Movatterモバイル変換


[0]ホーム

URL:


Vai al contenuto
WikipediaL'enciclopedia libera
Ricerca

Equazione del moto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Inmeccanica classica, un'equazione del moto è un'equazione che descrive il moto di unsistema fisico in funzione della posizione nellospazio e deltempo.[1] In particolare, l'equazione che esprime una coordinata generalizzata in funzione della variabile tempo è dettalegge oraria.

Descrizione

[modifica |modifica wikitesto]

Un sistema meccanico conn{\displaystyle n} gradi di libertà viene solitamente descritto attraverso un insieme dicoordinate generalizzateq1,,qn{\textstyle q_{1},\dots ,q_{n}}. La conoscenza in un dato istante temporale delle coordinate generalizzate e dellevelocità generalizzateq˙1,,q˙n{\textstyle {\dot {q}}_{1},\dots ,{\dot {q}}_{n}}, che sono le derivate rispetto al tempo delle coordinate generalizzate, consente una caratterizzazione completa dello stato meccanico del sistema. Con tali informazioni si possono determinare univocamente leaccelerazioniq¨1,,q¨n{\textstyle {\ddot {q}}_{1},\dots ,{\ddot {q}}_{n}}, ed è quindi possibile prevedere l'evoluzione del sistema ad un tempo successivo a quello considerato.

L'equazione del moto mette in relazione le quantitàqi{\textstyle q_{i}},q˙i{\textstyle {\dot {q}}_{i}} eq¨i{\textstyle {\ddot {q}}_{i}}, e se l'incognita èqi{\textstyle q_{i}}, come spesso accade, si tratta di un'equazione differenziale del secondo ordine le cui soluzioni sono le possibili leggi orarieqi(t){\displaystyle q_{i}(t)} di unpunto materiale, o un corpo, soggetto ad una interazione nota. Le equazioni del moto sono completate dalla definizione dei parametri iniziali, che definiscono ilproblema di Cauchy e che sotto opportune ipotesi consentono di determinare univocamente la soluzione.

Solitamente la legge oraria di un oggetto in moto è un'equazione che si ricava dall'applicazione al sistema delleleggi della dinamica diNewton o dileggi di conservazione, quali ad esempio lalegge di conservazione dell'energia meccanica o delmomento angolare. La legge oraria di un punto materiale può essere data sia rispetto ad unsistema di riferimento sia rispetto ad unaascissa curvilinea. Per esempio, se un punto materiale è vincolato su una guida per definirne la posizione si può sia indicare i valori della proiezione del punto sugli assi, sia la distanza da un punto di riferimento preso sulla guida.

Definizione

[modifica |modifica wikitesto]

Nellameccanica newtoniana un'equazione del moto è una funzioneM{\displaystyle M} che ha la forma di un'equazione differenziale ordinaria rispetto alla funzione che descrive la posizione in funzione del tempor(t){\displaystyle \mathbf {r} (t)}:

M[r(t),r˙(t),r¨(t),t]=0{\displaystyle M\left[\mathbf {r} (t),\mathbf {\dot {r}} (t),\mathbf {\ddot {r}} (t),t\right]=0}

Ilproblema di Cauchy è dato assegnando un valore alla posizione e alla sua derivata nell'istantet=0{\displaystyle t=0}:

r(0)=r0r˙(0)=r˙0{\displaystyle \mathbf {r} (0)=\mathbf {r} _{0}\qquad \mathbf {\dot {r}} (0)={\dot {\mathbf {r} }}_{0}}

Ilsecondo principio della dinamica può essere formulato sia attraverso la legge di Newton che con laprima equazione di Eulero. Quest'ultima rappresenta la sua forma più generale:

F=dpdt{\displaystyle \mathbf {F} ={\frac {{\rm {d}}\mathbf {p} }{{\rm {d}}t}}}

doveF{\displaystyle \mathbf {F} } è laforza ep{\displaystyle \mathbf {p} } laquantità di moto e questa equazione ha la forma di un'equazione del moto. Poiché si assume la massa costante, può essere anche scritta adottando lanotazione di NewtonF=mx¨{\displaystyle \mathbf {F} =m\mathbf {\ddot {x}} } e nel caso unidimensionale si ha:

x¨=F(x,x˙)m{\displaystyle {\ddot {x}}={\frac {F(x,{\dot {x}})}{m}}}

Tale equazione possiede tre casi notevoli:

doveA{\displaystyle A} eφ{\displaystyle \varphi } sono costanti note a partire dalla posizione e dalla velocità iniziali ek{\displaystyle k} è la costante di proporzionalità, col segno positivo, tra la forza e lo spostamento.

Principio variazionale di Hamilton

[modifica |modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio:Principio variazionale di Hamilton.

La legge di Newton non è l'unico modo per descrivere la dinamica di un sistema. Si consideri unsistema fisico descritto dan{\displaystyle n}coordinate generalizzateq=(q1,,qn){\displaystyle \mathbf {q} =(q_{1},\dots ,q_{n})} che evolve tra due statiq1(t)=q(t1){\displaystyle \mathbf {q} _{1}(t)=\mathbf {q} (t_{1})} eq2(t)=q(t2){\displaystyle \mathbf {q} _{2}(t)=\mathbf {q} (t_{2})} nell'intervallo temporale compreso tra gli istantit1{\displaystyle t_{1}} et2{\displaystyle t_{2}}. Il moto di un tale sistema, che è unsistema conservativo, rispetta il principio variazionale di Hamilton, secondo il quale il percorso compiuto minimizza l'azioneS{\displaystyle {\mathcal {S}}}, data dall'integrale:

S[q]=t1t2L(q(t),q˙(t),t)dt{\displaystyle {\mathcal {S}}[\mathbf {q} ]=\int _{t_{1}}^{t_{2}}{\mathcal {L}}(\mathbf {q} (t),{\dot {\mathbf {q} }}(t),t)\,\operatorname {d} \!t}

doveL{\displaystyle {\mathcal {L}}} è laLagrangiana del sistema. Leequazioni di Eulero-Lagrange:

LqddtLq˙=0{\displaystyle {\frac {\partial {\mathcal {L}}}{\partial \mathbf {q} }}-{\frac {\operatorname {d} }{\operatorname {d} \!t}}{\frac {\partial {\mathcal {L}}}{\partial {\dot {\mathbf {q} }}}}=0}

si ottengono direttamente a partire dal principio variazionale, e sono equazioni del moto. Esse descrivono il moto di un oggetto che obbedisce alsecondo principio della dinamica, mettendo in relazione la posizione e lavelocità di ogni elemento che compone il sistema.[2]

Costanti del moto

[modifica |modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio:Costante del motoeIntegrale primo.

Le soluzioni dell'equazione del moto si rappresentano attraversoorbite nellospazio delle fasi. Unacostante del moto è una funzione costante lungo ogni orbita del sistema. Dato un sistema diequazioni differenziali del primo ordine:

drdt=f(r,t){\displaystyle {\frac {\mathrm {d} \mathbf {r} }{\mathrm {d} t}}=\mathbf {f} (\mathbf {r} ,t)}

una funzione scalareX(r){\displaystyle X(\mathbf {r} )} è una costante del moto oquantità conservata se per tutte le condizioni iniziali si ha:

dXdt=0t{\displaystyle {\frac {\mathrm {d} X}{\mathrm {d} t}}=0\qquad \forall t}

La soluzione del sistema è tangente alcampo vettorialef{\displaystyle \mathbf {f} }, che può essere ad esempio un campo divelocità, ed è l'intersezione di due superfici: esse sono gli integrali primi del sistema di equazioni differenziali. Utilizzando laregola della catena si mostra che il campo vettorialef{\displaystyle \mathbf {f} } è ortogonale algradiente della quantità conservataX{\displaystyle X}.

Esempi

[modifica |modifica wikitesto]

Un caso semplice di legge oraria è quello della traiettoria di una particella puntiforme vincolata a stare su una retta. Presa come sistema di riferimento la retta stessa, orientata e con un'origine, la legge oraria è una funzionex:RR{\displaystyle x:\mathbb {R} \rightarrow \mathbb {R} } che associa ad ogni istantet{\displaystyle t} un puntox{\displaystyle x} della retta (in questo caso il sistema di riferimento ortonormale e l'ascissa curvilinea coincidono). Per esempio, si supponga di avere una particella di massam{\displaystyle m} spinta da unaforza costanteF{\displaystyle F} nella direzione positiva della retta. Applicando ilsecondo principio della dinamica si ha l'equazione del moto:

x¨=Fm{\displaystyle {\ddot {x}}={\frac {F}{m}}}

da cui,integrando due volte (o ricordando la formula per ilmoto rettilineo uniformemente accelerato) si ha la legge oraria:

x(t)=x0+v0t+12Fmt2{\displaystyle x(t)=x_{0}+v_{0}t+{\frac {1}{2}}{\frac {F}{m}}t^{2}}
Moto su un piano inclinato.

Un caso meno banale, nel quale si vede anche la differenza trasistema di riferimento cartesiano e ascissa curvilinea, è quello di un corpo puntiforme su un piano inclinato liscio, con inclinazioneθ{\displaystyle \theta }, sottoposto allaforza di gravità, come in figura. Il sistema di riferimento è preso con l'assex{\displaystyle x} orizzontale da sinistra a destra e l'assey{\displaystyle y} verticale orientato verso l'alto.

Il secondo principio della dinamica, una volta sommate tutte le forze,reazione vincolare inclusa, fornisce le due seguenti equazioni:

{x¨=gcosθsinθy¨=gsin2θ{\displaystyle \left\{{\begin{aligned}&{\ddot {x}}=g\cos {\theta }\sin {\theta }\\&{\ddot {y}}=-g\sin ^{2}{\theta }\end{aligned}}\right.}

che si risolvono indipendentemente come due moti uniformemente accelerati lungo gli assix{\displaystyle x} ey{\displaystyle y}:

{x(t)=x0+vxt+12(gcosθsinθ)t2y(t)=y0+vyt12(gsin2θ)t2{\displaystyle \left\{{\begin{aligned}&x(t)=x_{0}+v_{x}t+{\frac {1}{2}}\left(g\cos {\theta }\sin {\theta }\right)t^{2}\\&y(t)=y_{0}+v_{y}t-{\frac {1}{2}}\left(g\sin ^{2}{\theta }\right)t^{2}\end{aligned}}\right.}

L'insieme di queste due funzioni è la legge oraria cercata: dato un valore del tempot{\displaystyle t} si può conoscere la posizione del punto tramite le sue coordinate cartesiane. Un'altra espressione della posizione può però essere data nei termini di un'ascissa coincidente col piano e diretta verso il basso: in questo modo il moto, che prima era bidimensionale, si riduce ad un moto unidimensionale lungo il piano. Con questo sistema di riferimento, l'equazione del moto è:

r¨=gsinθ{\displaystyle {\ddot {r}}=g\sin {\theta }}

e la legge oraria:

r(t)=r0+v0t+12(gsinθ)t2{\displaystyle r(t)=r_{0}+v_{0}t+{\frac {1}{2}}\left(g\sin {\theta }\right)t^{2}}

Per chiarire il formalismo vettoriale si può definire un vettore posizioner(t){\displaystyle \mathbf {r} (t)} come:

r(t)=(x(t),y(t)){\displaystyle \mathbf {r} (t)=\left(x(t),y(t)\right)}

e la legge oraria è espressa come una funzione vettoriale:

r:RR2{\displaystyle r\colon \mathbb {R} \to \mathbb {R} ^{2}}

Questo vettore è ambientato nel piano verticale formato dagli assix{\displaystyle x} ey{\displaystyle y} ed indica istante per istante la posizione della particella. Lo spostamento della particella tra due istantit1{\displaystyle t_{1}} et2{\displaystyle t_{2}} è dato semplicemente da:

Δs=s(t2)s(t1)=(x(t2)x(t1),y(t2)y(t1)){\displaystyle \Delta \mathbf {s} =\mathbf {s} (t_{2})-\mathbf {s} (t_{1})=\left(x(t_{2})-x(t_{1}),y(t_{2})-y(t_{1})\right)}

Note

[modifica |modifica wikitesto]
  1. Encyclopaedia of Physics (second Edition), R.G. Lerner, G.L. Trigg, VHC Publishers, 1991, ISBN (Verlagsgesellschaft) 3-527-26954-1 (VHC Inc.) 0-89573-752-3
  2. Landau, Lifshits, Pag. 28.

Bibliografia

[modifica |modifica wikitesto]

Voci correlate

[modifica |modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica |modifica wikitesto]
 Portale Fisica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Fisica
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Equazione_del_moto&oldid=147071019"
Categorie:
Categorie nascoste:

[8]ページ先頭

©2009-2026 Movatter.jp