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Antistene

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Disambiguazione – Se stai cercando il filosofo greco delII secolo a.C., vediAntistene di Rodi.
Busto di Antistene

Antistenedi Atene (ingreco anticoἈντισθένης?,Antisthénēs; in latinoAntisthenes;Atene,444 a.C.Atene,365 a.C.) è stato unfilosofogreco antico.

Biografia

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Di padreateniese e madretracia[1], Antistene fu allievo diGorgia[2] e, successivamente, discepolo diSocrate[3].

Tra i Socratici, Antistene si distinse per l'orgogliosa esibizione della propria povertà[4] e per il feroce dibattito controPlatone[5].

Fondò, poi, una sua scuola, detta cinica perché icinici si riunivano nelCinosarge, il ginnasio ateniese dove erano accettati anche i "semi-cittadini" (Antistene era, infatti, in quanto di madre straniera, unmeteco)[6]. Probabilmente fu maestro diDiogene di Sinope, anche se non se ne hanno prove certe.

Opere

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Ilpinax (catalogo) delle numerose opere di Antistene è conservato daDiogene Laerzio, nella sezione del VI libro della sua opera dedicata proprio al filosofo ateniese e alla sua scuola. Di esse ci restano unadeclamazione dal titoloAiace, che è un brevissimo discorso (in 9 paragrafi) sulla rivendicazione dell'eroe di Salamina per le armi diAchille, cui si contrappone, sempre di Antistene, unOdisseo, una risposta in 14 paragrafi: entrambe testimoniano la militanza retorica di Antistene, ricche di figure gorgiane.[7] Delle altre opere abbiamo circa 150 frammenti.[8]

Pensiero

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Lo stesso argomento in dettaglio:Cinismo.
Esemplificazione dell'idea platonica contestata da Antistene

Il pensiero antistenico è ricostruibile da questi numerosi frammenti e dalla sezione dossografica laerziana, da cui risulta che Antistene neghi l'oggettività sostanziale del concetto socratico, riducendolo a un mero prodotto soggettivo della riflessione dell'uomo sulla realtà circostante, disgregando il valore dell'idea platonica: in particolare col suo motto divenuto celebre, «vedo ilcavallo ma non la cavallinità», intende contestare l'essenzialismo diPlatone, il quale gli avrebbe risposto: «perché non hai l'occhio per vederla».[9]

Ne consegue una forma dinominalismo: la conoscenza della realtà è limitata al puro nome, che, essendo specifico di ciascun oggetto, vieta di formulare predicazioni universali, cioègiudizi.

Sul pianomorale la filosofia di Antistene conduce in due direzioni: da una parte all'attivismo, simboleggiato dalla figura diEracle, ovvero verso uno strenuo impegno individuale nella pratica dellavirtù; dall'altra parte verso un ritorno allostato di natura, in cui l'uomo tende a liberarsi dei bisogni che eccedono la necessità della sopravvivenza; ossia: potere, ricchezza, fama, amore.

Note

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  1. Epifanio,Adversus haereses, III 2, 9.
  2. Diogene Laerzio, VI 1.
  3. Gnomologio Vaticano, 743 n. 4.
  4. Ad esempio ritratta inSenofonte,Simposio, 4, 61-64 e citata in un aneddoto in Diogene Laerzio, VI 8.
  5. Diogene Laerzio, VI 7.
  6. Diogene Laerzio, VI 13-15.
  7. Se ne veda il testo greco a cura di G. Giannantoni,Socratis et Socraticorum reliquiae, vol. V.
  8. Sempre nell'edizione Giannantoni.
  9. Aneddoto riferito daSimplicio inCategorie, 66 b, 45 (cit. inNicola Abbagnano,Storia della filosofia, vol. I, pag. 78, Torino, Unione Tipografico-editrice, 1946).

Bibliografia

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  • Antisthenis Fragmenta, a cura di Fernanda Decleva Caizzi, Milano-Varese, Istituto Editoriale Cisalpino, 1966.
  • Aldo Brancacci,Oikeios logos, Napoli,Bibliopolis, 1990.

Voci correlate

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Filosofi cinici
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