Scaligeri | |
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![]() Di rosso, alla scala d'argento in palo. | |
Stato | Verona,Vicenza e parte dellaLombardia |
Titoli | Signori di Verona |
Fondatore | Jacopino della Scala |
Ultimo sovrano | Antonio della Scala |
Data di fondazione | 1262 |
Data di estinzione | 1580 |
Data di deposizione | 1387 |
Etnia | Italiana |
Rami cadetti | |
Manuale |
IDella Scala oScaligeri furono una dinastia che governò sulla città diVerona per centoventicinque[1] anni, dal1262 al1387.
Il primo di cui si hanno notizie certe èArduino della Scala "possidente di riguardo e mercante di panni" che si dichiara di origine "latina"[2][3][4][5] in un documento del1180. Da Arduino, vennero un Leonardino, un Balduino. Dal figlio di quest'ultimo nacqueGiacomino (o Jacopino), mercante di lane, considerato il capostipite dei successivi Signori di Verona.
Suo figlioMastino non era particolarmente ricco, né aveva titoli nobiliari, ma era abile in politica, autorevole e capace, e soprattutto incline alla pace, aspetto fondamentale per i veronesi, che uscivano da una breve ma sanguinaria parentesi di dominio diEzzelino III da Romano e ricoprì ruoli sempre più importanti all'interno dellaDomus Mercatorum fino a diventarne ilpodestà dal1261 al1269. Nel cuore diMastino non vi fu un piano di conquista di Verona (se mai vi fu) a breve scadenza, ma procedette per gradi e per ciò fece conto delConsiglio Maggiore e dell'abile fratelloAlberto. Egli comprese che la riuscita del suo piano era condizionata dall'appoggio delclero e deimercanti, poiché imercanti producevano grande ricchezza e avevano grande forza nelconsiglio Maggiore, mentre l'altoclero disponeva di molto denaro.
Fu conMastino che la città veneta passò in forma non traumatica daComune aSignoria, anche se l'effettivo passaggio avvenne solo con il fratelloAlberto. ConCangrande invece la Signoria raggiunse l'apice della sua importanza e fama. Ai tempi diCangrande della Scala, a causa del nome di questo esponente della famiglia, nacque la leggenda che i Della Scala fossero imparentati con qualchekhanàvaro che avrebbe partecipato allaconquista longobarda d'Italia. Si tratta però solo del tentativo, spesso usato da famiglie di estrazione comune, di nobilitare, una volta giunte al potere, le proprie origini sulla base di assonanze di nomi o titoli.
Il maggiore esponente del popolo veronese era in quel periodo laDomus mercatorum, una corporazione dei mercanti veronesi. LeArti detenevano in sostanza il potere nella città tramite igastaldioni (i capi delleArti), che eleggevano un propriopodestà, denominatocapitano e rettore di gastialdoni dei Mestieri e di tutto il popolo, e una parte delconsiglio Maggiore. Igastialdoni si riunivano e legiferavano su tutto quello che sembrava di utilità alComune secondo gli statuti cittadini; ilpodestà era tenuto a presentare alconsiglio Maggiore le deliberazioni dei capi delleArti.
LeArti eleggevano tredicianziani, i quali con isapienti dei cinque quartieri e gliLXXX (gruppo non ben conosciuto) facevano parte delconsiglio Maggiore, detto ancheconsiglio dei Cinquecento.
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Il podestà aveva obbligo entro due settimane dall'inizio della sua carica di riformare ilConsiglio Maggiore con l'aiuto deglianziani e deisapienti. Il podestà era per statuto straniero, e sia a lui che al vicario competeva ilpotere esecutivo, mentre quellogiudiziario era dei giudici e dei consoli, e ilpotere legislativo era affidato alConsiglio Maggiore.
Il potere quindi era soprattutto in mano ai capi delleArti, mentre i feudatari non avevano alcun potere, poiché esclusi per statuto da tutte le cariche. Proprio per il grande potere che aveva la classe mercantile, di cui erano importanti esponenti gli scaligeri, fu facilitato l'accentramento del potere nelle mani della famiglia.
Il cognome "della Scala" deriva dall'attività militare della famiglia, che indica degli assaltatori di castelli. IDella Scala discenderebbero da assaltatori di castelli incaricati all'uso discale d'assalto per conquistare castelli.[6] Scala è un cognome panitaliano, con numerosi foci di diffusione, principalmente inCampania ed inSicilia. La preposizione articolata "Della" posta davanti al cognome "Scala", potrebbe indicare proprio assaltatori di castelli che lavoravano per famiglie cognominate Scala.[6] Le tracce araldiche risalgono alla nobile famiglia che dal 1262 al 1387 fu al governo della città di Verona.[7][8][9][10][11][12][13]
Analogamente, si tratterebbe di un cognome simile al cognomeRampini diSesto Campano o Rampini lombardi, che diversamente dai "Della Scala" recano rispettivamente sullo stemma unrampino sotto forma di croce di S. Andrea uncinata e un rampino semplice, altro strumento usato per assaltare i castelli.[14][15]
A Verona la fazione ghibellina aveva ormai preso il sopravvento, e conMastino I della Scala la città veneta passò in forma non traumatica da Comune asignoria. Fu nel1262 che Mastino della Scala venne nominatoCapitano generale perpetuo del popolo, e subito Mastino cercò di attenuare i contrasti civili e fece aiutare i villaggi devastati dalle numerose lotte. Già l'anno seguente i guelfi attentarono alla sua vita, ma il complotto venne svelato ancora prima che potesse essere messo in atto: i congiurati catturati furono condannati a morte, mentre quelli che riuscirono a fuggire vennero aiutati daiSambonifacio.
Nel1265 si ribellòTrento, che venne velocemente rioccupata, mentre poco dopo furono conquistati i castelli diLonigo,Montecchio Maggiore eMontebello Vicentino. Due anni dopo scese in Italia l'imperatoreCorradino di Svevia, che lo scaligero sostenne militarmente, tanto che l'intera città di Verona fu scomunicata dal pontefice: i guelfi ne approfittarono e insorsero aMantova, dove però la città cadde in mano aiBonacolsi, alleati degliscaligeri. L'anno stesso furono ritirate le scomuniche ma ad un prezzo altissimo: in opposizione al papa Mastino della Scala fece catturare aSirmione circa 170vescovi epretiCatari che furono imprigionati (Mastino non se la sentì di ucciderli, e infatti furono messi al rogo nell'Arena solo dopo la sua morte).
Con Mastino della Scala la città raggiunse un notevole stato di benessere,[16] ma i guelfi tentarono ugualmente una congiura nel1277, riuscendo in questo caso ad uccidere Mastino e l'amico difamiglia Nogarola. Ai colpevoli che riuscirono a scappare venne proibito il ritorno, mentre le loro case furono rase al suolo.
Gli successe allora il fratelloAlberto, con cui si ebbe l'effettivo passaggio da Comune a Signoria, avvenuta grazie al grande favore che questi ottenne dal popolo che in soli dieci giorni gli affidò ampi poteri.[17] Alberto fu abile nel fare sottoscrivere la pace conBrescia, Mantova ePadova, città guelfe in contrasto con il ghibellismo scaligero. È tra l'altro proprio in questo periodo che il vescovo di Verona permise ai Cimbri di stanziarsi nei territori semideserti dellaLessinia. All'inizio deglianni novanta vennero occupateEste,Parma eReggio, mentre nel1297Vicenza, insanguinata dalle lotte civili, si diede spontaneamente a Verona (al governo della città venne designatoCangrande). Le conquiste continuarono nel1299, quando, con i figliAlboino e Cangrande, si impadronì anche diFeltre,Cividale eBelluno.
Alberto I della Scala morì nel1301. Dei sei figli avuti dalla moglieVerde di Salizzole, che morirà nel1306, tre erano maschi: il secondogenitoBartolomeo, il quartogenitoAlboino, e il quintogenitoCangrande. Assumeva il potere quindi il figlio maggiore Bartolomeo, a cuiDante dedicò due terzine delcanto XVII delParadiso. Questi riuscì ad impadronirsi diRiva eArco nel trentino, ma nel1303 morì senza figli, lasciò quindi il posto al fratello Alboino, secondo in ordine di successione.
Alboino volle al potere insieme a lui il fratello minore Cangrande, col quale ottenne la riva bresciana dellago di Garda, e con il quale vinse alcune battaglie controEste, Brescia eParma. Nel1310 l'imperatoreEnrico VII nominò entrambivicari imperiali, ma presto Alboino morì e lasciò il potere al solo fratello.
Cangrande della Scala fu Signore illuminato e rispettato, ospitò per il secondo periodoDante, esiliato daFirenze, nella reggia fatta allestire apposta per i grandi rifugiati politici, gli scienziati, poeti e artisti di talento che coprì generosamente di denaro e doni. A Cangrande Dante dedicò una menzione d'onore nelcanto XVII delParadiso nellaDivina Commedia: Dante sperava che questo principe valoroso e potente potesse realizzare l'unificazione italiana dal poeta vagheggiata.
Fu allora che Padova fece lega con iSambonifacio,Treviso eAquileia, che firmarono una pace nel1314. Già l'anno successivo però Padova invase Vicenza: Cangrande allora con un contingente di cavalieri partì alla volta della città, dove misero in fuga il nemico e catturarono ilCarrara. Il prigioniero venne trattato come un ospite sino alla pace della fine del1315. Il1318 aSoncino Cangrande venne addirittura nominato generale della Lega Ghibellina.
Nel1325 Cangrande venne colpito da una grave malattia, e si sparse la voce che fosse morto:Federico della Scala allora si fece eleggere principe, ma alla sua guarigione Cangrande bandì lui e la sua famiglia, oltre alle altre famiglie che parteciparono al complotto (compresi iMontecchi).
Nel1328 un legato pontificio indisse una crociata contro di lui (con una accusa di eresia), a cui risposero numerose città guelfe che vennero però sconfitte. Riuscì quindi a consolidare il dominio di Padova e mise d'assedio Treviso, che poco dopo si arrese: divenne quindi signore di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Belluno, Feltre, Monselice, Bassano, oltre che vicario imperiale di Mantova e capo ghibellino italiano.[18] Cangrande però morì a soli 38 anni, avvelenato con ladigitale purpurea (forse dal suo stesso medico) e non come spesso ritenuto battuto da una malattia presa bevendo da una fonte fredda.[19] La prematura e inaspettata morte di Cangrande della Scala lasciò laSignoria senza discendenti diretti (ebbe solo figlie femmine, oltre che maschi illegittimi), il potere venne preso dal nipoteMastino II della Scala, che portò la signoria fino aPontremoli e sulMar Tirreno.
Nel1328 i figli illegittimi di Cangrande tentarono una congiura per uccidere i figli di Alboino della Scala (Alberto II eMastino II), ma vennero scoperti e imprigionati. Mastino II l'8 agosto1331 venne elettoCapitan Generale della lega formata, oltre che da Verona, dagliEstensi, daiGonzaga e daiVisconti (in seguito si unì anche Firenze),[20] per difendersi dalla discesa del Re di Boemia (sollecitato dal papa), che aveva già conquistato alcune città lombarde. Mastino II, a capo dell'esercito, corse in soccorso di Ferrara (posta d'assedio): vinse la battaglia, e al suo ritorno a Verona venne acclamato dalla popolazione. Sottomise successivamente Bergamo, data agli alleati, e per la signoria scaligera Brescia, Parma, Lucca, Massa e Pontremoli.
I duescaligeri furono mal consigliati, e finirono per infastidire Venezia che, spaventata dalla spinta versoChioggia di Verona, fecelega con Firenze (nel1337 si unirono anche Milano, Mantova ed Este), con conseguenze disastrose per la signoria scaligera: venne addirittura fatto prigioniero Alberto II. Con la pace del1339, che coinvolse con prezzi altiLudovico il Bavaro, e una gestione di paci separate con i contendenti, Mastino II riuscì a salvare la Signoria e il fratello con un forte ridimensionamento territoriale: rimasero solo Verona, Vicenza, Parma (persa successivamente a favore diAzzo da Correggio) e Lucca (separata dal territorio, indifendibile e pertanto venduta a Firenze).
Si creò con Mastino II una situazione ambivalente, in cui una città sconfitta, sotto il peso di costi altissimi per il ridimensionamento territoriale e nuovamente divisa da discordie fra le famiglie influenti mantenne a lungo la fama di città-rifugio dei numerosi esuli delle lotte fratricide tra italiani. Per via di parentele con Ludovico il Bavaro Verona divenne una sorta di protettorato: furono tempi in cui gli Scaligeri avevano sempre meno potere ma, ironia della sorte, in cui eressero i monumenti che più li ricordano:Castelvecchio, ilPonte scaligero, leArche scaligere che ne custodiscono i resti.
Mastino II morì nel1351 e la Signoria passò ai figliCangrande II della Scala,Cansignorio della Scala ePaolo Alboino della Scala (Alberto II si ritirò a vita privata e morì poco dopo). Il primo detto "Can rabbioso" fu il vero e proprio governante della città. Si comportò come alcuni dittatori moderni, ammassando ricchezze fuori Verona per i figli tutti illegittimi, impoverendola, e alimentando scontri interni fino alla sua morte nel1359 per mano del fratello Cansignorio.
Cansignorio della Scala governò in una relativa pace e abbellì Verona al punto di farla soprannominareMarmorina per l'abbondanza di antichi marmi e statue romane, gettò il primo ponte in muratura sull'Adige, ilponte Navi, e pose il primo orologio su una torre in Italia, latorre del Gardello, mosso con meccanismi ad acqua.
Prima della sua morte, nel1375, ordinò la morte del fratello Paolo Alboino al fine di garantire la successione ai figli illegittimiBartolomeo II della Scala eAntonio della Scala, allora non ancora maggiorenni.
I due ragazzi entrarono però in una sorta di protettorato deiVisconti, che approfittarono della debolezza politica del momento e del forte indebitamento in cui era caduta la città.Bernabò Visconti attaccò Verona reclamando l'eredità per la moglieRegina della Scala sorella di Cansignorio, ma i veronesi fecero una sortita e li costrinsero alla fuga. Per altri sei anni la città rimase in mano agli Scaligeri, ma Antonio della Scala fece uccidere il fratello per poter governare da solo: egli fece incolpare iMalaspina, iNogarola (da sempre amici di famiglia) e iBevilacqua, che riuscirono a trovar rifugio a Milano. Essi incitarono iVisconti a portare guerra ad Antonio della Scala: si formò quindi una lega tra Visconti,Carraresi,Estensi e iGonzaga, che segnò la fine della signoria scaligera. L'esercito veronese combatté due grandi battaglie, tra le più grandi di quel tempo,[21] prima della sconfitta definitiva nellabattaglia di Castagnaro.
Ebbe fine l'indipendenza di Verona, e Antonio della Scala si ritirò aVenezia. Morì nel1388 non lontano da Firenze, da dove partì con un piccolo esercito alla volta di Verona.
Gli Scaligeri divennero in breve una delle più potenti signorie d'Italia estendendo il proprio dominio su gran parte del nord-est. Il territorio da loro conquistato corrispondeva nella sua massima espansione al Veneto attuale e ai territori diBrescia,Parma,Lucca,Massa,Pontremoli eCividale. Le conquiste territoriali permisero a Verona di controllare importanti rotte commerciali e di stabilire alleanze strategiche con altre città e signorie, aumentando l'influenza politica della famiglia della Scala. per quanto riguarda lo sviluppo delle infrastrutture sono principalmente ponti, strade, mura difensive e altri progetti che hanno migliorato la vita quotidiana dei cittadini e rafforzato la sicurezza della città. Grazie a questi sforzi, Verona è diventata un centro economico e culturale fiorente, attirando commercianti, artisti e viaggiatori da tutto il mondo. Gli scaligeri gestivano le risorse incentivando la produzione agricola attraverso politiche di incentivazione e protezione dei contadini. Inoltre, gli Scaligeri hanno acquisito e gestito vasti possedimenti terrieri intorno a Verona, garantendo un flusso costante di risorse agricole e finanziarie per la città.
Ritratto | Nome | Stemma | Nascita | Regno | Morte | Consorte/i | Discendenza (legittima/illegittima) | Sepoltura | Annotazioni/curiosità | |
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Inizio | Fine | |||||||||
![]() | Leonardino della Scala detto"Mastino I" della Scala | ![]() | c.1220 | 1262 | 26 ottobre1277 | Gilia | Legittimi:Niccolò Illegittimi:Bartolomeo,Guido,Pietro, Ardito, Francesco, Verde | Figlio diJacopino della Scala. Fu assassinato da quattro uomini, insieme al suo amico Antonio Nogarola. | ||
![]() | Alberto I della Scala | ![]() | c.1245 | 26 ottobre1277 | 3 settembre1301 | Verde di Salizzole | Legittimi:Costanza,Bartolomeo, Barbara,Alboino,Cangrande,Caterina Illegittimi:Giuseppe | Figlio diJacopino della Scala e fratello di Mastino I, fu anche podestà diMantova nel1272 e nel1275. | ||
Bartolomeo I della Scala | ![]() | 1270 | 3 settembre1301 | 7 marzo1304 | (1ª)Costanza di Antiochia (2ª) Onesta di Savoia | Legittimi: Francesco Illegittimi:Cecchino e Bailardino | Figlio di Alberto I. AccolseDante Alighieri, dopo che questi fu esiliato daFirenze, e per questo lui e la sua dinastia vennero lodati nelXVII Canto delParadiso. | |||
Alboino della Scala | ![]() | ... | 7 marzo1304 | 29 novembre1311 | (1ª)Caterina Visconti (2ª)Beatrice da Correggio | Legittimi:Verde,Mastino,Alberto, Alboina Illegittimi: Pietro | Figlio di Alberto I e fratello di Bartolomeo I. Dal1308 associò al potere il fratelloCangrande I. | |||
![]() | Cangrande I della Scala | ![]() | 9 marzo1291 | 1308 | 22 luglio1329 | Giovanna di Svevia | Legittimi:nessuno Illegittimi:Gilberto, Bartolomeo, Francesco, Margherita, Franceschina, Lucia Cagnola, Giustina,Alboino | Arche Scaligere | Figlio di Alberto I e fratello di Bartolomeo I e Albino. Come fece il fratello Bartolomeo, accolseDante Alighieri e da questi venne particolarmente elogiato nelXVII Canto delParadiso. | |
![]() | Mastino II della Scala | ![]() | 1308 | 22 luglio1329 | 3 giugno1351 | Taddea da Carrara | Legittimi:Verde,Regina,Paolo Alboino,Cangrande, Caterina, Altaluna,Cansignorio Illegittimi:Fregnano, Aimonte, Giovanni, Margherita,Pietro | Arche Scaligere | Figlio di Alboino e nipote di Bartolomeo I e Cangrande I. Era associato al potere con il fratelloAlberto II. | |
Alberto II della Scala | ![]() | 1306 | 22 luglio1329 | 3 giugno1351 | 13 settembre1352 | Agnese di Gorizia | Legittimi:nessuno Illegittimi: una figlia senza nome e Alboina | Anche se associato al potere con il fratelloMastino II, il potere erade facto nelle sole mani di quest'ultimo. | ||
![]() | Cangrande II della Scala dettoCan Rabbioso | ![]() | 7 giugno1332 | 3 giugno1351 | 14 dicembre1359 | Elisabetta di Baviera | Legittimi:nessuno Illegittimi: Beatrice, Francesca, Tebaldo,Guglielmo, Giordana, Taddea, Cagnola, Fregnano | Figlio di Mastino II. Venne assassinato dal fratelloCansignorio. | ||
![]() | Cansignorio della Scala | ![]() | 5 marzo1340 | 14 dicembre1359 | 19 ottobre1375 | Agnese di Durazzo | Legittimi: Tarsia Illegittimi:Antonio,Bartolomeo, Lucia | Arche Scaligere | Figlio di Mastino II. Assassinò i fratelliCangrande II nel1359 ePaolo Alboino nel1375. | |
Paolo Alboino della Scala | ![]() | 1344 | 14 dicembre1359 | 20 febbraio1365 | 17 o 18 ottobre1375 | Illegittimi: Silvestra, Pantasilea, Orsolina | Nel1375, sul letto di morte, il fratelloCansignorio ordinò la sua uccisione (Paolo era già incarcerato dal1365). | |||
Bartolomeo II della Scala | ![]() | ... | 19 ottobre1375 | 12 luglio1381 | Figlio di Cansignorio. Venne associato al potere con il fratelloAntonio, ma venne da quest'ultimo assassinato. | |||||
Antonio della Scala | ![]() | 1362 | 19 ottobre1375 | 18 ottobre1387 | 3 settembre1388 | Samaritana da Polenta | Legittimi:Canfrancesco e Polissena Illegittimi: Cleofe e Taddea | Figlio di Cansignorio. Venne associato al potere con il fratelloBartolomeo II, che però poi fece assassinare. Venne deposto daGian Galeazzo Visconti e morì esiliato. | ||
Conquista e dominio deiVisconti delDucato di Milano (1387–1404) | ||||||||||
Guglielmo della Scala | ![]() | ... | 8 aprile1404 | 18 aprile1404 | Nicodemo,Brunoro, Antonio, Niccolò, Oria, Beatrice, Caterina, Paolo, Chiara, Fregnano, Bartolomeo | Figlio di Cangrande II. Assieme ai figliBrunoro e Antonio e con l'aiuto deiCarraresi guidò una rivolta contro i Milanesi, riconquistando precariamente il potere. |
Si riportano i membri della famiglia storicamente considerati signori di Verona e di altre città[22].
Jacopino †1215/48 Elisa Superbi | |||||||
Mastino I †1277 | Alberto I *1245? †1301 Verde di Salizzole | ||||||
Bartolomeo I †1304 Costanza di Antiochia | Alboino †1311 Caterina Visconti Beatrice di Correggio | Cangrande I *1291 †1329 Giovanna di Antiochia | |||||
Alberto II *1306 †1352 Agnese di Gorizia | Mastino II *1308 †1351 Taddea da Carrara | ||||||
Cangrande II *1332 †1359 Elisabetta di Baviera | Paolo Alboino *1340 †1375 | Cansignorio *1343 †1375 Agnese d’Angiò-Durazzo | |||||
Guglielmo (naturale) *1350 †1404 | Bartolomeo II (naturale) †1381 | Antonio (naturale) *1363 †1388 Samaritana da Polenta | |||||
Quando nel1387Antonio della Scala venne definitivamente cacciato daVerona per opera diGian Galeazzo Visconti, signore di Milano, dovette andare in esilio aRavenna, ospitato dal padre diSamaritana, sua sposa,Guido III da Polenta, signore della città.
I Della Scala, fuggiti dalla città, finirono inBaviera traducendo in tedesco il loro cognome "Von der Leiter". Ebbero un ruolo rilevante nella vita della corte imperiale fino alla loro totale estinzione (circa1580). Molti scaligeri morirono in giovane età o governarono poco: alcuni furono assassinati, altri morirono per malattia o in circostanze sospette. In tempi moderni, il sequenziamento del DNA di Cangrande I ha rivelato che egli soffriva di una malattia genetica che può provocare morti improvvise, laglicogenosi di tipo II, ed è possibile quindi che affliggesse anche i suoi parenti e discendenti.[25][26]
Dopo l'espulsione diGuglielmo della Scala (1350-1404), la sua vedova e i figli trovano rifugio presso la corte dell'imperatore tedescoSigismondo di Lussemburgo. La famiglia viveva inBaviera sotto il nome diVon der Leiter (Von der Laitter oLeyter).
Un altro ramo della famiglia si spostò in Sicilia sotto il dominio aragonese, e si stabilì a Randazzo dove si imparentò con le famiglie nobili del posto e acquistò il Palazzo Reale Scala. Questo ramo collaterale conquistò il titolo di Baroni diRandazzo. Alla luce di questi avvenimenti risulterebbero dei discendenti in Sicilia ancora viventi e portanti il cognome "Scala", "Scalici" e "Scalisi", conservanti il sigillo a cinque pioli a cui la ramificazione siciliana aggiunse due stelle all'altezza del quarto piolo.
Un ramo lombardo esisteva sicuramente ancora nell'Ottocento (e forse anche oggi) e fu riconosciuto nell'elenco ufficiale delle famiglie nobili della Lombardia (Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti, 27 giugno 1895) come Conti Della Scala, Nobili diLodi, etc., residenti a Cremona (la nobiltà lodigiana deriverebbe dall'aver avuto comevescovo di Lodi, tra 1368 e 1393,Pietro della Scala, figlio diMastino II della Scala, Signore di Verona).
Da Nicolò della Scala detto Can Blaxius stabilitosi inVal Polcevera alla fine delTrecento è discesa la famiglia dei Patrizi GenovesiCambiaso tra i cui membri più illustri si ricordano il pittoreLuca e due dogi dellaRepubblica Genovese[27]
Alcuni storici o pseudo-storici hanno sostenuto che il soprannome o titoloCan[28][29] di alcuni membri del casato, come a esempioCan Grande I[28][30] oppureCan Grande II o ancoraCan Signorio, fosse usato per attribuire alla signoria di Verona un prestigio paragonabile aikhan orientali mongoli.[31][32][33] Alcuni hanno sostenuto che il titoloCan o Cane denotasse unappellativo di natura nobiliare di origine turco-mongola, corrispondente a "sovrano", "monarca" o "principe-sovrano".[31][32][33] A sostegno di questa tesi si è talvolta affermato che le statue di questi signori tendessero ad avere aspetti e tratti orientali. Considerando invece anche i soprannomi dei predecessori menzionati poc'anzi, quali erano Leonardino della Scala dettoMastino I eMastino II, ossia un riferimento esplicito a una specie canina chiamata propriomastino,[34] e i differenti stemmi raffiguranti proprio la signoria di Verona, come nel caso dello stemma nella chiesa di St. Martin (Meßkirch, 1551), si evince una devozione per la specie canina. Infatti, la signoria era detta ancheCan Signoria,[28][35] cioè la "Signoria del cane",[28] l'animale, in particolar modo ilmastino napoletano, era rappresentato in vari stemmi). Si tratterebbe quindi di una antica devozione all'animale, come esiste per molte altre famiglie italiane rispetto ad altri animali. O, ancora, alcuni signori di Verona del casato della Scala avrebbero assunto appellativi come Mastino o Cane per indicare la loro forza come era uso comune fare anche in altri popoli, chiamandosi Lupo, Leone…
Mentre Giovanni Carlo Saraceni ci dice che:
Paolo Giovio e Lodovico Domenichi asserivano che:
Il titolo di Cane o Can quindi non verrebbe dagli avi dei signori veronesi, ma dai loro nemici abbattuti in terra santa (forse in Siria/Soria). Quindi la famiglia, secondo Giovio e Domenichi verrebbe dallaBaviera.
Altri autori lasciano intendere che è l'appellativo Magno[37][38][39], cioè Grande (Can Grande), quello dato al signore veronese per le imprese (dei suoi avi) inTerra Santa contro il Saladino[38][39], e non Can o Cane. Giovanni Botero ci fa intendere che l'appellativo Magno è invece dovuto alle conquiste fatte in Lombardia[37].
Tutti questi indizi possono suggerire che il casato scese in Italia conFederico Barbarossa e partecipò allaterza crociata[40] in cui ilSaladino accettava la sfida lanciata dal Barbarossa attraverso una lettera, in cui si chiedeva la restituzione delle terre occupate o uno scontro. Per meriti ottenuti in qualche battaglia presero il nome di Can dai loro nemici sconfitti e più tardi Francesco della Scala riutilizzò l'appellativo. Rimane curiosa la moneta riportata nelle "...Memorie del Museo..." di Lodovico Moscardo[29] dove si vede uno scudo con tre mezze lune in una fascia e sull'altro lato della moneta una scala con quattro pioli; le tre mezze lune sono visibili anche sullo scudo di una rappresentazione dellabattaglia di Philomelium (1190 d.C.) contro i Turchi Selgiuchidi e su un mantello di questi[41]. Va ricordato che Federico Barbarossa scese via terra, chiedendo la concessione di passare per i regni dei Balcani. Gli avi della Scala potrebbero anche essere passati perCanina (Valona) e aver conquistato l'antico castello, oppure aver preso questo titolo da qualche altro nemico abbattuto tra i turchi, in accordo alle informazioni di Giovio, Domenichi e Saraceni[36][28] e alla comparazione tra disegni di monete di Lodovico Moscardo[29] e altre rappresentazioni grafiche[41].
Ai tempi diCan Grande della Scala (1291-1329)[43], nacque la leggenda che il soprannome Can anteposto al nome fosse una traduzione del titolo orientale dikhan, usato per indicare la parentela con gliAvari che avrebbero partecipato allaconquista longobarda d'Italia[44]. Tralasciando così i soprannomi diMastino I eMastino II (che stanno ad indicare proprio dei canimastini o deimolossi)[45] e la raffigurazione dei cani reggenti la scala, in alcuni stemmi del casato. Il territorio conquistato dagli Scaligeri corrispondeva nella sua massima espansione al Veneto attuale e ai territori diBrescia,Parma,Lucca,Massa,Pontremoli eCividale. I della Scala dopo 125 anni di dominio (dal1262 al1387) scomparivano dalla scena come protagonisti e Venezia emergeva, quasi come loro successore.Antonio della Scala, sconfitto dall'alleanza tra Visconti e Carrara (di Padova) non poté che rifugiarsi a Venezia[46]. Venezia nel 1400 dominava anche la signoria diCanina (o Kanina) e Corfù[47], territori meglio conosciuti comePrincipato di Valona[48]. Secoli prima l'area di Canina fu invasa dagli Avari intorno al 587 d.C.[49][50], poco dopo aver invaso la città diSirmio, che ha un nome simile aSirmione che fu controllata proprio dagli Scaligeri. Non sarebbe strano se i Della Scala avessero legami di parentela anche con iCastrioti e iBalšidi[51][52](o Balsici) imparentati a loro volta con nobili napoletani, come nel caso diMaria Balsa, e se questi scaligeri si sarebbero poi spostati in Sicilia[53], dopo aver dominato Verona. Infatti, la stirpe veronese si sarebbe trasferita in Sicilia sotto il dominio Aragonese, fermandosi prima pressoRandazzo[54], dove contrasse parentela con alcune famiglie locali[54][55][56][57]. Godettero di titolo nobiliare anche aMessina[7][58][59].
Il mastino alato[45] nell'araldica, sarebbe una scelta legata all'uso di cani da guerra, così come il titolo di Can o Cane e i soprannomi Mastino. Infatti, il mastino napoletano che si vede nell'iconografia scaligera è un discendente deimolossi e fa parte deimolossidi: una razza di cani guerrieri oriundi dell'Albania o dell'Epiro, cioè di quella regione che nelXIV secolo presentava anche lasignoria di Valona e Canina (o Kanina)[60][61] diventata possesso di Venezia. I molossi, ormai estinti, prendevano il nome da una tribù che abitava l'antico Epiro e sembra fossero usati anche nelle battaglie diAlessandro Magno (che arrivò anche in Babilonia) ePirro. Quest'ultimo (parente di Alessandro Magno) dal306 a.C. fu proprio re della tribù preponderante dell'Epiro, iMolossi[62][63] e osservando una statua del I secolo d.C. (conservata neiMusei Capitolini di Roma) si vedono sul busto della sua armatura un leone alato e forse un cane alato (sembra diverso dal leone). Quindi iDella Scala avrebbero voluto simboleggiare la loro forza e ascendenza da un'antica popolazione dellapenisola Balcanica che usava cani da guerra, per nobilitarsi oppure perché si scontrarono con una popolazione sulla quale ebbero la meglio. La signoria scaligera è detta quindi anche Can Signoria[35] o signoria del Cane[28]. Rimane curioso l'uso dei cani a mo' dileoni rampanti, questi si vedono in uno stemma della famiglia Scaliti[64].
Quindi, prese in considerazioni tutte queste informazioni e mettendole in accordo tra loro si può supporre che: il titolo di Can o Cane fu ripreso da Can-Grande dai suoi avi, che a loro volta lo avevano preso per onori e meriti nelle battaglie della terza crociata contro ilSaladino[28][36]. Questa tesi va in contrapposizione a quella che afferma che Can sia unatraslitterazione otraduzione diKhan, per assonanza, e che i della Scala discenderebbero dagliAvari. Non sappiamo esattamente chi furono i nemici dai quali venne preso questo titolo di Can, ma potrebbero essere dei popoli della penisola Balcanica (anche pressoAlbania oEpiro dove c'era il castello diCanina) oturchi. Però, non vanno dimenticati i soprannomi diMastino I eMastino II insieme con l'iconografia e l'araldica del casato che spesso presenta questa figure dicani ocani alati (negli stemmi come sul cimiero dell'armatura), che a disdetta di qualcuno[36] che afferma che Can non si riferisca all'animale, affermano il contrario. Anzi, sul disegno di una moneta riportato da Lodovico Moscardo[29] possiamo vedere una moneta che presenta da un lato lo stemma con la scala e dall'altra parte un cane fedele accarezzato da un padrone, con una pettinatura tipica di qualche popolazione, forse diBabilonia dove l'iconografia di animali alati era ampia, e non era lontana dallaterra santa, oppure greca che ricorda proprio la statua (presumibilmente greca)Kouros (scultura greca, circa dal 550 a. C. in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze)[65]. Poi sempre Moscardo[29] ci mostra anche una moneta con tre mezze lune, che si vedono anche in altre immagini del medio oriente nelle battaglie dellecrociate, che dovrebbero invitarci a supporre che si tratti di un indizio riguardo i nemici vinti dagli avi della Scala, da cui viene il titolo Can. Con questo non si dimentica che il primo membro "della Scala" di cui si hanno notizie date per certe èArduino della Scala dichiarato di origine "latina" in un documento del1180[2][3][4][5][66][67], nel senso di «ex genere Romanorum», cioè appartenente alla stirpe romana. Pertanto, i della Scala sembrano venire dallaBaviera[36] (luogo dove successivamente tornarono col nome di Von Leiter); forse insieme aFederico Barbarossa scesero in Italia, ma l'origine latina di Arduino non è da scartare, se si ricorda che l'Impero Romano comprendeva anche laRaetia e che forse fu colonizzata proprio da avi di questo casato, forse provenienti proprio dalla Verona romana dove fecero ritorno.
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