Ilcampo di concentramento (ointernamento) è una struttura carceraria all'aperto adatta alladetenzione di civili e/o militari. Si tratta solitamente di una struttura provvisoria, adatta a detenere grandi quantità di persone, in genere prigionieri diguerra, destinati a essere scambiati o liberati alla fine del conflitto.
Comunemente è formato dalle baracche ocontainer disposti ordinatamente, contenenti dormitori, refettori, uffici e analoghe costruzioni necessarie alla reclusione dei prigionieri, e circondate da reticolati di filo spinato o altri tipi di barriere. Il perimetro del campo è sorvegliato da ronde di guardie armate.
Il trattamento di prigionieri civili e militari nei campi di internamento in tempo di guerra è regolato dalla III e IVConvenzione di Ginevra del 12 agosto1949.[1] I campi d'internamento sono tuttora usati da unità politiche in guerra, regimi illiberali o come soluzione estrema nella regolazione dei flussi migratori verso alcuni Paesi (campo per rifugiati).
Il primo utilizzo dei campi di concentramento nellastoria contemporanea risale all'insurrezione cubana del 1896 quando il generale dell'esercito spagnoloValeriano Weyler, d'origini prussiane, attuò, dal 16 febbraio1896, un "riconcentramento" della popolazione. Dapprima ne bruciò case e campi e poi la deportò, con i soli vestiti indossati, in zone ove era permesso costruire capanne di foglie di palma, circondati da unatrocha, sorta di trincea al cui interno erano gettati tutti i rifiuti ed esternamente circondata da una recinzione di filo spinato e ai lati d'essa erano presenti degli escubitorii con 2-10 soldati ognuno. Scopo del riconcentramento fu la privazione dell'appoggio popolare ai guerriglieri impedendo ogni contatto tra questi ultimi e i deportati che secondo l'esercito spagnolo svolgevano attività informativa in favore dellaguerriglia.[senza fonte]
Nel 1898 laguerra ispano-americana pose fine, con la cessione da parte ispanica dell'arcipelago delle Filippine agli Stati Uniti per 25 milioni di dollari, alla dominazione spagnola. L'intervento statunitense motivato umanitariamente come la necessità di porre termine all'attività di concentramento e allo sterminio causato dalla guerra civile, come detto nel febbraio 1898 dal presidenteWilliam McKinley, si rivelò poi una politica d'ingerenza dato che i cubani non furono ammessi ai trattati di pace e, dal 1901, furono poste forti limitazioni all'indipendenza dell'isola. Dai documenti pervenuti a oggi ireconcentrados furono circa 300 000, in maggioranza donne e bambini, e ne decedettero almeno 100 000.[senza fonte]
La fondatrice dellaCroce Rossa Americana,Clara Barton, dichiarò che imassacri hamidiani furono meno violenti, comparati a quanto gli si presentò a Cuba, ove arrivò il 9 febbraio1898 per svolgere attività di soccorso ai deportati.[2]
Dal 1899 nelleFilippine, durante laguerra filippino-americana, morirono centinaia di migliaia di civili. Causa di tali decessi fu la strategia del riconcentramento e della terra bruciata per la cui attuazione gli statunitensi poterono confrontarsi con quanto già fecero, nei due anni precedenti, gli spagnoli aCuba e, dal 1900, gli inglesi inSudafrica.[3]
Il caso diLizzie van Zyl ebbe una forte risonanza nel Regno Unito nei primissimi anni del Novecento.
InSudafrica durante laseconda guerra boera, fra il1900 e il1902, il comandantebritannicoHoratio Kitchener praticò su larga scala la strategia dellaterra bruciata. Per far sì che i boeri si arrendessero bruciò 30 000 fattorie e deportò in 58 campi di concentramento circa 120 000 boeri (il 50% della popolazione), dei quali, a causa delle cattive condizioni (clima, denutrizione, epidemie), morirono 4 000 donne, 22 000 bambini e 1 676 uomini.[4]
L'uso dei campi di concentramento ebbe un ruolo non secondario nel garantire la vittoria all'esercito britannico.Alla fine della guerra si conteranno non meno di 26 000 donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento britannici, a cui vanno aggiunte le vittime della popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte dei loro padroni nei campi di concentramento.
In seguito allarotta di Caporetto circa 300 000 soldati italiani furono fatti prigionieri dagli eserciti degli imperi centrali. Essi furono avviati con una marcia, in cui molti morirono, nei campi di concentramentoaustro-ungarici e tedeschi. Le condizioni di vita nei campi furono assai difficili. Le scarsità alimentari che tormentarono tutti i paesi coinvolti nelprimo conflitto mondiale si riversarono in misura particolare sui prigionieri con la conseguenza di una mortalità molto elevata all'interno dei campi.
Alcuni prigionieri di guerra italiani furono internati nel castello diKufstein inTirolo. Oggi il castello, trasformato in museo, ospita una targa con i nomi di tutti i prigionieri di guerra ospitati nelle sue celle. I prigionieri italiani ebbero un'assistenza e un trattamento non benevolo da parte della autorità austriache.[5]
Il governo fascista diBenito Mussolini, dopo la guerra diriconquista della Libia, fra il 1930 e il 1934, deportò oltre 100 000 seminomadi in tredici campi di concentramento lungo la costa desertica ed inospitale dellaSirtide, in condizioni di sovraffollamento, sottoalimentazione e mancanza di igiene che ne portarono circa la metà alla morte nei tre anni seguenti - in assenza di documentazione specifica, dobbiamo rifarci alle cifre generali dei censimenti italiani. Come scrissePietro Badoglio il 20 giugno 1930 allo stesso comandante Graziani:"Non mi nascondo la portata e la gravità di questo provvedimento, che vorrà dire la rovina della popolazione cosiddetta sottomessa. Ma ormai la via ci è stata tracciata e noi dobbiamo perseguirla sino alla fine anche se dovesse perire tutta la popolazione della Cirenaica"[9].
Linea del tempo dell'apertura e del numero degli internati nei campi di concentramento e sterminio tedeschi, dal 1933 al 1945 (immagine in alto: in nero i campi principali, in arancio iprimi campi temporanei del 1933 e i sottocampi dei campi principali). Si nota come praticamente tutti i campi siano stati aperti da fine 1937 in poi, con un'accelerazione continua durante la guerra mondiale.
I primi lager vennero istituiti già nel1933, ed erano già attivi circa un mese dopo l'avvento al potere diAdolf Hitler, al posto delleCase di lavoro previste dallaCostituzione di Weimar come strumento di aiuto ai più bisognosi. A partire dall'invasione dellaCecoslovacchia e dellaPolonia, e ancor più negli anni dellaseconda guerra mondiale, il sistema concentrazionario nazista venne esteso a tutti gli Stati occupati dai nazisti o alleati con la Germania: troviamo perciò dei campi di lavoro e/o di sterminio inAustria,Cecoslovacchia,Italia,Polonia,Ungheria. In tutti i casi ci fu collaborazione locale nell'istituire i campi, sebbene la memoria ufficiale o collettiva del dopoguerra abbia teso a rimuovere tale correità, e la deportazione venga ora dimenticata o attribuita soltanto ai nazisti.
Il campo di concentramento nazista più conosciuto, ma non l'unico (ce n'erano più di 1 600), è considerato quello diAuschwitz. All'interno dellager nazista, labaracca (intedesco:Block) era, generalmente, l'edificio adibito a dormitorio dei deportati. Vi erano diverse tipologie di baracche, sia per dimensioni e/o per materiali con cui erano state costruite (potevano essere in legno o in muratura), sia per lo scopo cui venivano adibite.
Fra le varie tipologie di baracca si ricordano: ricoveri per i deportati, baracche diquarantena, infermeria, infermeria speciale (chiamata anche blocco della morte, era riservata ai deportati destinati a essere soppressi entro breve tempo), lavanderia, cucina, edificio delcarcere,camere a gas,forni crematori, locali adibiti alleesecuzioni capitali e alle torture, locali adibiti agliesperimenti su esseri umani, officine, baracche dei sorveglianti, edifici degli uffici interni.
I deportati erano rinchiusi nelle baracche tutte le sere e anche durante il giorno, in occasione di quelle operazioni di eliminazione che leSS volevano condurre in segreto (le esecuzioni capitali potevano essere pubbliche, e in questo caso i deportati erano costretti a vedere tutta l'operazione, oppure segrete, e in questo caso i deportati erano chiusi nelle baracche).
Nei campi di concentramento e di sterminio venivano usati dei simboli, appuntati sui vestiti in corrispondenza della parte sinistra del torace, per l'identificazione degli internati. Per gli internati di tipo politico veniva usato iltriangolo rosso, per gli "anti-sociali" (anarchici, senzatetto, malati mentali, prostitute) iltriangolo nero, per gliomosessuali iltriangolo rosa, per i renitenti alla leva (tra cui iTestimoni di Geova) iltriangolo viola, perRom eSinti iltriangolo marrone, per gli immigrati iltriangolo blu, e per i criminali comuni (da cui venivano attinti iKapo, perché erano già abituati a commettere atti di violenza) iltriangolo verde.
Il seguente elenco indica solo alcuni dei principali e più conosciuti campi di concentramento/sterminio/lavoro nazisti, e pertanto non è un elenco esaustivo:
Oltre alla Germania nazista anche altri Paesi europei alleati o cobelligeranti con leforze dell'Asse istituirono e gestirono in proprio dei campi di concentramento, prigionia e lavoro. Principali Paesi che organizzarono questi campi furono laRomania, l'Ungheria, laCroazia, laFrancia di Vichy:
Durante laseconda guerra mondiale, fra il1940 e il1945, vennero istituiti sulterritorio italiano e sui territorijugoslavi annessi numerosi campi di concentramento, campi di confino, campi di smistamento e di lavoro forzato.
Campo di internamento diLanciano inAbruzzo. È famoso per aver ospitato Maria Eisenstein, autrice del libro "Internata nº6 - Donne fra i reticolati del campo di concentramento" pubblicato nel 1944.
Campi di concentramento jugoslavi con prigionieri civili e militari italiani
In territorio jugoslavo vennero costruiti diversi campi di concentramento per italiani. Tristemente noto è ilcampo di concentramento a Borovnica, attivo dalla metà di maggio del 1945 fino al gennaio del 1946. Le testimonianze delle torture e degli assassini che furono compiuti a Borovnica sono state documentate da vari scrittori, tra cui Norberto Biso, Rossi Kobau e Gianni Barrel.Altri campi furono quelli diAidussina,Goli Otok,Maribor,Skofia Loka,Sveti Grgur.
Sul finire della seconda guerra mondiale furono realizzati diversi centri di raccolta per prigionieri di guerra fascisti della exRepubblica Sociale Italiana e collaborazionisti dell'esercito tedesco di altre nazionalità.
A Mignagola, nel comune diCarbonera, nell'immediato dopoguerra fu istituito un campo di prigionia nella locale cartiera. In questo campo le guardie partigiane delleBrigate Garibaldi si resero colpevoli di sevizie e omicidi ai danni del prigionieri che configuraronouna vera e propria strage.
AVercelli, nel dopoguerra fu istituito un campo di concentramento all'interno dell'ospedale psichiatrico. Gli abusi ai danni dei prigionieri commessi dalle guardie sono noti comeeccidio dell'ospedale psichiatrico di Vercelli.
ALegino, nel comune di Savona, alla fine della guerra fu istituito uncampo di concentramento nello spazio oggi destinato alle Scuole Medie Guidobono, sezione distaccata.
ASegno, nel comune diVado Ligure, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento sito al fianco della chiesa nei pressi del cimitero[15].
AVarazze, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento nella Villa Astoria in cui il 1º maggio1945 vennero uccisi dieci fascisti.[15]
A differenza degli americani di origine giapponese, che sono stati internati durante la guerra, gli italo-americani perseguitati non hanno mai ricevuto risarcimenti. Nel2010 la legislatura dellaCalifornia ha approvato una risoluzione, chiedendo scusa per i maltrattamenti subiti dai residenti di origini italiane.
Una famiglia di giapponesi americani confinati in un "Relocation Center" inWyoming, nel 1943.
A seguito dell'attacco giapponese a Pearl Harbor,Franklin Delano Roosevelt autorizzò (Executive Order 9066) nel febbraio1942 l'internamento in campi dedicati degli individui di originegiapponese residenti nella zona militare del Pacifico, indipendentemente dalla cittadinanza. Se le motivazioni addotte furono quelle di sottrarre la riconoscibile minoranza giapponese all'isteria collettiva seguita all'attacco a sorpresa dell'Impero giapponese, lo scopo reale era l'allontanamento di potenziali spie dalla costa occidentale, in cui si stava organizzando il contrattacco. 117 000 persone, due terzi cittadini americani, donne e bambini inclusi, furono deportati nei campi di Tule Lake (California), Minidoka (Idaho), Manzanar (California), Topaz (Utah), Jerome (Arkansas), Heart Mountain (Wyoming), Poston (Arizona), Granada (Colorado) e Rohwer (Arkansas). Finita la guerra i campi furono sgomberati, ma non tutti preferirono tornare alla propria città di provenienza.
Nel1988 tramite laPublic Law 100-383 il governo offrì 20 000$ come risarcimento agli internati. Nell'ottobre del 1990 il presidente statunitenseGeorge Bush Sr. scrisse loro:[17]
«A monetary sum and words alone cannot restore lost years or erase painful memories; neither can they fully convey our Nation's resolve to rectify injustice and recognize that serious injustices were done to Japanese Americans during World War II.
In enacting a law calling for restitution and offering a sincere apology, your fellow Americans have, in a very real sense, renewed their traditional commitment to the ideals of freedom, equality and justice. You and your family have our best wishes for the future. Sincerely,»
Una struttura analoga alla prigione di Abu Ghraib esiste anche inAfghanistan. Si tratta della prigione diBagram, dove sono stati documentati abusi molto simili a quelli avvenuti ad Abu Ghraib, e che hanno suscitato le proteste dellaCroce Rossa Internazionale.[20]
In questi casi la differenza fraprigione e campo di concentramento è labile e condizionata dall'uso spregiativo del termine più che dalla pertinenza di un suo uso per i casi specifici.In generale, il termine prigione intende prevalentemente una struttura civile, con persone detenute in attesa di processo o condannati che scontano una pena, o raramente una struttura militare in cui sono detenuti militari in attesa di processo o condannati che scontano una pena. Il termine campo di concentramento intende una struttura quasi sempre militare in cui sono provvisoriamente detenute persone genericamente nemiche in attesa della pace.Nell'uso di uno o dell'altro termine è altresì implicita una precisa presa di posizione politica su questioni di scottante attualità, per cui bisognerà attendere la storicizzazione dei fatti seguiti agliattentati dell'11 settembre 2001 pertentare una trattazione più obiettiva della questione.
I primi campi di concentramento in Cina appaiono nel corso dellaguerra civile cinese. La quinta campagna di annientamento delle forze comuniste era basata sul progressivo accerchiamento delle aree ove esse erano attive. La deportazione dei residenti in tali aree e la loro reclusione in appositi campi fu praticata per privare l'Esercito Rosso di ogni possibile appoggio da parte della popolazione.[21]
Riferendosi al periodo successivo al1949, alcune fonti e in particolare ex detenuti, chiamano "campi di concentramento" i "campi di riforma attraverso il lavoro"[22] dellaRepubblica Popolare Cinese, più noti in passato comeLaogai.[23] Come nel caso di Guantánamo, quest'uso è più legato al significato peggiorativo di "campo di concentramento" come "luogo di violazione dei diritti umani" che al significato ordinario dell'espressione.
I "campi di riforma attraverso il lavoro" e i "campi di rieducazione attraverso il lavoro"[24] cinesi, infatti, sono strutture civili anziché militari, destinate ai cinesi condannati per reati comuni e per i cosiddetti "illeciti amministrativi"[25] anziché ai prigionieri di guerra. In essi i detenuti scontano la propria pena svolgendo lavori forzati. Secondo la dottrina giuridica cinese, lo svolgimento di lavori manuali avrebbe la duplice finalità di favorire il recupero delle devianze, e di garantire la sostenibilità economica del sistema di campi.
Il sistema dei campi raggiunge la sua forma attuale nei primi anni 1950. Limiti massimi per le pene detentive scontate nei campi di rieducazione furono introdotti solo intorno alla metà del periodo Maoista (1949 -1976)[26]
InCorea del Nord sono presenti campi di concentramento, in cui si stima si trovino 200 000 persone.Amnesty International ha reso pubbliche immagini satellitari e testimonianze di prigionieri politici ed ex guardiani riusciti a fuggire dai campi di prigionia. Secondo tali testimoni, i detenuti sono costretti a lavorare in condizioni che rasentano la schiavitù e sono frequentemente sottoposti a torture e altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti e nella maggior parte dei casi essi hanno assistito a esecuzioni pubbliche. Secondo la testimonianza di Jeong Kyoungil, ex detenuto alcampo di concentramento di Yodok tra il 2000 e il 2003, circa il 40 per cento dei detenuti nella zona rivoluzionaria di Yodok è morto di malnutrizione tra il 1999 e il 2011. Inoltre secondo Amnesty International in tali strutture non verrebbero forniti capi di abbigliamento e i prigionieri soffrirebbero i rigori di inverni assai freddi, spesso svolgendo lavori manuali estenuanti e al tempo stesso privi di senso.[27]
^Camillo Pavan.I Prigionieri italiani dopo Caporetto (con l'elenco e la carta dei campi di prigionia a cura di Alberto Burato). Treviso: Camillo Pavan Editore, 2001.
^ Angelo Del Boca,GRAZIANI, Rodolfo, inTreccani - Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 58, 2002.URL consultato il 5 dicembre 2024.
^ Consiglio d'Europa,Deportazioni dalla Romania (PDF), suunar.it, Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali - Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana.URL consultato il 22 maggio 2016(archiviato dall'url originale l'11 giugno 2016).
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Motivo:senza fonti e a tratti molta fantasia: difficile che l'8 settembre fossero già impauriti dallaGNR neppure in fase di creazione in quei giorni, la nazionalità dell'aereo che bombardòTremezzo è rimasta sconosciuta, nonostante una certa storiografia l'attribuisca agli inglesi
Con l'occupazione progressiva del territorio italiano da parte degli esercitialleatisbarcati in Sicilia, si rese necessario spostare i prigionieri dai campi di detenzione nel sud in nuovi campi nelNord Italia.Sulmonte San Primo, al centro deltriangolo Lariano (CO) venne allestito un campo tendopoli, circondato da una fitta rete di filo spinato, per l'insediamento di militari dell'esercito britannico e statunitense, con l'introduzione di persone e famiglie ebraiche, musulmane, polacche e indiane. Il campo fu riconosciuto, a posteriori, come il massimo esempio di rispetto delle convenzioni internazionali. Caso unico. Lo scambio di oggetti o alimenti tra guardie militari italiane e gli internati. L'otto settembre1943, appena sparsa la notizia dell'armistizio, furono spalancati gli accessi e una fiumana di prigionieri si trasformò in un gregge di fuggiaschi spaventati per l'intervento minaccioso dei nuovi militari dellaGuardia Nazionale Repubblicana. Fino al 28 aprile1945 migliaia di persone vissero da perseguitati vagando tra le montagne lariane, mentre nel frattempo si attivò inTremezzina aBonzanigo diMezzegra, nel bunker, il gruppo angloamericano clandestino che rilasciava visti di ingresso e assistenza nei percorsi verso il confinesvizzero. Mentre adAsso (CO) scoppiòuna piccola guerra civile[non chiaro] nel municipio e verso i vagoni merce nella stazione per l'accaparrarsi dei pacchi dellaCroce Rossa internazionale non più distribuibili ai prigionieri. Contemporaneamente iniziò l'attività finanziaria di assistenza valutaria gratuita delCredito Italiano, tramite il "cassiere della Resistenza", dott. Pizzoni.Nel bunker di Mezzegra era stata programmata l'assistenza per il passaggio, non riuscito, diMussolini e dei suoi addetti[senza fonte].Evento che provocò la vendetta dellaGran Bretagna dimostrato, dopo tre giorni dalla sua morte, con il bombardamento feroce della Tremezzina[senza fonte]
^Liste e informazioni di questa sezione tratte daTeaching With Documents: Documents and Photographs Related to Japanese Relocation During World War II, U.S. National Archives and Records Administration (sito web ufficiale),Japanese Relocation During World War II. La lettera di Bush è suCopia archiviata, sulib.utah.edu.URL consultato il 31 ottobre 2006(archiviato dall'url originale il 10 novembre 2006)., dove sono altresì disponibili alcune foto dei campi (Copia archiviata, sulib.utah.edu.URL consultato il 19 giugno 2007(archiviato dall'url originale il 19 giugno 2007).).Japanese-Americans Internment Camps During World War II, archivio Marriott Library (sito web), Università dello Utah.
^Ad esempio il termine «campo di concentramento» è utilizzato in riferimento alla strutturaX-Ray di Guantanamo daVittorio Zucconi. Si veda: Vittorio Zucconi,Stati Uniti sotto accusa per il campo di Guantanamo in «laRepubblica.it» del 23 gennaio 2002. Riportato il 7 marzo 2007.