Chester Williams | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dati biografici | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Paese | ![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Altezza | 174cm | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Peso | 84kg | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Familiari | Avril Williams(zio paterno) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Rugby a 15![]() | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ruolo | Tre quarti ala | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Carriera | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Attività giovanile | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Attività provinciale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Attività di club[1] | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Attività da giocatore internazionale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Attività da allenatore | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Palmarès internazionale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Vincitore | ![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega Il simbolo → indica un trasferimento in prestito | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Chester Mornay Williams (Paarl,8 agosto1970 –Città del Capo,6 settembre2019) è stato un giocatore e allenatoresudafricano dirugby a 15.Attivo nel ruolo ditre quarti ala per ilWestern Province, fu il primoSpringbok di colore dell’era professionistica — nonché il terzo assoluto dopoErrol Tobias e suo zioAvril Williams — e vincitore dellaCoppa del Mondo di rugby 1995.
Per il suo ruolo nella conquista di tale trofeo, disputato dopo il termine del regime diapartheid inSudafrica, Chester Williams è visto come una figura simbolo del nuovo Paese multirazziale, impostosi all’interno di una squadra storicamente riservata ai giocatori bianchi[2], anche se lo stesso Williams non mancò di denunciare come nell’ambiente del rugby sudafricano il razzismo fosse ancora presente ben oltre la fine della segregazione razziale[2].
Cresciuto a Magnolia, un sobborgo diCittà del Capo[1], Chester è nipote diAvril Williams, giàcoloured in Nazionale in piena era-apartheid; nei primianni ottanta subì la perdita del suo migliore amico a opera della repressione poliziesca di uno sciopero studentesco[1].
Appassionato di rugby fin dall'infanzia, tuttavia non fu mai sostenitore degliSpringbok, dai quali non si sentiva rappresentato in quanto squadra preclusa ai giocatori non bianchi[3]; più avanti, quando si mise in luce come rugbista di talento, iniziò a coltivare la possibilità di giocare per la Nazionale, e la sua avversione per gliSpringbok cessò[3].
Chiamato per la prima volta a rappresentare ilWestern Province nel 1991 inCurrie Cup, non trascorsero che due anni prima di venir convocato anche per gliSpringbok: il suo esordio avvenne il 9 novembre 1993 aBuenos Aires contro l'Argentina, poco più di nove anni dopo l'ultima presenza internazionale di uncoloured,Errol Tobias, il primo in assoluto a rappresentare ilSudafrica in untest match.Il debutto fu caratterizzato da una meta, e per tutto il 1994 Williams fu presenza fissa della Nazionale; il 1995 vide ilSudafrica organizzare laCoppa del Mondo cui gliSpringbok — appena usciti dal regime diapartheid e dal conseguente bando internazionale inflitto al Paese come sanzione — partecipavano per la prima volta in assoluto.
Benché convocato, Williams non faceva parte del XV di partenza a causa di un piccolo infortunio[4]: non fu quindi schierato durante tutta la fase a gironi.
Il suo impiego divenne necessario quando, dopo quella che passò alla cronaca comebattaglia del Boet Erasmus dal nome dello stadio diPort Elizabeth dove si svolse un durissimo e spigoloso incontro degliSpringbok contro ilCanada che vide espulsi e squalificati da ambo le parti[5], il pilone sudafricanoJames Dalton[5] e l'alaPieter Hendriks[4] ricevettero sospensioni che li esclusero di fatto dalla competizione, e per rimpiazzare quest'ultimo fu scelto proprio Williams, nel frattempo ristabilitosi dall'infortunio[4].
Williams esordì quindi nella competizione direttamente nell'incontro dei quarti di finale controSamoa: al 16' di gioco fu lui a realizzare la prima meta degliSpringbok[6] e altre tre ne mise a segno nel resto dell'incontro, per un punteggio totale che vide i padroni di casa vincere per 42 a 14 suglioceaniani e assicurarsi la semifinale contro laFrancia, poi vinta; Williams fu in campo in tutte le rimanenti partite del torneo e si aggiudicò la Coppa del Mondo, vinta battendo in finale laNuova Zelanda per 15-12.
Williams prese parte altour celebrativo dei sudafricani nell'autunno del 1995, che portò la squadra a giocare controItalia eInghilterra; il 1996 si aprì con un infortunio che lo tenne lontano dai campi per molto tempo[7]; un nuovo incidente al ginocchio lo tenne fuori dal terreno per buona parte del 1997[8].
A fine anno si trasferì inItalia, alCasale in serie A2 per un breve periodo, nella pausa rugbistica dell'Emisfero Sud[9], e nel 1998 tornò in Nazionale dopo 3 anni d'assenza; passato nel 1999 allafranchise professionistica diSuper Rugby del Transvaal, iLions, disputò il suo ultimotest match nel novembre 2000 poi, di nuovo inabilitato dagli infortuni, decise di mettere fine alla sua carriera nel giugno 2001[10].
Dopo il termine dell'attività agonistica iniziò a lavorare come allenatore; tra i suoi primi incarichi vi fu quello di assistente sulla panchina deiBoland Cavaliers[11] e, a seguire, quello di tecnico capo della nazionale a sette sudafricana[11].
A novembre 2002 fu pubblicata una sua biografia curata da Mark Keohane,A Biography of Courage[12], nella quale Williams attaccò numerosi luoghi comuni sorti dopo la fine del regime diapartheid, primo tra tutti quello dell'uguaglianza di opportunità in seno agliSpringbok.Nel libro Williams accusa numerosi colleghi bianchi di episodi di intolleranza spicciola (come gli insulti ricevuti in campo da un compagno di squadra durante un incontro internazionale[1][2][13]), e l'ex C.T. sudafricano Harry Viljoen di averlo usato solo come segnaposto per rispettare la quota di giocatori di colore nella nazionale (avendolo portato in panchina negli ultimitest match per i quali fu mai convocato, nel 2000, controInghilterra eIrlanda): secondo Williams, Viljoen gli disse che la sua carriera in Nazionale era finita ma che aveva bisogno di lui in panchina come giocatore di colore da inserire a referto[2][13].
Nel 2004 assunse la guida tecnica deiCats reduci da 12 sconfitte consecutive inSuper Rugby[11], senza tuttavia riuscire a risollevare le sorti del club, vittorioso solo in un'ulteriore occasione nel resto della stagione e in quella successiva; fu quindi ingaggiato, nel 2006, dalla Nazionale dell'Uganda[14] dalla quale si dimise quasi subito, dopo solo due mesi, per tornare inSudafrica e allenare iPumas inCurrie Cup[15]; dopo solo un anno dovette abbandonare tale incarico e tornare aCittà del Capo in quanto vittima, insieme alla sua famiglia, distalking[16].
Dopo un brevissimo intermezzo alla conduzione dellaTunisia, a febbraio 2008 fu chiamato inRomania sulla panchina dellaDinamo Bucarest[17], che guidò fino al titolo nazionale[18]; successivamente gli fu affidata la guida della Nazionale A in occasione dell'edizione2008 dellaNations Cup[18], anch'essa vinta.
Un nuovo avvicinamento con lafederazione rumena avvenne dopo la Nations Cup, ad agosto 2008, quando sembrò che Williams dovesse assumere la guida del Farul Costanza[19], ma l'accordo non si concretizzò[20].Tornò invece inUganda per un secondo mandato alla guida della Nazionale, nel tentativo di farla avanzare nelle qualificazioni allaCoppa del Mondo di rugby 2011.
In seguito collaborò con la federazione rugbistica sudafricana, come istruttore delle selezioni giovanili[21] e, fino al 2013, condusse la formazione rumena delTimişoara, portato proprio in quella stagione alla vittoria nel campionato nazionale.
Il 6 settembre 2019, a 49 anni compiuti da poco, Williams fu stroncato da uninfarto cardiaco che lo colpì nella sua casa di Città del Capo[22].
Altri progetti
Nazionale sudafricana –Coppa del Mondo di rugby 1995 | |
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Avanti | M. Andrews · Brink · Dalton · Drotské · Hurter · Kruger · Otto · Pagel · F. Pienaar · du Randt · Richter · C. Rossouw · Straeuli · Strydom · Swart · Wiese |
Tre quarti | Hendriks · G. Johnson · A. Joubert · Mulder · Roux · H. le Roux · Scholtz · Small · Stransky · B. Venter · v.d. Westhuizen · C. Williams |
C.T. | Kitch Christie |
Controllo di autorità | VIAF(EN) 61229681 ·LCCN(EN) no2003031806 |
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