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Dialetto osimano

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Voci principali:Osimo,Dialetti marchigiani.
Dialetto Osimano
Osemà
Parlato inItalia
Gruppi di emigratiosimani all'estero (Argentina,Belgio,Germania,Canada,USA)
RegioniMarche

Provincia di Ancona:Osimo,Osimo Stazione,Offagna

Parlanti
Totale~40.000
ClassificaNon nelle prime 100
Tassonomia
FilogenesiIndoeuropee
 Italiche
  Romanze
   mediani
    Dialetto osimano
Statuto ufficiale
Ufficiale in-
Regolato danessuna regolazione ufficiale
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Tutti l'òmmeni nasce libbri e cumpagni ntela dignidà e ntei diritti. Lora è/enne bboni a ragiunà e ci-ha 'na cuscenza, e s'ha da cumpurtà uno cu 'n antro cume se fusse fradelli.
Manuale

Ildialetto osimano (osemà) è un dialetto italiano parlato adOsimo (Ancona) e in alcune località circostanti.

Caratteristiche

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<div lang="Dialetto osimano">(Dialetto osimano)
«Quelli, scì, ch'era tempi, lassa cûre,
che podéi dì cun orgòjo «So' Osimà!».
Adè, tutt'à gambiàdo, co' vô fà:
già, dal borgo nun 'rrîa più qui la costa,
ma va a fenì più sotta de la Posta.»

(italiano)
«Quelli sì, che erano tempi, lascia correre,
in cui potevi dire con orgoglio «Sono osimano!».
Adesso, tutto è cambiato, che vuoi fare:
già, dal borgo non arriva più qui la salita,
ma va a finire più sotto delle Poste.»

(Gino Vinicio Gentili)

Il dialetto osimano fa parte dei dialetti dellaprovincia di Ancona che generalmente fanno capo aldialetto anconitano e connessi agli altridialetti italiani mediani. Questi dialetti si possono riconoscere in quattro sub-aree: anconitana in senso stretto, osimano-lauretana,jesina efabrianese[1]. Nella sub-area dei comuni di Osimo eLoreto (che comprende anche le città diCastelfidardo ePorto Recanati) la diversità rispetto al dialetto del capoluogo è in gran parte dovuta, oltre alla maggiore vicinanza con l'area umbra, anche all'amministrazione maceratese, che finì coll'Unità nazionale (1861), quando queste città (eccezion fatta perPorto Recanati) passarono sotto laprovincia di Ancona[1]. È infatti facile trovare nell'osimano fenomeni non riscontrabili nel dialetto anconitano, che derivano dall'influsso maceratese. Allo stesso tempo, nella parlata di Osimo si ritrovano alcuni tratti che la accomunano alla confinante area jesina, come ad esempio la ravvisabile lenizione della consonantet e la pronuncia "toscana" dic dolce, fenomeni pressoché sconosciuti sia in area maceratese che nel capoluogo.

Come hanno sottolineato molti studiosi, questa compresenza di influenze eterogenee è attribuibile alla particolare posizione geografica del territorio osimano, situato al confine fra tre aree linguistiche macroscopicamente simili (perché appartenenti all'area marchigiana centrale) ma ben distinte, ovvero quella maceratese, quella dorica e quella jesina-fabrianese: collocazione che rende l'osimano un dialetto dotato di una sua sostanzialità, ma allo stesso tempo crocevia fra inflessioni diverse.

Quanto alla diffusione, si potrebbe definire "dialetto osimano" in senso stretto soltanto l'idioma parlato nel territorio comunale della città, considerando che le inflessioni delle aree vernacolari limitrofe si incontrano appena al di là dei confini delle frazioni: a nordOffagna,Polverigi eAgugliano, un tempo con influenze miste osimane e jesine, ospitano oggi cospicui influssi anconitani, aSanta Maria Nuova prevale il dialetto jesino. Pur appartenendo alla stessa sub-area, il dialetto osimano e quello di Loreto non sono assimilabili per via della maggiore affinità del secondo al dialetto anconitano; al vernacolo lauretano mancano infatti una estesa lenizione della consonantet e la pronuncia toscana dic dolce. I comuni appena nominati sono perciò ascrivibili alla sub-area dialettale di Osimo, anche se il loro vernacolo non è definibile "osimano" in senso proprio, mentre i restanti comuni del circondario hanno invece basi dialettali chiaramente diverse:Recanati ma soprattuttoFilottrano eMontefano sono senza dubbio prevalentemente maceratesi, come non c'è dubbio cheCamerano sia anconitana, o addirittura gallica se si considera il suo vernacolo "storico". Infine il dialetto diPorto Recanati presenta da un lato un elemento tipicamente anconetano, quale il passaggio di tutte le -o in -u, che arriva ad estendersi anche a vocaboli terminanti con altre vocali, ad es.el maru per "il mare", ma dall'altro mantiene il passaggio da -NC- a -NG-, ad es.cingue, palanghe per "cinque, palanche", fenomeno ancora presente nello jesino, ma regredito nell'osimano e nel lauretano.

Questo quadro si arricchisce di ulteriori sfumature se si tiene presente che nella stessa Osimo, come accade diffusamente in tutta la regione, il dialetto parlato nel contado non è perfettamente sovrapponibile a quello usato all'interno della cinta muraria. Si noterà, pertanto, che in certe frazioni l'osimano si contamina già con i dialetti circostanti: nel popoloso abitato diOsimo Stazione, per esempio, si ravvisano i primi sentori dell'anconitano, mentre nella frazionePassatempo, situata al di là del Musone, la cadenza si avvicina un po' al maceratese.

C'è da dire infine che attualmente si può notare, nell'inflessione degli osimani delle ultimissime generazioni, e soprattutto nella parlata in lingua italiana, una sempre più accentuate tendenza ad "anconetanizzare", cioè ad assumere tratti linguistici tipici del capoluogo e considerati più "prestigiosi" perché più vicini all'italiano standard nonché al Centro-Nord d'Italia, come la resa sonora dellas o una maggiore chiusura delle vocali. Ciononostante, studiosi e cultori del dialetto osimano continuano a buon diritto a sostenere che il loro vernacolo "tradizionale", ancora largamente diffuso, sia qualcosa di sostanzialmente separato dalla parlata del capoluogo marchigiano.

Nel sistema dei dialetti umbro-romaneschi il dialetto osimano si trova al confine tra la zona 1a (anconitano) e quella 1b (maceratese)

Differenze dal dialetto anconitano

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  • Mantenimento delle consonanti doppie, eliminate invece nell'anconitano, eccezion fatta per la doppias (ancon. gato, fratelo, ciacà; osim. gatto, fradello,cciaccà). Per questo motivo, l'osimano mantiene ilraddoppiamento fonosintattico, mentre l'anconitano di fatto lo annulla: quindi, per esempio, la frase "non c'è più l'allegria" suonerà "nun c'è più l'alegria" ad Ancona, ma "nun c'èppll'allegria" a Osimo. Anche nell'osimano è in realtà presente lo sdoppiamento, ma in forma sporadica, come si può notare con la doppiar (guera, tera, sbiro).
  • Eliminazione degli incontri consonantici stridenti. Nel dialetto anconitano ciascuna consonante può incontrarsi con un'altra, tant'è vero che l'articoloel è usato anche davanti allas impura (ancon.el stòmigo). L'osimano invece fa uso anche dell'articololu esattamente come in italiano e in più davanti allas e allar (lu stòmmigo, lu riso). Spesso in osimano avviene anche l'apocope della negazionenun (nu' ride, nu' scherzà, nu' la tajà). L'osimano non considera stridente l'incontrol +z (infatti si hael zùcchero).
  • L'assimilazione progressivand > nn è sconosciuta al dialetto anconetano, mentre è di norma nell'osimano perché anch'essa è stata ottenuta dall'influsso umbro-maceratese (osim. mannà, tonno, stenne; ancon. mandà, tondo, stende). Questa assimilazione sfocia a tratti anche in territorio anconitano, ma attestando i propri limiti in alcune aree del contado le cui parlate sono di impronta gallo-italica[2][3], escludendo il resto del territorio del capoluogo.
  • Altre forme estranee all'anconetano originale, come "ssi" per "sei", che è un relitto metafonetico, mentre ora la metafonesi si arresta a Potenza Picena.
  • Lenizione dellat, che nell'osimano passa sempre ad se è in posizione intervocalica e se precede lar, mentre ad Ancona lat si lenisce in pochi casi (osim.magnado, piedra; ancon.magnato, pietra).
  • Pronuncia delle vocali. Generalmente nel dialetto osimano ci sono alcune vocali pronunciate più aperte rispetto all'anconitano (ancon.nóme, piétra, bichiéri; osim.nòme, pièdra, bicchièri), ed alcune anche rispetto all'italiano standard (it.vérde, férmo, osim.vèrde, fèrmo).
  • Seconde persone plurali dei verbi. Nel dialetto anconetano le seconde plurali dell'indicativo escono in o (it.mangiate, tenete, sentite > ancon.magné, tené, sentì); l'osimano invece non conosce queste desinenze e mantiene quelle di derivazione latina (lat.tenetis > it.tenete > osim.tenéde).
  • Pronome personale complementolo. Nel dialetto anconitano questo pronome è reso sempreel (ancon.lo spezzo >el spezo,lo portiamo >el purtamo), mentre ad Osimo rimanelu. Questa è una chiara spia dell'influsso maceratese, poiché l'utilizzo della forma deboleel come pronome è diffuso quasi in tutta la provincia di Ancona; ad esempio, la frasete lo diciamo diventate 'l dimo tanto ad Ancona quanto aJesi eFabriano, mentre ad Osimo risultate lu dimo. Bisogna comunque tenere conto chelo viene usato anche a Jesi e Fabriano quandoel provoca un incontro stridente (jes., fabr.lo spégno, nonel spégno).
  • Congiunzione e avverbioquando. In osimano questo avverbio si rendequanno come in quasi tutta l'area mediana, mentre in dialetto anconetano diventaquanto, con l'ipercorrettismo dellad che passa at.
  • Articolo determinativo maschile plurale. Mentre ad Ancona si utilizza sempre i (o j) anche davanti a vocale (ancon.gli altri >j altri,gli operai >j uperai), in dialetto osimano questo uso è più recente e tipico del centro urbano, mentre in ambito rurale la forma li, tipica del romanesco e del maceratese, è viva soprattutto davanti a vocale (osim.gli altri >l'altri,gli operai >l'uperaji).

Fonetica

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  • Non c'è distinzione traô (<-o, -ō del latino) eö (<ū latina), come in tutta l'area perimeridiana e in Toscana, dove le-u latine si sono aperte in-o (lupo < lat. LUPUM). Nell'osimano verace però, sebbene ci sia questa indistinzione, è avvenuto il fenomeno contrario, per il quale tutte le-o finali dell'italiano sono divenute-u (iu magnu < io mangio, lu stòmmigu < lo stomaco): tale fenomeno è molto presente pure ad Ancona e Porto Recanati, mentre va attenuandosi procedendo verso Castelfidardo e Loreto, per scomparire poi a Recanati. Tuttavia l'osimano parlato da qualche decennio ha ripristinato la-o finale come in italiano[4], e oggi la-u è percettibile talvolta solo all'interno di frase e in pochi altri casi (quindi ad esempio si dirà "ho rotto lu specchio" invece del più antiquato "hu róttu lu spècchiu"). Nonostante ciò, nel suoVocabolario del dialetto osimano (edito nel2009) lo studioso osimanoMassimo Morroni ha registrato tutte le voci con la-u finale, per ricordare l'osimano più schietto che si è parlato fino aglianni sessanta delNovecento.
  • Lai atona dell'italiano diventa frequentementee (lingua > léngua, stringere > strégne). Ugualmente diffuso è il passaggio contrario, proprio sia di Ancona ma soprattutto di Macerata, cioè die atona ini (devozione > divozzió, leccare > liccà, pestare > pistà)[1]. Lao atona diventa spessou (dolore > dulore)[1]. Sporadico invece è il passaggio diu tonica ado (punta > pónta, unto >ónto).[1] Il dittongouo viene semplificato in ogni caso inò (buono > bòno, scuola > scòla).
  • Lac e lat in posizione intervocalica e prima dir vengono sempre lenite ing ed, come indialetto jesino (poco > pogo, sacramento > sagramènto, prato > prado, dietro > diedro). Analogamente,p intervocalica passa ab, ma non è un fenomeno altrettanto esteso (dopo > dobo, però nipote > nepode, antipatico > ntipadigo).
  • Lav in posizione intervocalica dilegua (egli faceva > lù facêa, noi caviamo > nualtri caâmo, la fava > la fâa).
  • Las preceduta dan,r el acquisisce il suonoz conformemente a quasi tutti i dialetti centrali (pensare > penzà, falso > falzo). Ilrotacismo dil davanti a consonante non è di norma, quindi poco frequente (coltello > curtello, peròcalcio non diventacarcio).
  • Mentre nell'anconitano è di norma ladegeminazione delle doppie (esclusa las), in osimano si raddoppiano alcune consonanti scempie, soprattutto nelle parole sdrucciole (monaca > mònniga, stomaco > stòmmigo, sabato > sàbbedo, manico > mànnigo); nelle parole piane i raddoppiamenti sono meno diffusi (digerire > diggerì, tappeto > tappetto). In realtà la degeminazione è presente anche a Osimo, ma è sporadica, e non ha una portata strutturale come nell'anconitano (osim. mattina > matina > madina, mattone > matone > madó, camminare > caminà).

Aferesi, apocope e altri fenomeni

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  • Subiscono l'aferesi le parole inizianti con una vocale seguita da una o due consonanti (educato > ddugado,accomodare > ccummedà). Vengonoapocopate le parole piane che terminano inno,ni, one (contadino > cuntadì, domani > dumà, cane > cà, portone > purtó); la caduta dine è comunque solo per il singolare (ad es.persone resta invariato). Per utilità vengono apocopati gli infiniti (mangiare > magnà, morire > murì).
  • Di normand siassimila innn (comandare > cumannà, quando > quanno) e il gruppong viene mutato ingn per utilità di pronuncia (mungere > mógne, tingere > tégne). È un po' più rara l'assimilazione dimb inmm (riscontrabile solo nel caso Giambattista > Giammattì[4]).
  • Lasonorizzazione delle sorde dopo nasale, tipica del maceratese (macer. tempo > témbu, fianco > fiangu, monte > monde) si può considerare assente, o meglio regredita, perché non si può escludere che questo fenomeno abbia interessato anche l'osimano in tempi meno recenti. Infatti, nel dialetto rurale parlato dagli anziani fino a pochi anni fa era possibile riscontrare alcune tracce di sonorizzazione dellac(ad es. mangà, biango permancare,bianco), cosa che invece è ancora viva e diffusa a Jesi,Filottrano e Porto Recanati.
  • Al posto ditu è usatote (te nun ce possi venì). Il pronometu si usa solo nel dialetto rurale in alternanza conte in funzione di soggetto.
  • Con i sostantivi che indicano grado di parentela l'aggettivo possessivo può essere espresso con una particella proclitica (ad es.tu' madre, tu' padre), o con una enclitica (màmmeda, bàbbedo), esattamente come a Jesi.
  • Il caso neutro è sparito praticamente del tutto. Il fatto che si usino sia lo chelu è per quanto ci si voglia avvicinare all'italiano: ad esempio, in sintonia con la lingua madre si tende a dire lo riso, lo scarto, ecc., altrimenti in dialetto puro si direbbelu risu, lu scartu, ecc. Inoltre è interessante notare che nella parlata siano rimaste alcune forme cristallizzate di lu/lianche al posto diel, evidenti "spie" del cospicuo influsso maceratese subito dall'osimano nei secoli passati: infatti gli osimani dicono spesso "l'occhj, l'ossi, l'alberi, l'altri (+ sost)" oppure c'è un proverbio "la famìa de Gubbò: gobbu lu padre, gobba la madre..." e uno stornello "lu benedigu lu fiore de canna ...". Tali forme arcaiche sono ormai però in disuso e destinate a scomparire con la scomparsa del dialetto più stretto.

Articoli determinativi

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masch.+ z+s impura+ r+ vocale+ altre
sing.'l (el)lolol''l (el)
es.'l ziolu sparólu ramol'amigoel cà
plur.iiij, l'i
es.i ziii sparói ramij/l'amighii cà
femm.+ conson.+ vocale
sing.lal'
es.la casal'amiga
plur.lel'
es.le casel'amighe

Pronomi personali soggetto

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osimanoosimano
ioionoinó, nualtri, nuantri, nuà
tute, tuvoivó, vualtri, vuantri, v'altri, vuà
egliessilóra
ellalia, éssaesselóra, ésse

Flessioni verbali

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Occorre premettere a questo punto che il dialetto osimano come quello anconitano impiega per la terza persona plurale, oltre ad una forma propria simile a quella italiana (mangiano > màgnene), anche la voce di terza persona singolare.

Indicativo presente: Si prenda come esempio la flessione verbale all'indicativo presente dei verbiesse (essere), (avere),magnà (mangiare),stènne (stendere),murì (morire),fenì (capire) e di alcuni verbi irregolari (potere, fare, dire, riempire, correre); il verboavere è coniugato come ausiliare e non come verbo a sé stante poiché in questo caso diverrebbeécce (averci).

èssemagnàstennemurìfenì
homagnostennomorofeniscio
sai, sîhai, himagnistennimorifenisci
èhamagnastennemorefenisce
sémoémomagnamostennémomurimofenimo
sédeédemagnadestennédemuridefenide
ènne (è)hanne (ha)màgnene (magna)stènnene (stenne)mòrene (more)fenìscene (fenisce)
pudévulérempìcure
possovojofago, fodigorimpocuro
possivôifai, fîdighirimpicuri
polevole, vôfadicerimpecure
pudémovulémofamodimorempimocurimo
pudédevulédefadediderempidecuride
pòlene (pole)vòlene (vole)fanne (fa)dìcene (dice)rìmpene (rimpe)cùrene (cure)

Indicativo imperfetto: Si prenda come esempio la flessione all'indicativo imperfetto dei primi sei verbi sopra coniugati al presente.

èssemagnàstènnemurìfenì
eroêomagnâostennêomurîofenìo
eriêimagnâistennêimurîifenìi
eraêamagnâastennêamurîafenìa
èrimiêmiemagnâmiestennêmiemurîmiefenìmie
eriêimagnâistennêimurîifenîi
èrene (era)êene (êa)magnâene (magnâa)stennêene (stennêa)murîene (murîa)fenîene (fenîa)

Imperfetto rurale: Si tratta dell'imperfetto indicativo dei verbiandare,dare estare coniugati secondo l'uso rurale, ben diverso dall'uso cittadino; infatti fuori dalle mura del centro l'imperfetto (anche congiuntivo) di questi verbi ha una flessione sul modulo difare edire (ad es. stava > stacêa, cfr maceratesestacîa).

Imperf. ruralendàstà
facêodicêondacêostacêodacêo
facêidicêindacêistacêidacêi
facêadicêandacêastacêadacêa
facêmiedicêmiendacêmiestacêmiedacêmie
facêidicêindacêistacêidacêi
facêene (facêa)dicêene (dicêa)ndacêene (ndacêa)stacêene (stacêa)dacêene (dacêa)

Il verboandare

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Nel dialetto osimano il verboandare viene resondà onnà, ma c'è anche la forma, diffusa solamente nel vernacolo rurale. Questa seconda forma proviene dal verbo latino IRE, che aveva il medesimo significato.

ndà,nnàind. pres.ind. imp.ind. pres.ind. imp.imperat.
vagondâo(vago)gîo (gèro)
vai, vîndâi(vai, vî)gîi (gèri)(va')
vandâa(va)gîa (gèra)
ndamo (nnamo)ndâmiegimogîmie (gèrimi)giamo
ndade (nnade)ndâigidegîi (gèri)giade
vanne (va)ndâene (ndâa)(vanne, va)gîene (gèrene)

Oltre alle formegîo egèro, nel dialetto rurale esiste anche la formandacêo dal tema dindà. Il participio passato di èggido. Gli imperativigiamo, giade manifestano tracce dei congiuntivi esortativi latini EAMUS e EATIS.

Costruzioni particolari

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  • Accusativo preposizionale, usato sia nel complemento oggetto (ho visto a lù) sia nella proposizione soggettiva (je piace a giugà).
  • Voci impersonali che reggono la proposizione soggettiva: sonogna,gnarìa egnarà (bisogna, bisognerebbe, bisognerà). Altre due forme di senso negativo usate in area rurale sonon' accura en' accada, entrambe significantinon occorre,non c'è bisogno; la seconda deriva dal verbo latinoaccidĕre che alla forma impersonaleàccidit significavabisogna,occorre.
  • Pleonasmo del doppio termine o accusativo (a me nu' me lu di';a quello nu' lu chiamà).

Lessico

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In quanto a lessico il dialetto osimano è estremamente vario poiché, oltre a moltissimi termini riscontrabili anche neidialetti marchigiani centro-meridionali, raccoglie altrettante espressioni utilizzate solo nella sub-area a cui appartiene o addirittura conosciute solo entro i suoi limiti comunali[4].

Esempi di lessico: barbì (mento), bardàscio (bambino), becìcchia (cispa), ciàccio (balbuziente), ciambotto (rospo), cunillo (coniglio), cuscì (così), lluccà (gridare), mariòla (coccinella), bréncio (acerbo), melàngola (cetriolo), mmóllo (bagnato), nguaccià (nascondere), nnèrto (spesso, robusto), pùppula (upupa), ramajòlo (mestolo), sbigià (scivolare), scì (sì), studà (spegnere), sulùstro (riverbero).

Rapporti con il latino

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Segue una lista di esempi più evidenti di vocaboli che il dialetto osimano ha ereditato dallalingua latina o che sono molto più vicini ad essa rispetto all'italiano.

latinoosimanoitalianolatinoosimanoitaliano
blastimārebiastimàbestemmiareadmodumammòoramai
consobrīnumcunsubrìcuginoningĭtnénguenevica
coxamcossacosciapapiliōnem (f)papelafarfalla
discrĭmen (n)scrimescriminaturapersicum (m)pèrcigo (m)pesca
exaurārescioràraffreddare[5]rabĭdumrabbìdorabbioso
gingīvamgingîagengivaverbo tegĕretéga (f)baccello
īregì (rur)andare
lacērtamlucèrtalucertola

La preposizionesa

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Nel territorio comunale di Osimo, escludendo il centro urbano e la frazione diPassatempo, quindi in ambito più o meno rurale, è usata la preposizionesa (= con) al posto di quella parallela all'italiano, cioècu'. A chi è già stato introdotto alle lingue antiche e alle radiciindoeuropee questa preposizione potrebbe suonare simile aσύν/ξύν delgreco antico, anch'essa significantecon. La somiglianza non è casuale in quanto il dominiobizantino, al tempo dell'invasionelongobarda nel nord Italia, avrebbe facilmente fatto da veicolo a termini di origine greca[1]. Dopotutto anche la preposizionecum latina deriva nient'altro che dalla radice*sem- dell'indeuropeo. Altre lingue tra le più evidenti che seguono la stessa radice sono ilsanscritosam e lo slavo[1]. La preposizionesa è usata oltre che nel dialetto di Osimo anche nelle città vicine e addirittura risale l'Adriatico, escludendo il centro cittadino di Ancona, fino aRimini, ed è una testimonianza degli influssi gallo-italici sul substrato mediano tipici dell'area anconetana.[1].

Il filologo tedescoGerhard Rohlfs non cita invece il possibile influsso greco bizantino, ma ne riporta l'origine al latino, in particolare alla funzione strumentale/comitativa dell'ablativo:

«Questa preposizione è caratteristica per la zona marchigiana e di San Marino, dove viene usata nel significato di ‘con’ […]. La base è un antico *essa <ipsa (cfr. il lat.ipsa manu,ipso gladio).»

(Gerhard Rohlfs,Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti. Sintassi e formazione delle parole, Torino, Einaudi, 1969, p. 234, s.v. «Sa»)

Proverbi

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  • Fa 'l pà 'n puretto, se llama 'l forno; si sse mette a ffà 'l cappellaro, nasce l'ommeni senza testa.
  • Porco sadollo nun cunosce 'l digiù.
  • Le cerque nun ha fatto mai i melaranci.
  • I quadrì manna l'acqua pe' d'insù.
  • I quadrì 'gna tenélli a conto quanno c'è; quanno nun c'è, se tiè a conto da per lóra.
  • La prèdiga e la pulenta è fatte pei cuntadì.
  • Lu sparagno nun è mai guadagno.
  • Nun fà del male, ché è peccado – Nun fà del bè, ché è spregado.
  • Un pezzo cure 'l cà, un pezzo cure 'l lepro.
  • Poi stà cent'anni sotta al camì, puzzi sempre de cuntadì.

Note

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  1. ^abcdefghMassimo Morroni,Vocabolario del dialetto osimano
  2. ^
    «Massignan l'ha funnatu i gran giganti»

    (Giuseppe Bartolucci “Miti e leggende del Conero anconitano” - Editore Parco del Conero, 2001)

  3. ^ Eugenio Gioacchini,Quelo che voleva magnà come magnane i signori, suanconanostra.com.
    «È da quanne sò nate che me voie levà la soddisfaziong de magnà ‘na vò como magnene i signori»
  4. ^abcCarlo Grillantini,Saggi e studi sul dialetto osimano
  5. ^inteso come variare la temperatura di qualcosa (di solito un cibo) da calda a quella dell'ambiente

Bibliografia

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  • Massimo Morroni,Vocabolario del dialetto osimano, Osimo 2008.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Marchigiano centraleAnconitano ·Jesino ·Osimano
AltriLaziale centro-settentrionale (Alatrense ·Marinese) ·Romanesco ·Sabino (Aquilano)
Gruppo meridionale intermedio
AbruzzeseAbruzzese orientale (Teramano) ·Marchigiano meridionale (Ascolano) ·Teatino
CampanoBeneventano ·Cilentano ·Irpino (Arianese) ·Laziale meridionale (Sorano) ·Napoletano
PuglieseAndriese ·Barese ·Foggiano ·Lucerino
LucanoArea appenninica lucana ·Area apulo-lucana ·Area Lausberg (Marateota) ·Metapontino
AltriMolisano
Gruppo meridionale estremo
SicilianoOccidentale (Palermitano ·Agrigentino (Bivonese) ·Pelagio) ·Pantesco ·Centrale ·Orientale (Catanese) ·Sudorientale ·Messinese ·Eoliano ·Reggino
AltriSalentino (Brindisino ·Leccese) ·Cilentano meridionale ·Cosentino ·Catanzarese
SardoCampidanese (Cagliaritano) ·Logudorese
Gruppo retoromanzo
LadinoBadioto ·Gardenese ·Fassano ·Livinallese ·Ampezzano ·Noneso ·Solandro ·Cadorino
FriulanoOccidentale ·Centro-orientale (Orientale) ·Carnico ·Tergestino ·Muglisano
Altrelingue romanzeDialetti apulo-salentini (Tarantino) · Dialetti ladino-veneti (Agordino ·Zoldano) · Dialetti lombardo-veneti (Trentino (Pinetano)) ·Francese (francese valdostano) ·Francoprovenzale (Faetano ·Valdostano) ·Occitano (Guardiolo ·Vivaro-alpino) ·Catalano algherese ·Lingue giudeo-italiane (Giudeo-piemontese ·Bagitto)
Lingua tedescaWalser ·Bavarese (Cimbro ·Mocheno ·Sappadino ·Saurano ·Sudtirolese ·Timavese)
Lingue slaveSloveno (Resiano ·Po nasen) ·Croato molisano
Altrelingue indoeuropeeAlbanese d'Italia ·Dialetti greco-italioti (Grecanico ·Grico) ·Romanì (Romaniska)
Lingue dei segniLingua dei segni italiana
Lingued'immigrazione recenteAlbanese ·Arabo ·Bengalese ·Cinese ·Inglese ·Polacco ·Serbocroato ·Spagnolo ·Rumeno ·Russo ·Ucraino
† =lingua estinta
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