Cattedrale Primaziale dei Santi Giovanni Battista e Stefano Primatiale Saint-Jean-Baptiste-et-Saint-Étienne | |
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Stato | ![]() |
Regione | Rodano-Alpi |
Località | Lione |
Indirizzo | 8 place Saint-Jean 69005 Lyon |
Coordinate | 45°45′38″N 4°49′39″E45°45′38″N,4°49′39″E |
Religione | cattolica dirito romano |
Titolare | Giovanni Battista eStefano |
Arcidiocesi | Lione |
Architetto | Jacques de Beaujeu |
Stile architettonico | romanico egotico |
Inizio costruzione | 1180 |
Completamento | 1480 |
Sito web | primatiale.fr/ |
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Lacattedrale primaziale dei Santi Giovanni Battista e Stefano (primatiale Saint-Jean-Baptiste-et-Saint-Étienne), comunemente nota comecattedrale di San Giovanni (cathédrale Saint-Jean), è lachiesacattedraleprimaziale[1] dell'arcidiocesi di Lione, inFrancia. Dal1862 è classificata comeMonumento storico di Francia.[2]
La chiesa domina il quartieremedioevale erinascimentale della città ("Vieux Lyon", o "Vecchia Lione"), ai piedi della collina diFourvière, ai bordi dellaSaona.
La chiesa originaria era consacrata a santo Stefano, mentre il suobattistero a san Giovanni Battista. L'edificio attuale fu costruito nel corso di trecento anni, tra il1180 e il1480 in stileromanico egotico. Ospita unorologio astronomico delXIV secolo.
Il complesso episcopale era sorto nello stesso luogo in epocamerovingia, ricostruibile sulla base della descrizione diSidonio Apollinare e dagli scavi condotti sul sito.
NelXII secolo vi fu aggiunto unchiostro, impostato su unacripta più antica.
La ricostruzione della chiesa iniziò dalle parti basse dell'abside, con le due cappelle laterali, e deltransetto, edificati in formeromaniche tra il1165 e il1180.Levoltegotiche della parte più antica, furono completate insieme alle due torri orientali e alle prime quattrocampate dellenavate tra la fine delXII secolo e il primo terzo delXIII. Alla metà del nuovo secolo erano terminate levetrate delcoro e irosoni del transetto.
Tra la fine del XIII e il primo terzo delXIV secolo furono completate le ultime quattrocampate delle navate e la parte inferiore dellafacciata. Entro la fine del secolo furono completate le volte e (nel1392) il rosone della facciata.
NelXV secolo fu completata la parte superiore della facciata con le due torri laterali. La statua diDio Padre venne collocata sulla sommità nel1481. Tra la fine del XV secolo e gli inizi delXVI venne aggiunta la cappella dei Borboni, che riprende il nome dagli arcivescovi che ne ordinarono la costruzione, in stile gotico flamboyant.
Nel1562 la cattedrale fu devastata dalle truppecalviniste. Le vetrate medioevali della navata centrale e del timpano del portale vennero eliminate daicanonici nelXVIII secolo. Durante laRivoluzione francese la chiesa fu di nuovo danneggiata. Tra il1791 e il1793 il vescovoLamourette ordinò la distruzione delcoro medioevale e in particolare della sua recinzione. Venne ricostruito nella sua precedente disposizione tra il1935 e il1936. Altri danni furono subiti durante laseconda guerra mondiale: nel1944 andarono distrutte alcune delle vetrate antiche superstiti. Un restauro della facciata fu eseguito nel1982.
Lafacciata, appartenente alla fase tarda della chiesa, è in uno stilegotico flamboyant molto ricco. Venne costruita con blocchi in parte direimpiego, provenienti da antichi monumenti romani, in particolare dell'anticoforo cittadino. È costituita da due fasce sovrapposte, suddivise da unballatoio poggiante su uncornicione riccamente scolpito. In quella inferiore si trovano i treportalistrombatigotici, mentre, in quella superiore, vi sono le due tozzetorri campanarie che incorniciano ilrosone e lacuspide che sovrasta il fronte della navata centrale.La facciata è decorata da circa 300 medaglioni scolpiti, con episodi tratti dall'Antico eNuovo Testamento. NelXVI secolo il calvinistabarone di Adrets distrusse tutte le statue che si trovavano nelle nicchie della facciata e decapitò le statue degli angeli dei tre portali.All'esterno, le navate sono ricche dicontrafforti e decorazioni instile gotico. In corrispondenza delle due testate del transetto, sorgono duecampanili in stile gotico, costituiti dalla base di origine romanica, da una fascia centrale con ampiorosone e dalla cella campanaria che si apre sull'esterno conbifore etrifore digusto gotico.Lungo il periodo esterno dell'abside, invece, si possono ancora vedere le più antiche parti di muratura, risalenti alla seconda metà delXII secolo.
All'interno della chiesa, lostile architettonico passa progressivamente dalromanico della zona dell'abside algotico tardoflamboyant della facciata. Lo spazio è suddiviso in tre navate suddivise da due file dipilastri polistili. La navata centrale, contriforio ecleristorio gotici, è coperta davolte a crociera esapartite; quelle laterali, illuminate daquadriforegotiche, sono coperte da volta a crociera semplici. Nella crociera, all'incrocio fra iltransetto, lanavata centrale e l'abside, nella parete sovrastante l'abside, creata dalla diversa altezza dei soffitti, si aprono tre finestre: un rosone al centro e due monofore gotiche ai lati.Levetrate del rosone centrale della controfacciata e di quelli del transetto risalgono agli anni intorno al1390 e sono realizzati in toni blu-viola: quelli del lato sud, per compensare la presenza del sole hanno toni più freddi e quelli del lato nord più caldi.L'abside è la parte più antica della cattedrale. Priva dideambulatorio e dicappelle radiali, è un misto fra lostile romanico e ungotico primitivo. Suddivisa in sette campate da dieci sottilipilastri, si sviluppa in tre livelli. In basso è una serie di altemonoforegotiche primitive, successivamente si svolge la galleria deltriforioromanico e infine si apre ilcleristorio costituito da bifore gotiche fiorite. Al centro dell'abside si trova il semplicealtar maggiore, in marmo chiaro. All'ingresso del coro sono esposte le statue dei due santi patroni della cattedrale,Giovanni Battista eStefano protomartire, scolpite da Blaise tra il1776 e il1780.Fra le cappelle laterali, la cappella dei Borboni rientra pienamente nello stilegotico flamboyant, con il moltiplicarsi di sottili nervature, chiavi di volta pendenti, abbondante uso di tralci e girali vegetali, con diverse specie.
Nelle vetrate incontriamo partendo dal basso per primo un medaglione dedicato all'Annunciazione; rappresentano uno ilProfeta Isaia che sventola una banderuola, e l'altra una fanciulla seduta su un liocorno con in mano un fiore. Il secondo medaglione ci mostra laNatività: i cartigli del margine sono dedicati al roveto ardente di Mosè e al vello di Gedeone. Gesù in croce occupa il terzo medaglione: lo accompagnano a il sacrificio di Abramo e il serpente di bronzo. LaResurrezione è il soggetto del quarto medaglione: la balena che vomita Giona, e un leone con i leoncini fiancheggiano la scena principale. I medaglioni successivi sono dedicati all'Ascensione: Gesù sale al cielo, mentre gli apostoli, con il capo levato, lo contemplano.
All'incrocio fra il transetto sinistro e la navata centrale, si trova l'orologio astronomico.Costruito in origine nelXIV secolo, fu rimaneggiato diverse volte. L'orologio indica la data (esatta fino al2019), le posizioni della luna e del sole (che gira intorno alla terra secondo le concezioni dell'epoca) e il sorgere delle stelle sull'orizzonte a Lione.
Al di sopra dell'orologio una serie diautomi si mettono in movimento diverse volte al giorno: le scene rappresentano alcuni animali e la scena dell'Annunciazione. Il movimento è stato restaurato neglianni trenta.
Nell'ultima campata della navata laterale sinistra, a pavimento su un alto basamento ligneo mobile, si trova l'organo a canne, costruito nel1974 daJürgen Ahrend per lachiesa della Riconciliazione, aTaizé, e installato dapprima nella chiesa di Notre-Dame aPayerne nel1981, poi, nel1996, all'interno della cattedrale di Lione. Lo strumento, che si ispira agli organi classici francesi, dispone di 28registri su tre tastiere e pedaliera; il materiale fonico è alloggiato all'interno di una sobria cassa lignea di fattura geometrica.
Fino al2012, a ridosso della testata meridionale deltransetto vi era un organo realizzato dalla ditta Daublaine et Callinet nel1841 e successivamente più volte modificato; tra gli interventi più significativi, quelli di Joseph Merklin del1875 e dei suoi successori nelXX secolo. Situato su una cantoria, aveva 57 registri su tre manuali e pedale, ed era a trasmissione elettropenumatica.
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