Nacque aCottbus nel1798, figlio di Adrian Blechen, funzionario delle imposte, e di Mutter Johanna Christiana Happatz, figlia di un operaio, appassionati di cultura e di arte.
Nel decennio compreso tra il1805 e il1815, Blechen intraprese la sua formazione scolastica presso il liceo cittadino, perfezionata da corsi di arte svolti sotto la guida di Christian Gottlieb Lemmrich.
Poiché i suoi genitori non potevano permettersi i soldi per ulteriori studi, Blechen iniziò un apprendistato come impiegato di banca, che completò nel1819.
Subito dopo, si arruolò volontario per unirsi, per un anno, al battaglione dei Garde-Pionier-Bataillon. Dopo di che incominciò a lavorare in una banca e nel suo tempo libero, si dedicò sempre più della pittura.
Intorno al1822 divenne allievo dapprima dell'Accademia der Künste aBerlino e poi dellpaesaggista P.L.Lütke, e successivamente si interessò ai pittori paesaggisti olandesi delSeicento.
L'anno successivo si accostò alromanticismo simbolico diFriedrich e ricevette la forte l'influenza del romanticismo più stravagante diSchinkel.[1]
Si sposò il 27 dicembre1824 con la modista Henriette Boldt e due anni dopo Blechen fu ammesso alla Associazione degli artisti berlinesi.
Nel biennio1828 e1829 il suo lungo soggiorno italiano (Napoli,Capri,Amalfi,Roma,Assisi,La Spezia,Rapallo) lo indirizzò verso una visione della pittura più libera, nella quale la ricerca formale venne sostituita da abbozzi e anticipazionipreimpressioniste, con l'aggiunta di elementirealistici.[1] La sua tendenza fu di creare atmosfere naturali con effetti di luce e colore grandiosi. Dopo il suo viaggio in Italia, l'effetto della luce solare risultò il motivo determinante dei suoi paesaggi. Durante la sua permanenza inItalia incontrò, tra gli altri, il pittoreCarl Götzloff.
Rientrato in patria fu attirato da una forma di romanticismo ricco di sfumature psicologiche.[1]
Dal1831 Blechen assunse il ruolo di insegnante presso l'Accademia berlinese e due anni dopo incominciò una serie di viaggi e di soggiorni nelloHarz.
Negli ultimi anni di vita subì stati psicologici depressivi che limitarono le sue produzioni artistiche.[1]
Il 23 luglio1840 Carl Blechen morì a causa di un disturbo mentale.
(DE) Irma Emmrich,Carl Blechen, Dresda, Verlag der Kunst, 1989.
Beate Schneider,Carl Blechen. Bestandskatalog Niederlausitzer Landesmuseum Cottbus, E. A. Seemann, Lipsia, 1993.
Heino R. Möller,Carl Blechen. Romantische Malerei und Ironie, VDG, Alfter, 1995.
Beate Schneider, Reinhard Wegner,Die neue Wirklichkeit der Bilder. Carl Blechen im Spannungsfeld der Forschung., Lukas Verlag für Kunst- und Geistesgeschichte, Berlino, 2008,ISBN 978-3-86732-044-3