasaan sebelum prahara politik, 1961–1965 (in Indonesian). Yayasan Obor Indonesia.ISBN 9789794616130.
↑ Brown, R Lester,State of the World 1997: A Worldwatch Institute Report on Progress Toward a Sustainable Society (14ª edizione), New York, W. W. Norton & Company, 1997, p.7.ISBN 0-393-04008-9
↑ Frits A. Wagner,Indonesia. Traduzione di Gisella Tarizzo, Milano, Il Saggiatore, 1961.
12Frits A Wagner,L'arte raffinata dell'arcipelago indonesiano, inLe vie del mondo, Touring Club Italiano, volume XXIII, numero 1, Milano, Gennaio 1961, pp. 17 - 35.
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