Frida Kahlo il 15 giugno 1919, all'età di 11 anni, ritratta in una fotografia scattata dal padre Guillermo.
Frida Kahlo nacque il 6 luglio 1907 aCoyoacán, un villaggio ubicato nella periferia diCittà del Messico (oggi una delledelegazioni della capitale),[1][2] figlia diGuillermo Kahlo Kaufmann (nato Carl Wilhelm Kahlo;1871-1941), un fotografotedesco nato aPforzheim (nell'odiernoBaden-Württemberg) da Jakob Wilhelm Kahlo, gioielliere, e Henriette Kaufmann, emigrato inMessico nel1891.[3] Sua madre era invece Matilde Calderón y González (1876-1932), una benestantemessicana di originispagnole eamerinde. Frida fu una pittrice dalla vita travagliata. Le piaceva dire di essere nata nel1910, poiché si sentiva profondamentefiglia dellarivoluzione messicana di quell'anno, e perciò delMessico moderno. Affetta daspina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono perpoliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall'adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e aveva uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.
Studiò inizialmente al Collegio Alemán, una scuola tedesca, e nel 1922, aspirando a diventare medico, s'iscrisse alla Escuela Nacional preparatoria. Qui si legò ai "Los Cachuchas", un gruppo di studenti con un berretto come segno distintivo, sostenitori delsocialismo nazionale, e incominciò a dipingere per divertimento i ritratti dei compagni di studio. Il gruppo ammirava il rivoluzionarioJosé Vasconcelos e si occupava in particolare di letteratura; molte attenzioni erano riservate soprattutto ad Alejandro Gómez Arias, studente di diritto egiornalista, capo spirituale e ispiratore dei Cachuchas e di cui Frida si innamorò.
Il 17 settembre1925, all'età di 18 anni, all'uscita di scuola salì su unautobus con Alejandro per tornare a casa. A causa di uno scontro con un tram, l'autobus su cui viaggiava finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell'incidente furono gravissime per Frida: lacolonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo delfemore e lecostole; la gamba sinistra riportò 11 fratture e il passamano dell'autobus le trafisse l'anca sinistra; ilpiede destro rimase slogato e schiacciato; laspalla sinistra restò lussata e l'osso pelvico spezzato in tre punti. Subì 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall'ospedale, fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, col busto gessato.
Questa situazione la spinse a leggerelibri sul movimentocomunista e a dipingere. Il suo primo lavoro fu unautoritratto, che donò al ragazzo di cui era innamorata. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con unospecchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori. Incominciò così la serie di autoritratti; "Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio" affermò. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a camminare, con dolori che sopportò per tutta la vita.
Fatta dell'arte la sua ragion d'essere, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, un giorno decise di sottoporre i suoi dipinti aDiego Rivera, illustre pittore dell'epoca, per avere una sua critica.[4]
Frida Kahlo nel 1926.
Rivera rimase assai colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prese sotto la propria ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana. Divenne un'attivista delPartito Comunista Messicano a cui si iscrisse nel1928. Partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò diDiego Rivera. Nel1929 lo sposò (lui era al terzomatrimonio), pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro. Conseguentemente alle sofferenze sentimentali ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese varie esperienzeomosessuali.[4]
In quegli anni al marito Diego furono commissionati alcuni lavori negliUSA, come il muro all'interno delRockefeller Center diNew York, e gliaffreschi per laEsposizione universale diChicago. A seguito dello scalpore suscitato dall'affresco nel Rockefeller Center, in cui unoperaio aveva il volto diLenin, gli furono revocate tali commissioni. Nello stesso periodo del soggiorno aNew York, Frida si accorse di essere rimastaincinta, per poi avere unaborto spontaneo a causa del suo fisico rimasto marchiato per sempre dall'incidente: ciò la scosse molto e decise di tornare in Messico col marito.
I due decisero di vivere in due case separate, collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi "da artista". Nel1939 divorziarono a causa del tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, la sorella di Frida.
Diego tornò da Frida un anno dopo: malgrado i tradimenti disse che non aveva smesso di amarla. Le fece una nuova proposta di matrimonio che lei accettò con riserve, in quanto era rimasta pesantemente delusa dall'infedeltà del marito. Si risposarono nel1940 aSan Francisco. Da lui aveva assimilato uno stilenaïf, che la portò a dipingere piccoli autoritratti ispirati all'arte popolare e alle tradizioniprecolombiane. La sua intenzione era, ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native, di affermare la propria identità messicana.[4] Identità messicana evidente anche nel suo modo di vestire. Infatti, Frida si ispirava al costume delle donne diTehuantepec, un comune diOaxaca, che ha una reputazione di "società matriarcale". Le donne comandano i mercati locali e sono famose per deridere gli uomini. Probabilmente questo è stato uno degli aspetti che ha catturato maggiormente la sua attenzione.
Il suo dispiacere maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (e all'epoca discussa) storia d'amore con Rivera è raccontata in un suodiario. Ebbe numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che nemmeno all'epoca potevano passare inosservati: ilrivoluzionario russoLev Trockij e ilpoetaAndré Breton, fra i tanti altri e altre. Fu amica e probabilmente amante diTina Modotti, militante comunista efotografa nel Messico degli anni Venti. Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo anche la russaAleksandra Kollontaj (1872-1952), che visse in Messico dal 1925 al 1926 come ambasciatrice di Mosca, laballerina,coreografa e pittriceRosa Rolando (1897-1962) e lacantante messicanaChavela Vargas (1919-2012).[5] In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all'emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano. Inoltre, come Sarah M. Lowe afferma, “il partito presentava anche un'altra attrattiva: la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione possono aver incoraggiato la pittrice a unirsi a loro”.
Ad agosto 1953, per un'infezione esitata ingangrena, a Frida fu amputata la gamba destra. Morì diembolia polmonare a 47 anni il 13 luglio 1954.
Come secondo la sua volontà, Frida vennecremata in seguito a un rito rigorosamenteateo, e le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede delMuseo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrisse nel diario furono: "Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più."[4]
Il regalo del letto a baldacchino e l'installazione dello specchio, durante la sua prolungata immobilità, ebbero inizialmente per Frida un effetto sconvolgente e la portarono al ricorrente tema dell'autoritratto. Il primo che dipinse fu per il suo amore adolescenziale, Alejandro. Nei suoi ritratti raffigurò molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il più importante dei quali fu senza dubbio l'incidente del1925.
Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua arte. Allo stesso tempo coglie l'occasione di difendere il suo popolo attraverso la sua arte facendovi confluire ilfolclore messicano.
Sotto questo aspetto, forte ma allo stesso tempo sfumato dihumour, risulta nei suoi quadri l'impatto di elementi fantastici accostati a oggetti in apparenza incongruenti. Si tratta di quadri di piccole dimensioni (Frida predilige il formato 30x37 cm) dove si autoritrae con una colonna romana fratturata a ricordo della sua spina dorsale e circondata dalle numerosescimmie che cura come figlie nella sua casa. Tre importanti esposizioni le furono dedicate nel1938 aNew York, l'anno successivo aParigi e nel1953, un anno prima della morte, aCittà del Messico.
Dal 1938 l'attività pittorica s'intensifica: i suoi dipinti non si limitano più alla semplice descrizione degli incidenti della sua vita, parlano del suo stato interiore e del suo modo di percepire la relazione con il pianeta e quasi tutti includono tra i soggetti un bambino, sua personificazione. Per un breve periodo nelle sue opere gli elementi della tradizione messicana classica si uniscono a quelli della produzione surrealista.
Frida Kahlo (1932).
Nel 1938 il poeta esaggistasurrealistaAndré Breton vide per la prima volta il suo lavoro: ne rimase talmente colpito da proporle una mostra a Parigi e proclamò che Frida fosse "una surrealista creatasi con le proprie mani". Nel1939, su invito diAndré Breton, si recò aParigi, dove le sue opere vennero presentate in una mostra a lei dedicata. Nella stessa città Frida frequenta i surrealisti facendosi scortare nei caffè degli artisti e neinight club; tuttavia trovò la città decadente. Sapeva che l'etichetta surrealista le avrebbe portato l'approvazione dei critici, ma allo stesso tempo le piaceva l'idea di essere considerata un'artista originale. Quello che può essere considerato il suo lavoro più surrealista è il quadroCiò che l'acqua mi ha dato: immagini di paura, sessualità, memoria e dolore galleggiano nell'acqua di una vasca da bagno, dalla quale affiorano le gambe dell'artista.
In quest'opera così enigmatica sono chiari i riferimenti aSalvador Dalí, soprattutto per l'insistenza sui dettagli minuti. Estremamente surreale è anche il suo diario personale, incominciato nel1944 e tenuto fino alla morte, una sorta dimonologo interiore scandito da immagini e parole. Per molte immagini il punto di partenza era una macchia diinchiostro o una linea, come se usasse la tecnica dell'automatismo per verificare le suenevrosi.
In ogni caso, nonostante l'accento posto sul dolore, sull'erotismo represso e sull'uso di figure ibride, la visione di Frida era ben lontana da quella surrealista: la sua immaginazione non era un modo per uscire dallalogica e immergersi nelsubconscio, ma piuttosto il prodotto della sua vita che lei cercava di rendere accessibile attraverso unsimbolismo. La sua idea di surrealismo era giocosa, diceva che esso "è la magica sorpresa di trovare unleone nell'armadio, dove eri sicuro di trovare le camicie". Anni dopo Frida negherà violentemente di aver preso parte al movimento.[7]
Frida Kahlo è stata la prima donnalatinoamericana a venire ritratta su unfrancobollo degliStati Uniti, emesso il 21 giugno2001. L'immagine scelta è un autoritratto dell'artista eseguito nel1933.
La vita di Frida Kahlo è stata raccontata in duefilm:
Una versione animata di Frida appare nel filmDisneyPixarCoco, dove è una regista coreografa che prepara eccentrici spettacoli nel mondo dei morti e aiuta il piccolo Miguel e la sua famiglia.
Nel 2017Brunori Sas dedica una canzone "Diego e Io" al rapporto fra Frida e Diego Rivera. Nel 2019 le viene dedicata la canzone "La casa azul" diMarco Mengoni eAdriano Celentano.
Un monologo teatrale su Frida Kahlo (scritto da Maura Polito) è interpretato da Graziella Tufo.
Stefania Bonura,Frida Kahlo. Arte, amore, rivoluzione. Una biografia. NdA Press, Rimini 2014ISBN 9788889035849.
Frida Kahlo - Diego Rivera , l'Art en Fusion, 2013, Hazan, (Catalogo della Mostra all'Orangerie di Parigi),ISBN 978-2-7541-0718-1.
Claudia Schaefer,Frida Kahlo: A Biography, Greenwood, 2009 031334924X, 9780313349249, 9780313349256.
Frida Kahlo oltre il mito, a cura di Diego Sileo, Catalogo della mostra tenuta a Milano,Museo delle culture (Milano) dal 1º febbraio al 3 giugno 2018, Milano 24 ore cultura, 2018ISBN 978-88-6648-383-0.
Hayden Herrera,Frida, Il Cerbiatto, Roma 2001; Neri Pozza Editore, Vicenza 2016.