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Amazzonia

Coordinate:3°09′36″S 60°01′48″W3°09′36″S,60°01′48″W
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(Reindirizzamento daForesta amazzonica)
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vediAmazzonia (disambigua).
Amazzonia
Vista aerea di uno scorcio della foresta amazzonica
StatiColombia (bandiera) Colombia
Venezuela (bandiera) Venezuela
Guyana (bandiera) Guyana
Suriname (bandiera) Suriname
Guyana francese (bandiera) Guyana francese
Brasile (bandiera) Brasile
Bolivia (bandiera) Bolivia
Perù (bandiera) Perù
Ecuador (bandiera) Ecuador
Superficie6 700 000[1] km²
Carta della foresta amazzonica secondo la classificazione delWWF (bianco) e del bacino idrografico amazzonico (celeste)

L'Amazzonia è una vastaregione geografica delSud America caratterizzata da unaforesta pluviale, dettaforesta amazzonica, che copre gran parte dell'omonimobacino amazzonico, estendendosi su una superficie di sei milioni di chilometri quadrati suddivisi fra nove Paesi; la maggioranza della foresta (circa il 60%) si trova inBrasile; un altro 13% si trova inPerù, il 10% inColombia e parti più piccole inVenezuela,Ecuador,Bolivia,Guyana,Suriname eGuyana francese: stati e unità amministrative di quattro di questi paesi sono appunto denominati "Amazonas".

Storia

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Settore dell'Amazzonia brasiliana vicino aManaus.
Veduta delparco nazionale di Manú, inPerù.

La foresta amazzonica si formò probabilmente durante l'Eocene, a seguito della diminuzione su scala globale delle temperature tropicali, dopo che l'oceano Atlantico era diventato grande abbastanza da rendere possibile un clima caldo-umido nelbacino amazzonico. Laforesta tropicale esiste da almeno 55 milioni di anni; la maggior parte della regione rimase libera dabiomi simili asavana almeno fino all'ultimaera glaciale[2][3].

A seguito dell'estinzione del Cretaceo-Paleogene, la scomparsa deidinosauri e il clima più umido potrebbero aver consentito alla foresta tropicale di estendersi attraverso il continente. Tra 66 e 34 milioni di anni fa, la foresta raggiunse i 45° sud. Le variazioni climatiche avvenute durante gli ultimi 34 milioni di anni permisero alle aree di savana di estendersi fino aitropici. Ad esempio, durante l'Oligocene, al di sopra dei 15° nord esisteva solo una fascia forestale relativamente stretta. Durante ilMiocene medio la foresta si espanse nuovamente, per poi ritirarsi in gran parte verso l'interno nell'ultima era glaciale[4]. Tuttavia, anche durante questo periodo, la foresta ha continuato a prosperare, consentendo la sopravvivenza e l'evoluzione di innumerevolispecie[5].

Si ritiene che ilbacino del Rio delle Amazzoni sia stato diviso, all'interno del continente, dal cosiddetto «arco di Purus» durante il Miocene medio. Le acque sul versante orientale di esso defluirono verso l'Atlantico, mentre quelle del lato occidentale defluivano attraverso ilbacino amazzonico verso ilPacifico. A seguito della formazione delleAnde, le acque del bacino formarono allora un enorme lago, noto come bacino delSolimões. Negli ultimi cinque-dieci milioni di anni, le masse d'acqua riuscirono ad aprirsi un varco verso est sfondando l'arco di Purus e si andarono ad unire ai corsi d'acqua orientali formando l'attuale Rio delle Amazzoni, che defluisce nell'Atlantico[6][7].

È stato dimostrato che negli ultimi 21.000 anni, durante l'ultimo massimo glaciale e il successivo scioglimento dei ghiacciai, avvennero cambiamenti significativi nella vegetazione della foresta tropicale amazzonica. L'analisi dei depositi di sedimenti dei paleo-laghi nel bacino amazzonico suggerisce che durante l'ultima era glaciale le precipitazioni fossero inferiori rispetto a quelle odierne, e molto probabilmente questo provocò una riduzione della vegetazione tropicale igrofila nella regione[8]. È ancora oggetto di discussione, comunque, quanto sia stato grande tale declino. Alcuni scienziati ritengono che la foresta tropicale si ridusse a piccoli e isolatirefugia separati da zone boschive aperte e praterie[9]; altri, al contrario, ritengono che la foresta pluviale sia rimasta in gran parte intatta, ma non abbia potuto raggiungere i suoi attuali limiti settentrionali, meridionali e orientali[10]. Finora nessuno di questi due punti di vista è riuscito a prevalere sull'altro, dal momento che nella foresta pluviale tropicale le indagini scientifiche sono possibili solo in misura limitata e pertanto sono necessari ulteriori dati riguardanti le regioni periferiche del bacino amazzonico. I dati raccolti finora, infatti, avvalorano entrambe le ipotesi.

Sviluppi recenti

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Geoglifi in un'area disboscata, in passato ricoperta dalla foresta amazzonica, nello stato diAcre, in Brasile.

Gli scavi archeologici effettuati nella grotta di Pedra Pintada suggeriscono che gli esseri umani hanno vissuto nella regione amazzonica per almeno 11 200 anni[11]. Successivamente, a partire dal 1250 d.C., nelle regioni periferiche dell'Amazzonia furono creati insediamenti che provocarono alterazioni nel manto forestale[12].

Le tracce più antiche della presenza umana risalgono a 13.000 anni fa e sono stati scoperti dai rilievi stratigrafici dell'Università di Exeter in località Serrania de la Lindosa, vicino al fiume Orinoco, in Colombia. Si tratta di una popolazione di cacciatori di piccole prede e raccoglitori che realizzò dipinti rupestri a carattere religioso-funebre in ocra rossa.[13]

Per molto tempo si è ipotizzato che la foresta pluviale amazzonica fosse stata sempre scarsamente popolata, dal momento che i suoli poveri di nutrienti non adatti all'agricoltura non avrebbero consentito la presenza di una popolazione numerosa. Una dei principali portavoce di questa opinione è stata l'archeologa Betty Meggers, che presentò le sue ricerche nel libroAmazonia: Man and Culture in a Counterfeit Paradise. La studiosa sosteneva che la foresta pluviale amazzonica avrebbe consentito l'esistenza solamente a gruppi di cacciatori con unadensità di popolazione non superiore agli 0,2 abitanti per chilometro quadrato, dato che solamente l'agricoltura avrebbe potuto consentire una densità di popolazione maggiore[14]. Recenti scoperteantropologiche, tuttavia, indicano che la regione amazzonica era più densamente popolata. Intorno al 1500 in Amazzonia avrebbero potuto vivere circa 5 milioni di persone, sparse tra aree costiere densamente popolate come l'isola diMarajó e l'entroterra. Nel 1900, questa popolazione si era ridotta ad appena un milione di nativi circa, scesi a meno di 200.000 nei primi anni '80[15].

Il primo europeo a percorrere il corso del Rio delle Amazzoni nel 1542 fu lo spagnoloFrancisco de Orellana[16]. Il cronista dell'impresa, il frate domenicanoGaspar de Carvajal, scrisse: «Tutto questo mondo nuovo [...] è abitato da barbari di diverse province e nazioni [...] Sono più di centocinquanta, ognuna con una sua lingua, immense e densamente popolate come le altre che abbiamo visto durante il viaggio». Per molto tempo gli studiosi hanno ritenuto queste affermazioni delle semplici esagerazioni, ma nel corso del programmaUnnatural Histories dellaBBC sono state presentate prove dell'esistenza di una florida civiltà che fioriva lungo il Rio delle Amazzoni negli anni '40 del XVI secolo. Questa fu probabilmente decimata a causa delle malattie infettive trasmesse dagli europei, come ilvaiolo[17]. A partire dagli anni '70 del XX secolo, diversigeoglifi risalenti ad un periodo compreso tra l'anno 0 e il 1250 d.C. sono stati scoperti in aree disboscate, facendo supporre l'esistenza nella regione diciviltà precolombiane piuttosto progredite[18][19]. Al geografo brasiliano Alceu Ranzi viene generalmente attribuita la prima scoperta di geoglifi durante un sorvolo dello stato brasiliano diAcre[20]. Inoltre gli studiosi hanno recentemente dimostrato che la foresta pluviale amazzonica non è una regione selvaggia incontaminata, ma è stata modellata dagli esseri umani per almeno 11 000 anni attraverso la creazione di giardini forestali e di terreni arricchiti artificialmente (terra preta)[17].

Laterra preta è presente su vaste aree della foresta amazzonica ed è oggi ampiamente accettato che sia il risultato della gestione del territorio da parte dellecomunità indigene. Tali terreni fertili hanno consentito l'agricoltura e laselvicoltura in condizioni naturali altrimenti sfavorevoli, il che significa che gran parte della foresta pluviale amazzonica è il frutto di centinaia di anni di intervento umano piuttosto che, come si pensava in precedenza, il risultato di un processo naturale[21]. Nel 2003, un gruppo di ricercatori dell'Università della Florida guidato da Michael Heckenberger ha scoperto i resti di grandi insediamenti nel mezzo della foresta amazzonica nell'area abitata dagli indigeni xingu. Fra questi figuravano resti di strade, ponti e grandi piazze[12]. La presenza di antichi insediamenti complessi, risalenti a un periodo che va dal 500 a.C. al 300-500 d.C., nella valle del fiumeUpano in Ecuador, è stata confermata per mezzo dell'utilizzo delLIDAR a gennaio 2024.[22][23]

Etimologia

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Dalla relazione che fu scritta dal cappellano della spedizioneGaspar de Carvajal il 22 aprile del 1542, sul diario del suo viaggio in Amazzonia, racconta che gli spagnoli combatterono contro iTapuyas, tribù nelle cui file militavano anche le donne.[24]Francisco de Orellana chiamò il fiumeRio delle Amazzoni, perché le donne guerriere gli ricordarono le anticheAmazzoni dell'Asia e dell'Africa, descritte daErodoto eDiodoro Siculo, nellamitologia greca.

Caratteristiche

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Nota anche comePolmone verde dellaTerra per la sua estensione e importanza[25], costituisce più della metà delleforeste tropicali rimaste al mondo e ospita unabiodiversità maggiore di qualsiasi altra foresta tropicale; è uno dei sei principalibiomi del Brasile, e costituisce circa il 49.4% del territorio brasiliano[26], coprendo tre delle cinqueregioni statistiche del Paese (Nord,Nord-est eCentro-Ovest). Un'area di52000 km² della foresta pluviale dell'Amazzonia centrale, che comprende ilparco nazionale di Jaú, è stata dichiarataPatrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2000 (con un ampliamento nel 2003)[27]. Un'altra area protetta situata entro i suoi confini è quella dellaSerranía de Chiribiquete, che, con i suoi 40 000 chilometri quadrati di estensione, è il parco nazionale di foresta pluviale più grande al mondo, dichiarato anch'essoPatrimonio dell'umanità dall'UNESCO[28]. La foresta amazzonica è stata inoltre inserita al primo posto delleNuove sette meraviglie del mondo naturali[29].

Dal punto di vistasocio-geografico, il settore di bacino amazzonico appartenente al Brasile viene assegnato alla cosiddetta «Amazzonia legale». Ai fini dello sviluppo economico della regione, nel 1966 è stata creata la «Sovrintendenza dello Sviluppo dell'Amazzonia» (SUDAM).

La sopravvivenza a lungo termine della foresta pluviale amazzonica nell'Antropocene collide con gli interessi dell'industria mineraria e dell'agricoltura industriale, sempre più pressanti[30]: la foresta pluviale brasiliana si è ridotta di ben7900 km² a causa della deforestazione, una superficie corrispondente a oltre un milione di campi da calcio, solamente tra l'agosto 2017 e il luglio 2018[31].

Clima

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La regione amazzonica è caratterizzata da unclima umido equatoriale con temperature elevate (media annuale intorno ai26 °C) eumidità relativa elevata (83%).

Ambiente

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Biodiversità

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Lo stesso argomento in dettaglio:Fauna della Foresta amazzonica.

Leforeste pluviali sono in genere molto ricche in termini dispecie diverse difauna eflora; nelle foreste tropicali dell'America si trova una maggiorebiodiversità rispetto alle corrispondenti foreste inAfrica e inAsia, rendendo l'area Amazzonica di valore biologico inestimabile.

Si stima che nella regione vivano circa 100 000specie diinvertebrati tra cui 2,5 milioni specie di insetti,[1] 3 000 specie dipesci,[1] 1 300 specie diuccelli[1] (si pensa che un quinto di tutti gli uccelli viva nella foresta amazzonica), 427 specie dimammiferi,[1] 400 specie dianfibi[1] e 378 specie direttili[1] esono state classificate almeno 60 000 specie dipiante.[senza fonte]Gli scienziati hanno descritto fra le 96 669 e 128 843 specie diinvertebrati solo inBrasile.[senza fonte]

Ogni anno vengono scoperte centinaia di nuove specie nella foresta amazzonica. In particolare tra il 2014 e il 2015 sono state scoperte 381 nuove specie, delle quali: 216 piante, 93 pesci, 32 anfibi, 20 mammiferi (due fossili), 19 rettili e un uccello.[32]

Alcune delle ultime specie scoperte in Amazzonia sono:

Mentre il numero di nuove specie scoperte in Amazzonia aumenta, si sospetta l'estinzione di specie già scoperte o non scoperte, a causa dell'azione distruttiva del disboscamento portato avanti dall'uomo. Una di tali specie dichiarata possibilmente estinta è ad esempio l'Ara di Spix.[34]

Oltre alla deforestazione, la biodiversità e in generale il ruolo della foresta amazzonica dal punto di vista biologico ed ecologico sono minacciati dalcommercio illegale di specie protette.[35] In Amazzonia si contano più di 12 000 specie native protette dalCITES.[35]

Vegetali

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Una lista di piante della foresta amazzonica:[senza fonte]

Le seguenti specie di vegetali dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Invertebrati

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Le seguenti specie di invertebrati dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Pesci

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Le seguenti specie di pesci dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Anfibi

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Le seguenti specie di anfibi dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Rettili

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Le seguenti specie di rettili dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Uccelli

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Le seguenti specie di uccelli dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Mammiferi

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Le seguenti specie di mammiferi dell'Amazzonia sono state indicate come particolarmente minacciate dal CITES:[35]

Popolazione

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Lo stesso argomento in dettaglio:Popoli indigeni del Brasile e Popoli indigeni della Colombia.
Abitazioni isolate nello stato brasiliano diAcre, nella foresta amazzonica.

La zona amazzonica è occupata da numerosepopolazioni indigene, che sebbene abbiano unacultura relativamente simile tra loro, presentano un'elevata differenziazione dal punto di vistalinguistico, per totale più di 400lingue più un numero elevato didialetti.[36]

Le popolazioni indigene dell'Amazzonia includono:[1]

Negli ultimi decenni ampie regioni sono state sfruttate con un conseguente aumento delladensità della popolazione. Esempi includono inBrasile l'area attorno alle città diSantarem eBelém, e gli stati diRoraima,Rondônia eAcre; inBolivia ildipartimento di Santa Cruz.

Risorse

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Le risorse dell'Amazzonia si sono andate diversificando nel corso di questi ultimi anni. Le economie di sussistenza delle piccole comunità e dei gruppi indigeni continuano a rimanere legate allo sfruttamento della foresta e dei corsi d'acqua, ma in aree sempre più estese si pratica agricoltura, allevamento, industria mineraria, estrazione di minerali e idrocarburi.

Deforestazione

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Lo stesso argomento in dettaglio:Deforestazione della foresta Amazzonica e Incendi in Amazzonia del 2019.
Effetti delle deforestazione della foresta amazzonica visti da satellite nei pressi di Santa Cruz,Bolivia (confronto della situazione tra il 1984 e il 2000).
Deforestazione amazzonica inVenezuela per l'allevamento del bestiame.
Deforestazione nell'Amazzoniacolombiana.

Ladeforestazione è la trasformazione delle aree della foresta in aree disboscate, e risulta molto attiva nel bacino Amazzonico. Più di un quinto della foresta è già stato distrutto e l'intero ecosistema rimane in pericolo.

Questa opera di distruzione è iniziata a partire dagli anni Quaranta delNovecento, quando i governi della regione hanno deciso di sfruttare le risorse forestali e minerarie. Il disboscamento permette infatti la vendita e l'esportazione del legname, che può risultare molto pregiato, l'aumento di terreno per l'agricoltura, di cui si sente un forte bisogno per via della crescita dellapopolazione, e lo sfruttamento di giacimenti minerari. Nel corso degli anni sono state costruite anche numerose autostrade per collegare grandi città, che non solo sono state fonti primarie di deforestazione ma hanno anche incoraggiato le costruzioni di nuovi villaggi lungo di esse, peggiorando il problema.

Ladeforestazione genera molti aspetti problematici e potenzialmente catastrofici. Gliambientalisti denunciano da anni un'enorme perdita dellabiodiversità, incrementata dal risultato della distruzione delle foreste e allo sfruttamento insostenibile delle sue risorse. Inoltre, l'Amazzonia è un enorme "polmone" terrestre, che grazie all'elevata densità della vegetazione e alla sua posizione equatoriale che permette un grande irraggiamento del Sole, consuma elevate quantità dianidride carbonica, generandoossigeno. La rimozione dell'area forestale diminuisce questo effetto; inoltre la deforestazione viene spesso eseguita mediante incendi incontrollati.[37] Tutto ciò ha importanti implicazioni nell'effetto serra, e costituisce uno dei principali parametri su cui si costruiscono i modelli per il riscaldamento globale del pianeta.[38] La combinazione di riscaldamento globale e deforestazione rende il clima regionale più secco e potrebbe stravolgere il delicato equilibrio della foresta pluviale trasformandone una parte insavana.[39][40]

Fortunatamente, dall'inizio del XXI secolo la deforestazione si è ridotta del 70%. Per uno studio di Dan Nepstad, Earth Innovation Institute (Stati Uniti), è il risultato di un processo composto da tre fasi. Nella prima (fino al 2004), una legge provò a imporre ad agricoltori e allevatori di considerare riserva l'80% delle loro proprietà, ma non fu rispettata. Nella seconda fase (2005-2009) ci furono vari fattori: più controlli della polizia; calo dei guadagni della soia (coltivata in Amazzonia); campagne ambientaliste e boicottaggio di aziende responsabili della deforestazione. La terza fase (dal 2009) è stata decisiva. Anche se i guadagni della soia sono ripresi, il governo ha stabilito una politica del credito per l'Amazzonia: coltivatori e allevatori delle aree più rovinate sono stati esclusi dal credito a basso costo finché la deforestazione non è calata.

Estrazione illegale di oro in Amazzonia a Madre de Diòs,Perù.

Secondo l'Istituto nazionale di ricerche spaziali (INPE) al 20 agosto 2019 si sono susseguiti 74 155 incendi nell'area della foresta amazzonica, segnando un notevole incremento rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2018 (circa l'83%).[41] Nei primi 8 mesi del 2019, secondo INPE eNASA, si sono sviluppati circa 83 000 incendi nella regione, che raffigurano i dati più alti del decennio e probabilmente i secondi più alti in assoluto dal 2000 (secondi solo a quelli del 2005 dove nei primi 8 mesi dell'anno si sono registrati almeno 133 000 incendi).[42]

Periodo[43]Foresta rimanente (in km²)
Perdita annuale

(in km²)

Percentuale della superficie

rispetto al 1970

Perdita totale

rispetto al 1970 (in km²)

Prima del 19704 100 000
19773 955 87021 13096,5%144 130
1978–19873 744 57021 13091,3%355 430
19883 723 52021 05090,8%376 480
19893 705 75017 77090,4%394 250
19903 692 02013 73090,0%407 980
19913 680 99011 03089,8%419 010
19923 667 20413 78689,4%432 796
19933 652 30814 89689,1%447 692
19943 637 41214 89688,7%462 588
19953 608 35329 05988,0%491 647
19963 590 19218 16187,6%509 808
19973 576 96513 22787,2%523 035
19983 559 58217 38386,8%540 418
19993 542 32317 25986,4%557 677
20003 524 09718 22686,0%575 903
20013 505 93218 16585,5%594 068
20023 484 53821 65185,0%615 719
20033 459 29125 39684,4%641 115
20043 431 86827 77283,7%668 887
20053 413 02219 01483,2%687 901
20063 398 91314 28582,9%702 186
20073 387 38111 65182,6%713 837
20083 375 41312 91182,3%726 748
20093 365 7887 46482,1%734 212
20103 358 7887 00081,9%741 212
20113 352 3706 41881,8%747 630
20123 347 7994 57181,7%752 201
20133 341 9085 89181,5%758 092
20143 336 8965 01281,4%763 104
20153 331 0655 83181,2%768 935
20163 322 7967 89381,0%777 204
20173 299 3086 94780,9%700 692
20183 290 8357 90080,7%709 165
20193 298 5519 76280,5%801 449
20203 290 1258 42680,3%809 875
20213 279 64910 47680,1%820 351

Note

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  1. ^abcdefghWWF - Amazzonia.
  2. ^Robert J. Morley:Origin and Evolution of Tropical Rain Forests. Wiley, 2000,ISBN 0-471-98326-8.
  3. ^ Robyn J. Burnham, Kirk R.Johnson,South American palaeobotany and the origins of neotropical rainforests, inPhilosophical Transactions of the Royal Society, vol. 359, n. 1450, 2004, pp. 1595-1610,DOI:10.1098/rstb.2004.1531,ISSN 0962-8436 (WC ·ACNP),PMC 1693437,PMID 15519975.
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  5. ^Yadvinder Malhi e Oliver Phillips:Tropical Forests & Global Atmospheric Change. Oxford University Press, 2005,ISBN 0-19-856706-5.
  6. ^ João Batista Sena Costa, Ruth Léa Bemerguy, Yociteru Hasui e Maurício da Silva Borges,Tectonics and paleogeography along the Amazon river, inJournal of South American Earth Sciences, vol. 14, n. 4, 2001, pp. 335-347,DOI:10.1016/S0895-9811(01)00025-6.
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  8. ^P. A. Colinvaux e P.E. De Oliveira:Palaeoecology and climate of the Amazon basin during the last glacial cycle. Wiley InterScience. 2000. (abstract[collegamento interrotto].
  9. ^T. Van der Hammen e H. Hooghiemstra:Neogene and Quaternary history of vegetation, climate, and plant diversity in Amazonia. Elsevier Science Ltd. 2002.doi:10.1016/S0277-3791(99)00024-4
  10. ^ P. A. Colinvaux, P. E. De Oliveira e M. B. Bush,Amazonian and neotropical plant communities on glacial time-scales: The failure of the aridity and refuge hypotheses, inQuaternary Science Reviews, vol. 19, n. 1-5, gennaio 2000, pp. 141-169,DOI:10.1016/S0277-3791(99)00059-1.
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  12. ^ab Michael J. Heckenberger, Afukaka Kuikuro, Urissapá Tabata Kuikuro, J. Christian Russell, Morgan Schmidt, Carlos Fausto e Bruna Franchetto,Amazonia 1492: pristine forest or cultural parkland?, inScience, vol. 301, n. 5640, 19 settembre 2003, pp. 1710-1714,DOI:10.1126/science.1086112,ISSN 1095-9203 (WC ·ACNP),PMID 14500979.
  13. ^Chi erano i primi abitanti dell’Amazzonia? - Focus.it, sufocus.it.URL consultato il 28 febbraio 2024.
  14. ^ Betty J. Meggers,Revisiting Amazonia Circa 1492, inScience, vol. 302, n. 5653, 19 dicembre 2003, pp. 2067-2070,DOI:10.1126/science.302.5653.2067b,PMID 14684803.
  15. ^Chris C. Park:Tropical Rainforests.. Routledge, 2003.
  16. ^A. Smith:Explorers of the Amazon. University of Chicago Press, Chicago 1994,ISBN 0-226-76337-4.
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Bibliografia

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