Schema di un candelotto di dinamite: A. Segatura (o altro tipo di materiale assorbente) intrisa dinitroglicerina B. Contenitore del materiale esplosivo C. Detonatore D. Cavo collegato al detonatore
Nei candelotti venne messa lanitroglicerina, materiale sintetizzato per la prima volta nella storia umana dal chimico italianoAscanio Sobrero nel1847, unliquido instabile molto sensibile alle scosse e alle variazioni termiche. Nel tempo, però, si riscontrò una non trascurabile probabilità di rilascio della nitroglicerina: se la dinamite veniva esposta a basse temperature, la nitroglicerina si dilatava e fuoriusciva dai candelotti, creando gravi problemi di trasporto e manipolazione a causa del pericolo di esplosioni. Presentatosi questo problema, la ricerca si volse alla preparazione di esplosivi più sicuri come quelliplastici.
Nel periodo in cui la dinamite fu il migliore esplosivo in commercio, il brevetto registrato da Nobel - il quale donò gran parte dei soldi ricavati dalla scoperta per fondare ilpremio che porta il suo nome - crebbe di valore e fu accompagnato da una successiva serie di brevetti minori, venendo largamente usato nell'industria mineraria e nellecave, inedilizia, nelledemolizioni e, in misura minore, in campo bellico.
È unamiscela destinata a causare un'esplosione, considerato più sicuro (poiché più stabile) degli altri esplosivi in uso all'epoca della sua scoperta. In particolare è un derivato della nitroglicerina che, miscelata con sostanze assorbenti neutre come lafarina fossile e la silice o attive come la segatura e la cellulosa, dà origine a una miscela solida stabile a temperatura ambiente.