Come indicato daPierre Fontanier, le funzioni principali della figura sono:[2]
Attribuire delle caratteristiche adattabili ed estendibili ad altri soggetti utilizzando ilnome proprio di un determinato individuo, a partire dalle qualità specifiche di quest'ultimo. A una persona aggressiva e distruttiva potremmo ad esempio direSei un vero Attila!, con ciò intendendo cheAttila è il distruttore per antonomasia.
Riferirsi a un individuo con un epiteto che, sempre a partire dalle qualità del soggetto, diviene un nome per indicarlo, come nella fraseIn vista nuove rivelazioni sul pianeta rosso, dove il «pianeta rosso» sta perMarte. Oppure:Ha incontrato il Maligno, dove «il Maligno» per antonomasia è ilDiavolo.
Sempre Fontanier ha definito l'antonomasia la «sineddoche d'individuo».[3]
Questo secondo tipo di antonomasia è detta anche «vossianica», dal nome diGerardo Giovanni Vossio (XVI-XVII secolo), che aveva attribuito all'antonomasia la stessa reversibilità dellasineddoche (la parte per il tutto e il tutto per la parte).[4] Altri esempi di antonomasia vossianica sono:
mecenate, riferito a persona dedita almecenatismo, ossia il sostegno finanziario della cultura, dalcognomen diGaio Cilnio Mecenate (es. «David Bowie si è comportato da mecenate con numerosi artisti»);
cicerone, riferito a persona che illustra o spiega l'arte, la storia e la cultura ad altre persone, particolarmente durante una visita turistica a una città o a un museo, dalcognomen diMarco Tullio Cicerone (es. «siamo andati a trovare Davide a Firenze e lui ci ha fatto da cicerone durante la visita»);
perpetua, termine che indica l'assistente personale di un sacerdote, daPerpetua, domestica di Don Abbondio neI promessi sposi diAlessandro Manzoni (es. "il prete è assente, ma puoi consegnare la lettera alla sua perpetua");
anfitrione, padrone di casa e ospite generoso, dal nome delmitico re diTirinto (es. «quando siamo andati a casa di nostro cugino ci ha accolti da vero anfitrione e colmato di doni»);
sosia, persona molto simile a un'altra, dalla commedia diPlautoAmphitruo, dove Mercurio si traveste in modo da apparire tale e quale al servo di Anfitrione, che si chiama appunto Sosia (es. «secondo una leggenda metropolitana,Charlie Chaplin partecipò a un concorso per suoi sosia, e perse»);
sole, ovvero unastella dotata di pianeti, dal nome della nostra stella, ilSole («una delle sfide che il futuro può riservarci è l'esplorazione e la colonizzazione di un mondo alieno, alla luce di un nuovo sole»);
luna, unsatellite naturale di un pianeta, dal nome del nostro satellite per antonomasia, laLuna (es. «fra le lune di Giove le principali sono i quattrosatelliti medicei, descritti daGalileo»);
vandalo, una persona che si macchia del reato divandalismo, ossia la distruzione o il danneggiamento di cose, per estensione chiunque compia un danno o renda caotico un ambiente, dal nome di una popolazione germanica, iVandali (es. «guarda che disastro hai combinato, hai fatto cadere tutti i vasi rompendoli, sei un vandalo!»);
zingaro, una persona che fa una vita nomade come coloro che appartengono a una popolazione di origine indiana. Quindi, spesso, si usa il terminezingaro al posto dinomade. DaIl Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana 2008: «Persona che si sposta continuamente da un luogo all'altro| persona dall'aspetto disordinato, trasandato».
In certi casi, all'antonomasia vossianica si accompagna uno slittamento di senso, come nei casi dimegera,vulcano,cicerone.[4]
4) Un nome comune per indicare un individuo ma anche la categoria cui questi appartiene e cui viene associato a partire dalla considerazione di una qualità ritenuta esemplare (un epicureo).
Stretto è il rapporto tra antonomasia e linguaggio dei media (oltre che nel linguaggio corrente), in quanto le antonomasie esaltano la loro condizione di associazione stereotipata, di luogo comune, sono spesso accompagnate da enfasi, hanno scopiironici osatirici:
Tali caratteristiche di utilizzo rendono alcune di queste antonomasie materiale di veloce consumo e altrettanto rapida estinzione nel linguaggio della pubblicità, dell'informazione, della politica.[4]
Anche grazie alla pubblicità che li ha resi popolari, alcuni prodotti commerciali sono spesso denominati per antonomasia con la marca leader del loro genere o con il marchio con cui sono stati introdotti nel mercato. Questa forma di antonomasia configura la cosiddetta "volgarizzazione del marchio"; alcuni esempi: loscottex, rotolo di carta per la cucina; ilk-way, impermeabile leggero; ilvinavil, tipo di colla; ilkindle, libro elettronico o ebook; l'amuchina, disinfettante per le mani. In altri prodotti l'antonomasia può derivare dal nome dell’inventore, per esempio lapenna biro per indicare lapenna a sfera (dal nome diLászló Bíró), oppure dalla provenienza geografica.
In generale le antonomasie possono essere considerate "attive" in specifico rapporto a determinati ambienti, culture, epoche e paesi. Ad esempio, fino al 1860-61, l'eroe dei due mondi (le Héros des Deux Mondes) non eraGaribaldi maLa Fayette (1757-1834), che aveva anche lui combattuto inAmerica, nella sua giovinezza. Nel mondo francofono,le Héros des Deux Mondes può designare o l'uno o l'altro.
Alcune antonomasie sono valide solo in ambienti ristretti e rientrano quindi nell'ambito deigerghi. Ad esempio, Gertrude (la "monaca di Monza", un personaggio deI promessi sposi) era chiamata per antonomasia "la signora" all'interno del suo monastero.
^Pierre Fontanier,Des Figures du discours autres que les tropes (1827-30), citato inDizionario di linguistica, ed Einaudi, cit., pp. 70-1.
^Dizionario di linguistica, ed. Einaudi, cit., p. 71. Lasineddoche è infatti la figura retorica che indica una nozione attraverso una parola normalmente associata a un'altra nozione, che è però in relazione alla prima in termini di quantità.
^abcdefghiDizionario di linguistica, ed. Einaudi, cit., p. 71.
^Henri Morier,Dictionnaire de poétique et de rhétorique, (1981) ritiene che l'antonomasia sia un caso di metonimia (citato inDizionario di linguistica, ed. Einaudi, cit., p. 71).