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Compagno (politica)

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Manifesto di Vasily Spasskiy:Товарищ, охраняй мосты! (trad. "Compagno, sorveglia i ponti!")

Il terminecompagno (in inglesecomrade, in russoтоварищ?,tovarišč) è un appellativo utilizzato inpolitica per indicare un individuo che cerca la propria realizzazione attraverso un progetto comune di tipo solidale e collettivistico. Il termine compagno è da sempre usato tra i militantisocialisti eanarchici e, dopo la fondazione delpartito, da quellicomunisti.

Storia

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Fin dall'Ottocento tra coloro che si sono organizzati per opporsi alcapitalismo, e successivamente fra i militanti di partiti, organizzazioni e movimenti di ispirazionemarxista si è diffusa l'abitudine a chiamarsi "compagni".

Nella culturasocialista,comunista,anarchica e in generale disinistra (inItalia anche nell'ambito del Radicalismo, ovvero lasinistra liberale elaica) il compagno è un soggetto, un individuo come gli altri, ma un individuo che cerca di superare la propria individualità e cerca la propria realizzazione attraverso un progetto comune di tipo solidale e collettivistico.

IlfilosofoJean-Paul Sartre ha parlato nel 1960 del cosiddetto gruppo-in-fusione che mira ad una finalità-progetto. Per Sartre, si è compagni solo se si ha un progetto comune da compiere insieme.

Secondo il giornalista e scrittoreVittorio Messori, l'abitudine di chiamarsicompagno risale ai gesuiti diIgnazio di Loyola[1].

Etimologicamente il termine "compagno" rimanda al mangiare insieme, dal latino medievalecompanio. "Compagno" significacum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane (calco del greco σύντροφος, "cresciuto con", "convivente con", "che collabora", dal verbo συντρέφω, "crescere insieme", "essere educato", "essere composto da") con una chiara analogia quindi alla ritualità cristiana e all'eucaristia.

Nelle opposte ideologiefasciste è presente un termine analogo, cioècamerata, anche se nellalingua spagnola, talvolta,compañero ecamarada vengono usati come sinonimi dai militanti di sinistra.[2] Ad esempio durante il periodo del dominio del comunismostalinista inUnione Sovietica si usava rivolgersi al capo della nazione con l'appellativo di "Compagno Stalin" (Товарищ Сталин).

Nella lettera a Marìa Rosario Guevara,Ernesto Che Guevara così definisce il termine "Compagno": "[...] se lei è capace di tremare di indignazione ogni volta che viene commessa un'ingiustizia nel mondo, allora siamo compagni, [...]"[3]

Note

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  1. ^ Vittorio Messori,Ipotesi su Gesù, collanaSestante, Società Editrice Internazionale, 2001,ISBN 88-05-05867-X.
  2. ^Maduro: «El camarada Stalin se parecía a mí. Mira el bigote, igualito» - ABC.es.
  3. ^LETTERE DEL CHE, suernestoguevara.altervista.org(archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).

Voci correlate

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