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Fantascienza

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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vediFantascienza (disambigua).
Copertina della rivistaAmazing Stories (settembre 1928) che riporta in evidenza la dicitura "Scientifiction", da cui è derivato il termine "science fiction".

Lafantascienza è ungenere di narrativapopolare sviluppatosi nelNovecento, che ha le sue radici nelromanzo scientifico, estesosi poi dallaletteratura agli altrimass media, anzitutto ilcinema, quindi ifumetti, latelevisione e ivideogiochi.[1]

Si tratta di una narrazione basata su speculazioni e ipotesi di carattere più o meno plausibilmentetecnico-scientifiche (ivi incluse teorie relative sia allescienze esatte sia allescienze molli) e i loro impatti sullasocietà e sull'individuo. I personaggi, oltre cheesseri umani, possono esserealieni,robot,cyborg,mostri omutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più frequentemente, nelfuturo.[2]

Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo diletteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.[3]

L'espressioneinglesescience fiction fu coniata daHugo Gernsback nel1926. Gernsback inizialmente chiamò questo genere di storiescientific fiction.[4] L'espressione poi si contrasse inscientifiction, per ridursi infine ascience fiction (spesso abbreviataSci-Fi dagli anglosassoni). La traduzione italianafantascienza, attraverso uncalco linguistico, è attribuita aGiorgio Monicelli nel1952.[5]

Storia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Storia della fantascienza.

La data di nascita della fantascienza è convenzionalmente indicata al 5 aprile del1926, quando uscì negliStati Uniti la prima rivista di fantascienza,Amazing Stories, diretta daHugo Gernsback, ma al genere possono essere ascritte numerose opere precedenti, dalFrankenstein diMary Shelley ai romanzi diJules Verne eH. G. Wells.

Prima della fantascienza

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Lo stesso argomento in dettaglio:Viaggio immaginario.
Un immaginario veicolo volante alimentato da elettricità statica, dal frontespizio del libroLe philosophe sans prétention di Louis Guillaume de La Follie, Parigi, Clousier, 1775.

Prima della fantascienza, esistevano iresoconti dei viaggiatori, che presentavano elementi spesso fantasiosi o del tutto immaginari. Da qualche parte, lontano da qui, in qualche angolo inesplorato del mondo, esistevano straneculture,fauna eflora esotiche, a volte persinomostri marini.

La fantascienza vera e propria vide i suoi albori solo dopo la nascita dellascienza moderna, in particolare dopo le rivoluzioni avvenute nel campo dell'astronomia e dellafisica nel corso del Seicento. Fianco a fianco con l'antico genere dellaletteratura fantastica (di cui oggi il sottogenere più diffuso è ilfantasy), vi erano notevoli precursori, tra i quali:

Il più rilevante esempio rimane però il romanzoFrankenstein diMary Shelley, del1818.Brian Aldiss, nel suo libroBillion Year Spree, sostiene cheFrankenstein rappresenta “il primo lavoro seminale al quale l'etichetta difantascienza può essere logicamente appiccicata”. È anche il primo esempio delcliché dello “scienziato pazzo”. Un altro romanzo avveniristico di Mary Shelley,L'ultimo uomo (The Last Man), è spesso citato come la prima vera storia di fantascienza.

La prima fantascienza

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Lo stesso argomento in dettaglio:Romanzo scientifico.
Tripode alieno illustrato nell'edizione francese del1906 deLa guerra dei mondi diH. G. Wells
Jules Verne,1856 circa
Una città del futuro illustrata per il romanzoLa fine del mondo (La Fin du monde, 1894) diCamille Flammarion.

La fantascienza inEuropa inizia propriamente alla fine delXIX secolo con ilromanzo scientifico (scientific romance), di cui un esponente di spicco fuJules Verne (18281905), per il quale la scienza era piuttosto sul livello dell'invenzione, come pure le storie di critica sociale orientate alla scienza diH. G. Wells (18661946).

Wells e Verne non furono privi di concorrenti nello scrivere la prima fantascienza: racconti e romanzi brevi con temi di immaginazione fantastica apparvero nei quotidiani per tutta la fine dell'Ottocento, e molti utilizzavano idee scientifiche come espediente per l'immaginazione.Erewhon è un romanzo diSamuel Butler pubblicato nel1872 sul concetto che lemacchine potessero un giorno diventaresenzienti e supplenti della razza umana. Malgrado sia più conosciuto per altre opere, sirArthur Conan Doyle scrisse anch'egli di fantascienza. L'unico libro con il qualeCharles Dickens si avventurò nel territorio della speculazione scientifica e negli strani misteri della natura fu il romanzoCasa desolata (Bleak house,1852), nel quale faceva morire uno dei personaggi dicombustione umana spontanea (dopo avere svolto minuziose ricerche sulla casistica del fenomeno).

Wells e Verne avevano entrambi un bacino di lettori internazionale e influenzarono numerosi scrittori, in particolare in America, dove ben presto nacque fantascienza indigena. Molti scrittori britannici inoltre trovarono più lettori nel mercato americano, scrivendo in uno stile americanizzato.

Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov, uno dei due fondatori delbolscevismo, medico, sperimentatore, filosofo ed economista, fu il più importante scrittore fantascientifico russo prima dellarivoluzione del 1917,[6] autore del popolare romanzoLa stella rossa (Красная звездаKrasnaja zvezda, 1908) e del suo seguitoL'ingegner Menni (Inžener Menni, 1912), ambientati in unpianeta Marte dalla societàsocialista utopica.

Circa negli stessi anni esordì il grande scrittore americanoH.P. Lovecraft, considerato uno dei geni più rivoluzionari nel campo della fantascienza "cosmica" e dell'horror soprannaturale.

Nel1924 fu pubblicato il romanzoNoi del russoEvgenij Ivanovič Zamjatin, considerato il precursore di molti successiviromanzi distopici.

Lascience fiction, come fenomeno letterario di massa, è fatta risalire alla pubblicazione negli Stati Uniti del primo numero diAmazing Stories (Storie fantastiche), il 5 aprile del1926.Hugo Gernsback, il fondatore della rivista, nell'editoriale annunciava di voler pubblicare: “… Quel tipo di storie scritte da Jules Verne, H. G. Wells edEdgar Allan Poe – un affascinante romanzo fantastico, in cui si mescolino fatti scientifici e visioni profetiche…”.[7]

Il successivo grande scrittore britannico di fantascienza dopoH. G. Wells fuOlaf Stapledon (18861950), le cui quattro opere maggiori (Last and First Men,1930;Odd John,1935;Star Maker,1937;Sirius,1940) introdussero una miriade di idee che furono presto adottate da altri scrittori.

Più tardi, leopere di John Wyndham (19031969) guadagnarono l'acclamazione del pubblico dei lettori e della critica. Wyndham, che firmava con una quantità di pseudonimi, amava definire la fantascienza come unalogical fantasy. Prima dellaseconda guerra mondiale, Wyndham scrisse quasi esclusivamente per ipulp magazine statunitensi, ma nel dopoguerra divenne noto al grande pubblico, anche al di fuori dell'ambito degli appassionati, a partire dal suo romanzoIl giorno dei trifidi (The Day of the Triffids,1951).

Anni quaranta: l'epoca d'oro

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Lo stesso argomento in dettaglio:Epoca d'oro della fantascienza.

La prima fantascienza aveva una forte base avventurosa ed era caratterizzata dalla “meraviglia” per i progressi della scienza (si era nell'epoca dell'avvento dell'elettricità), ma daglianni quaranta cominciò a occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che non delle ipotetiche conquiste della scienza in sé stesse.

Questi anni sono dominati daJohn W. Campbell, che alla fine del1937 assunse la direzione della rivistaAstounding Stories nella quale ospitò tutti gli autori della cosiddettaGolden Age (Età dell'oro), qualiA. E. van Vogt,Isaac Asimov,Robert A. Heinlein,Clifford D. Simak,Ray Bradbury,Theodore Sturgeon: per quanto l’“epoca d'oro” vera e propria la si consideri terminata neglianni cinquanta, questi scrittori sarebbero diventati i "mostri sacri" a cui si sarebbero rifatti gli autori successivi, compresi quelli deglianni sessanta, anche solo per contestarli o farne la satira.

Secondo i critici deglianni cinquanta, la caratteristica della fantascienza americana era l'estrapolazione[8], ovvero il riconoscimento, sulla base di alcuni elementi, di una tendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri, non tanto con lo scopo di prevedere il futuro come farebbe lafuturologia, quanto per discutere fenomeni del presente estremizzandoli in un contesto ipotetico. Altri spunti critici[8] mettono invece in luce il (prevalente) riferimento al “sense of wonder” (“la meraviglia”), che fa appello ad un analogo della “volontariasospensione dell'incredulità” di cui parlava il poetaColeridge (“Quella volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica”).[9]

Anni cinquanta: tra sociologia e letteratura

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Illustrazione per la rivistaAmazing Stories, maggio 1959
Isaac Asimov alla fine degli anni cinquanta

Glianni cinquanta segnano per la fantascienza americana un notevole cambiamento: all'atteggiamento fiducioso e ottimistico nei confronti della scienza, a causa dellabomba atomica si sostituisce un approccio più angosciato. Laguerra fredda, lasocietà dei consumi, lapaura deldiverso (sia esso ilcomunista o il nero, a causa delle lotte per idiritti civili), la società di massa americana dominata dapubblicità etelevisione (significativa fu la vittoria alle elezioni del1952 diDwight D. Eisenhower suAdlai Stevenson II: nonostante Stevenson fosse candidato più colto e brillante, l'apparato pubblicitario scatenato per sostenere Eisenhower lo portò alla vittoria): tutti temi centrali per quella che verrà a lungo chiamata “fantascienza sociologica”.

Rappresentanti più importanti di questa tendenza sono la coppiaFrederik Pohl eCyril M. Kornbluth,Robert Sheckley,Richard Matheson,Walter M. Miller, jr. nonché la prima produzione diPhilip K. Dick.

Ma accanto a questa linea sociologica, che usa la fantascienza come strumento di critica della società americana e dei suoi eccessi, ce n'è un'altra, che s'incarna soprattutto nella figura del grandeeditor e scrittoreAnthony Boucher, che si sforza di promuovere una migliore qualità letteraria nella fantascienza. Suo discepolo è Philip K. Dick, ma a questa tendenza appartengono anche altri scrittori che esplodono in questo decennio, comeFritz Leiber (che insegnavaShakespeare in uncollege) oCordwainer Smith (coltissimo discendente di una potente famiglia americana, cresciuto inCina e imbevuto della cultura di quel paese); le esperienze, le invenzioni, le scoperte e le soluzioni stilistiche di questi scrittori apriranno la strada ai discepoli, neglianni sessanta, della “New Wave”.

Anni sessanta: la New Wave

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Lo stesso argomento in dettaglio:New Wave (fantascienza).
Samuel R. Delany

La rivoluzione nella fantascienza fu portata avanti sui due lati dell'Atlantico: nel Regno Unito c'era il gruppo di scrittori legati alla rivistaNew Worlds, tra cui spiccavaJ. G. Ballard, ma che contava anche altri talenti comeBrian W. Aldiss,John Brunner eMichael Moorcock. Negli Stati Uniti la figura di riferimento diventò il provocatorio e dissacranteHarlan Ellison, innovativo autore di racconti e curatore di due antologie (intitolateDangerous Visions eAgain, Dangerous Visions) che smossero le acque fin troppo ferme del genere con argomenti scottanti: ilsesso, ledroghe, ilfemminismo,[10] ilrazzismo, ilVietnam, ecc. Nelle antologie di Ellison ci sono nomi importanti della nuova fantascienza americana:Robert Silverberg,Philip José Farmer,Philip K. Dick,Roger Zelazny,Samuel R. Delany,Norman Spinrad,R. A. Lafferty,Joanna Russ,Ursula K. Le Guin,Gene Wolfe,Kate Wilhelm.

La fantascienza della New Wave fu il prodotto di due tendenze che s'incrociavano creando un equilibrio instabile:

  • una ricerca letteraria che spinge molti scrittori a rifarsi ai modelli dellaletteratura modernista e alle avanguardie delpostmodernismo, quindi a non scrivere nello stile dabest seller (letteratura di consumo) tipico fino a quel momento di molta letteratura fantascientifica (e il migliore rappresentante di questa tendenza è il più sofisticato e letterario tra gli scrittori americani,Thomas M. Disch);
  • una ben precisa volontà di andare a toccare temitabù che erano stati assenti per anni dalle riviste di fantascienza: non a caso questo è il momento in cui s'inseriscono autori neri, come Delany, o donne, come la Russ o la Le Guin, o dichiaratamentegay, come Thomas M. Disch e ancora Samuel R. Delany.

Se da un lato la nuova ondata (questo il significato letterale diNew Wave) costrinse finalmente il mondo accademico – non solo negli Stati Uniti – ad occuparsi della fantascienza (pur tra resistenze e incomprensioni) - è in questo periodo che nascono le prime riviste accademiche di critica sulla fantascienza,Science-Fiction Studies,Foundation edExtrapolation,[11][12] – dall'altro la sofisticazione letteraria di queste opere portò alla presa di distanza di molti fan della fantascienza tradizionale degli Asimov e degli Heinlein.

A metà di questo decennio,Frank Herbert, conDune (1965), introdusse nel filone fantascientifico temi che saranno poi sviluppati nei decenni successivi, in particolare dal sottogenere dellaspace opera, mischiando ambientazioni futuristiche e topoi della storia passata dell'umanità, conimperi spaziali e strutture sociali di tipo feudale.Dune si rivelò un successo senza precedenti, ed è il romanzo di fantascienza che detiene il record del maggior numero di copie vendute[13][14].

Alcuni fan travestiti da personaggi della saga diGuerre stellari

Il decennio successivo fu caratterizzato dalla continuazione dell'attività dellaNew Wave: soprattuttoJ. G. Ballard scrisse in questo periodo la sua trilogia fondamentale,Crash,Il condominio (High Rise) eL'isola di cemento (The Concrete Island). Entrò in crisi invecePhilip K. Dick, per problemi di droga ed esistenziali, che lo portarono a una pausa nella sua produzione fino alla seconda metà del decennio. L'impatto innovativo della New Wave poco a poco si attenuò: i singoli autori andarono ciascuno per la propria strada.

Il fenomeno deglianni settanta fu da un lato l'emergere di numerose scrittrici, sempre più interessate ai temi delfemminismo e più in generale dell'identità femminile.[10] Tra le figure dominanti spiccaronoJoanna Russ eUrsula K. Le Guin,Marion Zimmer Bradley,Doris Lessing (autrice che proveniva da altre esperienze, ma che negli anni settanta scrisse il monumentale ciclo fantascientifico diCanopus in Argos: Archives). A queste va aggiunta Alice Sheldon, una notevole autrice che fino al1977 si era nascosta dietro lo pseudonimo maschile diJames Tiptree Jr..

A metà degli anni settanta nelcinema di fantascienza il travolgente successo diGuerre stellari diGeorge Lucas riporta in auge i temi dellaspace opera degli anni quaranta; la pellicola richiamava alcuni elementi disword and sorcery (fu coniato per essa il termine ibridoscience fantasy[15] e alcuni commentatori si sono azzardati a dichiarare che si tratta di unafiaba riverniciata di fantascienza). Il successo clamoroso della serie sancì il ritorno a una fantascienza d'intrattenimento, più spensierata e meno culturalmente impegnata.

Gli anni settanta vedono anche, in controtendenza al ritorno della fantascienza d'intrattenimento nei canali mainstream, l'emergere del seminale lavoro diDarko Suvin, il quale eserciterà un'influenza senza precedenti sugli studi di fantascienza. Perno centrale del lavoro di Suvin è la concezione della fantascienza come letteratura dellostraniamento cognitivo. Il primo termine, derivato dal lavoro deiformalisti russi, sta ad indicare come la rappresentazioni di mondi alternativi a quelli vissuti da lettori e scrittori possa funzionare come dispositivo in grado di gettare nuova luce sulle società in cui questi vivono. Questo nuovo sguardo non è però la soddisfazione di una semplice curiosità, ma ha valore, per l'appunto, cognitivo, che nella terminologia suviniana possiamo interpretare come sinonimo di critico. Per fare un esempio, il mondo futuro rappresentato nellaMacchina del Tempo di H.G. Wells permette di evidenziare alcuni aspetti critici dell'imperialismo britannico della fine del XIX secolo, e può quindi configurarsi come critica radicale delle politiche messe in atto dall'impero. Ciò che permetterebbe alla fantascienza di vantare un tale valore cognitivo in opposizione ad altri generi che pur si discostano dai canoni del più comune realismo (come ad esempio il fantasy) sarebbe la plausibilità sociale e tecnologica dei mondi immaginati. In altre parole, immaginare mondi possibili in cui esistono avanzate tecnologie permette di fare una critica alla società con una profondità impossibile per mondi per definizione impossibili. Ultimo elemento fondamentale del pensiero di Suvin è il cosiddettonovum, ovvero ciò che rende effettivamente il mondo immaginato diverso da quello vissuto da autore e lettore, come ad esempio una tecnologia avanzata o degli esseri extraterrestri.[16]

Anni ottanta: il cyberpunk

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Lo stesso argomento in dettaglio:Cyberpunk.
Bruce Sterling

A dominare la scena nei primianni ottanta fu l'ondatacyberpunk. Il nuovo spazio da esplorare, dopo quello esterno tra le stelle e quello interiore della psiche, fu quellovirtuale delle tecnologieinformatiche e di telecomunicazione. Si può dire cheInternet sia stata profetizzata (anche se già ne esisteva una prima forma pionieristica) nel1984 dal romanzo più celebrato del cyberpunk,Neuromante diWilliam Gibson con il suocyberspazio. Anche il cyberpunk fu lanciato da un'antologia di racconti,Mirrorshades, curata dall'intraprendente scrittore e giornalistaBruce Sterling.[17]

Sulla scia dell'ondata cyberpunk si assistette ad un rinnovato interesse accademico per la fantascienza (vista come un'area confinante con laletteratura postmoderna), all'esplodere dell'immaginario fantascientifico nel nuovo ambito deivideogiochi, ma soprattutto ad un rinnovato interesse da parte delcinema diHollywood, che cominciò a realizzare, complici le nuove tecnologie digitali, film sempre più spettacolari spesso basati, direttamente o indirettamente, sui classici del genere. Le avanguardie furono una volta ancora sostituite dal “mercato”.

L'ondata cyberpunk durò meno della New Wave, soprattutto a causa dell'affievolirsi dell'ispirazione dell'autore più dotato, William Gibson. Altri autori del movimento si affermarono in modo più o meno duraturo, comeLucius Shepard,Kim Stanley Robinson,Rudy Rucker,Lewis Shiner. A margine del movimento cyber si pose una tra le più interessanti autrici di quegli anni, la sofisticata e letterariaPat Cadigan, mentre ne era del tutto al di fuori l'altra figura di spicco della scrittura al femminile, l'afroamericanaOctavia E. Butler.

Il periodo fu caratterizzato da una forte ripresa della fantascienza britannica, tanto che alla fine del decennio si parlò di un vero e proprio “British Boom”, legato all'attività di nuovi autori qualiIain Banks,Ken MacLeod,M. John Harrison e infine il più giovane,China Miéville.

Jonathan Lethem

Negli Stati Uniti si assistette invece a un declino delle vendite di tali proporzioni che alcuni scrittori cambiarono genere: un vecchio leone comeThomas M. Disch, si riciclò brillantemente nell'horror con la suaMinnesota Supernatural Series;Robert Sheckley tentò di passare al giallo (come aveva già fatto negli anni sessanta), ma senza grandi risultati;Patricia Anthony, una delle autrici più promettenti, dalla fantascienza passò alfantasy;Jonathan Lethem, considerato da alcuni l'unico vero erede diPhilip K. Dick, passò alla letteraturamainstream.

Tutto questo avvenne nel momento in cui temi, idee, immagini, luoghi, trame della fantascienza comparivano sempre più spesso anche al di fuori del genere, e si parlò di un genereAvantpop che pescava dalla fantascienza, dalgiallo, dalwestern, dall'horror. Oltre alla prima produzione di Lethem, buon rappresentante di questa tendenza fu uno degli scrittori giovani,Matt Ruff.

Anche in Gran Bretagna la ripresa della letteratura fantascientifica si legò a fenomeni d'ibridazione, che fecero parlare dinew weird, o diweird fiction, oslipstream. China Miéville, ad esempio, nei suoi romanzi mescolò fantasy, horror,gotico, fantascienza e (in dosi massicce) igiochi di ruolo.

La fantascienza in lingua italiana

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Lo stesso argomento in dettaglio:Storia della fantascienza italiana.
Emilio Salgari

La protofantascienza italiana

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Luigi Capuana

Ancora prima della nascita del termine “fantascienza”, a partire dagli ultimi anni delXIX secolo appaiono inItalia racconti e romanzi brevi di contenuto fantascientifico nei supplementi domenicali deiquotidiani, nelle riviste letterarie, in collane popolari eopere antologiche. Gli autori sono tra i protagonisti della letteratura popolare dell'epoca, comeEmilio Salgari (in particolare con il romanzoLe meraviglie del duemila) eYambo,[18] ma anche note figure della letteratura, tra i qualiMassimo Bontempelli,Luigi Capuana,Guido Gozzano,Ercole Luigi Morselli. Già prima di questi vi sono però degli interessanti quanto poco conosciuti esempi, come laStoria filosofica dei secoli futuri diIppolito Nievo del1860.

La nascita ufficiale (1952)

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L'anno ufficiale di nascita della fantascienza inItalia è considerato generalmente il1952, con il primo numero della rivistaScienza Fantastica, avventure nello spazio, tempo e dimensione e nello stesso anno della rivistaUrania. A queste prime pubblicazioni ne seguono altre, generalmente di breve vita, non tutte con storie avventurose in cui non mancano classici elementi come glialieni dalla carnagione verde, armi a raggi,astronavi ed eroine scollate, in puro stilepulp.

La rivistaOltre il cielo, diretta dall'ing.Cesare Falessi, affiancava lavori discience fiction al consueto novero di articoli sull'aviazione e l'astronautica. Poi nel 1957 si affianca alla guida della rivistaOltre il cielo l'ingegnereArmando Silvestri che nell'anteguerra, nel 1938, aveva ideato, ma senza successo concreto, il progetto per una rivista quadrimestrale,Avventure dello spazio, che però non trovò mai il favore di un editore.

A testimonianza dell'aderenza del pubblico al canone da poco sviluppatosi oltreoceano, gli scrittori italiani pubblicano i loro racconti sotto pseudonimi rigorosamente anglosassoni:Gianfranco Briatore diventaJohn Bree;Ugo Malaguti si firmaHugh Maylon;Luigi Naviglio,Louis Navire;Roberta Rambelli èRobert Rainbell, al maschile;Carlo Bordoni,Charley B. Drums.

All'inizio degli anni sessanta, conFuturo – a cura diLino Aldani già noto sotto lo pseudonimo diN. L. Janda,Massimo Lo Jacono già conosciuto sotto lo pseudonimo diL. J. Mauritius eMegalos Diekonos, eGiulio Raiola – lascience fiction italiana acquista tuttavia un respiro internazionale, che avrà però corta durata (solo otto numeri mensili, fra il maggio-giugno1963 e il novembre1964).

Negli anni sessanta il numeroso pubblico degli appassionati diede vita a numerosefanzine, il più delle volte pubblicate a ciclostile in poche centinaia di copie, che costituirono un momento di passaggio per futuri scrittori comeVittorio Curtoni ePaolo Brera.

Il ruolo diUrania

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Lo stesso argomento in dettaglio:Urania (collana).

Sempre nel1952 la casa editriceMondadori lanciauna rivista euna collana di romanzi, ispirandosi allamusa dell'astronomia:Urania. Primo direttore:Giorgio Monicelli, che conia anche il termine italiano “fantascienza”.[5] La rivista chiude dopo appena un anno, mentre i suoi romanzi a cadenza quindicinale riscuotono un grande successo. Neglianni sessanta le copertine sono disegnate daKarel Thole, mentre la direzione della collana viene assunta daFruttero & Lucentini.

Il ruolo diUrania nella diffusione della letteratura fantascientifica tra gli italiani è rilevante: moltiscrittori di fantascienza comeAsimov,Ballard,Dick e altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina. D'altro canto per un trentennio la collana evitò di pubblicare autori italiani, favorendo l'idea che si trattasse di una letteratura esclusivamente d'importazione, fino a che nel 1989 istituì un notopremio letterario, che ha scoperto e lanciato autori comeLuca Masali eValerio Evangelisti.

La fantascienza online

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Con l'eccezione diUrania, oggi la letteratura di fantascienza è praticamente scomparsa dalle edicole italiane, avendo ceduto molto terreno ai generifantasy ehorror restando tuttavia nelle librerie. Il ruolo di riviste comeRobot (tuttora pubblicata) è stato parzialmente ripreso dalle pubblicazioni sulWeb (riviste efanzine), che raggiungono migliaia di lettori. Le più popolari sonoDelos e ilCorriere della Fantascienza che sono parte del portale Fantascienza.com eIntercom.

Le riviste online raggiungono non soltanto il tradizionale lettore della narrativa di fantascienza, ma coinvolgono anche chi è appassionato a questo genere in altre forme, come cinema, fumetti e soprattutto serie televisive. In questo senso le riviste online contribuiscono in qualche misura ad avvicinare alla letteratura chi non la conosceva, dando un impulso, anche se di proporzioni tutte da verificare, allo sviluppo di nuove generazioni di lettori.

Siti web, blog, forum, newsgroup e mailing list inoltre contribuiscono in questa direzione grazie alla creazione di grandi comunità di appassionati e al conseguente scambio di esperienze e di consigli di lettura, allargando quello che prima degli anni novanta era, sebbene in misura molto minore e qualitativamente diversa, il fenomeno delfandom.

Fantascienza italiana extra-Urania

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Negli anni, altre iniziative editoriali sono state fondate e hanno dato possibilità agli autori di fantascienza italiana di arrivare sul mercato. Tra questeDelos Digital, Zona42, Edizioni Della Vigna,Elara Libri ePerseo Libri, che hanno pubblicato autori comeAlessandro Vietti,Elena di Fazio,Elisa Emiliani eFrancesco Verso.

Dal 2015, ilPremio Italia ha istituito una sezione denominata "Romanzo di Autore Italiano - Fantascienza".

La fantascienza cinematografica italiana

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Lo stesso argomento in dettaglio:Cinema italiano di fantascienza.

Il film diPaolo HeuschLa morte viene dallo spazio, del1958, è spesso indicato come la prima pellicola fantascientifica (non farsesca) delcinema italiano; narra dellaminaccia al pianeta Terra portata da una pioggia di asteroidi, con precisi riferimenti al cinema americano ed effetti speciali diMario Bava.Totò nella luna, dello stesso anno, è stato visto come la risposta comica a questo film. In precedenza c'erano stati altri film farseschi: la commediaMille chilometri al minuto! (1939) diMario Mattoli (uno dei primi voli verso ilpianeta Marte, anche se s'interrompe quasi sul nascere) eBaracca e burattini, una commedia musicale del1954, con la regia diSergio Corbucci. Di una certa rilevanza per il genere, la tetralogia della stazione spaziale Gamma 1, del1965, diretta daAntonio Margheriti.

Generi e filoni

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Lo stesso argomento in dettaglio:Generi e filoni della fantascienza.
Copertina della rivistaAmazing Stories Quarterly, estate 1928

Malgrado la fantascienza sia stata un tempo incentrata anzitutto "sullascienza", all'interno e ai confini di questo tipo di narrativa si è evoluta una grande varietà di generi e sottogeneri, con la commistione sempre più frequente della fantascienza con ilfantasy e l'horror, tanto che alcuni autori e critici utilizzano di preferenza l'espressionespeculative fiction (narrativa speculativa) per descrivere complessivamente il fenomeno e altri utilizzano il termineslipstream intendendo ilfantastico, cioè quella forma letteraria estremamente ampia che utilizza l'immaginario, il surreale e tutto ciò che non è mimetico della realtà, per dare maggior impatto ad un messaggio radicato nella visione politica, ideologica del reale.

Vi possono essere molti modi diversi per tentare di classificare un'opera di fantascienza; non di rado un'opera o un autore utilizzano vari temi contemporaneamente e si possono collocare all'interno di più categorie. Una prima classificazione, puramente convenzionale, viene spesso effettuata trafantascienza hard o tecnologica (hard science fiction) efantascienza soft (soft science fiction), dove la prima si occupa con verosimiglianza degli aspetti tecnologici, la seconda rivolge il suo interesse ai temi umanistici e sociologici.

Un genere avventuroso molto popolare è laspace opera (in particolare quellamilitare), a base diastronavi e battaglie spaziali, che ha avuto un notevole influsso anche nella tv e nel cinema, daStar Trek aGuerre stellari. Altre storie di forte presa sul pubblico sono quelleapocalittiche o postapocalittiche, che descrivono in termini drammatici lafine del mondo o dellaciviltà.

Movimenti che hanno introdotto nuovi fermenti nel panorama fantascientifico sono stati prima laNew Wave negli anni sessanta, poi ilcyberpunk negli anni ottanta; quest'ultimo ha generato tutta una serie di sotto-filoni fino ai giorni nostri, e ad esso si affianca losteampunk. Le opere contemporanee difantapolitica, leutopie e ledistopie vengono a loro volta fatte rientrare nel genere fantascientifico, come pure leucronìe, dove le vicende sono ambientate in una immaginaria linea temporale del passato, una "storia alternativa".

L'esplorazione dello spazio interplanetario è uno dei temi classici della fantascienza

Vi sono alcuni temi particolarmente sfruttati nelle storie di fantascienza. Anzitutto lospazio: la sua conquista, l'esplorazione e la suacolonizzazione, ilviaggio interstellare (in genere conastronavipiù veloci della luce) è stato per lungo tempo uno dei temi più popolari, ed in buona parte rimane tale. Lo spazio tuttavia può essere visto anche come un pericolo per l'umanità, un luogo ignoto e misterioso da cui possono prevenire terribili minacce, come un corpo celeste che minaccia la Terra o unainvasione aliena. L'esistenza di forme di vita e di intelligenzeextraterrestri (maligne o benigne), assieme alla possibilità di stabilire con esse unprimo contatto, sono soggetti ritenuti particolarmente affascinanti dagli autori e dai loro lettori, vista la mole di opere che vi sono state dedicate. Dalla fine deglianni cinquanta, con la nascita dell'ufologia, anche gliUFO sono un elemento molto presente nelle opere popolari. Daglianni sessanta lo sono anche lefacoltà paranormali e laparapsicologia.

Ilviaggio nel tempo è un tema classico già a partire dalla fine dell'Ottocento, conLa macchina del tempo diH. G. Wells. A propria volta, la teoria sull'esistenza didimensioni parallele offre innumerevoli spunti narrativi per le più diverse trame. La possibilità ipotetica di crearevita artificiale, presente in miti e leggende e nelFrankenstein, mantiene intatto ed accresce il suo fascino grazie all'interesse sviluppato per l'intelligenza artificiale e con la creazione dirobot,cyborg eandroidi ad imitazione dell'essere umano. Questo tema è spesso legato a quello dellaribellione della macchina. Verso la fine delNovecento, dopo larivoluzione informatica, tra gli ambienti da esplorare si è aggiunta larealtà virtuale e in particolare ilcyberspazio. Latrascendenza dalla condizione umana, così spesso trattata a livello filosofico e religioso, è divenuta a sua volta un tema fantascientifico, soprattutto in relazione alle modificazioni dellagenetica, come lemutazioni o laclonazione, e allebiotecnologie in generale. Le ambientazioni in un futuro duramente colpito daicambiamenti climatici rientrano nel filone delClimate Fiction.

Cinema di fantascienza

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Lo stesso argomento in dettaglio:Cinema di fantascienza.

Benché ilcinema di fantascienza venga spesso riconosciuto come genere autonomo solo a partire daglianni cinquanta, l'elemento delfantastico era ben presente fin dagli esordi dellasettima arte. Il neonatocinema viene scoperto infatti come un mezzo che permette di portare sullo schermo non solo la realtà quotidiana, ma anche per visualizzare i sogni, le fantasie dell'essere umano, in modo da suscitare stupore e meraviglia nello spettatore. Tra i primissimi esempiViaggio nella Luna[19] del1902 diGeorges Méliès, seguito a breve distanza daViaggio attraverso l'impossibile; lo stesso Méliès è anche l'inventore dei primieffetti speciali.[20]

Per circa mezzo secolo sarebbero quindi uscite una serie di opere che verranno definite solo a posteriori come fantascienza, ma sono più che altro appartenenti algenere avventuroso di ambientazione esotica, venato di fantastico e condito di dettaglipseudoscientifici. Fanno eccezione poche pellicole, a cominciare dal celeberrimoMetropolis (1927), diFritz Lang oLa vita futura diWilliam Cameron Menzies del1936. Queste opere forniranno ispirazione per le produzioni successive, qualiAėlita (primo kolossal sovietico),King Kong,Frankenstein,La donna e il mostro,La maschera di Fu Manciu,L'isola delle anime perdute, per citarne alcuni tra i più noti e suggestivi.[21]

Il cinema di fantascienza ha esplorato una grande varietà di soggetti e temi, molti dei quali non potrebbero essere facilmente rappresentati in alcun altro genere. Questi film sono stati utilizzati, oltre che per intrattenere lo spettatore, per esplorare delicati temi sociali e politici. Attualmente le produzioni fantascientifiche puntano molto sull'azione e sono in prima linea riguardo all'uso degli effetti speciali. La platea si è abituata alla rappresentazione di realisticheforme di vita aliene, spettacolari battaglie spaziali, armi ad energia, viaggipiù veloci della luce e paesaggi dilontani mondi.

Note

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  1. Inoltre laradio, igiochi di ruolo. Nellearti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantascientifica legata al mercato editoriale.
  2. Per altre definizioni di autori celebri vedi(EN)Definitions of Science Fiction, supanix.com.URL consultato il 27 settembre 2011(archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2006).
  3. (inglese)
    «Science fiction stories are those in which some aspect of future science or high technology is so integral to the story that, if you take away the science or technology, the story collapses.»
    (italiano)
    «Le storie di fantascienza sono quelle in cui un qualche aspetto di scienza futura o di alta tecnologia è così integrale alla storia che, se togli la scienza o la tecnologia, la storia collassa.»

    (Ben Bova,Craft of Writing Sci. Fict. that Sells ii. 6, 1994. Tratto daScience Fiction Citations)

  4. (EN)Hugo Gernsback,How to Write "Science" Stories, inWriter's Digest, 1930., un breve articolo che è probabilmente il primo a parlare di come si scrive la fantascienza.
  5. 12CollanaI Romanzi di Urania n. 1, 1952. Qualche mese primaLionello Torossi aveva proposto l'espressionescienza fantastica.Giuseppe Lippi,Il senso del futuro. Il tempo nella fantascienza, in Giuseppe Ardrizzo (a cura di),L'esilio del tempo: mondo giovanile e dilatazione del presente, Roma, Meltemi Editore srl, 2004, p. 203,ISBN 978-88-8353-282-5.
  6. Fabio Giovannini e Marco Minicangeli,Storia del romanzo di fantascienza: guida per conoscere (e amare) l'altra letteratura, Castelvecchi, 1998, p. 32,ISBN 978-88-8210-062-9.URL consultato il 10 giugno 2013.
  7. Vittorio Curtoni,Le frontiere dell'ignoto. Vent'anni di fantascienza italiana, Milano, Editrice Nord, 1977, p. 9. In questa sua analisi preparatoria al discorso teorico che seguirà, Curtoni cita ben due volteCarlo Pagetti,Il senso del futuro, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1970, p. 131-132.
  8. 12
  9. Samuel Taylor Coleridge,Biographia literaria, 1817 – capitolo XIV (rilevò che le opere teatrali cercavano di provocare quella volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica).
  10. 12 C.A. Corcos,Women's Rights and Women's Images in Science Fiction: A Selected Bibliography, sufaculty.law.lsu.edu, 1998.URL consultato il 22 febbraio 2010(archiviato dall'url originale il 4 marzo 2010).
  11. Carlo Pagetti,La Fantascienza Inglese del '900: aspetti di una tradizione narrativa, suintercom.publinet.it, 1981.URL consultato il 22 febbraio 2010(archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2007).
  12. Chronological Bibliography of Science Fiction History, Theory, and Criticism
  13. "SCI FI Channel Auction to Benefit Reading Is Fundamental", supnnonline.org.URL consultato il 13 luglio 2006(archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
    «"Since its debut in 1965, Frank Herbert'sDune has sold over 12 million copies worldwide, making it the best-selling science fiction novel of all time ... Frank Herbert'sDune saga is one of the greatest 20th Century contributions to literature."»
  14. Touponce, William F. (1988),Frank Herbert, Boston, Massachusetts: Twayne Publishers imprint, G. K. Hall & Co, pg. 119,ISBN 0-8057-7514-5.Locus ran a poll of readers on 15 April 1975 in whichDune "was voted the all-time best science-fiction novel...It has sold over ten million copies in numerous editions."
  15. Science Fantasy, An Introduction, susciencefantasy.co.uk.URL consultato il 22 febbraio 2010.
  16. (EN) Darko Suvin Issue: 24 November 2014,Estrangement and Cognition, suStrange Horizons, 24 novembre 2014.URL consultato il 21 maggio 2021.
  17. Bruce Sterling (a cura di) -Mirrorshades, 1986
  18. Riccardo Valla,La fantascienza italiana (seconda parte), sufantascienza.com, 2000.URL consultato il 22 febbraio 2010.
  19. In altri cortometraggi anteriori Méliès aveva già affrontato il tema della scienza fantastica, ispirandosi alla letteratura coeva, come neLa luna a un metro, del 1898.
  20. Roberto Chiavini,Gian Filippo Pizzo,Michele Tetro,Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero (1902-1967), Gremese Editore, 2003, p. 140,ISBN 978-88-8440-266-0.
  21. Roberto Chiavini,Gian Filippo Pizzo,Michele Tetro,Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero (1902-1967), Gremese Editore, 2003, p. 10,ISBN 978-88-8440-266-0.

Bibliografia

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Bibliografia italiana di critica sulla fantascienza(elenco non esaustivo, in ordine alfabetico per autore), integrata con testi consultabili online:

Voci correlate

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