Girsu | |
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Civiltà | sumera |
Utilizzo | città |
Epoca | Dal V millennio a.C. al 200 a.C. |
Localizzazione | |
Stato | Iraq |
Provincia | Dhi Qar |
Scavi | |
Data scoperta | 1877 (Ernest de Sarzec) |
Date scavi | 1877-1900 (Ernest de Sarzec) 1903-1909 (Gaston Cros) |
Mappa di localizzazione | |
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Girsu (Ĝirsu insumero) è un'antica cittàsumerica, situata circa 25 chilometri a nord-ovest diLagash, nel luogo dove si trova la modernaTelloh, nella provincia diDhi Qar inIraq.
Girsu probabilmente fu già abitata nelperiodo Ubaid (5300-4800 a.C.), ma livelli significativi di attività si riferiscono al primoperiodo protodinastico (2900-2335 a.C.).
Al tempo del regno diGudea, sovrano della Seconda Dinastia di Lagash, Girsu divenne la capitale del regno di Lagash, e continuò ad esserne il centro religioso, anche dopo che il potere politico si era spostato a Lagash.
Durante il periodo dellaterza dinastia di Ur (2112-2004 a.C.), Girsu fu un importante centro amministrativo del regno, perdendo d'importanza dopo la caduta della capitale Ur. Rimase comunque abitata fino al 200 a.C. circa.
Fu il primo sito sumero ad essere ampiamente scavato, inizialmente sotto il viceconsole francese aBassora,Ernest de Sarzec, in undici campagne tra il 1877 e il 1900, seguito dal suo successoreGaston Cros dal 1903 al 1909.[1][2][3][4] Tra i ritrovamenti più rilevanti di queste campagne, una statua di donna in alabastro, con braccialetti di rame rivestiti d'oro, e un frammento di un piatto scolpito con un leone in pietra con un'iscrizione sumera.[5][6]
Gli scavi continuarono sotto l'abate Henri de Genouillac nel 1929-1931 e sotto André Parrot nel 1931-1933. Proprio a Girsu furono rinvenuti i frammenti dellaStele degli avvoltoi.
A Telloh sono stati ritrovati molti oggetti d'arte e tavolette d'argilla, ma poca attenzione è stata prestata ai suoi resti architettonici. La maggior parte dei ritrovamenti appartengono al terzo millennio a.C. (periodo protodinastico, periodo diAkkad e dellaterza dinastia di Ur) e include moltissime tavolette e statue rappresentanti Gudea, governatore di Lagash nel 2100 a.C. circa.
Una delle tavolette più importanti che sono state ritrovate è il cosiddetto editto di riforma diUrukagina (ca. 2352-2342 a.C.). In questo testo il re afferma di essere stato scelto dal dioNinĝirsu per porre fine all'oppressione dei poveri e descrive una serie di riforme contro la vecchia burocrazia e l'immenso potere che aveva assunto la casta sacerdotale. È un testo molto importante in quanto getta luce sui problemi sociali del tempo.
Urukagina fu un ottimo re: distrusse, come apprendiamo dal testo, la vecchia burocrazia, risanò l'economia, si avvalse di funzionari di controllo, istituì un primo codice legale e diede vita a una sorta di programma di interventi sociali, che tra l'altro contemplava la protezione e l'assistenza alle vedove e agli orfani.
Nel 2022, durante gli scavi compiuti da archeologi britannici e iracheni, è stato scoperto il "palazzo dei re" dell'antica città. Accanto all'edificio principale sono state scoperte più di 200 tavolette cuneiformi, contenenti documenti amministrativi di Girsu. Sebbene la città sia stata scoperta per la prima volta 140 anni fa, il sito è stato da allora teatro di saccheggi e scavi illegali. La scoperta è il risultato del "Girsu Project", una collaborazione archeologica, istituita nel 2015, guidata dalBritish Museum e finanziata dalGetty Museum di Los Angeles. Oltre al ritrovamento del palazzo e delle tavolette, è stato individuato anche il tempio principale dedicato a Ninĝirsu. Prima di questo pionieristico lavoro sul campo, la sua esistenza era nota solo da antiche iscrizioni scoperte durante i primi scavi. Il progetto segue lo schema iracheno inizialmente finanziato dal governo britannico in risposta alla distruzione di importanti siti del patrimonio archeologico in Iraq e Siria da parte delloStato Islamico (ISIS). I primi muri di mattoni di fango del palazzo, scoperti l'anno scorso, sono da allora conservati nelMuseo nazionale iracheno aBaghdad.[7]
Immagini di alcuni reperti di Girsu conservati almuseo del Louvre. Provengono dagli scavi francesi iniziati, già nel triennio 1877-1900, dal viceconsole a Basra,Ernest de Sarzec[8].
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