Gallia christiana | |
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Autore | Claude Robert, vari |
1ª ed. originale | 1626 |
Genere | enciclopedia |
Sottogenere | religioso |
Lingua originale | latino |
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Gallia christiana è un'opera di erudizione storica di cui si sono avute differenti edizioni dalXVII alXIX secolo, contenente dati relativi a tutte lediocesi cattoliche e a tutti imonasteri dellaFrancia, divisi perprovince.
L'opera fu iniziata daClaude Robert, unsacerdote delladiocesi di Langres, che ne pubblicò una prima edizione nel1626 con l'approvazione delBaronio[1]. Robert era stato preceduto daJean Chenu, un avvocato alParlamento di Parigi, il quale nel1621 aveva pubblicato unaArchiepiscoporum et episcoporum Galliae chronologica historia (Storia cronologica dei vescovi e degli arcivescovi della Gallia)[2]; nell'opera di Chenu tuttavia mancavano un terzo delle diocesi francesi e lasuccessione episcopale era molto incompleta. Robert invece, oltre ad aver inserito anche un gran numero di chiese al di fuori della Gallia, forniva una breve storia dellesedi metropolitane, dellecattedrali e delleabbazie oltre a fornire dati biografici su vescovi, abati e badesse.
In seguito Robert fece fare un considerevole rimaneggiamento dell'opera dai fratelliScévole II eLouis de Sainte-Marthe, storiografi del re di Francia. L'impresa fu infine portata a termine dai tre figli di Scévole II (Pierre, Abel e Nicole-Charles) con una edizione in quattro volumi, il primo dedicato alle arcidiocesi, il secondo e il terzo alle diocesi, e il quarto alle abbazie, tutte le voci in ordine alfabetico[3]. Venne progettata una seconda edizione corretta e ampliata, ma non poté andare a buon fine[4].
Fu un altro membro dellafamiglia Sainte-Marthe,Denis de Sainte-Marthe (1650–1725),benedettino, superiore generale deiMaurini, a curare dal1710 una nuova opera sul Cristianesimo in Francia; i volumi della nuova opera, molto più grandi nelle dimensioni e di contenuto assolutamente nuovo, si chiamarono anch'essiGallia christiana. Denis de Sainte-Marthe ne curò tre volumi (1715-1725); l'opera fu proseguita dai suoi colleghi di San Mauro. Alla vigilia dellarivoluzione francese erano stati pubblicati i seguenti volumi:
Con la rivoluzione francese, l'ordine dei Maurini fu soppresso (1790) eAmbroise-Augustin Chevreux, l'ultimo generale della congregazione, fu addirittura giustiziato assieme a quaranta confratelli (1792). Cessava in tal modo l'attività culturale che aveva dato origine fra l'altro aGallia christiana[5]
Al termine dell'attività dei MauriniGallia christiana era composta di 13 volumi; mancavano i volumi relativi alle province di Tours, Besançon, Vienne e Utrecht. Per le prime tre province i Maurini avevano previsto tre volumi. L'opera fu infine ripresa alcuni decenni dopo daJean-Barthélemy Hauréau il quale fra il1856 e il1870 pubblicò i tre volumi mancanti, inlingua latina come i precedenti:
Rimase fuori la provincia di Utrecht, la cui voce compare nelBullarium trajectense di Gisbert Brom, che copre il periodo dal1378 al1890 circa[6]
Attorno al1867 circaHonoré Fisquet intraprese la pubblicazione di una storia episcopale della Francia intitolataLa France Pontificale, in cui, per i primi periodi, utilizzò laGallia christiana, aggiornata tuttavia fino ai tempi moderni; ne furono pubblicati ventidue volumi[7].
Infine, sul finire delXIX secolo il canonicoAlbanès progettò una edizione completa rivista e aggiornata diGallia Christiana, in cui a ogni provincia ecclesiastica fosse riservato volume. Albanès fu uno dei primi studiosi a fare ricerche sistematiche nelle bibliotecheLateranense eVaticana, nella speranza di poter avere dati certi su alcune diocesi ipotetiche o per colmare le lacune esistenti nelle precedenti edizioni, ma morì nel1897, prima della stampa del primo volume. Grazie ai suoi appunti il canonicoUlysse Chevalier poté compilare tre volumi di questa "Gallia Christiana (Novissima)", inlingua francese, relativa alle province di Arles, Aix, e Marsiglia[8].
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