Movatterモバイル変換


[0]ホーム

URL:


Vai al contenuto
WikipediaL'enciclopedia libera
Ricerca

Endecasillabo saffico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Niente fonti!
Questa voce o sezione sugli argomenti metrica e antica Grecianon cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

Puoimigliorare questa voce aggiungendo citazioni dafonti attendibili secondo lelinee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti delprogetto di riferimento.
Voce principale:Coriambo.

Introduzione

[modifica |modifica wikitesto]

Schema: — ∪ — X | — ∪ ∪ — | ∪ — X

L'endecasillabo saffico, noto soprattutto per il suo impiego nellastrofe saffica, di ampio impiego nella lirica tanto greca che latina, è una formazione analoga al falecio. Esso è composto infatti da un dimetro coriambico II, le cui sillabe libere assumono di norma la forma del ditrocheo, e da un monometro giambico catalettico. Il ditrocheo ammette la lunga irrazionale al secondo piede, come di norma per le sizigie trocaiche; altre combinazioni delle sillabe libere iniziali si incontrano sporadicamente nella poesia drammatica, in cui anche l'endecasillabo saffico si incontra sporadicamente.

Nella poesia latina, Orazio regolarizza ulteriormente l'endecasillabo, rendendo obbligatoria la forma epitritica per il ditrocheo (— ∪ — —) e fissando la cesura del verso dopo la prima lunga del coriambo. Ad esempio (Orazio,Odi, I 12 v. 1-2):

Quem virum aut heroa lyra vel acri

tibia sumis celebrare, Clio?

Sempre ad Orazio si deve la prima forma nota, forse da lui stesso inventata, del saffico maggiore, che sta al saffico come l'asclepiadeo maggiore sta all'asclepiadeo minore, da cui deriva tramite l'inserzione di un coriambo.

Schema — ∪ — X | — || ∪ ∪ — || — ∪ ∪ — |∪ — X

Es.Saepe trans finem iaculo nobilis expedito (Orazio,Odi, I, 8, v. 12)

Tre endecasillabi saffici minori ed unadonio di cinque sillabe formano lastrofe saffica che fu una forma metrica poi ripresa da Catullo, che non per nulla chiamaLesbia la propria donna amata e più recentemente neimetri barbari daGiosuè Carducci e daGiovanni Pascoli.

Endecasillabo saffico in italiano

[modifica |modifica wikitesto]

Secondo il criticoFrancesco D'Ovidio l'endecasillabo italiano presenta «affinità con il décasyllabe, una derivazione dall'endecasillabo saffico attraverso la poesia mediolatina con la mediazione del trimetro giambico».Oltre a questa lontana origine, si deve aGiovanni Pascoli, un poeta particolarmente sensibile ad aspetti reconditi dell'animo umano, uno dei più riusciti esempi di ricostruzione nella metrica italiana, che è di tipo accentuativo, dei criteri della metrica classica che era invece basata sulla quantità delle sillabe.Per l'endecasillabo saffico il Pascoli è partito dalla seguente successione divocali lunghe e brevi:
_ ~ _ _ _ / ~~ _ ~ _~.
reso con un primo emistichio con un quinario che corrisponde nella struttura greca, la cesura - o pausa - dopo la quinta sillaba.Questa rigorosa determinazione formale costituisce per Pascoli nello stesso tempo un'occasione per sperimentare una forma poetica rara (se ne trovano altri esempi inGiuseppe Parini eGiosuè Carducci) e per circoscrivere nei limiti di un modello severo e contenuto l'espressione di sentimenti altrimenti inafferrabili e oscuri. Si è visto in questo modo reso il clima poetico di Saffo.

  Portale Antica Grecia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di antica Grecia
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Endecasillabo_saffico&oldid=97886542"
Categoria:
Categorie nascoste:

[8]ページ先頭

©2009-2025 Movatter.jp