Gliaymara[1],aimarà[2] oaymarà[3][N 1] sono una popolazione che vive prevalentemente nelle vicinanze dellago Titicaca traPerù,Bolivia, il nord delCile e il nordovest dell'Argentina. In realtà non identifica un sottogruppo etnico vero e proprio, ma comprende l'insieme degli individui che, pur appartenendo a differenti sottogruppi etnici, hanno come lingua madre una lingua appartenente alla famigliaaymara.
Altre popolazioni, o sottogruppi etnici, come iqullas, ilupaqas, iqanchis, icarangas, ilucanas, ichocorvos e ichichas rivendicano la propria identità aymara, anche se non parlano più la lingua dall'epoca della colonizzazione spagnola.
I centri aymara sono generalmente piccole realtà rurali. Tuttavia sono presenti anche grossi centri urbani con notevole presenza di questa popolazione. Il più importante di questi è la capitaleboliviana,La Paz, e, soprattutto, la città satellite diEl Alto, spesso nominata come capitale del popolo aymara.
I vari popoli appartenenti agli aymara veneravano numerose divinità locali oltre ai culti, diffusi in tutto il territorioandino legato all'agricoltura e al culto dei defunti.
Thunupa, le cui sembianze sono scolpite nellapuerta del Sol diTiahuanaco, personifica vari agenti naturali (sole,vento,pioggia egrandine) di vitale importanza per il mondo agricolo.
Anche il culto dellaPachamama (madre Terra), presente anche nellareligione incaica, risultava e tuttora risulta estremamente diffuso in quanto legato alla produzione agricola e al rapporto con la natura. Alla Pachamama vengono fatte numerose offerte (ch'alla) di origine vegetale (ad esempio foglie dicoca) e animale (ad esempio unfeto dilama).
Il culto dei morti si concretizzava nel mondo aymara con la costruzione dichullpa, tombe-templi la cui grandezza era proporzionale all'importanza del defunto durante la sua vita terrena. Le chullpa più importanti sono quelle di Sillustani e Cutimbo, nei pressi diPuno (Perù).
Le divinità locali erano spesso montagne protettrici (detteAwki oAchachila). Ogni montagna, ogni cima ha un nome locale che, anche oggi, viene invocato a protezione della zona.
Uno stretto legame intercorre tra la religiosità aymara e la medicina tradizionale. Questa, legata alla natura e alle invocazioni divine, viene praticata dagli yatiris (saggi). Tradizionalmente il popolokallawaya, che abita la cordigliera del Charazani inBolivia è quello a cui appartengono gliyatiris più rinomati.
Immediatamente dopo la colonizzazione, le autorità religiose e politiche spagnole costrinsero alla conversione gli aymara e distrussero icone, templi echullpa.
Una parte non minoritaria dellaChiesa cattolica dissentì da questo comportamento a tal punto chegesuiti efrancescani evangelizzarono gli aymara senza costringerli a ripudiare la loro religione tradizionale e cristianizzando, talvolta, le divinità tradizionali. Ad esempio Thumpa venne trasformato inApu Qullana Awki (creatore del mondo) e venerato come Dio, per ilcristianesimo ePachamama venne venerata comeVergine Maria.
Dalla nascita dellerepubblicheandine fino a metà delXX secolo ilsincretismo religioso veniva praticato clandestinamente. Oggi è frequente che durante feste cattoliche vengano offerte ch'alla allaPachamama. Lechiese protestanti non vedono, invece, di buon occhio il sincretismo religioso e, per questo, hanno proibito ai credenti di rivolgersi alla medicina tradizionale.
Un aspetto interessante di questa mescolanza tra la religiosità tradizionale e quella cristiana sta nel fatto che alNatale non viene data molta importanza dai contadini aymara, i quali vivono molto più intensamente ilcarnevale, epoca di fioritura. Nelle città il discorso cambia in quanto le tradizioni agricole sono meno sentite.
Secondo le credenze di questo popolo, l'individuo è legato da una stretta relazione con il contesto sociale che lo circonda. Ciò implica che ogni tipo di malattia che colpisce anche un solo membro della comunità inevitabilmente coinvolge l'intero villaggio: così, i conflitti interiori o famigliari e le mancate preghiere agli spiriti della natura compromettono il benessere dell'intera popolazione.Questo porta a capire i significati dei simbolismi e dell'accettazione di forme simboliche di cura (possessione, sciamanesimo, danza…) degli aymara che, trovano un ponte di collegamento tra mondo umano e mondo degli spiriti[incomprensibile], quest'ultimo reale quanto quello degli uomini; per cui qualunque spirito delle acque, delle colline, delle cime innevate se non opportunamente venerato potrebbe scagliare la sua ira verso gli abitanti che, inevitabilmente, andrebbero incontro a sicure malattie. L'unico modo per prevenire i mali e ripristinare la salute è soltanto attraverso mistici rituali come danze, preghiere, esorcismi e infusi magici, che portano al contatto spirituale tra uomo, natura e divinità. Nella visione magico-religiosa aymara l'uomo è concepito come l'insieme di tre forze vitali -alma, animo e corpo materiale- dove i due elementi vitali si incarnano. L'alma oathunajayo permette il movimento e il pensiero; l'animojuchchui ajayo è il fluido che dà consistenza al corpo e fuoriuscendovi, pur non causando la morte genera malesseri varî, dall'innalzamento della temperatura, alla nevralgia, ad un disagio corporeo diffuso. Quando si parla di perdita d'anima tra gli aymara, si può quindi intendere la sottrazione deljuchchui ajayo, che permette alla vittima di rimanere in vita, anche se colpiti da malattie più o meno gravi.
Il popolo Aymara è stato oggetto di uno studio cognitivo pubblicato nel 2006 che ne ha rilevato una carattarestica unica: gli Aymara indicano il passato puntando davanti a sè e il futuro indicando qualcosa alle proprie spalle. Hanno cioè una percezione, corretta, di "noto" e "ignoto" associato rispettivamente a "passato" e "futuro"[5]. Non sono attestati altri popoli che abbiano questa consapevolezza del tempo che scorre verso qualcosa che non conosciamo, per cui noi in effetti entriamo nel futuro caminando all'indietro. Lo studio è stato reso "popolare" da un articolo del New Tork Times[6].
Ladanza e lamusica hanno sempre avuto notevole rilevanza tra i popoli andini, così come tra gli aymara. La musica andina che conosciamo oggi è comunque differente dall'antica musica del periodo pre-colombiano. Non erano infatti presenti glistrumenti a corda, come ilcharango, ora molto diffusi. Quest'ultimo è uno strumento della famiglia deiliuti costruito originariamente con la corazza diarmadillo. Sembra sia stato realizzato per la prima volta aPotosí nelXVII secolo ispirandosi allavihuela, molto diffusa tra la nobiltà spagnola.
NelXVI secolo, il missionariogesuita Ludovico Bertonio, nel suo vocabolario dellalingua aymara riportava ben 13 vocaboli distinti relativi al verbo ballare.
Le numerose danze tradizionali aymara vengono divise in:
Danze native: si riferiscono all'epoca pre-colombiana e sono praticate solamente dalla popolazione rurale. Alcune di esse sono:sikuris,pinkillus,chaqallus,lawa k'umus,chuqilas,k'usillos.
Danze meticce: sono quelle di origine successiva alla conquista spagnola e contengono elementi sia aymara che europei. Alcune di esse come ladiablada, latuntuna (otundiqui) e lamorenada (originarie diOruro ed ora diffuse anche nella zona del lago Titicaca) hanno elementi nei fasti e nei vestiti che ricordano lacorrida.
Lapatata è probabilmente uno degli apporti maggiori all'umanità della cultura aymara. Quando glispagnoli conquistarono l'Impero inca, trovarono la coltivazione della patata diffusa ovunque con oltre 200 varietà.
Gli antichi aymara inventarono il procedimento didisidratazione della patata ai fini di conservazione e stoccaggio. Questa patata disidratata (nota con il nome dich'uñu ochuño) viene tuttora prodotta e consumata. Il procedimento si basa sulle condizioni climatiche della zona del lago Titicaca. Ad altezze vicine ai 4000m sul livello del mare i raggi solari sono particolarmente forti e ricchi di radiazioni ad alta energia e le notti molto fredde. Le patate sono esposte alla luce solare ed al freddo notturno per due settimane così da essere completamente disidratate; ilch'uñu ottenuto si conserva per anni.