Una miniatura del XIII secolo con Jean Bodel, Bibliothèque nationale de France, Parigi.
Il primo insediamento che sorse in quest'area fu un villaggio, fondato dalla tribùbelga degliAtrebati, chiamatoNemetocenna, in riferimento ad un boschetto sacro (nemeton) che doveva esistere nelle vicinanze. Con l'arrivo deiRomani il borgo venne rinominatoAtrebatum e divenne un'importante piazzaforte militare.
Gli abitanti vennero convertiti al cristianesimo dapprima daSan Diogene, poi, circa un secolo più tardi daVedasto di Arras, che stabilì nella città la sede episcopale e fondò nei dintorni una grandeabbazia benedettina. Arras iniziò a svilupparsi come centro di commercio del grano, ma nel IX secolo fu frequentemente bersaglio di incursionivichinghe.
Arras è citata nel resoconto dell'itinerario diSigerico di Canterbury che, attorno al 990 si recò a Roma per ricevere dalle mani del PonteficeGiovanni XV ilPallio: tale percorso nei secoli successivi sarebbe stato chiamatoVia Francigena. In particolare la località rappresentava la LXXV tappa (submansio) ed era definita dall'Arcivescovo di CanterburyAtherats.
Successivamente Arras divenne un importante centro culturale, fu qui che fiorirono alcuni dei generi poetici più famosi della letteratura medioevale francese, quello deitrovieri e quello deimenestrelli. Costoro avevano l'abitudine di riunirsi inpuy (società) o in confraternite e due di esse, iPuy d'Arras e laConfrérie des jongleurs et bourgeois d'Arras, sono passate alla storia. Alcuni celebri poeti, comeJean Bodel eAdam de la Halle vissero a lungo ad Arras.
Nel 1180 ottenne dal re di Francia i diritti per il commercio e sempre in quest'epoca iniziò a diventare anche un centro bancario elaniero. Punta di diamante dell'economia cittadina era la produzione degliarazzi, non a caso la parola italianaArazzo deriva proprio dalla città di Arras.
I francesi, nel 1477, alla morte diCarlo I di Borgogna, occuparono la città, ma gli abitanti, fedeli alla corona borgognona, scacciarono gli occupanti. Il reLuigi XI, furioso, guidò personalmente l'assedio alla città che, una volta presa, vide le sue mura rase al suolo, i suoi abitanti deportati e rimpiazzati da genti di tutte le regioni del regno e, infine, il suo nome mutato inFranchise. Nel 1482 vi fu siglato un altrotrattato, che segnava la fine delle ostilità fra Luigi XI eMassimiliano I d'Austria. Dieci anni dopo venne ceduta agli Asburgo e, conseguentemente, entrò a far parte deiPaesi Bassi spagnoli.
Nel 1579 le entità cattoliche deiPaesi Bassi rimaste fedeli aFilippo II di Spagna si riunirono qui e siglarono una fusione nota comeUnione di Arras. Fu unita alla Francia definitivamente nel 1654.
La Grand Place di Arras nel febbraio 1919, con ben evidenti le distruzioni della guerra.
Per tutta la durata del primo conflitto mondiale fu duramente bersagliata dall'artiglieria tedesca. Per sbloccare la situazione di stallo che si era creata nel settore di Arras, gli inglesi e i neozelandesi scavarono, partendo dal centro della città diversi tunnel volti a terminare alle spalle delle linee nemiche. Nel 1940, durante lacampagna di Francia, gli alleati tentarono un'inutilecontro-offensiva.
Arras è una località celebre per la lavorazione deitessuti, tanto è vero che già nelXV secolo i mercanti italiani, provenienti da viaggi nelNord Europa, chiamarono tutti i tessuti figurati in un primo tempo con il nome di "panno di razzo", e in seguito "arazzi".
Fin dai tempi degliantichi romani fu fiorente la lavorazione della lana, ma grazie all'impulso dei duchi diBorgogna fiorì la produzione di arazzi pregiati, caratterizzati da tessuti istoriati, da figure longilinee, daarchitetturegotiche, e daleggendeagiografiche.
Con l'occupazione da parte di Luigi XI nel 1477, la produzione decadde, e Arras si distinse, nei tempi successivi, per una rinomata produzione diporcellane.[6]