Al suo apice l'impero governava sul 44-52% della popolazione mondiale,la più alta percentuale mai raggiunta da nessun altro impero o Stato in tutta la storia mondiale (le esatte cifre sono però dibattute e molto incerte). Questo fu possibile perché fino alIV secolo a.C. la maggior parte degli abitanti del mondo era concentrata proprio tra Persia ed Egitto; alcuni storici portano la stima addirittura al 71%, ma questo dato è ritenuto eccessivo.[12][13][14] Per il fatto di governare circa metà della popolazione mondiale e per la sua estensione, l'Impero achemenide è spesso considerato quello che arrivò più vicino al dominio del mondo nel corso della storia (almeno in rapporto all'epoca e ai mezzi disponibili).[15][16] Fu inoltre il primo Stato a definirsi con un termine traducibile con "impero", appuntoXšāça.[17]
Tutto l'impero era saldamente controllato dal Gran Re, cui sottostavano isatrapi, e collegato in ogni punto grazie a un efficientesistema di strade e diposta, velocizzata dagli spostamenti a cavallo e dalla presenza distazioni di sosta. Il Gran Re era venerato come un Dio Re a tutti gli effetti e si proclamava "Re di tutte le terre", "Re del Mondo", "Re dei Quattro Angoli della Terra" e "Re dell'universo", titoli già usati da sovrani precedenti in aggiunta al più classico "Re dei re".[18]
L'impero persiano entrò in una grave crisi nelIV secolo a.C., crollando nel 332 a.C. in seguito allabattaglia di Gaugamela e alla vittoria deiMacedoni guidati daAlessandro Magno. La quasi totalità dei territori imperiali passò ad Alessandro. Il condottiero macedone però mantenne la cultura e lo stile di governo (dimostrando un gransincretismo e rispetto) dell'impero fino al 323 a.C., l'anno della sua morte.
Fra i numerosi popoli dominati daiMedi, i Persiani erano quelli a loro più affini: come quelli erano divisi in numerose tribù, molte delle quali eranonomadi, mentre altre si erano stabilite in zone fertili e praticavano l'agricoltura.
Durante le guerre diFraorte contro gliAssiri, i Persiani fornirono al sovranomedo reparti di cavalleria e fanteria astata, ma in seguito riuscirono a rendersi indipendenti dai Medi. È a questo periodo che la leggenda fa risalire le origini delladinastia achemenide, fondata dal miticoAchemene. Suo figlio,Teispe, fu il primo ad assumere il titolo di "re diAnsan e diPersia"; a lui succedettero i due figli:Ciro I su Ansan, eAriamne sulla Persia, che furono seguiti dai loro rispettivi figli,Cambise I eArsame.
QuandoCiassare sconfisse definitivamente gli Assiri, i re persiani tornarono a sottomettersi al sovrano della Media pur assumendo il titolo di "Gran Re".
Disegno su un vaso greco raffiguranteDario I (riproduzione)
Salito al trono dei "Gran Re" nel 559 a.C.,Ciro II riuscì subito a unire le tribù persiane sotto la propria egemonia. Approfittando della debolezza diAstiage,si ribellò e, alleatosi con il re babiloneseNabonedo, sconfisse il sovrano medo, tradito dal suo stesso esercito che lo consegnò nelle mani di Ciro, il quale poté così marciare suEcbatana e conquistarla.
Le affinità tra i Medi e i Persiani consentirono ai due popoli di fondersi, al punto tale che nel mondo antico venivano chiamati entrambi con il nome dei primi.
Per tentare di conquistareCartagineCambise II, succeduto al padre, si impadronì delle vie di comunicazione terrestri africane attraverso l'oasi di Siwa, arrivando fino allaLibia. Non riuscì però a portare a termine l'impresa perché iFenici si rifiutarono di fornire le navi contro quella che era una loro anticacolonia.
Dopo la morte di Cambise II iniziò un periodo di intrighi e ribellioni che si concluse con la salita al trono nel 522 a.C. diDario I. Fu proprio Dario, appartenente a un ramo collaterale della dinastia achemenide, a citare per primo la leggenda diAchemene, nel tentativo di legittimare il proprio potere, dicendosi discendente da Ariamne. Dario I conquistò laTracia, ilCaucaso e la valle dell'Indo e attaccò laGrecia, dove però fu sconfitto da un'alleanza di città greche indipendenti aMaratona. Si dedicò quindi a consolidare le conquiste, per consegnare un impero forte e organizzato nel 485 a.C. al figlioSerse I.
Anche Serse I cercò di annettere la Grecia peninsulare: riuscì a passare alleTermopili e a saccheggiareAtene, ma fu sconfitto aSalamina e aPlatea e costretto a ritirarsi inAsia Minore. Con Serse I si conclude il periodo di grandezza della dinastia achemenide.
A Serse I, morto nel 465 a.C., seguì una serie di re che dovettero districarsi tra complotti politici interni, lotte per il potere, rivolte e l'eterno conflitto con la Grecia finché l'ultimo di essi,Dario III (336 a.C.-330 a.C.), fu sconfitto daAlessandro Magno, che si impadronì dei domini persiani occidentali. La porzione orientale (4,5 milioni di km²) dell’impero fu divisa tra signori locali, satrapi e comandanti militari, e diede origine a diversi imperi nei secoli seguenti.
La prima organizzazione dell'impero fatta da Ciro II prevedeva ampie concessioni alle autonomie locali e la centralità del potere regio come espressione della volontà divina, centralità rafforzata da un cerimoniale di corte che obbligava ad atti di sottomissione come laproskýnesis, l'inchino cerimoniale.
Dario I attenuò il decentramento amministrativo, poiché l'estensione e l'eterogeneità dell'impero esigevano un forte potere centrale capace di coordinare l'attività politica e di fare rispettare la propria volontà.
L'impero fu suddiviso in unità amministrative denominatesatrapie, e a capo di ognuna fu posto unsatrapo, spesso legato alla famiglia regnante. I satrapi, oltre a riscuotere i tributi e ad amministrare la giustizia, si occupavano del reclutamento militare ma non comandavano le truppe, che erano affidate a generali di fiducia delloshah (re).
Il numero esatto delle satrapie e la loro estensione variò nel tempo. Questa la lista desumibile dalleiscrizioni di Bisotun[19] (databili intorno al 520 a.C., durante il regno di Dario I):
Una lista diversa è fornita daErodoto nelleStorie (circa 440 a.C.)[20] anche se essa riguarda piuttosto i distretti fiscali, che non necessariamente corrispondevano con le unità amministrative:
A partire dalVI secolo a.C. tra la popolazione dellaPersia si diffuse lozoroastrismo, il quale ebbe grande fortuna dopo la conversione di Dario I e di sua moglie. I sovrani achemenidi erano devoti adAhura Mazdā, il dio supremo, ma a questa religione ufficiale si aggiungevano (o opponevano) diverse religioni popolari, come quella legata alle pratiche misteriche della tribù deiMagi. Molte delle caratteristiche dello zoroastrismo (latendenza monoteistica, la nettaseparazione del Bene e del Male, l'attesa di unaapocalisse) si trovano anche nell'ebraismo, e, di conseguenza, nelcristianesimo e nell'islam.
La commistione di elementi di origine diversa tipica della religione si verificò anche nelle arti, dove ritroviamo elementielamici,babilonesi,ittiti, eassiri nella comune esaltazione del palazzo, arricchito dalla figura degli animali guardiani e dalla rappresentazione del "corteo dei tributari"; dagliEgizi derivarono le sale regali, già presenti con le stesse caratteristiche nel tempio egizio; dalle regionigreche derivò la colonna, usata in Persia sia per gli interni sia per i portici esterni; dai proto-iranici derivarono altri tratti artistici, come la grande terrazza in pietra.
L'arte risentì della nuova atmosfera politica, spirituale e materiale, che mettendo da parte la crudeltàassira che aveva dominato l'Oriente per almeno tre secoli, la sostituì con un maggior spirito di tolleranza e clemenza che lasciava una certa libertà alle culture locali. Il sovrano invitò artisti da ogni parte dell'impero per realizzare opere importanti e questa fu un'altra ragione del carattere composito dell'arte.[23] L'arte achemenide perse alcune forme e scene crudeli di guerra e di massacro di belve tipiche dell'arte assira.
Al tempo di Ciro II l'arte composita risulta visibile soprattutto nell'architettura, con la costruzione di mura di mattoni decorati con smalti e incrostazioni preziose, di colonnati fatti di tronchi di alberi rari e con la grande varietà di materiali usati nei rivestimenti e nelle decorazioni. Tra le innovazioni principali vi fu l'uso della pietra che, se non sostituì i mattoni mesopotamici per la costruzione dei muri costituì un fondamentale scheletro dell'edificio. Uno dei tratti ricorrenti dell'arte fu il gusto dell'animale come elemento decorativo. La città regale possedeva almeno tre edifici importanti: il maestoso ingresso a sala arricchita da colonne caratterizzate da porte figurate da animali di guardia, la sala per le udienze, il palazzo dei banchetti del re. Oltre alla costruzione di monumentali palazzi e alla loro decorazione, la terza attività artistica fiorente fu la lavorazione deimetalli, a sbalzo e cesello, con ornamenti di figure di animali o pietre; dalle coppe d'oro alle spade di bronzo, dagli orecchini agli anelli, erano estremamente variegati i tesori e le ricchezze del Gran Re. I successori di Ciro II costruirono, alla maniera egizia, palazzi con grandi sale per le udienze, decorati con infinite serie di animali e di uomini che dovevano testimoniare la potenza e la grandezza del "re dei re".[24]
Ciro il Grande riuscì a creare un enorme impero multi-etnico, imponendo in ogni territorio il governo di una persona fidata, ilsatrapo. Ogni satrapia doveva consegnare al Gran Re una tassa, variabile in base alla ricchezza della regione.[25] La gestione di un così vasto impero necessitava di soldati di professione per mantenere la pace, sedando ogni tentativo di ribellione, e per proteggere i confini.[26]
I personaggi sotto rappresentati non furono re dell'Impero achemenide, che verrà fondata più tardi da Ciro il Grande, ma satrapi delnuovo impero assiro e deiMedi.
Le fonti attestano tredici grandi re durante i duecento anni di esistenza dell'impero. Il regno più lungo fu quello diArtaserse II, durato 47 anni. La titolatura completa dei sovrani achemenidi furono:Re dei re,Re di Persia, Re delle Nazioni,Re di Babilonia, Re dei Sumeri, Re di Media, Re degli Accadi, Re di Anshan, Re dei quattro angoli del mondo. Vari re avevano deciso di aggiungere e rimuovere alcuni titoli (per esempio il titolo "Re di Babilonia")
Fondatore dell'impero avente i seguenti titoli: Gran re, re dei re, re di Persia, re di Anshan, re di Media, re di Babilonia, re dei Sumeri e degli Akkadi, re dei Quattro Angoli del Mondo
↑Greek and Iranian, E. Tucker,A History of Ancient Greek: From the Beginnings to Late Antiquity, ed. Anastasios-Phoivos Christidēs, Maria Arapopoulou, Maria Chritē, (Cambridge University Press, 2001), 780.
↑ Peter Turchin, Jonathan M. Adams e Thomas D Hall,East-West Orientation of Historical Empires, inJournal of World-systems Research, vol.12, n.2, dicembre 2006, p.223,ISSN1076-156X(WC·ACNP).URL consultato il 12 settembre 2016.
↑ Rein Taagepera,Size and Duration of Empires: Growth-Decline Curves, 600 B.C. to 600 A.D, inSocial Science History, vol.3, n.3/4, 1979, p.121,DOI:10.2307/1170959,JSTOR1170959.