Claudio Treves | |
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Deputato del Regno d'Italia | |
Legislatura | XXII,XXIII,XXIV,XXV,XXVI,XXVII |
Collegio | Milano VI |
Sito istituzionale | |
Dati generali | |
Partito politico | PSI (1892-1922) PSU (1922-1925) PSLI (1926-1930) |
Titolo di studio | Laurea inGiurisprudenza |
Università | Università degli Studi di Torino |
Professione | Avvocato, pubblicista-giornalista |
Claudio Graziano Treves (Torino,24 marzo1869 –Parigi,11 giugno1933) è stato unpolitico,giornalista eantifascistaitaliano.
Treves nacque aTorino il 24 marzo del1869 da una famigliaebraica, figlio di Graziadio Treves, i cui avi paterni erano emigrati inItalia dallacittà tedesca diTreviri[1], e di Susanna Valabrega.
Studente all'Università degli Studi di Torino, si avvicinò dapprima alPartito Radicale Italiano per poi iscriversi alPartito dei Lavoratori Italiani nel1892, anno in cui conseguì la laurea inGiurisprudenza.
Membro della direzione piemontese del partito, che nel congresso diReggio Emilia del1893 era diventatoPartito Socialista dei Lavoratori Italiani, nel1894 venne condannato a due mesi diconfino.
Per alcuni anni viaggiò, come corrispondente delquotidiano socialistaAvanti!, fra diverse città europee: tra il1894 e il1896 fu aBerlino, nel1897 visitò laSvizzera, iPaesi Bassi, ilBelgio, e infine, nel1898,Parigi.
Rientrato in Italia, collaborò al periodico milaneseCritica Sociale diFilippo Turati e a molte riviste di area socialista, per poi dirigere il quotidiano radicaleIl Tempo diMilano dal1902 al1910, anno in cui diventò direttore dell'Avanti!, posizione che manterrà fino al1912.
Il 10 gennaio1907 si sposò con lavenezianaOlga Levi, di ricchissima famiglia ebrea.
Nel pomeriggio del 29 marzo 1915, dopo una lunga serie di articoli contenenti reciproche accuse d'incompetenza, giunti all'insulto personale, Treves sfidò aduelloBenito Mussolini, nonostante la proibizione nel paese e nello Statuto delPartito di appartenenza.
La sfida venne accolta e il duello si svolse allaBicocca di Niguarda, nel pomeriggio del 29 marzo 1915. Fu un combattimento allasciabola violentissimo, durato 25 minuti suddivisi in otto assalti consecutivi, nei quali i duellanti infersero, l'un l'altro, varie ferite e contusioni. Al termine dell'ottavo assalto, su consiglio dei medici, i padrini decisero di porre termine allo scontro, comunque constatando l'univoco rifiuto dei duellanti alla riconciliazione. Pur restando ferito all'avambraccio, alla fronte e all'ascella, Treves riuscì a colpire all'orecchio il futuroDuce, che era uscito indenne da sei precedenti duelli.[2]
Secondo il ricordo del figlioPiero: "Non credo vi siano mai state due persone più antitetiche. Mio padre era fondamentalmente un uomo di cultura, odiava la demagogia, la retorica vana, il gonfiarsi le gote, insomma tutto ciò che caratterizza il cosiddetto 'villan rifatto'. Questo era precisamente Mussolini, il quale si faceva bello di una cultura che non aveva...".[3]
Quando, nel1914, laprima guerra mondiale era già scoppiata e in Italia si dibatteva circa la possibilità di un intervento armato, Claudio Treves si era distinto per avere più volte sostenuto la necessità, da parte dell'Italia, di mantenere un atteggiamento neutrale.
Una volta che il conflitto investì anche l'Italia, egli continuò a essere portavoce di una politicapacifista in linea con l'internazionalismo socialista, a tal punto che tra i soldati si diffuse, ispirato dagli orientamenti di Treves, lo slogan: «Il prossimo inverno non più in trincea».
Tuttavia, in seguito alladisfatta di Caporetto, avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 ottobre1917, mise da parte, almeno per il momento, le sue posizioni ideologiche, ritenendole inconciliabili con la situazione del fronte. Unì pertanto la sua voce a quelle del governo e degli altri partiti, che invitavano gli italiani alla compattezza in nome della difesa dell'indipendenza nazionale.
Strettamente legato aFilippo Turati e alle posizionigradualiste, diventò deputato nel1906; neglianni venti del XX secolo aderì alPSU di Turati eMatteotti, divenendo direttore dell'organo ufficiale del partito, il quotidianoLa Giustizia, poi messo al bando dal regime fascista nel1925.
Il 14 novembre1925, il Partito Socialista Unitario fu il primo a essere sciolto d'imperio delregime fascista, a causa del fallito attentato a Mussolini da parte del suo iscrittoTito Zaniboni, avvenuto il 4 novembre precedente.
Il 26 novembre1925, tuttavia, si costituì un triumvirato, composto da Treves,Giuseppe Saragat eCarlo Rosselli, i quali il 29 novembre successivo ricostituirono clandestinamente il PSU comePartito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI).
Il 16 novembre1926 entrò in vigore il Regio Decreto n. 1848 del 1926 che prevedeva "lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicano azione contraria al regime", onde l'unico movimento politico legale rimase ilPartito Nazionale Fascista. Pertanto, tutti gli esponenti dei partiti antifascisti diventavano passibili di arresto o, peggio, di violenze fisiche da parte delleCamicie Nere.
Quindi, Carlo Rosselli organizzò, assieme aFerruccio Parri, un programma di espatrii clandestini per mettere in salvo l'intero gruppo dirigente del PSU/PSLI: innanzitutto, nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1926, Treves e Saragat passarono il confine svizzero, prendendo la via dell'esilio.
Rosselli, per questo e per aver programmato la fuga dall'Italia di Turati eSandro Pertini, verrà arrestato e prima recluso nel carcere diComo, poi inviato alconfino aLipari.
DallaSvizzera Treves raggiunse poi laFrancia eParigi, dove partecipò attivamente alle iniziative degliantifascisti, anche dirigendo il quindicinaleRinascita Socialista (organo delPSLI) e, dal 1º maggio1927, il settimanaleLa Libertà, organo dellaConcentrazione Antifascista.
Nel1927, il PSLI assunse la denominazione diPartito Socialista Unitario dei Lavoratori Italiani (PSULI), che, il 19 luglio1930, anche con il sostegno di Treves, in occasione del XXI Congresso socialista, tenutosi in esilio a Parigi, si riunificò con il PSI diPietro Nenni.
Nello stesso anno Treves partecipò al congresso delLabour Party britannico. Nel giugno1931 prese parte al congresso internazionale sindacale diMadrid e nel luglio ai lavori dell'assemblea dell'Internazionale Socialista aVienna.
Morì alle 3 di notte dell'11 giugno1933, in un modesto albergo al numero 10 di Rue de la Tour d'Auvergne (9°arrondissement di Parigi), poche ore dopo aver commemorato la morte dell'amico Matteotti alla sezione socialista della capitale francese.
Treves vennecremato, ma le sue ceneri, assieme a quelle diFilippo Turati, verranno riportate in Italia soltanto il 10 ottobre1948 e tumulate nelCimitero Monumentale di Milano, accompagnate da un'imponente manifestazione di autorità e popolo.[4][5]
Anche i suoi figliPaolo,Piero e la sorellaAnnetta furono militanti delPartito Socialista Unitario. La sorella era madre diCarlo Levi e diLuisa Levi.
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