George E. Pataki | |
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53ºGovernatore di New York | |
Durata mandato | 1º gennaio1995 - 31 dicembre2006 |
Predecessore | Mario Cuomo |
Successore | Eliot Spitzer |
Membro delSenato dello Stato di New York- dal 37º distretto | |
Durata mandato | 1º gennaio1993 - 31 dicembre1994 |
Predecessore | Mary B. Goodhue |
Successore | Vincent Leibell |
Membro dell'Assemblea dello Stato di New York - dal 91º distretto | |
Durata mandato | 1º gennaio1985 - 31 dicembre1992 |
Predecessore | William J. Ryan |
Successore | Vincent Leibell |
Sindaco diPeekskill | |
Durata mandato | 1º gennaio1981 - 31 dicembre1984 |
Predecessore | Fred Bianco |
Successore | Richard E. Jackson |
Dati generali | |
Partito politico | Repubblicano |
Titolo di studio | Bachelor of Arts eJuris Doctor |
Università | Università di Yale, Columbia Law School, Peekskill High School e Pierson College |
Firma | ![]() |
George Elmer Pataki (Peekskill,24 giugno1945) è unpoliticostatunitense,governatore dello Stato di New York dal1995 al2006 ed in precedenzasenatore statale dal1993 al1994. Inoltre, Pataki è stato membro dell'Assemblea dello Stato di New York dal1985 al1992 e ancor prima ha servito come sindaco diPeekskill dal1981 al1984. Pataki è membro delPartito Repubblicano.
Il ramo paterno della sua famiglia era di origine ungherese (suo nonno era un immigrato proveniente daMátészalka), mentre quello materno aveva ascendenze italiane ed irlandesi, tant'è che il nonno materno, Matteo Laganà, era nato inCalabria nel1889 (sposatosi con Agnes Lynch).
Figlio di un fattorino, Pataki vinse una borsa di studio ed entrò all'Università Yale nel1964 per poi laurearsi nel1967; già all'interno dell'ateneo si era distinto politicamente, essendo diventato il portavoce del movimento studentescoconservatore. Nel1970 si specializzò ingiurisprudenza allaColumbia University e l'anno seguente ottenne un master.
Membro delPartito Repubblicano, cominciò la sua carriera politica nel novembre del1981 venendo elettosindaco del suo paese natio, Peekskill, con il 70% dei voti. Ricevette dai suoi concittadini un secondo mandato nel1984, stavolta con il 74% delle preferenze, ma si dimise spontaneamente poco dopo.
Nel novembre del 1984 si candidò infatti all'assemblea statale diNew York, venendo eletto con il 53% dei suffragi. Confermò il suo seggio anche nel1986 (63%), nel1988 (74%) e nel1990 (90%, ma in questa occasione idemocratici non presentarono nessun candidato).
Nel1992 avanzò la sua candidatura per il Senato di New York: vinte le primarierepubblicane con il 52% dei voti, Pataki riuscì ad imporsi nelle consultazioni vere e proprie con un buon margine. A quel punto si sentì abbastanza forte per presentare la sua candidatura a governatore dello Stato, e fece partire immediatamente la campagna elettorale.
Sostenuto nelle primarie dal senatoreAl D'Amato, Pataki riuscì ad imporsi anche nella tornata con il governatore uscente,Mario Cuomo, che sembrava popolarissimo ed imbattibile. Era dai tempi diFranklin D. Roosevelt (1929-1933) che il governatore dello Stato di New York non era nato aNew York.
Nonostante l'opposizione di Cuomo, che negli anni passati aveva imposto il suo veto, Pataki reintrodusse nello Stato di New York lapena di morte: a suo dire, la scelta era condivisa dalla maggior parte dei cittadini. Inizialmente la Corte d'Appello dello Stato giudicò parzialmente incostituzionale il modo con cui la legge era stata scritta (casoPeople v. LaValle) e fu necessaria una sua riscrittura. In ogni caso, durante il governo di Pataki nessuna persona venne condannata a morte.
Essendo un ex avvocato specializzato indiritto tributario, Pataki si occupò molto dei temi inerenti alla tassazione: durante il suo governo, ci furono numerosi tagli alle imposte e le spese statali furono fortemente contenute. Al tempo stesso avviò un forte processo di privatizzazione delle imprese.
Nel1998 Pataki ottenne il suo secondo mandato con relativa facilità: si parlò di lui prima come possibile candidato alleprimarie presidenziali del Partito Repubblicano e poi come papabile vice diGeorge W. Bush, che alla fine invece optò perDick Cheney. All'indomani dell'11 settembre 2001, Pataki concordò conRudy Giuliani di utilizzare dieci miliardi di dollari per costruire un museo in memoria delle vittime, ma ancora nel settembre del2006 il progetto non era partito.
Nel2002 Pataki ottenne il suo terzo mandato da governatore di New York, battendo il candidato dei democraticiAndrew Cuomo (figlio di Mario) anche grazie all'appoggio che gli venne concesso dall'Indipendence Party. Il 31 dicembre del 2006 fu l'ultimo giorno da governatore per Pataki, che annunciò di non essere interessato ad entrare nel gabinetto Bush né di voler concorrere alleprimarie presidenziali repubblicane del2008.
Nel settembre del2007 George W. Bush ha nominato Pataki delegato statunitense alleNazioni Unite; tale decisione fu approvata a larga maggioranza dalSenato nazionale.
Il 28 maggio2015 annuncia la sua candidatura alle primarie repubblicane per Presidenziali 2016. I sondaggi lo danno allo 0,1% (un sondaggio tuttavia lo da tra i primi nello stato di New York, con l'11%) tra gli ultimi. Il 17 dicembre sospende la sua campagna negli Stati di Alabama, Arkansas, Florida, Idaho, Ohio, Oklahoma, Texas, Utah, e Virginia. Il 29 dicembre dello stesso anno decide definitivamente di sospendere la sua campagna elettorale. È il quinto dopoLindsey Graham,Bobby Jindal,Scott Walker eRick Perry ad abbandonare la corsa repubblicana senza indicare un nome da sostenere.[1]
Il 26 gennaio2016 decide di appoggiare il senatore di origini cubaneMarco Rubio, conservatore deiTea Party ma di posizioni più moderate agli estremisti diDonald Trump eTed Cruz e terzo nei sondaggi nazionali dietro proprio Trump e Cruz visto le crescenti difficoltà del candidato moderato dell'establisment, favorito da tutti alla vigilia per la nomination,Jeb Bush. È il terzo ex candidato, dopoLindsey Graham (Bush) eRick Perry (Cruz) ad appoggiare direttamente un nominato prima del voto in Iowa ed il primo a sostenere Rubio.
Successivamente al ritiro di Rubio ha deciso di sostenere il governatore moderaro dell'OhioJohn Kasich a pochi giorni dalle primarie proprio nel suo Stato diNew York. La decisione di appoggiare Kasich (vincitore solo nel suo Ohio) è dovuto ad affinità ideologiche e programmatiche in quanto si tratta di un moderato puro mentre l'establishment repubblicano guidato dall'ex candidato 2012Mitt Romney aveva deciso di appoggiare in massa il senatore ultraconservatore della destra evangelica Tea Party,Ted Cruz, secondo nei sondaggi e numero di delegati e Stati vinti alle primarie. Questa decisione nasce dalla convinzione di non battere sul terreno delle primarie il miliardario radicaleDonald Trump dopo la disfatta dei candidati moderati Bush e Rubio, per appoggiare l'unico in grado, non di vincere la nomination (Cruz è un estremista radicale inviso più di Trump dall'apparato) ma impedire al tycoon di raggiungere la maggioranza dei delegati (1.237) ed arrivare così ad una broken convention dove il nome del candidato Presidente viene demandato ai delegati indipendente dal candidato sostenuto alle primarie e al loro esito. Questo per garantire, secondo gli ex candidati presidenti 2008 e 2012,John McCain e Mitt Romney, un candidato unitario più moderato da contrastare alla possibile candidata Democratica,Hillary Clinton come Romney stesso, lo Speaker della Camera ed ex candidato vicepresidente 2012Paul Ryan o un candidato indipendente come l'ex Sindaco di NY,Michael Bloomberg. La scelta di Pataki è stata duramente criticata dell'establishment e dai moderati, come gli ex candidati moderati 2016Lindsey Graham eJeb Bush sostenitori invece di Cruz, perché nonostante l'affinità politica totale a Kasich (considerato il candidato migliore per apparato e moderati dei rimasti in corsa e il cui nome è girato anche per una investitura tramite Convention aperta) non aveva alcuna possibilità di vincere le primarie e avrebbe dilazionato i voti dei moderati da far convergere su Cruz come unico oppositore di Trump considerato quindi un regalo al newyorkese.
Pataki è il secondo a fare un ri-endorsement, dopoLindsey Graham (Cruz) e primo dopo le primarie del Wisconsin e la convention chiusa del Colorado .È il dodicesimo in assoluto a fare un endorsement dopo Lindsey Graham (Bush),Rick Perry (Cruz), George Pataki (Rubio),Bobby Jindal (Rubio),Rick Santorum (Rubio),Chris Christie (Trump),Carly Fiorina (Cruz),Ben Carson (Trump), Lindsey Graham (ri-endorsement per Cruz)Jeb Bush (Cruz), ottavo dopo Santorum (Iowa), Christie (Nevada), Fiorina (Michigan-Mississippi-Hawaii-Idaho), Carson (Guam-Washington DC-Wyoming), Graham (Florida-Illinois-Missouri-Carolina del Nord-Ohio-Isole Marianne) e Bush (Arizona e Utah) a farlo dopo un voto elettorale. È il primo in assoluto a sostenere Kasich da ex candidato repubblicano 2016 (passando da Rubio). Secondo un sondaggio il suo sostegno nello suo Stato di New York avrebbe garantito a Kasich il secondo posto scavalcando Cruz nella classifica dominata da Trump.
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