Inmeccanica classica, un'equazione del moto è un'equazione che descrive il moto di unsistema fisico in funzione della posizione nellospazio e deltempo.[1] In particolare, l'equazione che esprime una coordinata generalizzata in funzione della variabile tempo è dettalegge oraria.
Un sistema meccanico con gradi di libertà viene solitamente descritto attraverso un insieme dicoordinate generalizzate. La conoscenza in un dato istante temporale delle coordinate generalizzate e dellevelocità generalizzate, che sono le derivate rispetto al tempo delle coordinate generalizzate, consente una caratterizzazione completa dello stato meccanico del sistema. Con tali informazioni si possono determinare univocamente leaccelerazioni, ed è quindi possibile prevedere l'evoluzione del sistema ad un tempo successivo a quello considerato.
L'equazione del moto mette in relazione le quantità, e, e se l'incognita è, come spesso accade, si tratta di un'equazione differenziale del secondo ordine le cui soluzioni sono le possibili leggi orarie di unpunto materiale, o un corpo, soggetto ad una interazione nota. Le equazioni del moto sono completate dalla definizione dei parametri iniziali, che definiscono ilproblema di Cauchy e che sotto opportune ipotesi consentono di determinare univocamente la soluzione.
Solitamente la legge oraria di un oggetto in moto è un'equazione che si ricava dall'applicazione al sistema delleleggi della dinamica diNewton o dileggi di conservazione, quali ad esempio lalegge di conservazione dell'energia meccanica o delmomento angolare. La legge oraria di un punto materiale può essere data sia rispetto ad unsistema di riferimento sia rispetto ad unaascissa curvilinea. Per esempio, se un punto materiale è vincolato su una guida per definirne la posizione si può sia indicare i valori della proiezione del punto sugli assi, sia la distanza da un punto di riferimento preso sulla guida.
dove è laforza e laquantità di moto e questa equazione ha la forma di un'equazione del moto. Poiché si assume la massa costante, può essere anche scritta adottando lanotazione di Newton e nel caso unidimensionale si ha:
dove e sono costanti note a partire dalla posizione e dalla velocità iniziali e è la costante di proporzionalità, col segno positivo, tra la forza e lo spostamento.
La legge di Newton non è l'unico modo per descrivere la dinamica di un sistema. Si consideri unsistema fisico descritto dacoordinate generalizzate che evolve tra due stati e nell'intervallo temporale compreso tra gli istanti e. Il moto di un tale sistema, che è unsistema conservativo, rispetta il principio variazionale di Hamilton, secondo il quale il percorso compiuto minimizza l'azione, data dall'integrale:
si ottengono direttamente a partire dal principio variazionale, e sono equazioni del moto. Esse descrivono il moto di un oggetto che obbedisce alsecondo principio della dinamica, mettendo in relazione la posizione e lavelocità di ogni elemento che compone il sistema.[2]
una funzione scalare è una costante del moto oquantità conservata se per tutte le condizioni iniziali si ha:
La soluzione del sistema è tangente alcampo vettoriale, che può essere ad esempio un campo divelocità, ed è l'intersezione di due superfici: esse sono gli integrali primi del sistema di equazioni differenziali. Utilizzando laregola della catena si mostra che il campo vettoriale è ortogonale algradiente della quantità conservata.
Un caso semplice di legge oraria è quello della traiettoria di una particella puntiforme vincolata a stare su una retta. Presa come sistema di riferimento la retta stessa, orientata e con un'origine, la legge oraria è una funzione che associa ad ogni istante un punto della retta (in questo caso il sistema di riferimento ortonormale e l'ascissa curvilinea coincidono). Per esempio, si supponga di avere una particella di massa spinta da unaforza costante nella direzione positiva della retta. Applicando ilsecondo principio della dinamica si ha l'equazione del moto:
Un caso meno banale, nel quale si vede anche la differenza trasistema di riferimento cartesiano e ascissa curvilinea, è quello di un corpo puntiforme su un piano inclinato liscio, con inclinazione, sottoposto allaforza di gravità, come in figura. Il sistema di riferimento è preso con l'asse orizzontale da sinistra a destra e l'asse verticale orientato verso l'alto.
Il secondo principio della dinamica, una volta sommate tutte le forze,reazione vincolare inclusa, fornisce le due seguenti equazioni:
che si risolvono indipendentemente come due moti uniformemente accelerati lungo gli assi e:
L'insieme di queste due funzioni è la legge oraria cercata: dato un valore del tempo si può conoscere la posizione del punto tramite le sue coordinate cartesiane. Un'altra espressione della posizione può però essere data nei termini di un'ascissa coincidente col piano e diretta verso il basso: in questo modo il moto, che prima era bidimensionale, si riduce ad un moto unidimensionale lungo il piano. Con questo sistema di riferimento, l'equazione del moto è:
e la legge oraria:
Per chiarire il formalismo vettoriale si può definire un vettore posizione come:
e la legge oraria è espressa come una funzione vettoriale:
Questo vettore è ambientato nel piano verticale formato dagli assi e ed indica istante per istante la posizione della particella. Lo spostamento della particella tra due istanti e è dato semplicemente da: