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Enzo Bettiza

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Enzo Bettiza

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato5 luglio 1976 –
19 giugno 1979
LegislaturaVII
Gruppo
parlamentare
Socialdemocratico-liberale(1976-1977)
Misto(1977-1979)
CircoscrizioneLombardia
CollegioMilano I
Incarichi parlamentari
  • VII commissione permanente (istruzione pubblica)
  • Commissione per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
  • Rappresentanza italiana al Parlamento Europeo
Sito istituzionale

Europarlamentare
Durata mandato17 luglio 1979 –
18 luglio 1994
LegislaturaI,II,III
Gruppo
parlamentare
LD/LDR(1979-1989)
SOC/PSE(1989-1994)
CircoscrizioneI; III:Italia nord-occidentale
II:Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
  • Presidente della delegazione per le relazioni con la Jugoslavia(1983-1984)
  • Presidente della delegazione per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese(1985-1987, 1989-1994)
  • Presidente della delegazione per le relazioni con l'Unione Sovietica(1987-1989)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoPartito Liberale Italiano(1976-1989)
Partito Socialista Italiano(1989-1994)
ProfessioneGiornalista

Enzo Bettiza, all'anagrafeVincenzo Bettiza (Spalato,7 giugno1927Roma,26 luglio2017[1][2]), è stato ungiornalista,scrittore epoliticoitaliano.

Biografia

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La famiglia e gli studi tra Spalato e Zara

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Il padre apparteneva all'allora nutritaminoranza italiana di Spalato. La fortuna economica della famigliaSmacchia Bettiza risaliva all'epoca napoleonica, quando il governo francese delleprovince illiriche appaltò proprio all'impresa del bisnonno dello scrittore la costruzione della strada carrabile daSpalato aRagusa. Ancora neglianni venti la fabbrica cementiferaGilardi e Bettiza[3] era la più importante industria dellaDalmazia. La madre era di originimontenegrine e proveniva dall'isola diBrazza, a poche miglia daSpalato. Negli anni venti, come consentito daltrattato di Rapallo, la famiglia aveva optato per la cittadinanza italiana, pur risiedendo in territorio jugoslavo. Dopo laseconda guerra mondiale l'industria fu nazionalizzata dal nuovo governo comunista e la famiglia Bettizasi trasferì in Italia:

«La mia famiglia faceva parte della aristocrazia mercantile già dai tempi di Venezia. Ma il padre del mio bisnonno sfruttò le grandi opportunità del periodo napoleonico, quando il duca di Ragusa promosse l'industrializzazione della zona. Ho ancora gli appunti di mio padre, un po' joyciani dal punto di vista stilistico, tra italiano, dialetto veneto e altre lingue, e le memorie in serbo-croato del fratello di mia mamma, che fu un celebrato cantante d'opera. La prima lingua è stata il serbo-croato di mia mamma. Ma all'età di cinque, sei anni è intervenuto il papà, che pure parlava benissimo il serbo croato, col suo dialetto veneto. A 11 anni ero già a Zara, per il ginnasio italiano. Insomma, nasco quasi trilingue, perché non bisogna dimenticare il tedesco. Per me era normale vivere così. Solo quando sono diventato un esule ho capito che ero cresciuto in un posto molto complicato, e mi sono reso conto che era un ginepraio. Per me l'infanzia e l'adolescenza in Dalmazia furono un'epoca d'oro. Vivevo in una famiglia agiata, e in un ambiente naturale bellissimo. Un paradiso perduto. Potevo diventare cittadino italiano, jugoslavo o austriaco. L'esilio ha fatto di me un europeo convinto[4]

Le vicende familiari dei Bettiza e l'universo della Dalmazia nel XIX e primo XX secolo sono narrate da Bettiza inEsilio (Mondadori, 1996), in cui scrive di se stesso:

«Segnato da iniziali influssi serbi nell'infanzia, poi italiani nella pubertà, quindi croati nell'adolescenza, ai quali dovevano aggiungersi più tardi innesti germanici e russi, ho lasciato concrescere poco per volta in me multiformi radici culturali europee; non ho mai dato molto spazio alla crescita di una specifica radice nazionale[5][6]

L'arrivo in Italia e i primi lavori

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Con la guerra e l'occupazione jugoslava, il padre perse tutto[7]. Giunto in Italia su «un peschereccio pugliese di fortuna, pericolosamente sovraccaricato di ebrei ungheresi, slovacchi, polacchi, romeni, fuggiti dall'Est»[8], il giovane Bettiza fuggì da un campo profughi in Puglia e si fermò aRoma. Si iscrisse all'Accademia di belle arti della capitale con l'intenzione di divenire pittore, ma non vi trovò la sua strada e visse per qualche anno di lavoretti precari[5], tra cui contrabbandiere, giocatore di poker e venditore di libri a rate[9].

Corrispondente estero perLa Stampa e ilCorriere della Sera

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Successivamente salì aMilano, dove aderì alPCI. L'esperienza fu così negativa che Bettiza se ne distaccò in poco tempo per passare a posizioni liberali e anticomuniste[5].

Poliglotta (parlavaveneto,italiano,serbocroato,russo,francese etedesco), di modi raffinati e di sconfinata passione per le letture e le discussioni[10], nel 1953 è assunto dal settimanaleEpoca e nel 1957 passa al quotidianoLa Stampa, per cui è corrispondente daVienna e poi daMosca, da dove è il primo corrispondente occidentale a scrivere non solo che i sovietici avevano rotto con i cinesi ma anche che quella frattura avrebbe aiutato gliStati Uniti a vincere la guerra fredda[11]. Darà di Chruščëv un giudizio controcorrente: «Era un contadino ucraino che giocò il sopravvalutato Kennedy. Gli eresse ilmuro di Berlino sotto il naso ed evitò la guerra nucleare, nonostante Castro la sollecitasse: era pronto a vedere distrutta Cuba pur di distruggere l'America»[11]. Resterà a Mosca fino a quando sarà licenziato dal direttoreGiulio De Benedetti per troppo attivismo nel 1964[9][12].

Bettiza passò quindi alCorriere della Sera per il quale lavora, sempre come corrispondente dall'estero, per dieci anni, fino ad andarsene in polemica per la svolta a sinistra impressa daPiero Ottone[9].

Riguardo ai suoi anni alCorriere, Bettiza si espresse senza mezzi termini suGiulia Maria Crespi, la comproprietaria del giornale:

«Presumeva di poter fare e disfare le direzioni e le strategie politiche del quotidiano di cui non capiva nulla: assolutamente nulla. [L'entourage di persone fidate di cui si circondava], col suo sinistrismo festaiolo, ha avuto una parte di responsabilità nella diffusione degli impulsi autodistruttivi che dovevano percorrere la società italiana dopo la vacanza utopica del 1968[13]

Anche i rapporti con Piero Ottone furono pessimi, sia sul piano umano che su quello professionale. Dal punto di vista personale descrisse il direttore delCorriere come un uomo «doppio, sfuggente, infido, privo di scrupoli»[13], mentre su quello professionale «non v'era alcun nesso fra la lezione anglosassone e il giornale di denuncia, quasi scandalistico, che Ottone, con innegabile inventiva, confezionava quotidianamente»[13]. Bettiza raccontò poi l'esperienza di redazione in maniera abrasiva nel libro di memorieVia Solferino.

L'avvio della produzione letteraria negli anni sessanta

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Bettiza a colloquio conNicolae Ceaușescu nel1969.

Negli anni sessanta prende forma anche la sua produzione letteraria, narrativa (a partire daIl fantasma di Trieste, Longanesi, 1958) e saggistica. La sua attività è incentrata soprattutto sullo studio dei paesimitteleuropei e sulla critica all'ideologia comunista e ai regimi delsocialismo reale. Nel 1970 vince il premio letterario isola d'Elba con il libro, edito da Longanesi,Diario di Mosca. Il suo lavoro di maggior impegno teorico èIl mistero di Lenin, antropologia dell'homo sovieticus a partire dalla figura del fondatore del bolscevismo, che Bettiza definisce spregiativamente «un ominide meccanico, duro, opaco, capace di esistere unicamente e interamente nel presente socialista, privo di memoria, di dubbi, di rimorsi». Più tardi si dimostra particolarmente scettico rispetto alle esperienze riformatrici diMichail Gorbačëv[5].

Gli anni con Montanelli alGiornale

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Nel1974 Indro Montanelli chiese a Bettiza di aiutarlo nella fondazione di un quotidiano indipendente. Bettiza accettò e uscì da via Solferino. Secondo Bettiza,Giulia Maria Crespi e il direttorePiero Ottone volevano fare delCorriere «un quotidiano d'assalto tipo "manifesto" o "Lotta Continua[13]. Il comitato di redazione, «giacobinizzandosi, tendeva sempre più a diventare un comitato di salute pubblica»[13].
Bettiza fondò conIndro Montanelliil Giornale nuovo, di cui fu condirettore vicario dal1974 al1983. Il sodalizio durò quasi dieci anni. Si sciolse a causa di alcuni contrasti sulla linea politica: Bettiza era sostenitore convinto del patto lib-lab, l'accordo tra liberali diValerio Zanone e socialisti craxiani, che apprezzava per la distanza dai comunisti. Montanelli invece era molto più scettico nei confronti del leader socialista e non credeva ad un socialismo liberaleggiante. il pretesto scatenante fu il rifiuto di Montanelli di pubblicare un articolo filocraxiano di Francesco D'Amato (allora caporedattore della sede romana delGiornale), pezzo che era già stato approvato da Bettiza[14].

Dopo reciproca rottura, Bettiza e Montanelli non si parlarono per anni, fino al1996, quando di Bettiza usciràEsilio: Montanelli, in occasione dell'uscita del nuovo libro dell'antico amico, disse che fosse giunto «il momento di riconoscere che Enzo è un grande scrittore mitteleuropeo»[15]; e Bettiza gli telefonò per ringraziarlo. Seguì un pranzo di riconciliazione. Successivamente all'uscita del libro, Montanelli dichiarò: «Fu un litigio a binario unico, un equivoco, nel senso che fu lui a litigare con me. Io con lui, mai. [...] La sua partenza io l'ho vissuta come un lutto»[16].

Senatore ed eurodeputato con liberali e socialisti

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Quando è ancora alGiornale nuovo entrò in politica. Fu elettosenatore della Repubblica dal1976 al1979 per ilPLI, all'interno dell'alleanza laica (PLI-PRI-PSDI), e prese parte all'elezione diSandro Pertini alQuirinale, su cui poi scrive ilDiario di un grande elettore. Dal1979 al1989 rappresentò i liberali alParlamento europeo, per poi essere candidato ed eletto eurodeputato nel 1989 direttamente nelle liste delPSI.

Nel frattempo, nel1987 aveva iniziato a collaborare al quotidianoLa Stampa, diventandoneeditorialista e commentatore politico fino alla morte[9]: in precedenza, dopo avere lasciatoil Giornale, fu brevemente direttore editoriale deil Resto del Carlino eLa Nazione[17] , facendo ritorno alCorriere della Sera tra il1985 e il1987.

I lavori letterari degli ultimi anni

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Neglianni novanta eduemila Bettiza si dedicò completamente alla scrittura, con vari testi, dedicati alle vicende dell'Europa orientale e alla fine del blocco sovietico. Tra le sue opere letterarie si ricordanoEsilio (vincitore delPremio Campiello nel1996),[18] memoria dell'infanzia e adolescenza nella natiaDalmazia daglianni venti allaSeconda guerra mondiale, e il romanzoI fantasmi di Mosca (1993), riflessione sultotalitarismo negli anni delle purghe staliniane, considerato il più lungo romanzo mai scritto in lingua italiana. Era convinto che il XX secolo non fosse stato per nulla breve, ma al contrario «lungo, lunghissimo»[5].

Nel1997, in seguito alle dimissioni diVittorio Feltri,Silvio Berlusconi gli offrì la direzione delGiornale, ma Bettiza rifiutò: «Belpietro mi spiegò che lui non sarebbe stato il mio vice ma direttore come me, sia pure non responsabile. A me le querele, a lui il potere, per conto di Berlusconi. Ovviamente, rinunciai. Non avrei mai potuto fare un foglio sotto padrone»[4]. Dopo la rinuncia di Bettiza la direzione del quotidiano fu affidata aMario Cervi[19].

Bettiza fu tra i pochi intellettuali e giornalisti a offrire sostegno politico allaLega Nord, che nel2010 rivelò di votare affermando che «discende dalLombardo-Veneto asburgico. Gli antenati diBossi sonoMaria Teresa,Giuseppe II, il lato umano diRadetzky. Il suo antecedente è la buona amministrazione austriaca»[20]. SecondoUgo Magri «conservatore Bettiza è stato sempre, ma di un'intelligenza rara»[9].

Morte

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Enzo Bettiza è morto a 90 anni nel2017[21].

Vita privata

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Ebbe in tutto quattro figli, avuti con due donne attive nel giornalismo, primaLudina Barzini (figlia diLuigi Barzini jr.) e poiLaura Laurenzi[7],

Onorificenze

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Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 28 maggio2003[22].
Ordine della Danica hrvatska con effigie di Marco Marulo - nastrino per uniforme ordinaria
«Da parte del Presidente della Repubblica di Croazia su iniziativa dei giornalisti del quotidianoSlobodna Dalmacija»
— 2 dicembre2004[23].

Nel 2017 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Famedio di Milano, all'interno delCimitero Monumentale[24].

Opere

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Romanzi

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Saggi

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  • La nuova cultura tedesca. [Adorno, Augstein, Bloch, Grass, Enzensberger, Johnson, Mayer. L'ultima grande inchiesta sulla Germania], Milano, Longanesi, 1965.
  • L'altra Europa. Fisiologia del revisionismo nei paesi dell'Est, Firenze, Vallecchi, 1966.
  • Mito e realtà di Trieste, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1966.
  • L'altra Germania. [La prima inchiesta completa in Europa sulla Repubblica di Ulbricht], Milano, Longanesi, 1968.
  • Il comunismo da Budapest a Praga 1956-1968, conEnnio Ceccarini eArrigo Levi, prefazione diAdolfo Battaglia, Roma, Edizioni della voce, 1969.
  • Quale PCI? Anatomia di una crisi, Milano, Longanesi, 1969.
  • Il comunismo europeo. [Una verifica critica dell'ipotesi eurocomunista], Milano, Rizzoli, 1978.
  • Lib/Lab. Le prospettive del rapporto tra liberali e socialisti in Italia e in Europa, conUgo Intini, Milano, SugarCo, 1980.
  • Il mistero di Lenin. Per un'antropologia dell'homo bolscevicus, note a cura diDario Staffa, Milano, Rizzoli, 1982; con un nuovo saggio introduttivoPerestrojka o Glasnost, Milano, BUR, 1988.ISBN 88-17-16676-6.
  • Via Solferino. La vita del "Corriere della Sera" dal 1964 al 1974, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Saggi, viaggi, personaggi, Milano, Rizzoli, 1984.ISBN 88-17-51120-X.
  • L'anno della tigre. Viaggio nella Cina di Deng, Milano, A. Mondadori, 1987.ISBN 88-04-30064-7.
  • Non una vita, Milano, Rizzoli, 1989.ISBN 88-17-85080-2.
  • L'eclisse del comunismo, introduzione diEzio Mauro, Torino, La Stampa, 1994.ISBN 88-7783-075-1.
  • Mostri sacri. Un testimone scomodo negli anni del consenso, Milano, Mondadori, 1999.ISBN 88-04-45663-9.
  • La cavalcata del secolo. Dall'attentato di Sarajevo alla caduta del muro, Milano, Mondadori, 2000.ISBN 88-04-47480-7.
  • Corone e maschere. Ritratti d'Oriente e Occidente, Milano, Mondadori, 2001.ISBN 88-04-49951-6.
  • Viaggio nell'ignoto. Il mondo dopo l'11 settembre, Milano, A. Mondadori, 2002.ISBN 88-04-51257-1.
  • Sogni di Atlante. Memorie di un viaggiatore, Milano, Mondadori, 2004.ISBN 88-04-52988-1.
  • 1956. Budapest: i giorni della rivoluzione, Milano, Mondadori, 2006.ISBN 88-04-55868-7.
  • La primavera di Praga. 1968: la rivoluzione dimenticata, Milano, Mondadori, 2008.ISBN 978-88-04-57851-2,Premio Nazionale Rhegium Julii.[25]
  • 1989. La fine del Novecento, Milano, Mondadori, 2009.ISBN 978-88-04-58744-6.

Raccolte di articoli e conversazioni

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  • Il diario di Mosca. 1961-1962. [Una partecipazione dall'interno, un'immedesimazione avventurosa e personale con il fenomeno Russia], Milano, Longanesi, 1970.
  • Qui Mosca, Milano,Touring Club Italiano, 1974.
  • Diario di un grande elettore, Milano, Editoriale nuova, 1978.
  • Il diario di Mosca e cronache da Pietroburgo, Milano, Oscar Mondadori, 2000.ISBN 88-04-48150-1.
  • Arrembaggi e pensieri. Conversazione con Enzo Bettiza, intervista a cura diDario Fertilio, Milano, Rizzoli, 2001.ISBN 88-17-86752-7.

Note

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  1. ^(HR) Inoslav Bešker,Umro Enzo Bettiza, inJutarnji list, 28 luglio 2017.URL consultato l'8 agosto 2017.
  2. ^Necrologie, inLa Stampa.it, 29 luglio 2017.URL consultato l'8 agosto 2017.
  3. ^ Pietro Veronese,Bettiza nostalgie di uno slavo, inla Repubblica, 14 febbraio 1996.URL consultato il 28 luglio 2017.
  4. ^ab Giorgio Dell'Arti,Enzo Bettiza, inCinquantamila giorni, 20 novembre 2014.URL consultato il 28 luglio 2017.
  5. ^abcde Antonio Carioti,Morto Enzo Bettiza, il lungo esilio di un intellettuale mitteleuropeo, inCorriere.it, 28 luglio 2017.URL consultato il 28 luglio 2017.
  6. ^ Fabio Finotti,Italia. L'invenzione della patria, Milano, Bompiani, 2016.
  7. ^ab Aldo Cazzullo,Bettiza, la penna cosmopolita, inCorriere della Sera, 29 luglio 2017.URL consultato il 2 agosto 2017.
  8. ^ Enzo Bettiza,Esilio, Milano, Mondadori, 1996.
  9. ^abcde Ugo Magri,Addio all'editorialista de La Stampa Enzo Bettiza, raccontò il mondo e la fine del comunismo, inLa Stampa.it, 28 luglio 2017.URL consultato il 28 luglio 2017.
  10. ^ Leonardo Coen,Bettiza, l'uomo che ci spiegò l'Urss, inil Fatto Quotidiano, 29 luglio 2017.URL consultato il 2 agosto 2017.
  11. ^ab Alberto Mazzuca,Penne al vetriolo, Bologna, Minerva, 2017, p. 256.
  12. ^Così Bettiza racconta come andarono le cose: aveva capito che De Benedetti lo avrebbe voluto in Russia per sempre. Quando lo capì, si recò da Mosca a Torino direttamente nell’ufficio del direttore per discutere le sue dimissioni. Il direttore, innervosito dal suo forte temperamento, lo licenziò in tronco. Vedi Enzo Bettiza,Via Solferino. La vita del "Corriere della Sera" dal 1964 al 1974 Rizzoli editore, 1982.
  13. ^abcde Sandro Gerbi e Raffaele Liucci,Montanelli l'anarchico borghese. La seconda vita 1958-2001, Torino, Einaudi, 2009.
  14. ^Paolo Di Paolo,Tutte le speranze. Montanelli raccontato da chi non c’era, Rizzoli, Milano 2014, pag. 83.
  15. ^ Dario Fertilio,Caso Bettiza, il lungo sonno della critica, inCorriere della Sera, 1º ottobre 1996.URL consultato il 1º agosto 2017(archiviato dall'url originale l'8 novembre 2015).
  16. ^ Dario Fertilio,Montanelli e Bettiza si ritrovano sulla via dell'"Esilio", inCorriere della Sera, 13 novembre 1996.URL consultato il 1º agosto 2017(archiviato dall'url originale il 29 novembre 2015).
  17. ^Monti cede ai suoi redattori 'Siete i garanti dei giornali', inla Repubblica, 2 marzo 1985.URL consultato il 1º agosto 2017.
  18. ^Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, supremiocampiello.org.URL consultato il 24 febbraio 2019.
  19. ^Cervi nuovo direttore del "Giornale", inCorriere della Sera, 6 dicembre 1997.URL consultato il 17 novembre 2015(archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2015).
  20. ^ Aldo Cazzullo,E Bettiza confessò: voto Lega L'eredità asburgica è sua, inCorriere della Sera, 26 aprile 2010.URL consultato il 18 maggio 2012.
  21. ^Morto Enzo Bettiza, il giornalista aveva 90 anni, inIl Messaggero.it, 28 luglio 2017.URL consultato il 28 luglio 2017.
  22. ^Bettiza Dott. Vincenzo – Medaglia d'oro al merito civile, suquirinale.it,Quirinale.it.URL consultato il 3 febbraio 2009.
  23. ^ Silvije Tomašević,Hrvatska, Italija i Slovenija žele zaključiti bolne povijesne stranice, inSlobodna Dalmacija, 2 dicembre 2004.URL consultato il 28 luglio 2017.
  24. ^Decise all'unanimità le 15 personalità illustri da iscrivere nel Pantheon di Milano, sucomune.milano.it,comune.milano.it, 26 settembre 2017.URL consultato il 28 settembre 2017(archiviato dall'url originale il 28 settembre 2017).
  25. ^premio Rhegium Julii, sucircolorhegiumjulii.wordpress.com.URL consultato il 3 novembre 2018.

Bibliografia

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  • Dario Saftich,Enzo Bettiza e la "nazione dalmata", Rovigno, Centro di Ricerche Storiche, 2017,ISBN 978-953-7891-20-6.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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V · D · M
Vincitori delPremio Campiello
1963-1969Primo Levi (1963) •Giuseppe Berto (1964) •Mario Pomilio (1965) •Alberto Bevilacqua (1966) •Luigi Santucci (1967) •Ignazio Silone (1968) •Giorgio Bassani (1969)
1970-1979Mario Soldati (1970) •Gianna Manzini (1971) •Mario Tobino (1972) •Carlo Sgorlon (1973) •Stefano Terra (1974) •Stanislao Nievo (1975) •Gaetano Tumiati (1976) •Saverio Strati (1977) •Gianni Granzotto (1978) •Mario Rigoni Stern (1979)
1980-1989Giovanni Arpino (1980)Gesualdo Bufalino (1981) •Primo Levi (1982) •Carlo Sgorlon (1983) •Pasquale Festa Campanile (1984) •Mario Biondi (1985)Alberto Ongaro (1986) •Raffaele Nigro (1987) •Rosetta Loy (1988) •Francesca Duranti (1989)
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Premio alla carriera della
Fondazione Il Campiello
1997-2003
Anna Maria Ortese (1997) •Elio Pagliarani (1998) •Maria Corti, (1999) •Franco Lucentini (2000) •Raffaele La Capria (2001) •Michel Tournier (2002) •Edoardo Sanguineti (2003)
Premio alla carriera della
Fondazione Il Campiello
2015-oggi
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Campiello dei CampielliLa tregua diPrimo Levi
V · D · M
Vincitori delpremio Dessì
PoesiaPiero Bigongiari (1986) ·Maura Del Serra (1987) ·Roberto Sanesi (1988) ·Giorgio Orelli (1989) ·Margherita Guidacci (1990) ·Silvio Ramat (1991) ·Ignazio Delogu (1992) ·Paolo Ruffilli (1993) ·Alfredo Giuliani (1994) ·Alessandro Fo (1995) ·Maria Luisa Spaziani (1996) ·Giuseppe Conte (1997) ·Franco Marcoaldi (1998) ·Franco Cocco (1999) ·Roberto Mussapi (2000) ·Elio Pecora (2001) ·Alda Merini (2002) ·Biancamaria Frabotta (2003) ·Giovanni Campus (2004) ·Cesare Viviani (2005) ·Giancarlo Pontiggia (2006) ·Patrizia Cavalli (2007) ·Antonella Anedda (2008) ·Fabio Pusterla (2009) ·Antonio Riccardi (2010) ·Eugenio De Signoribus (2011) ·Gilberto Isella (2012) ·Gian Piero Bona (2013) ·Alba Donati (2014) ·Mariagiorgia Ulbar (2015) ·Milo De Angelis (2016) ·Maria Grazia Calandrone (2017) ·Alberto Bertoni (2018) ·Patrizia Valduga (2019) ·Maurizio Cucchi (2020) ·Alessandro Rivali (2021) ·Valerio Magrelli (2022) ·Enrico Testa (2023) ·Ida Travi (2024)
NarrativaGiulio Petroni (1986) ·Franco Rella (1987) ·Fiora Vincenti (1988) ·Salvatore Mannuzzu (1989) ·Massimo Griffo (1990) ·Maria Corti (1991) ·Roberto Barbolini (1992) ·Claudio Marabini (1993) ·Nico Orengo (1994) ·Roberto Piumini (1995) ·Laura Pariani (1996) ·Marcello Fois (1997) ·Elio Bartolini (1998) ·Sandro Onofri (1999) ·Enrcio Palandri (2000) ·Diego Marani (2001) ·Giuseppe Pederiali (2002) ·Francesca Sanvitale (2003) ·Andrea Vitali (2004) ·Giulio Angioni (2005) ·Cesare De Marchi (2006) ·Alessandro De Roma (2007) ·Simona Vinci (2008) ·Michela Murgia (2009) ·Francesco Cataluccio (2010) ·Niccolò Ammaniti (2011) ·Salvatore Silvano Nigro (2012) ·Giuseppe Lupo (2013) ·Antonio Pascale (2014) ·Maurizio Torchio (2015) ·Edgardo Franzosini (2016) ·Carmen Pellegrino (2017) ·Sandra Petrignani (2018) ·Francesco Permunian (2019) ·Melania Mazzucco (2020) ·Marco Belpoliti (2021) ·Fabio Stassi (2022) ·Ermanno Cavazzoni (2023) ·Anita Likmeta (2024)
Premio speciale
della giuria
Angelo Mundula (1987) ·Marcello Cocco (1988) ·Raffaele De Grada (1989) ·Oreste Macrì (1990) ·Luigi Pintor (1991) ·Nando dalla Chiesa (1992) ·Antonio Cossu (1993) ·Giovanni Dettori (1994) ·Maria Giacobbe (1995) ·Antonio Romagnino (1996) ·Alfredo Chiappori (1997) ·Bachisio Zizi (1998) ·Massimo Carlotto (1999) ·Paolo Cherchi (2000) ·Francesco Cossiga (2001) ·Sergio Zavoli (2002) ·Alberto Bevilacqua (2003) ·Sergio Romano (2004) ·Enzo Bettiza (2005) ·Arnoldo Foà (2006) ·Maria Lai (2007) ·Giuseppe Ayala (2008) ·Marco Pannella (2009) ·Piero Angela (2010) ·Ascanio Celestini (2011) ·Giulio Rapetti (2012) ·Philippe Daverio (2013) ·Toni Servillo (2014) ·Piera Degli Esposti (2015) ·Salvatore Settis (2016) ·Remo Bodei (2017) ·Ernesto Ferrero (2018) ·Claudio Magris (2019) ·Luciano Canfora (2020) ·Dacia Maraini (2021) ·Emma Dante (2022) ·Elena Cattaneo (2023) ·Alessandro Bergonzoni (2024)
Premio speciale
della fondazione
Cristiana Collu (2010) · Paolo Grossi (2011) ·Pinuccio Sciola (2012) ·Vinicio Capossela (2015)
Premio speciale
della Fondazione
Sardegna
Giacomo Mameli,Coro di Neoneli (2015) ·Massimo Bray,Carlo Ossola (2017) ·Vittorino Andreoli,Ferruccio de Bortoli (2018) ·Lina Bolzoni,Tullio Pericoli (2019) ·Renata Colorni,Andrea Kerbaker (2020) ·Nicola Piovani (2021) ·Michele Placido (2022) ·Lucio Caracciolo (2023) ·Dori Ghezzi (2024)
V · D · M
Vincitori delPremio Flaiano per la narrativa
1976-1979Emma Giammattei,Renato Minore (1976) •Goffredo Parise (1977) •Guido Ceronetti (1978) •Mario Praz (1979)
1980-1989Mario Soldati (1980) •Roberto Ridolfi (1981) •Pietro Citati (1982) •Gino Bacchetti,Mimì Zorzi (1983) •Antonio Altomonte,Gesualdo Bufalino (1984) •Francesco Burdin,Raffaele La Capria (1985) •Paolo Barbaro,Piero Chiara,Mario Rigoni Stern (1986) •Gaetano Afeltra,Gian Luigi Piccioli,Franca Rossi (1987) •Lorenzo Mondo,Giorgio Soavi (1988) •Maria Corti,Carlo Fruttero eFranco Lucentini (1989)
1990-1999Claudio Magris,Luigi Malerba (1990) •John Banville,Gian Antonio Cibotto,Francesca Sanvitale,Antonio Tabucchi (1991) •Peter Handke,Giuliana Morandini,José Saramago (1992) •Jean-Marie Gustave Le Clézio,Domenico Rea,Luis Sepúlveda (1993) •Marie NDiaye,Manuel Vázquez Montalbán,Giuseppe Pontiggia (1994) •Daniele Del Giudice,Allan Folsom,Jostein Gaarder (1995) •Enzo Bettiza,Tahar Ben Jelloun,Paulo Coelho,Daniel Pennac,Abraham Yehoshua (1996) •Tom Clancy,Dacia Maraini,Patrick Robinson (1997) •Andrea Camilleri,Daniel Chavarría,Ian McEwan (1998) •Vincenzo Consolo,Edwidge Danticat,Max Gallo (1999)
2000-2009Alex Garland,Javier Marías,Daniel Picouly,Fabrizia Ramondino (2000) •Michèle Desbordes,Patrick McGrath,Roberto Pazzi (2001) •Peter Carey,Per Olov Enquist,Silvana Grasso (2002) •John Crowley,Harry Mulisch,Antonio Muñoz Molina,Elisabetta Rasy,Nikolaj Spasskij (2003) •Aziz Chouaki,Paolo Di Stefano,David Grossman (2004) •Alberto Bevilacqua,Gianni Celati,Dacia Maraini,Raffaele Nigro,Domenico Starnone (2005) •Raffaele La Capria,Amara Lakhous,Enrique Vila-Matas (2006) •Hisham Matar (2007) •Alberto Arbasino,Ismail Kadare,Alice Munro (2008) •Eraldo Affinati (2009)
2010-presenteSilvia Avallone (2010) •Margaret Mazzantini,Aurelio Picca,Sandro Veronesi (2011) •Maria Paola Colombo (2012) •Marco Balzano (2013) •Sebastiano Vassalli (2014) •Giorgio Patrizi (2015) •Jonathan Coe (2016) •Mariano Sabatini (2017) •Andrea Moro (2018) •Valeria Parrella (2019) •Gabriele Pedullà (2020) •Mariapia Veladiano (2021) •Daniele Mencarelli (2022) •Dario Ferrari (2023)
V · D · M
Vincitori delpremio letterario Elba
1962-1969Carlo Magno nella Grotta diAlfonso Gatto (1962) ·Introduzione a Teilhard de Chardin diNorbert Maximilian Wildiers (1963) ·Lettere alla signora Z. diKazimierz Brandys (1964) ·Opinioni di un clown diHeinrich Böll (1965) ·Racconti impossibili diTommaso Landolfi (1966) ·Organizzazione di una disfatta diAlexander Kluge (1967) ·Un passo, un altro passo diCarlo Betocchi (1968) ·Fuori di casa diEugenio Montale (1969)
1970-1989Diario di Mosca diEnzo Bettiza (1970) ·Teologia della speranza diJürgen Moltmann (1971) ·Vittorio Emanuele II diDenis Mack Smith (1972) ·Nozze in cielo diMircea Eliade (1984) ·Gaspare, Melchiorre e Baldassarre diMichel Tournier (1985) ·Cere perse diGesualdo Bufalino (1986) ·Milena, l'amica di Kafka diMargarete Buber-Neumann (1987) ·Archetipi diElémire Zolla (1988) ·La morte di mio fratello Abele diGregor von Rezzori (1989)
1990-1999Il manicomio di Pechino diMario Tobino (1990) ·Terre del mito diGiuseppe Conte (1991) ·La religione dei romani diRenato Del Ponte (1992) ·Messaggi segreti diAlberto Bevilacqua (1993) ·Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini diMario Luzi (1994) ·Giacomino diAntonio Debenedetti (1995) ·I fasti dell'ortica diMaria Luisa Spaziani (1996) ·La malga di Sir diCarlo Sgorlon (1997) ·L'armadio delle meraviglie diAlvar González-Palacios (1998) ·Nascere diMaurizio Bettini (1999)
2000-2009Case, amori, universi diFosco Maraini (2000) ·L'ultimo rosa di Lautrec diAlessandro Barbero (2001) ·Dal giardino murato diLuca Desiato (2002) ·Lezioni napoleoniche diErnesto Ferrero (2003) ·Elogio delle donne mature diStephen Vizinczey (2004) ·Invidia diMuriel Spark (2005) ·I Redenti diMirella Serri (2006) ·L'estate è crudele diBijan Zarmandili (2007) ·Ravel diJean Echenoz (2008) ·Le due ragazze con gli occhi verdi diGiorgio Montefoschi (2009)
2010-2019Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre diBenedetta Tobagi (2010) ·Odore di chiuso diMarco Malvaldi (2011) ·Più alto del mare diFrancesca Melandri (2012) ·Capo Scirocco diEmanuela Abbadessa (2013) ·Ci vediamo lassù diPierre Lemaitre (2014) ·Atti osceni in luogo privato diMarco Missiroli (2015) ·L'impostore diJavier Cercas (2016) ·Scherzetto diDomenico Starnone (2017) ·Resto qui diMarco Balzano (2018) ·La madre americana diLaura Laurenzi (2019)
2020-2029Il bambino nascosto diRoberto Andò (2020) ·Italiana diGiuseppe Catozzella (2021) ·Poco a me stesso diAlessandro Zaccuri (2022) ·Tasmania diPaolo Giordano (2023) ·Il fuoco che ti porti dentro diAntonio Franchini (2024)
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