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Gioiosa Marea

Coordinate:38°10′N 14°54′E38°10′N,14°54′E
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Questa voce o sezione sugli argomenti città metropolitana di Messina e centri abitati della Sicilianon cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.
Gioiosa Marea
comune
Gioiosa Marea – Stemma
Gioiosa Marea – Bandiera
Gioiosa Marea – Veduta
Gioiosa Marea – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Sicilia
Città metropolitana Messina
Amministrazione
SindacoTindara La Galia (lista civica) dall'11-10-2021
Territorio
Coordinate38°10′N 14°54′E38°10′N,14°54′E
Altitudine30 m s.l.m.
Superficie26,48[1]km²
Abitanti6 741[2] (30-11-2024)
Densità254,57 ab./km²
FrazioniAcquasanta, Balsima, Calavà, Casale, Cicà, Cirene, Fico, Fontane, Francari, Galbato, Landro, Lauro, Maddalena, Magaro, Malagotta, Mangano, Marotta, Palombaro, Puleci, Rocca, Russa, Saliceto, San Filippo, San Filippo Armo, San Francesco, San Giorgio, San Leonardo, Santa Lucia, Santa Margherita, Santo Stefano
Comuni confinantiMontagnareale,Patti,Piraino,Sant'Angelo di Brolo
Altre informazioni
Cod. postale98063
Prefisso0941
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT083033
Cod. catastaleE043
TargaME
Cl. sismicazona 2(sismicità media)[3]
Cl. climaticazona B, 678GG[4]
Nome abitantigioiosani
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gioiosa Marea
Gioiosa Marea
Gioiosa Marea – Mappa
Gioiosa Marea – Mappa
Posizione del comune di Gioiosa Marea all'interno della città metropolitana di Messina
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Gioiosa Marea (Giujusa insiciliano) è uncomune italiano di 6 741 abitanti[2] dellacittà metropolitana di Messina inSicilia.

Il nome è legato a un altro paese,Gioiosa Guardia, che sorgeva sulMonte Meliuso e che fu abbandonato in seguito alterremoto del 1783 e alla carestia dell'anno successivo; i suoi abitanti, evacuati, fondarono un nuovo centro sulla costa, ribattezzandolo appunto Gioiosa Marea, per distinguerlo dal vecchio. È divenuta negli anni una tra le mete turistiche più rilevanti della città metropolitana di Messina e dellaSicilia.[5]

Villa Comunale di Gioiosa Marea

Geografia fisica

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Il territorio ha un'estensione di 26 km² e il centro cittadino sorge a 30 metri sul livello del mare. Gioiosa Marea fa parte del consorzio Costa Saracena ed è situata a circa20 km dall'antica città greco-romana diTindari, circa80 km daCefalù e 90 dall'Etna. Dista61 km dal casello diMessina nord e 150 daPalermo est. È dotata di unapiccola stazione ferroviaria sulla linea Messina-Palermo nonché di unafermata ferroviaria nella frazione di San Giorgio, e gli aeroporti più vicini sono l'Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo e l'Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Storia

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Origine:Agatirno e lavia dell'ossidiana

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Indissolubilmente associate alla storia di Gioiosa Guardia e del Monte Meliuso che la domina, le origini di Gioiosa si vogliono legate a quelle della città scomparsa diAgathirnon, la cui potenziale ubicazione sul Monte Meliuso non è mai stata accertata né confutata, mantenendo dignità quantomeno pari ad ogni altro sito del comprensorio che ne rivendica l'origine. È accertato, invece, che sul Meliuso già dal V secolo a.C. vi fu un insediamento umano pressoché coevo alla nascente città greco-siracusana diTyndaris e che, probabilmente, sorgeva sullavia dell'ossidiana che daLipari giungeva aMylae (Milazzo) e infine aRandazzo. A testimonianza di ciò sono state rinvenute delle ceramiche che fanno intuire l'antica e sostanziale relazione tra gli abitanti del Meliuso conTauromenion (Taormina),Lipara (Lipari),Kephaleidon (Cefalù) eCatana (Catania).

Storia antica:Oppidum Guardiae Jujusa

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Origine della città di Guardia e della Tonnara di San Giorgio

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Le origini del primo abitato sono fatte risalire alla liberazione dell'Isola dai Saraceni effettuata dal conteRuggero I d'Altavilla nel 1062. Sotto il regno diFederico III di Aragona, essendo l'Isola "travagliata da stragi, guerre intestine e pestilenze" si crearono le cosiddettecapitanie a guerra nelle città demaniali e nella vicinaPatti fu nominato capitano Bonifacio d'Aragona e successivamenteVinciguerra d'Aragona che a Gioiosa Guardia costruì un castello (attualmente in stato di secolare abbandono). Fu quest'ultimo che sul Meliuso vide la necessità di "fabbricar una torre e ne attuò l'idea" in un luogo "tutto di pietra calcare massiccia" ove sorse l'Oppidum Guardiae Jujusae. L'importanza di Jujusa Guardia era magnificata dalla sua posizione: "a ciel sereno dominava un orizzonte immenso che spaziava dalle Eolie (specieVulcano eLipari) all'Aspromonte diCalabria, al Capo diMessina, dall'Isola diUstica aCapo Gallo aPalermo, alMonte Pellegrino e dalleMadonie all'Etna". Nel XV secolo sorse la cosiddetta Chiesa del Giardino[6], probabilmente costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea madre, simile a quello dedicato al culto diArtemide sorto, invece, in cima alla poco distante rocca di Capo Calavà.[7]

Nel 1407, reMartino I di Aragona concesse al barone Berengario Orioles Lanza "il Giorgio di Giojosa" per il calo dellaTonnara. Da allora lapesca del tonno ha caratterizzato l'attività di questo centro marinaro fino agli inizi degli anni sessanta del Novecento, rendendolo uno dei più prestigiosi in tutto il territorio regionale anche se oggi, dell'assetto originario, restano solo l'impianto planimetrico, la volumetria e alcuni brandelli della parte abitativa.

XV e XVI secolo

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Del XV-XVI secolo è anche la marmorea statua dellaMadonna del Giardino, poi detta anche delle Nevi, probabilmente la statua più antica di Guardia; e suo oggetto d'arte più prezioso conservato nel tesoro parrocchiale, ovvero una corona argentea del XV secolo. Pare che la Madonna, se non è attribuibile aAntonello Gagini, lo è alla sua bottega.

Grazie alla posizione sopraelevata, l'antica Gioiosa rimane indenne alle incursioni piratesche, mentre i dintorni, la costa e le Eolie di fronte sono sciacallate dalle furiose scorrerie diKhayr al-Din Barbarossa e diDragut.A testimonianza di queste scorribande sul litorale della Costa Saracena ancora sorgono numerose torri di vedetta marine e marittime per lo più costruite daCamillo Camilliani eTiburzio Spannocchi. Dell'ultimo quarto del Cinquecento sono anche le prime carte parrocchiali che attestano la sempre crescente urbanizzazione della cittadina: sorgono abitazioni, palazzi, chiese, forni e nel 1537, dal sinodo tenuto da mons. Albertin, risulta che in una chiesa di Jojusa Guardia viveva un sacerdote di rito greco-ortodosso, quindi sposato viventemore graecorum, e par che ciò costituisse scandalo tanto che laCostitutiones spagnola dispose la sua rimozione.

XVII secolo

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Il secolo XVII vede il fiorire di numerose confraternite e, a causa dell'incremento demografico, la cittadina si dota della nuovachiesa di Santa Maria delle Grazie, intorno al 1650 conta oltre dieci edifici religiosiintra et extra moenia (tra cui l'oratorio dedicato asan Filippo Neri) e una popolazione di 2 679 abitanti, ben superiore a quella della stessa Patti, con cui si contende la baronia vescovile.

Nella prima metà del Seicento si censisce anche una faida cittadina che ebbe il suo apice nel 1639 e vari omicidi (donne e preti inclusi) perpetrati con le primearmi da fuoco (ovvero imisere uccisicum scopettata) nonché i primi commerci marinari e le prime tragedie di mare (imisere sommersi). Nel tardo Seicento turbolenta fu anche l'amministrazione dellatonnara: fu venduta, poi abbandonata, infine divisa tra ilsegreto di Patti e il convento diSan Francesco d'Assisi di Palermo e dataa censo a un barone pattese. Il secolo, tra dispute varie, finì con la fondazione in Gioiosa Guardia di un convento femminile (nel 1730 vi erano 32 recluse) e di una collegiata maschile.

XVIII secolo

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Nel XVIII secolo ha inizio il lento esodo da Gioiosa Guardia verso le aree collinari sottostanti e verso la costa. Così, mentre la vecchia lite sul baronato si conclude a delega diCarlo III di Borbone, sotto il cui regno nel 1738 si condanna Giojosa a pagare al vescovo di Patti le decime sul vino, sull'olio, sui gelsi, sulle ghiande, sui frumenti e a riconoscere il vescovo di Patti come signore di tutte le proprietà, l'oratorio di San Filippo Neri conosce un insperato splendore: a magnificare la preziosità degli oggetti censiti, a Guardia si crearono sculture di gran maestria come una sedia presidenziale "riccamente decorata da efflorescenze", e videro luce soprattutto i dipinti diOlivio Sozzi che tuttora adornano le chiese gioiosane e del suo comprensorio.

Una "città fantasma": il terremoto del 1783 e l'abbandono di Guardia

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Il terremoto colpìGuardia di sera, alle 19 del 5 febbraio del 1783: tutte le case furono lesionate e la gran parte definita pericolante. Era il quarto terremoto in mezzo secolo e seguiva di un secolo quello del 1693 che interessò in maggior parte ilVal di Noto. A seguito degli ingenti danni Jojusa Guardia venne esentata dal pagare tande e donativi. A peggiorar la situazione, l'anno dopo un'invasione di cavallette rovinò i raccolti, ne seguì una terribile carestia (che nella vicinaNaso provocò tumulti). Il pericolo dei corsari era finito, si pensò di costruire Giojosa in riva al mare portando seco tutto ciò di cui possibile poteva essere il trasporto. Assai presto sorsero dissidi per la scelta del nuovo sito: Ciappe di Tono (l'odierna Gioiosa Marea) o contrada Cicero (l'odierna San Giorgio di Gioiosa Marea)? Prevalsero i primi.

Gli ultimi abitanti lasciarono Giojosa Guardia nel 1813, ma già l'ordine reale che vietava le riunioni della deputazione a Guardia è datato 29 aprile 1797. Da allora il vecchio abitato diGioiosa Guardia risulta disabitato e può essere considerato a tutti gli effetti una delle rarecittà fantasma siciliane.

Storia moderna:Gioiosa Marea, perla del Tirreno

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La nuova Gioiosa si ricostruì con materiali, pietre e financo criteri urbanistici della vecchia, pur nell'ovvio rispetto della diversa disposizione territoriale che dovette innanzitutto tener conto del mare. Nel lento corso dei decenni si trasferirono gran parte degli edifici religiosi e civili di Guardia (dall'Oratorio di Sant'Ignazio di Loyola, la Chiesa e l'Oratorio di Sant'Anna, al Palazzo Forzano) e iniziarono i lavori per le nuove costruzioni.La gaginiana statua della vetusta protettrice Santa Maria delle Nevi fu posta nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Lo spostamento della statua del santo patrono (San Nicola di Bari) fu l'evento più importante per tutta la comunità gioiosana di quel periodo e avvenne nell'Ottava di Pasqua del 1797.

Gioiosa Marea nell'Ottocento

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Carl Grass[8], viaggiatore tedesco, nel 1804, insieme alla leggenda di un antico tesoro lì nascosto e ad alcuni divertenti aneddoti riguardanti i notabili locali alle prese niente meno di che conFerdinando I di Borbone, descrive la fiumara di Gioiosa, gli incanti delle sue colture, la bontà dei fichi locali. Nel 1809 viene ultimata la chiesa nel popoloso borgo marinaro di San Giorgio. Nel 1812, dopo la ripartizione dell'Isola nelle tre Valli e la messa in vigore della nuova costituzione, finalmente Gioiosa non deve più pagare contributi al vescovo, ne avere capitani di giustizia, giurati e sindaci eletti dal barone. Intorno al 1820 il paese incomincia ad aver vita tanto che proprio quell'anno vi furono insurrezioni e moti popolari cui la popolazione non poté non partecipare. Nel 1825 si censiscono 3 535 abitanti, e monsignor Gatto si lamenta del "moralmente critico" stato in cui versa la condizione spirituale della popolazione! Nel 1842, grazie al contributo di fedeli e di reFerdinando II di Borbone s'iniziò la costruzione della nuova matrice e, si costruì un orologio pubblico (collocato nella torre campanaria nel 1902).

Intorno al 1848, anno di moti popolari (nella vicina Palermo e in buona parte d'Europa) la banda musicale gioiosana è tra le più importanti del comprensorio. Tra il 1850 e il 1857 si costruisce la strada provinciale (l'odiernaStrada statale 113 Settentrionale Sicula) che in prossimità di Gioiosa vuole dire la perforazione dell'imponente impiantogranitico-pegmatico della Rocca diCalavà (nel 1864), unico in tal genere nell'Isola con pareti a strapiombo sul mare alte fino a 137 metri (Rocca che, inoltre, è il punto più prossimo alle Isole Eolie).

L'impresa deI Mille accende gli animi della popolazione (banda cittadina in testa) tanto che, per mantenere l'ordine pubblico, s'istituì a Gioiosa una Guardia Nazionale volontaria. Di quegli anni restano tracce in contrada Calavà dove un muro (il Muro diGaribaldi) testimonia l'appoggio della cittadinanza gioiosana alla causa garibaldina. Annessa l'Isola al nuovo regno, a Gioiosa le persone "più ragguardevoli" si munirono di un locale adatto per leggere, conversare, giocare: lo si volle chiamareRoma Redenta (1865). Nello stesso periodo, a fare da contraltare, sorse anche unaSocietà Operaia.

La cittadina si fornì di un acquedotto, di un teatrino e vi era un piccolo scalo marittimo utile per l'esportazione dellaseta. S'iniziò ad alternare la coltura delle piante di limone, arancio, della vite e dell'ulivo, abbondava il "minuto commercio" dei generi di consumo, pur non mancando quelli che muovevano "capitali di non poca entità". La Tonnara della popolosa frazione San Giorgio cambiò proprietà e divenne appannaggio della Baronia di San Giorgio.

Gioiosa Marea nel primo Novecento

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A cavallo tra XIX e XX secolo, attraverso l'operato di tre importanti personalità cittadine (il sindacoGiuseppe Natoli Gatto, l'arciprete donEmanuele Barbera e il sindacoGiuseppe Prestipino Giarritta), si pongono le basi dell'attuale tessuto urbanistico, sociale e morale della comunità gioiosana. Così, se al Natoli è da attribuire l'istituzione del primo asilo infantile, la sistemazione della piazzetta delle Erbe (ora piazza Mercato), la sovrintendenza alla costruzione della linea ferrata (tra il 1890 e il 1892), a don Barbera si deve il completamento della chiesa matrice e il suo abbellimento (per esempio con lampadari provenienti dallevetrerie di Murano), al Prestipino Giarritta va dato merito dell'ampliamento del cimitero e, intorno al 1912, la costruzione di una terrazza che domina sul mare, il Canapè, tanto invidiata dalle cittadine del comprensorio.

Con l'avvento dell'età fascista lo spiritò cittadino ebbe nuova linfa: s'inaugurò il monumento ai caduti nella prima guerra mondiale (1925), la rete stradale si arricchì di strade larghe e regolari e, intanto, mentre fiorì un prezioso artigianato locale, ci si operò per la giunta dell'energia elettrica. Nonostante ciò la condizione economica della stragrande parte della popolazione sfiorava l'indegenza e, già da decenni, costringeva molti a emigrare, soprattutto negli Stati Uniti e in Sud America tanto che compaiono nei libri parrocchiali atti rimessi da parroci d'oltreoceano.

La guerra, a parte i bombardamenti del 1943 che interessarono tutta la cittadina e danneggiarono buona parte dei palazzi più eleganti, non causò gravi danni. Il paese rischiò di essere distrutto quando un milite tedesco sparò dalla sua postazione, in cima al campanile della matrice, contro un blindato dell'armata americana del generalePatton che avanzava da Torre Ciaule; poco dopo apparvero al largo delle coste alcune navi americane che presero a bombardare il paese, per poi smettere e risparmiarlo.

Del primo dopoguerra è anche la costruzione del cimitero della frazione di San Giorgio, sorto dopo uno sciopero generale cui seguirono scontri con le forze dell'ordine e strascichi giudiziari.

Simboli

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Lo stemma e il gonfalone, in uso anche se privi di formale decreto di concessione, sono descritti all'articolo 3 dello statuto comunale[9]:

«Lo stemma del Comune è rappresentato da un'aquila a due teste in posizione verticale sul dorso della quale è iscritto "Universitas Jojusae", sormontata da una corona raffigurante un castello con cinque torri merlate, il tutto di colore oro. Il gonfalone è composto da una drappo di colore blu di forma trapezoidale con al centro lo stemma sopra descritto, al di sotto del quale primeggia una semicorona di foglie di querce e di ciliegio [sic!], legati da un nastro di colore rosso.»

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture civili

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Palazzo Forzano
Costruito fine '800 inizi '900.
Palazzo Natoli
Costruito alla fine dell'800.
Palazzo Benincasa
Esempio significativo di architettura borghese di inizio '900
Palazzo Batolo
Esempio significativo di architettura eclettica-neorinascimentale edificato nel 1933 su progetto dell'Ing. O. Batolo
Tonnara di San Giorgio
Costruita nel XII secolo oggi ne rimangono alcuni ruderi.

Altre strutture

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Ruderi diGioiosa Guardia
Antica città abbandonata nel 1783 e ricostruita a valle in una zona chiamata "ciappe del tono" col nome di Gioiosa Marea.
Area archeologica di Gioiosa Guardia
Insediamento protostorico scoperto negli anni 80 del Novecento.

Architetture religiose[10]

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Chiesa di San Nicola di Bari
Ultima delle quattro chiese ad essere ricostruita nel nuovo sito. La costruzione della chiesa matrice risale ai primi dell'Ottocento. Il prospetto principale presenta un portale in pietra concluso da un frontone curvo, interrotto un'edicola con la statua diSan Nicola. All'interno si possono ammirare alcuni altari in marmi mischi in stile barocco (fine 1700); la statua lignea raffiguranteSan Nicola di Bari (XVIII secolo); la statua lignea delSantissimo Ecce Homo del 1890; un organo a canne del 1725 e alcuni dipinti olio su tela diOlivio Sozzi (1737/1740).
Chiesa Santa Maria delle Grazie
Chiesa in stilebarocco, costruita alla fine del 1700. La chiesa, a pianta rettangolare è suddivisa in tre false navate. Il campanile della chiesa è costruito in pietra arenaria, la cupola, in stile arabesco è stata realizzata inpietra pomice nel 1814. All'interno sono conservati, altari in marmi mischia di stile barocco; la statua dellaMadonna del Carmelo, di scuolagaginiana datata 1623; la statua dellaMadonna delle Grazie, di scuola gaginiana, in marmo di Carrara (XVII secolo); la statua dellaMadonna della Neve o delGiardino, anch'essa di scuola gaginiana (XVI secolo); dipinti olio su tela diOlivio Sozzi (1737/1740); un organo a canne (1725). Paliotti in velluto rosso intessuto di ricami d'argento (fineXVII secolo).
Chiesa della Catena
Fu la prima chiesa ad essere costruita nel 1796. Il campanile a pianta quadrata ospita due campane in bronzo una datata 1652 proveniente daGioiosa Guardia l'altra datata 1919. All'interno sono presenti l'altare in marmi mischi in stile barocco datato 1750 e la statua dellaMadonna delle Catene di scuola gaginiana risalente alXVI secolo.
Chiesa del Convento
Costruita per volere del barone Diego Forzano, era retta dai Frati Minori e dotata di un'ampia foresteria. Il convento annesso si sviluppa secondo un asse perpendicolare alla chiesa ed era asilo per i viaggiatori di transito. All'interno sono presenti, la statua lignea dellaMadonna Immacolata datata 1780; dipinto olio su tela datatoXVII secolo di anonimo pittore raffigurante laDecapitazione di San Giovanni Battista.

Aree naturali

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Punto panoramico - Sentiero Naturalistico Capo Calavà
Sentiero Naturalistico Capo Calavà
Sentiero panoramico immerso nel verde, che si trova in prossimità diCapo Calavà. Sopra Capo Calavà (quasi fine del sentiero) uno splendido punto panoramico.
Grotte del tono
È una delle bellezze naturali di interesse storico-geologico. Le grotte sono tuttora visitabili.
Piazza Canapè
Piazza panoramica ricca di spazi verdi realizzata intorno al1912 che domina sulMar Tirreno.

Società

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[11]

Economia

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Adagiata sul litorale tirrenico della costa siciliana, Gioiosa Marea è una cittadina dalla naturale vocazioneturistica nonché il comune del litorale più prossimo alleIsole Eolie. Oltre al turismo che occupa buona parte della popolazione, attività preminenti nel territorio gioiosano sono legate alla piccola imprenditoria (industrianautica in primis) e al commercio, che hanno in grande parte soppiantato l'agricoltura, l'artigianato e la pesca locale. Gioiosa è rinomata per le sue spiagge.

Amministrazione

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Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
31 marzo 198924 gennaio 1992Basilio Nino Cusmà PiccionePartito Repubblicano ItalianoSindaco[12]
24 gennaio 199222 giugno 1993Letterio CorboComm. regionale[12]
22 giugno 19931º dicembre 1997Danilo Damianello-Sindaco[12]
1º dicembre 199728 maggio 2002Basilio Nino Cusmà Piccionelista civicaSindaco[12]
28 maggio 200215 maggio 2007Ignazio Spanòlista civicaSindaco[12]
15 maggio 20079 maggio 2012Ignazio Spanòlista civicaSindaco[12]
9 maggio 201212 giugno 2017Eduardo SpinellaSindaco[12]
12 giugno 201723 novembre 2020Ignazio SpanòSindaco[12][13]
23 novembre 202011 ottobre 2021Giovanni Princiotta CariddiVicesindaco f.f.
11 ottobre 2021in caricaTindara La Galialista civicaSindaco

Altre informazioni amministrative

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Il comune di Gioiosa Marea fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:regione agraria n.8 (Colline litoranee di Patti)[14].

Infrastrutture e trasporti

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Il Comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

Sport

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Calcio

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L'unica squadra di calcio del paese è laPolisportiva Gioiosa, che milita nel girone B del campionato di Serie A. Nata nel1973, il colore sociale è il granata. La società vanta 50 stagioni consecutive di iscrizioni

È presente anche una sezione dedicata al calcio a 5, con la squadra attualmente iscritta al campionato serie D Barcellona Pozzo di Gotto.

Atletica leggera

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Era originaria di Gioiosa Marea la marciatriceAnnarita Sidoti, vincitrice di un oro mondiale e due europei. Il Comune le ha dedicato alla memoria il lungomare della frazione San Giorgio e una scuola.

Note

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  1. ^Dati Istat 2011, suistat.it.URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^abBilancio demografico mensile anno 2024 (dati provvisori), sudemo.istat.it,ISTAT.
  3. ^Classificazione sismica (XLS), surischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), inLegge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A,Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151.URL consultato il 25 aprile 2012(archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^Il lento logorio del tempo sulla spiaggia dei miracoli, suricerca.repubblica.it, 22 agosto 2003.URL consultato il 26 marzo 2022.
  6. ^Chiesa del Giardino[collegamento interrotto], sugioiosani.it.
  7. ^Capo Calavà, suqspiagge.it(archiviato dall'url originale il 28 aprile 2010).
  8. ^Carl GrassArchiviato il 6 marzo 2016 inInternet Archive.
  9. ^ Comune di Gioiosa Marea,Statuto comunale (PDF), Art. 3Stemma, gonfalone.
  10. ^Chiese - Comune di Gioiosa Marea, sucomunegioiosamarea.gov.it.URL consultato il 26 febbraio 2018(archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2018).
  11. ^Statistiche I.Stat -ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^abcdefghhttp://amministratori.interno.it/
  13. ^Deceduto durante la carica amministrativa
  14. ^GURS Parte I n. 43 del 2008, sugurs.regione.sicilia.it.URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia

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  • Marcello Mollica,Le due Gioiose e San Giorgio. Storie di Vita Religiosa (foto di Egidio Marziano), Armando Siciliano Editore, Messina, 2004
  • Marcello Mollica,Gioiosa Marea - Dal Monte di Guardia a Ciappe di Tono e San Giorgio (foto di Egidio Marziano), Armando Siciliano Editore, Messina, 2003.
  • AA.VV.,Gioiosa Marea - storie, note, immagini, ed. a cura del Comune, Gioiosa Marea 1980.
  • Gaetano Bongiovanni, Argenti barocchi di Gioiosa Marea, in "Timeto", periodico annuale della Società Pattese di Storia Patria, n.3/4, 1989, pp. 73–96.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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