Bernard Moitessier (Hanoi,10 aprile1925 –Vanves,16 giugno1994[1]) è stato unnavigatore escrittorefrancese. È stato uno dei più notevoli navigatori solitari, tra i primi acircumnavigare il globo senza scalo. Dalle sue esperienze di navigazione ha tratto dei libri tradotti in molte lingue. Alla sua vita e alle sue imprese è dedicato un audiodoc trasmesso da Wikiradio, Rai Radio 3[2], scritto e narrato da Fabio Fiori.
Nato aHanoi nel1925, passò la sua infanzia inIndocina. Frequentò un istituto professionale, dove apprese molte cose che gli furono utili in seguito nelle sue navigazioni. Marinaio precoce, debuttò su piccoli natanti a vela da lui costruiti, fornendo grandi preoccupazioni ai genitori. Nel1947 iniziò la sua vita da vagabondo degli oceani, abbandonando la famiglia e il lavoro nell'azienda paterna per girovagare nelGolfo del Siam su una piccolagiunca.
ConPierre Deshumeurs, a bordo delloSnark, un vecchioketch di 12 metri, navigò nel Golfo del Siam, nelmare di Giava, nelmar della Cina finché non fu costretto a sbarcare per le numerose falle nell'imbarcazione. Ripartì nel1952 daSingapore con lagiuncaMarie Therèse, affrontando in solitaria ilmonsone dell'Oceano Indiano, e portando la barca a incagliarsi, a causa di un errore dicarteggio, sugli scogli nelleisole Chagos. Sulle isoleMauritius Moitessier si guadagnò da vivere, alternando diversi lavori, come la pesca subacquea e il lavoro di segretario per ilconsole diFrancia, riuscendo infine a costruire ilMarie Therèse II, con cui risalì l'Atlantico fino aTrinidad, dopo una sosta per qualche tempo inSudafrica, da dove ripartì in compagnia di un suo grande amico,Henry Wakelam. Nelmar delle Antille Moitessier, per un colpo di sonno, perse anche questa barca.
Le pagine dei suoi primi giornali di bordo di quel periodo non dicono molto di più dei fatti di ordinaria amministrazione, fino a quando Bernard non cominciò ad appassionarsi alla lettura diCharles Baudelaire,Alberto Moravia eAntoine de Saint-Exupéry, di cui cominciò a scrivere citazioni e commenti. In seguito, iniziò a scrivere di suo pugno, dando forma al suo primo libro,Un vagabondo dei mari del sud.
Dopo il suo secondo naufragio, in preda alla depressione, Moitessier si imbarcò come uomo di fatica su una nave mercantile, arrivando per la prima volta nella patria dei suoi genitori, laFrancia. Qui strinse numerose amicizie e trovò lavoro come rappresentante di medicinali. In Francia elaborò il progetto di realizzare una barca d'acciaio. Ne fece disegnare il progetto da Jean Knocker, dietro suoi suggerimenti, e l'industriale Fricaud gli mise a disposizione le attrezzature per la costruzione. Così nacqueJoshua (in onore del grande navigatoreJoshua Slocum), un robustoketch armato con due pali telegrafici, con cui impartì lezioni di vela d'altura nelMar Mediterraneo.
Nel1961 sposòFrançoise de Cazalet, che gli portò tre figli nati dal precedente matrimonio. Nel1963, con Françoise, partì nuovamente verso laPolinesia, in un viaggio di nozze che sulla strada del ritorno (percorrendo la cosiddettarotta logica) diventerà un'impresa velica straordinaria, la traversataTahiti -Alicante viaCapo Horn, per un totale di 14.000 miglia senza scalo.
Partiti daMoorea il 23 novembre1965, l'11 gennaio dell'anno successivo passarono al largo diCapo Horn, dopo aver subito una spaventosa tempesta della durata di sei giorni. Durante quella settimana, racconta Moitessier, si alternarono senza tregua al timone, assistendo a cavalloni fino a 20 metri d'altezza. Dopo 126 giorni di navigazione ininterrotta, Bernard e Françoise approdarono finalmente adAlicante e da questa avventura nacque il libroCapo Horn alla vela.
Mentre scriveva il suo resocontoCapo Horn alla vela, cominciò a progettare un'impresa ambiziosa e mai tentata prima: fare il giro del mondo senza scalo, passando per i tre capi (Buona Speranza,Capo Leeuwin eCapo Horn) e durante il1968 lavorò alJoshua allo scopo di metterlo in condizioni di affrontare iquaranta ruggenti e icinquanta urlanti di Capo Horn.
Proprio mentre stava organizzando il suo ambizioso viaggio, venne indetta dalThe Sunday Times nel1968 la prima regata intorno al mondo in solitario, laGolden Globe Race, con partenza da un qualsiasi porto inglese e ritorno dopo aver passatoi tre capi. Moitessier, titubante per il rischio dideclassare una impresa eroica a semplice competizione sportiva, vista la posta in palio accettò e decise di partire daPlymouth il 22 agosto 1968. Dopo aver doppiato i tre capi e superatoKnox che era partito con circa un mese di anticipo ed era sempre stato primo, con grande stupore del mondo intero, annunciò di non voler ritornare inEuropa, abbandonando così la gara e le 5000 sterline del premio a vittoria praticamente sicura (il Golden Globe sarà vinto daRobin Knox-Johnston).
Proseguì quindi la rotta meridionale superando per la seconda volta il Capo di Buona Speranza e percorse un altro mezzo giro del mondo, senza scalo, fino a raggiungere il 21 giugno del 1969 dopo aver percorso 37455 miglia (69367 km),Tahiti, nellaPolinesia francese perché, come scrisse: «... sono felice in mare, e forse anche per salvare la mia anima». La storia della celebre impresa si trova narrata nel suo libro più famoso,La lunga rotta, uno dei libri di mare più apprezzati e più letti al mondo, che ha fatto di lui un modello per intere generazioni di velisti. Memorabile il suo rapporto con la barca,Joshua, con la quale aveva fatto un patto: «dammi vento e ti darò miglia». Joshua fu progettata dallo stesso Moitessier e da Jean Knocker nel 1962, venendo costruita in soli tre mesi dal cantiere Meta di Jean Fricaud che realizzò lo scafo in acciaio.
Nel1982, durante un breve periodo in cui Moitessier si era trasferìto inCalifornia, venne sorpreso da un improvviso e forteciclone mentre stava ormeggiato inrada davanti alla costa messicana, in compagnia dell'attoreKlaus Kinski. Joshua, che aveva affrontato le terribili burrasche deiQuaranta ruggenti, si arenò sulla spiaggia in pessime condizioni. Moitessier, non essendo nella condizione economica necessaria per recuperare la sua barca, la regalò a due ragazzi che l'avevano aiutato a disinsabbiarla. Joshua fu successivamente acquistata e ristrutturata dalMuseo Navale de La Rochelle e dal1993 è utilizzata come nave scuola e visitabile.
Nella Polinesia francese ebbe un figlio, Stephan, nato nel1971, avuto con la nuova compagna Ileana. Trasferitosi definitivamente in uno sperduto atollo delleTuamotu continuò a stupire l'opinione pubblica con i suoi gesti e le sue campagne in favore dell'ecologia e del disarmo nucleare navigando con la sua ultima barcaTamata (tentare in polinesiano). Scrisse il quarto e ultimo libroTamata e l'alleanza ripercorrendo e riflettendo sulle avventure di una vita e di cui riuscì a vederne il successo. Malato di un tumore alla prostata, diagnosticato nel 1989 e che non esiterà a chiamare «la bestia», morì aVanves nel1994 accanto alla sua compagna Véronique. È sepolto nella piccola cittadina diLe Bono, sita nel golfo diMorbihan, nella regione dellaBretagna.
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