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Forte Sperone

Coordinate:44°26′26″N 8°55′50″E44°26′26″N,8°55′50″E
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Voce principale:Forti di Genova.
Forte Sperone
Forti delle Mura
Ubicazione
StatoRepubblica di Genova
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegioneLiguria
CittàGenova
Coordinate44°26′26″N 8°55′50″E44°26′26″N,8°55′50″E
Mappa di localizzazione: Italia
Forte Sperone
Informazioni generali
TipoForte
Costruzionei primi lavori fortificativi risalgono alXIV secolo-1830
Materialepietra
Condizione attualeabbandonato
Proprietario attualeComune di Genova
Visitabilevisitabile
Informazioni militari
UtilizzatoreRepubblica di Genova
Regno di Sardegna
Funzione strategicaCaposaldo al vertice nord del sistema difensivo delleMura di Genova
Termine funzione strategicainizio Novecento
EventiDurante laprima guerra mondiale divenne una prigione per i coatti austriaci
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Forte Sperone è un'opera fortificata compresa nelle "Mura Nuove" a difesa della città, costruita sulla cima del monte Peralto (m 512), nel punto d'incontro dei due rami della cinta difensiva. Proprio l'unione delle due mura, quella sul versante dellaVal Polcevera e quella sul versante dellaVal Bisagno, dà luogo ad un particolarebastione angolare, la cui forma assomiglia allaprua di una nave, dal quale deriva il nome del forte.

Per la sua posizione dominante, era una delle strutture più importanti delle fortificazioni di Genova.[1]

Descrizione

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Forte Sperone ha una struttura complessa, su tre distinti livelli ad altitudini diverse. Il primo livello, quello in cui si apre l'ingresso principale, ospita magazzini, locali di servizio e cisterne; al secondo livello vi erano gli uffici e le camere per ufficiali e graduati, al terzo gli alloggiamenti per i soldati.La struttura ospitava una guarnigione di circa 300 soldati, che potevano arrivare a 900 in caso di necessità. L'importanza del forte era testimoniato dalla consistenza dei suoi pezzi d'artiglieria: 18cannoni di varie dimensioni, noveobici e numerosi pezzi di dimensioni minori.[1]

Storia

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La presenza sulla cima del monte o nei suoi pressi di una fortezza ghibellina, costruita inizialmente in legno e poi di pietre, chiamata “Bastia del Peralto”, è documentata dal 1319. Nel 1530 il Senato dellaRepubblica di Genova, stanziò la somma di 7.400 lire per la sua ricostruzione.

Questa costruzione fu probabilmente inglobata nelle Mura Nuove all'epoca della loro costruzione (1629-1633). Durante l'assedio austriaco del 1747, nel punto d'unione delle mura fu eretta una struttura sopraelevata rispetto alle mura stesse, per aumentare la potenza di fuoco del bastione.Dopo la fine della guerra iniziò la costruzione del forte vero e proprio: con progressivi ampliamenti, protrattisi fino al 1830, la struttura andò assumendo l'aspetto che ancora oggi possiamo osservare.

In epoca napoleonica fu progettata una cortina muraria di "chiusura" verso la città, per la difesa del forte da eventuali sommosse popolari. Questa cortina, nella quale fu inserito il monumentale portale d'ingresso, fu costruita dalGenio Militare Sardo dopo il 1815.
Il portale d'ingresso, sovrastato da unostemma sabaudo in marmo, è dotato diponte levatoio, ancora presente con il suo meccanismo di sollevamento.

Nel 1823 un'apposita commissione preparò lo studio per un progetto, mai realizzato (probabilmente a causa dei costi altissimi che avrebbe comportato), per integrare in un'unica cittadella le tre fortificazioni del Peralto (Castellaccio, Sperone e Begato).

Durante i moti del 1849 fu occupato per breve tempo dai rivoltosi, i quali tuttavia lo abbandonarono alla spicciolata vedendo gli eventi volgere in favore dell'esercito regio.

Storia recente

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Dopo la dismissione delle fortificazioni genovesi, decisa nel1914, durante laprima guerra mondiale nel forte furono ospitati prigionieri di guerracroati eserbi. Nel1918 il carcere passò sotto la responsabilità diFrancesco Calì che era stato calciatore e primo capitano della squadra nazionale italiana di calcio.[2]

Dal 1958 al 1981 fu utilizzato come caserma dellaGuardia di Finanza, e successivamente preso in consegna dalComune di Genova, che vi ha organizzato manifestazioni culturali nel periodo estivo.

Come arrivare

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Il forte è raggiungibile dalRighi percorrendo via del Peralto, dalla quale si distacca una breve strada che porta all'ingresso principale.

A piedi, per gli amanti deltrekking, può essere raggiunto percorrendo il sentiero delle anticheMura che dalla collina delBelvedere porta fino al Forte Sperone passando per ilForte Crocetta e ilForte Begato. L'inizio del percorso è in salita al Forte della Crocetta, nei pressi della località Belvedere, raggiungibile in automobile da via Cantore, aSampierdarena.[3]

Galleria d'immagini

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  • Altra veduta del forte
    Altra veduta del forte
  • Il portale d’ingresso
    Il portale d’ingresso
  • Il meccanismo di sollevamento del ponte levatoio
    Il meccanismo di sollevamento del ponte levatoio
  • Il bastione angolare che dà il nome al forte
    Ilbastione angolare che dà il nome al forte

Note

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  1. ^abStefano Finauri, Forti di Genova.
  2. ^Il ripostese che guidò la Nazionale Repubblica.it
  3. ^Passeggiare tra i Forti di Sampierdarena

Bibliografia

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  • Forti di Genova: storia, tecnica e architettura dei fortini difensivi, Stefano Finauri, Edizioni Servizi Editoriali, Genova, 2007,ISBN 978-88-89384-27-5

Voci correlate

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Altri progetti

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Piazza di Cesana -Batterie del Petit Vallon ·Batteria dello Chaberton ·Forte di Champlas Séguin ·Sbarramento di Claviere
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