
Akashi Takenori[1] (明石 全登?; 1569? – 1618?) è stato unsamuraigiapponese dei periodiSengoku edEdo. Noto anche comeMorishige,Teruzumi,Zentō,Naritoyo oMasataka.
Fu servitore diUkita Naoie, il più grandedaimyō dellaprovincia di Bizen. Il suo titolo di corte fuKamon-no-Kami (掃部頭?). Il suo nome da Cristiano fuGiovanni Giusto.
Nacque come figlio di Akashi Yukio (景親?), signore del castello di Hoki nella provincia di Bizen. Non si conosce la data precisa di nascita, ma si presume sia nato intorno al 1569.
La famiglia Akashi di Bizen discendeva dalclan Akamatsu, ed era conosciuta anche per il controllo e la gestione delle miniere di rame. Suo padre Yukio inizialmente serviva gliUrakami, ma nel 1575 passò dalla parte di Ukita Naoie, entrando così al servizio delclan Ukita. Yukio e suo fratello servirono fedelmente fino a diventaredaimyō con un feudo di 40.000koku.
Takenori ereditò il ruolo del padre prima del 1597, divenendo signore del castello di Omata (nell'attuale città diBizen) e anziano del clan Ukita, anche se non prese parte all'amministrazione territoriale.
Nel 1599, dopo l’omicidio del ciambellanoNagafune Tsunanao durante una crisi interna al clan Ukita, Takenori prese il controllo come amministratore del clan. Da un possedimento iniziale di circa 33.110 koku, arrivò a governarne 100.000 grazie anche all’intervento diToyotomi Hideyoshi.
Nel 1600 partecipò alla battaglia di Sekigahara come alleato diIshida Mitsunari partecipando allabattaglia di Kuisegawa[2]. Il giorno seguente guidò 8.000 uomini dell’esercito Ukita e combatté valorosamente contro le forze diFukushima Masanori. Dopo il tradimento diKobayakawa Hideaki l’esercito fu sconfitto. Takenori impedì al suo signore Hideie di morire combattendo e lo convinse a ritirarsi verso ilcastello di Osaka, facendo da retroguardia. Dopo la sconfitta, fuggì senza riuscire a contattare Hideie e divenne unronin.
Rimasto senza signore fu protetto daKuroda Yoshitaka anch’egli cristiano e legato alla famiglia Akashi. In seguito si rifugiò pressoTanaka Tadamasa del dominio di Yanagawa. Tuttavia non esistono fonti certe su questo periodo della sua vita.
Nel 1614 partecipò allacampagna d'inverno di Osaka dalla parte deiToyotomi[3], motivato anche dalla fede cristiana. Sua moglieMonica lo accompagnò a Osaka e lavorò come infermiera durante l'assedio. Nel 1615, durante la Campagna estiva, combatté nellabattaglia di Dōmyōji e successivamente aTennōji, dove tentò con 300 uomini un attacco suicida contro il quartier generale diTokugawa Ieyasu. Dopo aver visto l’annientamento delle truppe alleate, riuscì a sfuggire rompendo l'accerchiamento. Nonostante fosse braccato dalle forze Tokugawa non fu mai catturato e scomparve per sempre.