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Area nolana

Coordinate:40°56′00″N 14°27′00″E40°56′00″N,14°27′00″E
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Area nolana
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Città metropolitana Napoli
Territorio
Coordinate40°56′00″N 14°27′00″E40°56′00″N,14°27′00″E
Altitudinedai 34 ai 340 (sedi comunali) m s.l.m.
Superficie185km²
Abitanti166 000
Densità897,3 ab./km²
Altre informazioni
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
TargaNA
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Area nolana
Area nolana
Area nolana – Mappa
Area nolana – Mappa
Mappa dei comuni dell'area nolana
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

L'area nolana[1] è quel tratto dellapianura campana che compone la terza cintura nord dellacittà metropolitana di Napoli.

In linea di massima, dunque, i suoi confini naturali sono rappresentati appunto dagliAppennini, aest, dal fiumeClanio, anord, e dalVesuvio, asud[2].

Il territorio si incunea fra ilVesuvio e l'Appennino campano e si estende verso ilBaianese e ilVallo di Lauro inprovincia di Avellino e che fino al 1860 componevano storicamente l'Agro nolano, area storico-geografica della vastaTerra di Lavoro nota in epoca antica comeCampania felix.

Il circondario nolano non è molto esteso: basti pensare che l'intera superficie territoriale (185 km²) dei 18 comuni che lo compongono infatti è inferiore alla superficie del solo comune diFiumicino (213 km²).

Storia

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Il nome deriva daNola, che da sempre ha avuto un ruolo centrale all'interno del circondario, influenzando usi, costumi, dialetto e scambi. Secondo un'altra ipotesi, invece, sarebbe il nome della città a derivare dall'antico toponimolatinoAger Nolanus[2]. Parte del territorio dell'agro, infine, era anticamente denominataCampi Cemeterii dal nome del casale nolano di Cemeterio (l'odierno comune diCimitile)[2].
Durante ilDucato di Napoli, si parlava genericamente diterritorio nolanum, a sostegno di ciò rimane il fatto che in tutti i comuni ricadenti in tale ambito il valore delmoggio nolano (misura di aridi passata poi ad indicare misure di superficie agraria) era diverso dalmoggio napoletano e dagli altri moggi delRegno di Napoli.

Buona parte dei comuni del nolano legano la loro storia con quella di Nola, che, dopo leguerre sannitiche, divenne fedele aRoma, elevandola amunicipium, ciò le permise di avere unSenato proprio e perfino di coniare monete[3]. Per la fertilità[2] delle sue terre e per il clima addolcito dalle colline circostanti e del mare non lontano, moltipatrizi vi si trasferirono e vi costruirono ville e mausolei. Altri coloni si stanziarono nell'agro in seguito alla distribuzione delle terre conquistate e vi costruirono le proprie case, dapprima modeste, poi più ampie con vaste corti, fino a formare villaggi e borgate[3].

Durante ilducato di Napoli, i centri abitati iniziarono ad essere indicati come casali. Ciascuno di essi aveva acquisito il proprio nome dalle ville dei patrizi che, un tempo, li avevano abitati: così, ad esempio, si ebbeBaiano dapraedium Vajanorum,Faibano dapraedium Fabianum (gens Fabia),Scisciano dafundus Settianus,Marigliano dapraedium Marianum (o meglio dagens Marilia), e anche per altri feudi vicini all'Agro Nolano come quello diOttaviano il cui nome è derivato dal fatto di essere un importante"Praedium" (poi divenuto"Municipium") della "Gens Octavia" (che era la famiglia dell'imperatore Ottaviano Augusto), ecc[3].

Finita la signoria degliOrsini, Nola divenne autonoma e con i suoi sedici casali (Saviano, Sant'Erasmo, Sirico, San Paolo, Livardi, Liveri, Cimitile, Camposano, Casamarciano, Cumignano, Faibano, Gallo, Risigliano, Vignola, Scaravito e Tufino)[3] formò un'università, ovvero uncomune delRegno di Napoli, fino alXIX secolo, quando,Giuseppe Bonaparte decretò l'abolizione delfeudalesimo e riformò la ripartizione territoriale del regno sulla base del modello francese[4].

Le università furono sciolte e sostituite dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno. Ad essi facevano capo i casali[5], che restavano centri a carattere prevalentemente rurale. Molti casali nolani, però, acquisirono una propria autonomia. Furono così eretti a comuni: Cimitile,Casamarciano,Liveri,Cumignano con Gallo,Tufino con Risigliano e Vignola,San Paolo con Livardi e Scaravito,Sant'Ermo e Sant'Erasmo,Sirico e Saviano eCamposano e Faibano.

Geografia fisica

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Territorio

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Il territorio nolano, in antichità, era, per la maggior parte ricoperto da boschi[2], in parte protetti comeselve sacre,ma già nei primi secoli dell'impero romano lo sfruttamento del legname era diventato talmente intensivo che, nelIV secolo,Sesto Giulio Frontino poteva scrivere che i boschi erano oramai scomparsi da tutta la pianura campana e rimanevano soltanto sulle montagne.[controllare: Frontino è un autore del I-II secolo, non del IV]. Questeselve sacre oselve di pianura erano costituite, prevalentemente, da boschi dilecci e disughero con tutto il loro corteggio di piante arbustive[3].

Nel1529, la città di Nola e i suoi casali fecero acquisto dal Regio Fisco, con l'approvazione della Camera della Sommaria del Regno, dei due latifondi diBosco Fangone, di moggia 605 (ettari 242) e diBosco Gaudio, di moggia 113 (ettari 45,2), per il prezzo complessivo di 11.450ducati, dati inenfiteusi a principi, marchesi e baroni, dai quali dipendevano detti casali, con godimento degli usi civici[3]. Tutto ciò al fine di evitare che il Regio Fisco alienasse, ad altri baroni, quei fondi, che divennero, così, proprietà comunali e tali rimasero per circa tre secoli, non appartenenti cioè a quelle terre da ripartirsi tra i cittadini non possidenti in forza delle leggi 1º novembre 1806 e 3 dicembre 1808, promulgate dai bonapartisti[3].

Nel1891, ilPrimo MinistroAntonio di Rudinì dispose la quotizzazione delle terre demaniali fra i cittadini non possidenti, con l'obbligo di un piccolo canone annuo. Il sindaco di Nola Tommaso Vitale ed il segretario comunale Raffaele De Sena spesero gran parte della loro attività per evitare che tale provvedimento trovasse applicazione sui fondi diBosco Fangone e diBosco Gaudio[3]. Il sindaco nolano intendeva trasformare la proprietà demaniale in una proprietà patrimoniale, ripartita tra enti, che rappresentassero gli interessi della collettività. Riteneva, infatti, che dividendo i terreni tra tutti i cittadini non abbienti, costoro sarebbero diventati singolarmente proprietari di minuscoli appezzamenti di terreno che, col tempo, avrebbero finito con l'essere venduti a prezzi irrisori ai latifondisti[3]. Dopo la morte di Tommaso Vitale, i due boschi divennero sempre più ristretti. Piccoli proprietari terrieri e coloni non possidenti, infatti, occuparono le due aree, frazionandole in una moltitudine di fazzoletti di terra. Nel corso degli anni, i fertili terreni di Bosco Fangone e Gaudio furono espropriati e venduti a capitalisti speculatori, talvolta con la complicità di amministratori locali[3].

Suddivisioni territoriali

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Lo stesso argomento in dettaglio:Terra di Lavoro, Vallo di Lauro e Baianese.

I comuni dell'agro nolano oggi sono suddivisi su tre territori, nolano,baianese eVallo di Lauro, storicamente hanno fatto parte, sin dalXII secolo, delgiustizierato, poiprovincia, diTerra di Lavoro e costituivano uno specificodistretto, ildistretto di Nola appunto. Nel1861, in seguito all'Unità d'Italia, i comuni il Baianese e il Vallo di Lauro vennero incorporati nellaprovincia di Avellino. Gli altri comuni invece rimasero nella provincia libure fino al 1927. In quell'annoMussolini[6][7] decise di sciogliere quest'ultima, spostando la maggior parte dei suoi comuni nellaprovincia di Napoli e gli altri nelle province diBenevento,Frosinone eRoma. I restanti comuni dell'agro complice la poca distanza dal capoluogo, furono incorporati nella provincia partenopea. Nel 1945, alla fine dellaSeconda guerra mondiale, fu costituita laprovincia di Caserta ma solo i comuni del casertano centrale e quelli entrati nella provincia beneventana furono restituiti a quella che era l'antica Terra di Lavoro, mentre gli altri comuni rimasero nellaprovincia di Littoria (l'odierna provincia di Latina istituita nel1934 per scorporo dalla provincia di Roma), frusinate, e napoletana. I comuni dell'agro nolano, quindi, rimasero suddivisi tra le province di Napoli e di Avellino.

Negli anni scorsi si è molto discussa l'ipotesi di istituire la Provincia di Nola[8], riunendo le 19 località dell'attuale area colVallo di Lauro, ilBaianese e altri comuni del napoletano per un totale di 44 comuni raggruppati in un unico ente amministrativo con Nola capoluogo, il consiglio regionale però non espresse parere favorevole alla istituzione della nuova entità territoriale, anche per la forte opposizione di consiglieri regionali di Avellino che espressero parere sfavorevole allo scorporo delBaianese dal territorio della loro provincia.

Delle due proposte di legge che furono presentate in Parlamento, la prima fu bocciata per mancanza di numeri e requisiti, la seconda non fu nemmeno discussa perché si tenne conto della indisponibilità ad aderire alla nuova provincia di alcuni popolosi comuni vesuviani (tra i qualiOttaviano,Somma Vesuviana ePomigliano d'Arco) e della legge 142 del 1990[9] che prevedeva lo scioglimento di 9province italiane e l'istituzione di altrettantecittà metropolitane, tra cui appuntoNapoli.

Comuni dell'area nolana

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Comuni
Nola
Camposano
Carbonara di Nola
Casamarciano
Cicciano
Cimitile
Comiziano
Liveri
Mariglianella
Marigliano
Palma Campania
Roccarainola
San Paolo Bel Sito
San Vitaliano
Saviano
Scisciano
Tufino
Visciano

Note

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  1. ^Area Nolana (PDF)(archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2013).
  2. ^abcde Giuseppe Maria Galanti,Della descrizione geografica e politica delle Sicilie, Vol. 4, Napoli, Gabinetto Letterario, 1794, pp. 151-152.URL consultato il 13 ottobre 2010. ISBN non esistente
  3. ^abcdefghij Antonio Napolitano,L’Ager Nolano, suconteanolana.it, La Contea Nolana.URL consultato il 14 ottobre 2010(archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2007).
  4. ^Collezione delle leggi e de' decreti reali del regno delle Due Sicilie, Napoli, Fonderia Reale e Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, p. 269.URL consultato il 13 ottobre 2010. ISBN non esistente
  5. ^ Gabriello De Sanctis (a cura di),Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, p. XIX. ISBN non esistente
  6. ^ Costantino Jadecola,Nascita di una provincia, Roccasecca, Le Tre Torri, 2003. ISBN non esistente
  7. ^ Giuseppe Capobianco,Dal fascismo alla repubblica in Terra di Lavoro, in Felice Corvese,Giuseppe Tescione (a cura di),Per una storia di Caserta dal medioevo all'età contemporanea, Napoli, Edizioni Athena, 1993, pp. 230-231. ISBN non esistente
  8. ^XIV Legislatura, Proposta di legge numero 5040 - Istituzione della Provincia di Nola (PDF), sulegxiv.camera.it, Atti Parlamentari -Camera dei deputati.URL consultato il 10 ottobre 2010(archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  9. ^Legge 8 giugno 1990, n. 142 - Ordinamento delle autonomie locali, suhandylex.org.URL consultato il 7 novembre 2010(archiviato dall'url originale il 23 novembre 2010).

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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V · D · M
Terra di Lavoro · Comuni dell'Agro nolano
Area nolana
(inTerra di Lavoro fino al1927)
Camposano ·Carbonara di Nola ·Casamarciano ·Cicciano ·Cimitile ·Comiziano ·Liveri ·Mariglianella ·Marigliano ·Nola ·Palma Campania ·Roccarainola ·San Paolo Bel Sito ·San Vitaliano ·Saviano ·Scisciano ·Tufino ·Visciano
Vallo di Lauro
(inTerra di Lavoro fino al1861)
Domicella ·Lauro ·Marzano di Nola ·Moschiano ·Pago del Vallo di Lauro ·Quindici ·Taurano
Baianese
(inTerra di Lavoro fino al1861)
Avella ·Baiano ·Mugnano del Cardinale ·Quadrelle ·Sirignano ·Sperone
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