Il termineeclettismo (dalgrecoeklektekós daekleghein, scegliere, selezionare) indica, nell'ambito dellearti e dellescienze, l'atteggiamento di chi sceglie in diverse dottrine ciò che è affine e cerca di armonizzarlo in una nuovasintesi. Per gli oppositori dell'eclettismo questo metodo costituisce una acritica e incoerente mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori che lo assimilano alsincretismo nel suo significato più negativo[1].
L'eclettismo infilosofia indica un particolare indirizzo speculativo che diffusosi in etàellenistico-romana, riuniva in sé più dottrine di diverse scuole filosofiche.
Secondo la testimonianza diDiogene Laerzio (I.21), il primo filosofo a dichiararsi 'eclettico' ed a fondare una corrente con questo nome fuPotamone di Alessandria[2]
Comune agli eclettici delII secolo a.C. fu la tendenza a conciliare le filosofie diPlatone eAristotele riportando a semplici differenze terminologiche quelle che erano sostanziali diversità di pensiero.
Si deve alla scuola dellaNuova Accademia platonica, fondata nell'88 a.C. da Filone di Larissa (159/158 a.C. – 84/83 a.C.) la diffusione dell'eclettismo anche nel mondo romano. Le lezioni di Filone che sosteneva la conciliabilità di diverse dottrine nel campo dellamorale e dellapolitica furono seguite a Roma anche daCicerone (106 a.C.–43 a.C.) che divenne il maggior rappresentante dell'eclettismo nel mondo romano.[3]
Filone mette da parte l'assunto della scuola scettica diCarneade della sospensione dell'assenso nei giudizi conoscitivi e pur riconoscendo l'impossibilità di una conoscenza certa, tuttavia ritiene ecletticamente che sia possibile raggiungere un sapere stabile nel campo della morale. Altrettanto eclettica è la posizione filosofica di Panezio e Posidonio che sostituiscono alla rigorosa etica stoica il principio della "convenienza" come fondamento dell'azione morale.
Nel mondo romanoCicerone è il principale rappresentante di un pensiero eclettico basato sulla convinzione che la verità coincida con l'assenso universale e che vi sia un principio divino regolatore delcosmo inteso come un organismo vivente e razionale. Il saggio poi vive curando con una vita appartata il suo spirito che affida ad unaprovvidenza che interviene per il meglio. Principi questi che non valgono come dogmi ma che possono essere oggetto di persuasione tramite l'arte della discussione retorica. Un eclettismo quello di Cicerone tra scienza e retorica che fu modello per la formazione culturale del ceto amministrativo imperiale.Giacomo Soleri ha scritto che fu lo spirito pratico romano che portò generalmente a un vago eclettismo e che Cicerone «si illuse di essere un filosofo, mentre non fu che un vanitoso divulgatore: pur compiendo, in un momento di inazione politica, utile opera di divulgazione e di conservazione di idee altrui».[4] Tale giudizio si collega per altro verso al nome comunecicerone inteso come guida.
Victor Cousin, fotografato daGustave Le Gray alla fine degli'50 del XIX secolo.
A dare una forma sistematica definitiva al metodo eclettico fuDiogene Laerzio (180–240) nelleVite e dottrine dei filosofi illustri dove all'eclettismo delle fonti corrisponde il suo modo di scrivere ed esporre.
Nel XVIII secoloDiderot (1713–1784) nella voce "eclettismo" della Enciclopedia difende il metodo eclettico in filosofia opponendolo sia aldogmatismo e al settarismo filosofico che al sincretismo che si sforza di giustapporre confusamente sistemi filosofici contraddittori.
Il metodo eclettico viene sostenuto nello stesso periodo anche daBrucker (1696–1770) che nella suaHistoria critica philosophiae «tesse[va] le lodi dell'eclettismo, presentando questo metodo come l'unico atto a recuperare nella storia gli apporti validi di filosofie antiche e moderne...».[5]
Cousin ritiene che tutta la filosofia possa ridursi a quattro sistemi fondamentali che si succedono ordinatamente nella storia:sensismo,idealismo,scetticismo,misticismo; ognuno di questi contiene una parte della verità che il filosofo eclettico deve conservare e completare.[7]
^ Raimon Panikkar,Pluralismo e interculturalità, Milano,Jaca Book, 2009, p. 159.
^(EN) «Potamo of Alexandria was the only ancient philosopher explicitly to declare himself an eclectic, and what is more, he went on to establish a new philosophical sect under the banner of eclecticism»;Potamo, p. 1.
^Luigi Volpicelli,Lessico delle scienze dell'educazione, vol. 1, ed. Piccin, 1978, p. 48.
^Giacomo Soleri,Lucrezio, La Scuola Editrice, Milano 1945, p. 11.
^Memorie della Accademia delle scienze di Torino: Classe di scienze morali, storiche e filologiche, ed. Accademia delle scienze di Torino, 1977 p. 172.
^ Nicola Abbagnano,Eclettismo, inDizionario di filosofia, Torino, Utet, 1992, pp. 272-273.
^V. Cousin,Storia generale della filosofia, Lezione I.