Probabilmente le origini dell'insediamento urbano risalgono alX secolo. Dalla fine delIX secolo isaraceni iniziarono le loro incursioni nel territorio, saccheggiando e diffondendo insicurezza e paura tra le popolazioni. I grandi proprietari terrieri costruirono fortificazioni e castelli e molti contadini trasferirono la loro residenza all'interno delle aree fortificate, chiamatecastrum. I proprietari diventarono di fatto i signori dei borghi che andavano formandosi.
Il nome "Castrum Brachiani", che risulta nei documenti fino alXV secolo, evidenzia l'origine fortificata del luogo. Verso la fine dell'XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia deiPrefetti di Vico, che trasformò la preesistente torre in una rocca e realizzò nuove fortificazioni. Il nome di Braccio è probabilmente legato a quello della città. Il condottiero aveva costruito molte piccole strutture fortificate nei territori da lui controllati. Esse erano dette "Casa di Braccio". Sono caratterizzate da posizioni strategiche e fuori dei centri abitati (Todi, Cascia…). Il cognome Fortebraccio fu assunto solo più tardi per distinguere il suo ramo dagli altri rami: Bracci (io appartengo a quella famiglia, dice). Il braccio vestito di rosso è infatti lo stemma della famiglia Bracci di Firenze e Montepulciano, già dal '300. La riconciliazione con Martino V nel 1418 a Firenze, permette la cessione della struttura al Papa e la successiva donazione all'Orsini (1419) che militava nelle forze di Braccio. A suggellare l'amicizia tra i due condottieri lo stemma del braccio che regge la rosa. Lo stemma che Braccio assumerà (un montone nero su campo d'oro) non vi compare perché successivo ai fatti.
Nel1419papa Martino V cedette il feudo per un triennio in vicariato ad un ramo della famigliaOrsini, quello diTagliacozzo. Da allora il modesto borgo di pescatori ed agricoltori legò il suo destino ad una più potenti famiglie baronali del tempo, trasformandosi in una fiorente cittadina. Il castello, mirabile opera di architettura militare e civile dell'epoca, è diventato il più caratteristico simbolo di Bracciano. Sull'omonimolago si affacciano altri due paesi (Anguillara Sabazia eTrevignano). Una leggenda narra che sotto le acque del lago di origine vulcanica esista una parte della città sommersa; la parte emersa sarebbe stata denominata Bracciano in seguito alla forma presa.
Comune di Bracciano, piazza IV Novembre.
La trasformazione della rocca dei Vico in quello che diverrà il maestoso castello attuale fu voluta daNapoleone Orsini nel1470 e da suo figlio,Virginio.
Nel1481 il castello ospitòpapa Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città diRoma. Nel1485 le truppe papali guidate daProspero Colonna devastarono e saccheggiarono il castello.Risalgono aglianni novanta del Quattrocento gli affreschi del castello realizzati dalla scuola diAntoniazzo Romano.Nel1548 il dominio degli Orsini si estese fino adAnguillara.Per difendere la città gli Orsini fecero costruire, probabilmente intorno al 1480, una nuova cinta muraria intorno al borgo, ancora oggi in gran parte esistente, nella quale fu compreso il convento di Santa Maria Novella (posto allora fuori porta). Si accedeva alla città da due porte principali dotate di ponte levatoio.
Nel1494 il castello offrì ospitalità alre di FranciaCarlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso Napoli. Tale circostanza comportò lascomunica di Gentil Virginio Orsini, che era uno dei capi delle truppe aragonesi alleate del papa contro i francesi.Papa Alessandro VIBorgia mosse guerra allo stato Orsini assediando nel1496 anche Bracciano. Fu in quell'occasione che fu edificato al margine est delle mura un nuovo bastione, detto della sentinella, divenuto oggi un panoramico belvedere sul lago e sui monti circostanti. L'assedio delle truppe pontificie non poté nulla contro le mirabili fortificazioni del castello e del borgo; dopo qualche mese di assedio le truppe papali lasciarono Bracciano per spostarsi nel viterbese, sui monti Cimini, dove furono definitivamente sconfitte dagli Orsini nella battaglia di Soriano.
Dall'archivio della Società romana di storia patria:
«Gli Orsini acquistarono Bracciano da Manfredo di Vico, nel 1290 (come dote delle figlia Giovanna in sposa a Giovanni o Giacomo Orsini), erano presenti all'atto per la porzione di ognuno nº15 discendenti dei Vico e secondo una regola germanica con madri e mogli.»
Don Eugenio Gamurrini Cassinese nel 1671 scriveva:
«[…] di Tagliacozzo per mancamento di linea mascolina, e volere dell'ultimo possessore, pervenne in Carlo, uno dei figlioli di Giovanni Orsini chiamato il Senatore, il quale comprò da' Castelli Prefetti di Vico la Terra di Bracciano posta sopra il Lago, anticamente chiamato Sabatino […]»
il Gamurrini conosceva il cognome dei VicoCastelli ancor oggi molti scrittori brancolano nel buio.[non chiaro]
«Braccio o Fortobraccio Orsini figlio di Giovanni o Giacomo Orsini e Giovanna figlia di Manfredo dei Prefetti di Vico Braccio o Fortebraccio († ante 1310 o post 1304), Nobile Romano, Signore di Sant'Angelo, Apollonio, Palmarolo e Torre Merlata dal 3-4-1282 dopo le divisioni con i fratelli, tenne indiviso con questi il dominio sulla parte superiore di Vicovaro; Consignore di Riofreddo e Monte Sant'Elia dal 1296, Consignore di San Vito e Pisciano dal 1297, Senatore di Roma nel 1310. Braccio Orsini prese il nome da Bracciano o lo diede, Giavanni o Giacomo Orsini e Giovanna Vico ebbero 10 figli, Napoleone II, Braccio o Fortobraccio, Giovanna, Leandro, Giovanni, Orso, Francesco, Porcello, Giacoma, Angelo.»
Nel 1560 Paolo Giordano I Orsini ricevette dalpapa Pio IV l'investitura diduca di Bracciano e i suoi eredi amministrarono il feudo fino al 1696.Bracciano conobbe in tale periodo un forte sviluppo economico a seguito delle nuove attività economiche impiantate dal duca, come la lavorazione del ferro e dello zolfo e la lavorazione degliarazzi (da cui la via dell'Arazzeria, nel borgo medievale), rese possibili grazie all'abbondante disponibilità di acqua che proveniva da un acquedotto fatto costruire nel 1573-75 dal duca. L'acquedotto attingeva dalle sorgenti della Fiora; sulla sorgente all'origine dell'acquedotto fu edificata una cappella, Santa Maria della Fiora, ancora esistente allo stato di rudere. Il paese, grazie allo sviluppo economico, aveva nel 1575 settecento famiglie, quindi presumibilmente 3 000-3 500 abitanti. Le difficoltà economiche degli Orsini portarono alla vendita di Bracciano e del rango ducale, che furono acquistati nel1696 dalla famigliaOdescalchi, alla quale tuttora appartiene il castello.
Nel1803 il Ducato fu venduto daLivio II Odescalchi, in difficoltà economiche, alla famigliaTorlonia. Anni dopo, nel1848, il nipoteLivio III Odescalchi lo riacquistò con la dote della moglie, la principessa polacca Sofia Branicka.
Nel1894 venne inaugurata laFerrovia Roma-Viterbo, transitante per Bracciano. Il 9 agosto1910 la Scuola d'Artiglieria da Fortezza venne stabilita a Bracciano, ove già dal 1894 esisteva un poligono di tiro e nel1920 divenne Scuola Centrale di Artiglieria. Trasferita nel1925 aCivitavecchia, nel1945 fece definitivamente ritorno a Bracciano, col nome di Reggimento di Addestramento di Artiglieria, cambiato l'anno successivo in quello diScuola di Artiglieria. Nelsettembre del1943 la zona fu teatro di vari combattimenti tra reparti delRegio Esercito e forze di occupazione tedesche a seguito dell'Armistizio di Cassibile. Durante gli scontri perse la vita, tra gli altri,Udino Bombieri, ricordato oggi da un monumento a lui dedicato posto nei pressi del luogo del combattimento.
Lo stemma comunale in una lastra degli anni cinquanta conservata alMuseo Civico.
Lo stemma comunale è stato riconosciuto con regio decreto del 3 maggio 1940.[4]
«D'azzurro, aldestrocherio vestito di verde, tenente una rosa di rosso, gambuta e fogliata pure di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il braccio piegato che impugna una rosa è il simbolo di Bracciano almeno dalXVI secolo. L'origine dello stemma risale al condottiero peruginoBraccio da Montone della casata Bracci, proprietario del castello di Bracciano: costui consegnò il feudo di Bracciano al suo sottoposto Orsini dietro richiesta del Papa. Braccio da Montone mise lo stemma della sua famiglia con il braccio che tiene una rosa (simbolo degli Orsini) come simbolo che avrebbe protetto la famiglia Orsini. Lo stemma del braccio che impugna una rosa in campo azzurro fu adottato nel1870, dopo l'annessione all'Italia: durante ilfascismo, era inserito nella parte superiore dello stemma ilfascio Littorio[5], eliminato dopo la caduta del regime.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.
Facciata del Duomo di Santo Stefano.Veduta del Castello dalla Piazza Principale.Facciata del castello da sotto le mura.Veduta della Sentinella.Panorama visto dalla Sentinella.Palazzo Patrizi -Castel Giuliano
Il Duomo diSanto Stefano Protomartire è il principale luogo di culto del paese. Costruito nelXIII secolo, è stato più volte restaurato sino alla prima parte del'600, periodo nel quale il rifacimento della facciata ha fatto assumere al Duomo le sembianze attuali. Inizialmente nata come chiesa privata della famigliaOrsini, dopo la cessione agliOdescalchi diviene il centro della vita religiosa della cittadina. Ospita un museo contenente vari cimeli religiosi appartenuti alla comunità ecclesiastica locale. Tra il2010 e il2015 subisce alcuni interventi di restauro esterni.
Il Castello, costruito dalla famigliaOrsini e successivamente rilevato dagliOdescalchi, domina la cittadina e il lago sottostante. È stato costruito nelXV secolo ed ha una forma pentagonale ai cui vertici si ergono delle torri a forma circolare. La struttura originaria di forma rettangolare, risalente al1200, è rimasta pressoché intatta all'interno della struttura rinascimentale. Il castello conserva al suo interno un'ampia collezione di armi da taglio e da sparo, nonché una collezione di armature e varie opere pittoriche. La struttura è visitabile ed utilizzata per ospitare eventi e ricevimenti.
Il territorio di Bracciano è suddiviso storicamente in quattroRioni, corrispondenti alle zone abitate del centro cittadino più antiche, in alcune zone abitative (Bracciano Nuova,Rinascente,Montebello e ilLungolago) e nelleFrazioni.
La tradizione cittadina applica una divisione rionale alle varie zone abitate del centro storico di Bracciano. Nel corso del1900 la geografia rionale si è andata a modificare varie volte, ma è solo nel1966 che i rioni acquisirono dei confini ben precisi all'interno della cittadina grazie all'istituzione del "Torneo dei Rioni", competizione calcistica alla quale annualmente i rioni si scontrarono per circa un ventennio. Storicamente i Rioni braccianesi sono:Monti,Borgo,Stazione,Cartiere e Pratoterra.
Il Rione Monti coincide con l'intero centro storico medievale della cittadina. Risulta essere il più antico Rione, presente legalmente come associazione dal1972.[6]
Il Rione Borgo è invece l'area abitata realizzata appena all'esterno della cinta muraria rinascimentale e che coincide, quindi, con lo spazio abitato costruito tra la fine delXVIII secolo e l'inizio delXX secolo.
Museo civico di Bracciano, situato nel chiostro degli agostiniani in viaUmberto I, nei pressi del castello. Raccoglie diversi manufatti storici appartenenti a Bracciano.
Collezione di pezzi d'artiglieria, uniformi, cimeli e parti d'equipaggiamento del Comando Artiglieria (visitabile gratuitamente in occasione di Caserme Aperte e manifestazioni consimili) in via Principe di Napoli.
Bracciano: si trova alle porte del centro storico, è un capolinea di notevole importanza per la linea, in quanto segna l'inizio della frequenza dei treni in direzione di Roma ogni 30 minuti.
Vigna di Valle: serve l'omonima frazione, a differenza della stazione principale di Bracciano, offre una frequenza dei treni dimezzata.
Bracciano è collegata ad Anguillara Sabazia e Trevignano Romano anche per mezzo della motonave Sabazia II, gestita dal Consorzio Lago di Bracciano.[17]
Lo stadio "Massimiliano Vergari" ha una capienza di circa 500 spettatori, una pista da atletica di 400 metri ed un campo da calcio in erba. Nel gennaio 2018 viene definitivamente chiuso. Nel 2024 è parzialmente riaperto.
Ramella E.,Quando i buoi tiravano il carro. L'Agro Braccianese ai tempi della meccanizzazione, Bracciano, Tuga Edizioni, 2016,ISBN978-88-99321-07-9,OCLC1016362368.
Cavallaro A., Tantillo M. A. e Siligato A. (a cura di),Bracciano e gli Orsini. Tramonto di un progetto feudale, inIl '400 a Roma e nel Lazio, vol. 4, Roma, De Luca edizioni d'arte, 1989[1981],ISBN9788878131996,LCCN81189938,OCLC889405002.