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Architettura art nouveau

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LaScuola d'Arte di Glasgow diMackintosh,Glasgow, 1898-1909.

Si parla in maniera generale diarchitettura art nouveau in riferimento alla declinazione architettonica del movimento artistico noto comeArt Nouveau, sorto inEuropa negli ultimissimi anni dell'Ottocento, e, in riferimento ai diversi esiti nazionali: diarchitettura liberty in Italia; di architettura modernista inSpagna; e di architetturajugendstil inGermania, inSvizzera, e nell'Impero austro-ungarico. In quest'ultima area sfociò nell'architettura dellaSecessione. In questi anni, un numero consistente di architetti di tutto il mondo iniziò a sviluppare nuove soluzioni architettoniche per integrare tradizioni consolidate (come per esempio ilromanico ed ilgotico) a nuove possibilitàtecnologiche create dagli sviluppi dellarivoluzione industriale. I lavori diLouis Sullivan aChicago,Victor Horta aBruxelles,Henry van de Velde inBelgio,Antoni Gaudí aBarcellona,Otto Wagner eJoseph Maria Olbrich aVienna eCharles Rennie Mackintosh aGlasgow, tra molti altri, possono essere considerati in questa dialettica tra vecchio e nuovo.Già verso la fine delXIX secolo nascono in Europa tendenze architettoniche e artistiche, comeArts and Crafts in Inghilterra, che rompono i ponti con i criteri del passato, andando alla ricerca di forme nuove che rifiutano sia lo storicismo accademico che lo stile poco attraente dell'architettura industriale del XIX secolo, sviluppando invece nuovi concetti architettonici ispirati allanatura.

L'Art Nouveau. Victor Horta

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Lo stesso argomento in dettaglio:Art Nouveau.

La maggioranza degli storici concorda sul fatto che il movimento europeo per il rinnovamento delle espressioni culturali sia nato inBelgio fra il1892 e il1894; questa affermazione è basata sulla realizzazione dellaCasa Tassel diVictor Horta e sulla casa diPaul Hankar a Bruxelles del 1893[1].

I maestri del movimento belga sono stati Horta e Paul Hankar per l'architettura,Henry van de Velde eGustave Serrurier-Bovy per learti applicate:

«l'opera di tutti e quattro fu messa assieme, giudicata e studiata attraverso la sola qualità ovviamente comune a tutti: la novità; così ebbe origine il nomeArt nouveau[2]»

(Henry van de Velde)

Charles Rennie Mackintosh ed ilGlasgow Movement

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Charles Rennie Mackintosh (Glasgow, 7 giugno 1868 – Londra, 10 dicembre 1928) è stato un architetto, designer e pittore scozzese. Esponente del cosiddettoGlasgow movement, fu l'esponente di maggior rilievo dell'Art Nouveau nel Regno Unito.

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IlPalazzo della Secessione,Vienna, 1897.

La Secessione viennese

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Lo stesso argomento in dettaglio:Secessione viennese.

LaSecessione viennese (intedesco:Secessionstil) è riferita allo sviluppo di stili artistici, sviluppatisi fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, aVienna inAustria.L'ufficializzazione di questo movimento avvenne con la cosiddettaWiener Secession (Secessione viennese), che consistette nella creazione di un'associazione di 19 artisti che si staccano dall'Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo. Nel1898 a Vienna apparve la rivista secessionistaVer Sacrum (da cui la definizione del periodo comePrimavera sacra). I principali fautori di questo movimento, in campo architettonico, furonoOtto Wagner, il caposcuola,Josef Hoffmann eJoseph Maria Olbrich che progettò ilpalazzo della Secessione, opera manifesto del movimento.

Lo Jugendstil

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Lo stesso argomento in dettaglio:Jugendstil.

In Germania le espressioni artistiche dell'Art Nouveau presero il nome diJugendstil dal nome di una rivista diMonaco (Jugend, "giovinezza") che contribuì a diffondere il nuovo linguaggio artistico, soprattutto nel campo della grafica e dell'arte applicata.Il modernismo in Germania fu influenzato non solo dall'Art Nouveau franco-belga, ma anche dal movimentoArts and Crafts e dallaSecessione Viennese, tanto che il movimento a Monaco, in ambito più specificatamente artistico, fu chiamatoSecession (Secessione di Monaco).

I centri di diffusione dello Jugendstil furono molti, oltre a Monaco dove furono attiviHermann Obrist e altri artisti che portarono al massimo sviluppo le tendenze floreali e fitomorfe nella grafica e le arti applicate.

A Berlino operò prevalentemente l'architettoAugust Endell. ADarmstadt le realizzazioni architettoniche di maggior rilievo; infatti nel 1899 il granduca Ernesto Luigi d'Assia fondò una famosacolonia di artisti chiamandovi a lavorareJoseph Maria Olbrich ePeter Behrens.

Erede dello Jugenstil fu ilDeutscher Werkbund, fondato a Monaco nel 1907.

Casa Batlló diAntoni Gaudí,Barcellona, 1907.

Il Modernismo catalano

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Lo stesso argomento in dettaglio:Modernismo catalano.

La parolaModernisme (inlingua catalana) indica unostile architettonico sviluppatosi aBarcellona, cittàspagnola dellaCatalogna, tra il1880 e il1930.Lo sviluppo del modernismo è stato favorito in Catalogna dagli ambienti autonomisti e dall'impegno culturale dellaborghesia catalana, assai colta e sensibile dal punto di vista artistico.Più di cento sono stati gliarchitetti artefici degli edifici modernisti catalani.Tra essi spicca il genio diAntoni Gaudí e vanno ricordatiLluís Domènech i Montaner eJosep Puig i Cadafalch.

Lo stile Liberty in Italia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Architettura liberty in Italia.
Lo stesso argomento in dettaglio:Liberty a Messina, Liberty a Cagliari, Liberty a Milano, Liberty a Napoli e Liberty a Torino.

InItalia, e particolarmente aPalermo eTorino, la nuova corrente si affermò inizialmente come «arte nuova» o, secondo il giornalista torinese Emilio Thovez, «arte floreale»,[3] questo nuovo stile stupì per essere così «fedelmente naturalistico e nella sostanza nettamente decorativo».[4] A seguito delle edizioni dell'Esposizione internazionale d'arte decorativa moderna, Torino vide il crescente proliferare di questo nuovo stile in ambito prevalentemente architettonico, celebrando una sorta di «rinascimento delle arti decorative»,[5] avvalendosi di contributi dei maggiori autori dell'epoca comeRaimondo D'Aronco, il torinesePietro Fenoglio che si affermò per sua proficua attività di ingegnere e che fece delliberty torinese uno degli esempi più fulgidi e coerenti del variegato panorama architettonico italiano del tempo[6].

Ernesto Basile costruì a Palermo la prima architettura Liberty che comparì in Italia, ovvero ilVillino Florio[7].

La locandina dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna del 1902 realizzata daLeonardo Bistolfi
Casa Fenoglio-Lafleur aTorino, 1902.

Nel contesto nazionale questa nuova corrente, che in seguito assunse anche il nome di «stile floreale»[3], non si consolidò mai in una vera e propria scuola italiana di riferimento, ma si affermò, seppur con un lieve ritardo rispetto ai maggiori paesi europei, vivendo il suo massimo splendore nei primissimi anni del Novecento. Nella sua prima decade, infatti, si può parlare diliberty, termine che infine si affermò più diffusamente nel complessivo e variegato panorama nazionale e derivante dai celebri magazzinilondinesi diArthur Lasenby Liberty[8].

Illiberty, dunque, trovò nell'architettura il suo maggior successo, lasciando ai posteri una delle testimonianze più durature.Tuttavia la primordiale vocazione populistica delliberty andò scemando, l'ideale di un «socialismo della bellezza»[9] andò evolvendosi in un ricco trionfo di motivi floreali, nervature filiformi, ardite decorazioni metalliche di chiara ispirazione fitomorfa ma divenne presto soltanto un privilegio delle classi sociali più abbienti.

Centrale idroelettrica diGaetano Moretti aTrezzo sull'Adda, 1906.

I principali esempi diliberty in Italia sono visibili a Palermo, Torino,Milano,Napoli,Genova,La Spezia,Bologna,Pescara,Avezzano,Cagliari (Crescentino Caselli),Olbia (Bruno Cipelli, sostenuto dai nobiliColonna di Ponza)[10].

Il caso di Riga

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Lo stesso argomento in dettaglio:Art Nouveau a Riga.
L'ingresso di un palazzo sulla Albert Iela diMichail Ėjzenštejn aRiga.

La città che presenta più edifici in questo stile èRiga, capitale dellaLettonia, con oltre 800 edifici, di cui diversi progettati daMichail Ėjzenštejn.

Riviste moderniste

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Esposizioni

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Galleria d'immagini

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Note

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  1. ^L. Benevolo,Storia dell'architettura moderna, Bari 1973, pag. 299-301.
  2. ^H. van de Velde,Die Renaissance im modern Kunstgewerbe, Lipsia 1903.
  3. ^abAA.VV., La Nuova enciclopedia dell'arte, Milano, Garzanti, 1997, ISBN non esistente
  4. ^B. Coda N., R. Fraternali, C. L. Ostorero, 2017, p. 11.
  5. ^AA. VV., 1898, pp. 30-32.
  6. ^AA. VV., 1980, p. 318.
  7. ^Villino Florio, suPortale del Turismo - Comune di Palermo.URL consultato il 5 gennaio 2025.
  8. ^Eugenio Rizzo, pp. 26-32.
  9. ^B. Coda N., R. Fraternali, C. L. Ostorero, 2017, pp. 13-14.
  10. ^Bossaglia, p. 32.

Bibliografia

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Voci correlate

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