L'origine del nome anticoCastrum Fractarum si riferisce probabilmente ad una sconfitta che qui subìAsdrubale, fratello del più celebreAnnibale, condottiero cartaginese nellaseconda guerra punica.[senza fonte]Più verosimilmente, tuttavia la comunità di Fratte Rosa fu formata da alcuni superstiti scampati dalla distruzione, operata daiVisigoti diAlarico, della non lontana città romana diSuasa, che sorgeva nei pressi dell'odiernaSan Lorenzo in Campo.[senza fonte]
Nel Medio Evo, la più recente Fratte Rosa fu un borgo fortificato, capoluogo della cosiddettaRavegnana, un vero e proprio staterello dipendente dai monaci classensi di Ravenna.
In seguito fu roccaforte fanese posta a guardia del territorio di questa città, scomodaenclave della Chiesa nelDucato di Urbino, ragion per cui sia iMontefeltro, sia iDella Rovere tentarono sempre di occuparla. Nel territorio comunale si trova l'antica frazione di Torre San Marco, che ha origini storiche coeve al capoluogo e come questo fece parte dellaRavegnana, partecipando con alterne vicende alle rivolte contro Fano. Appartenuta successivamente al Ducato del Varano, nel 1545 passò alle dipendenze della Sede Apostolica.
Torre S. Marco o Torre Ravegnana, antico castello munito un tempo di una massiccia e robusta torre, fu feudo per quasi due secoli (1562-1738) della potente famiglia anconetana dei contiBonarelli. Al centro dell'abitato è la chiesa di S. Marco la cui costruzione fu iniziata nel 1736.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 13 febbraio 1981.[6]
«Troncato: il primo d'azzurro, alle lettere C e F in caratteri maiuscoli d'argento; il secondo ad un muro d'argento, murato di nero, ad un'arcata aperta d'azzurro, e caricato di un albero di verde; sul tutto la figura di San Michele Arcangelo con corazza ed ali d'oro, tenente con la mano destra un gladio pure d'oro, in palo, e con la sinistra una bilancia dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»
È rappresentata la cerchia muraria, ancora esistente, che venne eretta per difesa del borgo, noto in antico comeCastrum Fractarum, da cui le iniziali C ed F. Le mura sono difese dall'arcangelo Michele. Alcune fonti invece dell'albero riportano un roseto a simboleggiare la fratta, nel significato di "luogo coperto da rovi e arbusti spinosi".[7]
Il gonfalone è un drappo troncato di giallo e di azzurro.
Secondo i datiISTAT al 1º gennaio2021 la popolazione straniera residente era di 81[9] persone e rappresentava il 9,2% della popolazione residente. Invece le comunità straniere più numerose (con percentuale sul totale della popolazione straniera) erano[10]:
Storicamente l'economia locale è attiva nei settori della produzione di mobili, di calzature, dell'abbigliamento e della lavorazione di terrecotte rustiche[12].
Il comune, in particolare nella zona dei Lubachi, presenta un terreno ed un microclima particolarmente adatti alla coltivazione dellaFava di Fratte Rosa che preferisce suoli argillosi e calcarei. Questa varietà fiorisce più tardi rispetto alle altre.