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Chinino

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Chinino
NomeIUPAC
(R)-(6-metossichinolina-4-il)((2S,4S,8R)- 8-vinilchinuclidin-2-il)metanolo
Caratteristiche generali
Formula bruta omolecolareC20H24N2O2
Massa molecolare (u)324,417
Numero CAS130-95-0
Numero EINECS205-003-2
PubChem3034034
DrugBankDBDB00468
SMILES
COC1=CC2=C(C=CN=C2C=C1)C(C3CC4CCN3CC4C=C)O
Proprietà chimico-fisiche
Costante di dissociazione acida (pKa) a 298 K4,1; 8,5
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine irritante
pericolo
Frasi H315-317-319-334-335
Consigli P261-280-305+351+338-342+311[1]
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Ilchinino è unalcaloide naturale originariamente ricavato dalla corteccia della pianta andinaCinchona, già conosciuta e adoperata come medicamento dagli spagnoli nel XVII secolo, avente proprietàantipiretiche,antimalariche eanalgesiche.

Oltre a essere utilizzato come principio attivo antimalarico e nel trattamento dei crampi muscolari, può anche essere inconsapevolmente assunto, dato che è presente in bevande come l’acqua tonica e il bitter al limone.

Ingresso nella medicina occidentale

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Origine del nome

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Le origini del nome della pianta sono mitologiche.Il medicogenovese Sebastiano Bado riferisce infatti che la contessa Ana de Osorio Chinchón, moglie delviceré del PerùLuis Jerónimo de Cabrera, nel 1630 sarebbe stata curata da una febbre intermittente da cui era affetta grazie al ricorso ai rimedi tradizionali indigeni.Secondo Bado, la contessa, per ringraziare della guarigione, dispose la cura per tutti i poveri diLima e rese nota la vicenda anche inSpagna.

Tuttavia, il diario ufficiale di Cabrera, ritrovato nel 1930, smentisce molte delle affermazioni di Bado: le sue memorie riportano che la contessa Chinchón morì tre anni prima della nomina di Cabrera a viceré, giunta quando questi era, altresì, sposato in seconde nozze con Francisca Henríquez de Ribera, che accompagnò il coniuge nelleAmeriche, dove godette di ottima salute.Lui stesso si ammalò più volte di febbre, ma non fu mai curato con alcuna bacca del luogo.Francisca Henríquez, inoltre, non tornò mai in patria perché morì aCartagena, nell'attualeColombia, durante il viaggio di ritorno.

Nonostante l'inconsistenza storiografica dei resoconti di Bado, tuttaviaLinneo diede il nome dicinchona algenere cui appartiene l'albero della china in omaggio alla contessa de Chinchón.

Storia

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È altresì ritenuto più verosimile che a scoprire le proprietà curative del chinino e a introdurlo inEuropa sia stato ilgesuitaspagnoloBernabé Cobo durante i suoi viaggi in America del Sud.A sostegno della tesi di Cobo sta il fatto che nel passato il chinino era detto anchepulvis gesuiticus[2].

Il chinino fu estratto dalla corteccia dell'albero della china e fu isolato e così chiamato nel1817 dai ricercatori francesiPierre Joseph Pelletier eJoseph Bienaimé Caventou.Il nome deriva dalla parola originalequechua (inca) usata per la corteccia dell'albero cinchona, "Quina" o "Quina-Quina".

La prima apparizione inItalia data 1612, mentre un secolo più tardiFederico Torti ne avrebbe descritto e di fatto avviato l'uso medico-terapeutico; nel1906 l'importante rivista medicaLancet scrisse dell'importanza dell'azione dei padri gesuiti.Nel 1928 la febbre bubbonica in Nigeria fu debellata con l'uso sistematico di chinino in basse concentrazioni (5-10%) mescolato con acqua, succo di limone, cacao e menta.

Medicina

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Il chinino è un potentefarmaco efficace contro le quattro specie delplasmodium. È unoschizonticida delsangue, ma non agisce sulla faseeso-eritrocita ogametocita. Interferisce anche con ilDNA del plasmodio, ha una emivita di circa 10 ore e viene metabolizzato dalfegato ed espulso con leurine in circa 24 ore.

È stato il farmaco principalmente usato per la cura dellamalaria fino alla scoperta dellaclorochina. Oggi sta tornando come rimedio principe in quanto verso laclorochina si sono manifestate importanti e diffuse resistenze. È simile allachinidina (farmaco anti-aritmico, impiegato in cardiologia) quindi può dare aritmie fatali (fibrillazioni ventricolari,torsioni di punta) per allungamento del tratto Q-T (è controindicato nei pazienti con disturbi della conduzione cardiaca o in terapia cardiologica con farmaci digitalici[3]).

Farmacodinamica

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La farmacodinamica del chinino è complessa e varia. Il farmaco infatti agisce in vari modi nei confronti del plasmodio. Il chinino si lega agli acidi grassi della membrana eritrocitaria determinando la conseguente emolisi e quindi la maturazione degli schizonti. Inoltre impedisce la formazione del pigmento emozoinico nei vacuoli alimentari del parassita per inibizione di emopolimerasi. Infine il chinino sembra anche interferire direttamente con il DNA portando a errori di riproduzione e trascrizione.

Principio attivo

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Il principio attivo del chinino prende il nome dichinoline-metanolo. La sintesi chimica dell'alcaloide chinina fu scoperta nel 1856, ma venne effettuata solo nel1908, dal chimico Paul Rabe[4].

Proprietà curative

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Il chinino era un tempo lo strumento più efficace contro la malaria dato che debella velocemente ilparassita e determina lo sfebbramento. Viene somministrato per via endovenosa e agisce stimolando le cellule delpancreas. Questa azione induce unaipoglicemia, per cui è necessario monitorare i valori glicemici per la somministrazione diglucosio per via endovenosa. Negli anni molti ceppi di plasmodio sono divenuti resistenti al chinino per cui si utilizza in associazione ad altri antibiotici come la doxaciclina o si preferiscono altri farmaci come Artemether-lumefantrine o Atovaquone-proguanil.

Effetti collaterali

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Il chinino è un rimedio efficace contro la malaria, ma è anche un farmaco altamente tossico. Gli effetti collaterali prendono il nome dicinchonismo (sindrome di) e consistono invomito,diarrea e disturbi visivi e auditivi. Questi ultimi, spesso, non sono risolvibili neanche dopo la sospensione della cura.Il chinino è inoltre la sostanza più frequentemente responsabile dimicroangiopatia trombotica farmaco-indotta.

Controindicazioni

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Il chinino è controindicato per pazientidigitalizzati, con disturbi della conduzione cardiaca, e trattati conwarfarin. Da sconsigliare assolutamente l’assunzione ai pazienti che hanno già avuto un episodio disindrome emolitico-uremica o diporpora trombotica trombocitopenica, poiché può favorire le recidive.

Resistenze

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Una resistenza al farmaco è stata osservata inBrasile già nel1910. Attualmente sono segnalate delle resistenze del tipo RII (più raramente del tipo RIII) nelsud est asiatico:Cambogia,Vietnam eThailandia. Si è notato che le resistenze possono essere superate aumentando le dosi.

Altri usi

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È presente (in minima quantità) in forma dicloridrato nell'acqua tonica, nelMartini Rosso, nel Crodino Twist, nel Rosso Antico, nell'Aperol e nellaRed Bull The Red Italian Edition. È inoltre uno degli ingredienti dell’aperitivo franceseDubonnet.È inoltre presente nelCynar.

Note

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  1. ^Sigma Aldrich; rev. del 19.09.2012
  2. ^Alessandro Giraudo,Storie straordinarie delle materie prime, 2019, pag.162"L'erba dei gesuiti", la lotta per il monopolio dell'antidoto alla malaria, trad. Sara Principe, add editore, Torino ,ISBN 978 88 6783 236 1
  3. ^ K. E. Pedersen, J. Lysgaard Madsen e N. A. Klitgaard,Effect of quinine on plasma digoxin concentration and renal digoxin clearance, inActa Medica Scandinavica, vol. 218, n. 2, 1º gennaio 1985, pp. 229-232.URL consultato il 12 novembre 2016.
  4. ^(EN) John Mann,Jesuits' powder, sursc.org, Royal Society of Chemistry, 2009.URL consultato il 22 settembre 2016(archiviato dall'url originale il 23 settembre 2016).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàThesaurus BNCF40198 ·LCCN(ENsh85109880 ·GND(DE4136724-8 ·BNF(FRcb11940835j(data) ·J9U(EN, HE987007553297805171 ·NDL(EN, JA00565827
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