Anastasia Robinson, poi nota come Anastasia, Contessa di Peterborough (circa1692 –aprile1755), è stata unsoprano econtraltoinglese dell'erabarocca.È ricordata soprattutto per la sua collaborazione con il compositoreGeorg Friedrich Händel, nelle cuiopere ha cantato.[1] Il passaggio dal registro di soprano a quello di contralto avvenne per un abbassamento della voce, causato da una malattia.
Anastasia era la figlia maggiore di Thomas Robinson, un ritrattista che aveva lavorato per un certo periodo in Italia (dove si pensa sia nato). Inizialmente il suo talento musicale fu formato privatamente e le sue prime esibizioni erano in concerti presso compagnie private aGolden Square, dove suo padre possedeva una proprietà. A questi concerti cantava e si accompagnava alclavicembalo. Nei primi anni 1710 la vista di suo padre cominciò a peggiorare e Robinson, costretta a guadagnarsi da vivere per sé e la sua famiglia, divenne professionista.[2]
Il 9 ed il 20 giugno1713 tiene due concerti alQueen's Theatre (Shaftesbury Avenue).La sua collaborazione con Händel può essere datata al1714, quando egli scrisse per lei l'assolo persoprano nellaOde per il compleanno della regina Anna, che fu eseguita per la prima volta il 6 febbraio nelSt. James's Palace in occasione del compleanno della reginaAnna Stuart.Ella entrò a far parte della sua compagnia nei primi mesi di quell'anno, facendo il suo debutto inCreso, unpasticcio.Proseguendo la stagione cantò in riprese diArminio edErmelinda, entrambi pasticci, probabilmente musicati daNicola Haym; in diverse occasioni fu scritta nuova musica appositamente per lei.Il pubblico londinese evidentemente le riservava una buona accoglienza e la sua carriera continuò a prosperare; cantò il ruolo di Almirena nella ripresa del 30 dicembre diRinaldo diretta dal compositore alKing's Theatre (Londra) e creò il ruolo di Oriana inAmadigi di Händel, a fianco diNicolò Grimaldi, il brillantecastrato che aveva inizialmente creato il ruolo del protagonista inRinaldo. In una ripresa del'Amadigi nel 1717, Händel creò una scena nuova per lei e per lo stesso "Nicolini" (come veniva comunemente chiamato).[2]
Verso il 1719 sembra che la sua voce, a causa di una malattia, abbia subito un abbassamento dalla tonalità di soprano a quella di contralto. Dopo la formazione quello stesso anno dellaRoyal Academy of Music di Händel, la Robinson fu ingaggiata con uno stipendio annuo di 1000 sterline e creò molti ruoli nuovi, i più importanti Zenobia (Radamisto), Irene (Muzio Scevola), Elmira (Floridante), Matilda (Ottone), Teodata (Flavio) e, il più famoso di tutti, il ruolo altamente drammatico di Cornelia nelGiulio Cesare. Ella cantò anche in opere diBononcini eAriosti ed anche un bel numero di pasticci. Subito dopo la prima diCesare si ritiró dalle scene. In 1722 (o forse probabilmente nel 1723) si era sposata in segreto conCharles Mordaunt, III conte di Peterborough, sebbene egli non abbia riconosciuto il suo stato di moglie fino al 1735, poco prima di morire; fino ad allora essi avevano vissuto separatamente e la società la considerava la sua mantenuta.[2]
Dopo il ritiro ella visse inParsons Green, aiutata da Peterborough e dai suoi guadagni come cantante. Non si staccò dal mondo della musica; mantenne una stretta amicizia con Bononcini che in passato fu suo insegnante e la sua casa divenne una specie di accademia in miniatura alla quale collaborarono Bononcini,Pier Francesco Tosi, ed altri musicisti del momento che si esibivano frequentemente. Per Bononcini ella ottenne una pensione di 500 £per annum daSarah Churchill, Duchessa di Marlborough. Cattolica romana era anche amica del poetaAlexander Pope. Dopo la morte di Peterborough nel 1735, ella visse nella sua residenza di famiglia vicino a Southampton. Lady Peterborough morì a Bath, ed i suoi resti furono sepolti nella nuda terra nellaAbbazia di Bath.[2]
Come cantante la Robinson era famosa per la dolcezza del tono, l'espressività e il carisma piuttosto che per particolari donivirtuosistici. Handel era molto attento a usare l'orchestra per adattare alla sua voce la musica che aveva scritto per lei, comunque la drammaticità dei ruoli che ella interpretava inGiulio Cesare eFlavio suggeriscono che possedesse un talento non indifferente come attrice. De Fabrice, un diplomatico di Hannover in visita a Londra nei primi anni 1720, la paragonò in modo favorevole alla straordinariaMargherita Durastanti, nella Cornelia della Robinson (Cesare). Parte della sua corrispondenza viene conservato per i posteri nella collezione Campori aModena e questa, in aggiunta alla sua popolarità personale nella società, suggeriscono un carattere interessante.[2]
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