In provincia è il comune con il minor numero di abitanti. Centro agricolo e turistico del versante meridionale delleMainarde, confina con ilMolise. Per il legame che lo unisce al tradizionale strumento a fiato del mondopastorale è stato definito:"il borgo dellazampogna"[4]
Situato al centro di una vallata e circondato daimonti della Meta, il centro abitato è posto a 926 m s.l.m., su un poggio calcareo dominato dalMonte Monna Casale, (1395 m s.l.m.) nell'area meridionale delleMainarde. La vallata, fertile per la produzione di patate e legumi, è il fondo prosciugato dell'antico lago di Acquafondata donde il borgo trae il suo toponimo. L'opera dibonifica, attraverso la realizzazione di untraforo per lo scolo delle acque insalubri e stagnati, ha inizio nel 1882[5] e vede il compimento nel 1901.[6]
Nei pressi della frazione di Casalcassinese si trovano le sorgenti deltorrente Rava, che scorre verso sud-est, in direzione diPozzilli nelMolise, prima di confluire nelfiume San Bartolomeo, (uno degli affluenti delVolturno).
Il clima di Acquafondata[7] è influenzato dalla particolare posizione dell’abitato, a 914 metri di altezza, e dalla caratteristica climatica propria dell’Appennino centro-meridionale; mediamente temperato, il clima è caratterizzato da inverni più lunghi e piovosi rispetto alle estati. La temperatura media annuale di Acquafondata è11,2 °C.
816 mm è la piovosità media annuale.
Nel mese più caldo dell’anno, in agosto, la temperatura media è di20,3 °C mentre a gennaio, il mese più freddo, la temperatura media è di3,1 °C.
Il mese meno piovoso è luglio, con circa35 mm di pioggia. Novembre invece è il mese con maggiori precipitazioni, con una media di111 mm.
Gli inverni di Acquafondata possono essere caratterizzati da precipitazioni a carattere nevoso. Tra le temperature minime registrate dopo lanevicata del 2012, sono degni di nota i -12 gradi dell'ondata di freddo del gennaio 2017.[8]
La primavera ad Acquafondata arriva almeno con un mese di ritardo rispetto alle zone di pianura, condizionando i cicli del lavoro dei campi, della fioritura degli alberi e della produzione degli ortaggi. La differenza climatiche con la collina e la pianura non favorisce infatti la coltivazione di specie che sono invece peculiari dei centri limitrofi, quali ad esempio l’ulivo e la vite.
I mesi da giugno ad agosto sono i più gradevoli per il clima piacevole e fresco, per il basso tasso di umidità e per la buona qualità dell’aria che fanno di Acquafondata la meta di quanti lasciano le città torride, anche soltanto per un fine settimana, alla ricerca di ristoro.
Iltoponimo Acquafondata deriva dall'espressione latina:Aqua fundata che indica"acqua che precipita, che scorre verso il basso".[9] Trae origine dall'antico lago che occupava la vallata sottostante il centro abitato e che andava a formare il torrenteRava, scorrendo velocemente, appunto, verso il versante molisano. Il lago è stato prosciugato con la bonifica del 1901.
Nel744 d.C.,Gisulfo II,duca longobardo di Benevento donò dei territori almonastero di Montecassino dando inizio alla signoria monastica dellaTerra di san Benedetto. Tale donazione fu confermata successivamente da scritti imperiali e regi, fra cui quello del 928 del principelongobardoAtenolfo II che ne fissava i confini e che citava, tra le altre, la località di Acquafondata: "inde vadit Aquafundatam…". La località era quindi così denominata ancor prima della costruzione del castello e dell'insediamento degli abitanti. Il nome del luogo è antecedente all'abitato.
Un primo castello fu edificato nell'alto Medioevo, tra il 1017 e il 1022[10] dai conti diVenafro i quali reclamavano la proprietà del territorio; la contea di Venafro, infatti, era in lotta per la definizione dei suoi confini, in contrastato con la vicina Montecassino, che faceva invece appello alle suddette donazioni Longobarde. La costruzione arbitraria dei conti venafrani fu"distrutta dalla fondamenta"[10] dalle truppenormanne al soldo dell'abateAtenolfo. Nel 1089 Montecassino finì per acquisire la piena signoria del castello, nel frattempo ricostruito, grazie al definitivo atto di donazione all'abateOderisio, da parte del conte venafrano Ugo Morino.
IBenedettini furono abili nel portare avanti il loro progetto di popolamento, disboscando e mettendo a coltura il territorio. Montecassino incrementò il popolamento dell'area per mezzo di coloni provenienti dallaMarsica, dall'Abruzzo e dalMolise. Acquafondata era proprietà dell’abbazia cassinese e i terreni venivano concessi con un contratto livellare per ventinove anni in cambio di un canone, di donativi o servizi. La comunità di Acquafondata, entrata a far parte dellaTerra di San Benedetto, riesce a prosperare e rifiorire, soprattutto dopo il disastrosoterremoto del Cassinate del 1349.
Acquafondata, panorama mattutino, la nebbia si alza dal fondo del lago prosciugato.
«Acquafondata, terra nella Provincia di lavoro ed in Diocesi di Venafro, situata sopra un ameno colle e d'aria salubre, e nella distanza di nove miglia da Venafro, che si appartiene in feudo alla religione cassinese di Montecassino. In questa terra è da notarsi soltanto una chiesa Parrocchiale. Il suo terreno poi abbonda di grani, di frutti e di vini. Il numero finalmente de' suoi abitanti ascende a quattrocento e quindici, sotto la cura d'un Parroco.»
(abate Francesco Sacco,Dizionario geografico-istorico-fisico del Regno di Napoli, 1795)
Nei periodi dell'occupazione francese (1799) Acquafondata subì saccheggi e devastazioni da parte dell'esercitonapoleonico. Nel territorio passò la banda del patriotaGaetano Mammone che lottava per liberare ilRegno di Napoli dagli invasori francesi. Nel settembre del1806 un importante scontro, documentato da numerose fonti dell'epoca,[11][12][13] si combatté presso le "gole" di Acquafondata: l'esercito francese, guidato dal generale Hugo, era all'inseguimento del guerrigliero e patriota "fra Diavolo", sfuggito alla cattura presso Sora; ad Acquafondata fra Diavolo riuscì a bloccare l'avanzata degli invasori francesi (che avevano seminato atrocità e devastazioni in tutto il cassinate e il basso Lazio)[14][15] favorito da un improvviso acquazzone che deflagrò nella notte. Al mattino seguente i francesi persero le tracce di fra Diavolo il quale, attraverso sentieri montani e camminando nel letto dei ruscelli, raggiunse gliAbruzzi facendo perdere le sue tracce.
Dopo il1860, con l'Unità d'Italia, il territorio fu luogo di eventi legati albrigantaggio, alcuni degli stessi abitanti dei centri di Acquafondata e Casalcassinese aderirono volontariamente tra le file della banda di Domenico Fuoco; si ricordano ilchierico Antonio Gentile, che ricopriva il ruolo difuriere della banda e Giuseppa Di Meo, amante del Fuoco[16][17]. La presenza di briganti originari del paese, tuttavia, non era utile a risparmiare dalla violenza e dalle scorrerie da parte delle bande armate; degno di nota fu il saccheggio del villaggio di Acquafondata subìto il 22 ottobre del 1863[18]. Non di rado le silenziose, isolate e pacifiche contrade del territorio si trovarono teatro di scontri sanguinosi. Importante fu lo scontro del 22 novembre 1866[19] presso Casalcassinese tra una pattuglia della localeGuardia Nazionale e le bande riunite di Domenico Fuoco e di Cannone (complessivamente circa 60 briganti). I rivoltosi uccisero due ufficiali e vennero poi attaccati da una pattuglia di rinforzo formata della Guardia Nazionale diFilignano, da alcuniCarabinieri e da soldati del 39º fanteria; la banda fu costretta a disperdersi. Il brigantaggio rimase attivo nella zona ancora fino a molti anni dopo laLegge Pica.
Per Regio Decreto di G.Murat, la comunità di Acquafondata diventa parte del nuovo Comune di Viticuso-Acquafondata-Casalcassinese, perdendo la propria autonomia e tale resterà anche dopo la restaurazione dei Borboni nel 1816 fino all'annessione nelRegno di Napoli. Acquafondata recupera la sua autonomia, legata amministrativamente con Casalcassinese, con la legge n. 254 del 26.06.1902.
Nel 1927, con la creazione di un toponimo ex novo -Montellittorio- Acquafondata rischia di perdere di nuovo la sua autonomia. Il tentativo, comunque, non ebbe alcun seguito. A seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali, stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà delgoverno fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Acquafondata passò dallaprovincia di Caserta a quella di Frosinone.
Per la sua collocazione geografica tra ilLazio e ilMolise, si ritrovò lungo laLinea Gustav. Il suo territorio divenne teatro di violenti combattimenti fra gli esercititedeschi e Alleati, e nel1944 il paese venne quasi distrutto. A ricordo delle azioni militari, reducifrancesi epolacchi, rispettivamente, hanno innalzatomonumenti alla memoria dei loro caduti.
Acquafondata nel vortice della seconda guerra mondiale
La liberazione di Acquafondata avvenne il 12 gennaio del1944 ad opera delle truppe francesi che sfondarono dal lato diVenafro. Alla liberazione contribuirono, con informazioni molto preziose, quattro acquafondatari: iltenente d'artiglieria Agostino Papa, Romano Neri, Domenico Neri e Domenico Mancone. Nel1944, infatti, Acquafondata era occupata dai tedeschi che presidiavano la Linea Gustav sul versante diCassino e laLinea Reinhard sul versante molisano. I bombardamenti e i cannoneggiamenti, da parte degli Alleati, erano frequenti, soprattutto di notte: la popolazione civile conviveva con distruzione e morte. Per porre fine alle devastazioni i quattro giovani, che si erano resi conto dell'inefficacia delle azioni militari degli Alleati, decisero di far giungere al comando francese, pressoVenafro, le informazioni utili ad effettuare attacchi mirati. L'unica via per passare il fronte e raggiungere gli Alleati era il traforo costruito agli inizi del secolo per la bonifica del lago di Acquafondata. Passando nottetempo attraverso il tunnel e percorrendo il letto del torrente Rava, i quattro raggiunsero Venafro alle prime luci dell'alba, affrontando i bombardamenti e lemine. Gli Alleati li considerarono inizialmente delle spie, ma in seguito credettero alle informazioni sulla consistenza delle truppe tedesche e l'ubicazione dei capisaldi, informazioni che tornarono utilissime al Comando Francese per sferrare l'attacco del 12 gennaio del 1944 che liberò Acquafondata dall'occupazione tedesca. Questo atto d'eroismo, in seguito, è valso ai due sopravvissuti, Romano Neri e Domenico Mancone, il riconoscimento dellaPresidenza della Repubblica che ha conferito loro il titolo dicavaliere.
Acquafondata: Il cimitero provvisorio dei caduti dell'Esercito Polacco nella seconda guerra mondialeLapide che ricorda la sosta del principe Umberto.
Il 5 marzo 1944 il generale franceseCharles de Gaulle sosta in Acquafondata per una visita alle sue truppe[20][21].
Al principio di aprile del 1944 ad Acquafondata fu posizionato il Comando del Battaglione “Bafile”, inquadrato nelReggimento San Marco; Il Battaglione “Bafile” fu messo alle dirette dipendenze della 4ª divisione britannica del XIII Corpo d’armata; successivamente, nel maggio 1944, terminate le operazioni sul fronte di Cassino, il Battaglione “Bafile” sarà trasferito, insieme agli altri reparti delCorpo Italiano di Liberazione (CIL) nel settore adriatico e posto sotto il Comando del 2º Corpo d’armata polacco. Ai primi di marzo del 1944 l’intera zona di Acquafondata e dei comuni limitrofi era appena stata liberata daiNazisti a seguito delle azioni dalleTruppe marocchine, che facevano parte delCorpo di Spedizione francese e che avevano usato ogni forma diviolenza, stuprando e rapinando la popolazione civile. Il compito del battaglione Bafile fu quello di proteggere la popolazione dalle angherie[22] delleTruppe coloniali e, soprattutto, di presidiare il fronte appena liberato per arginare eventuali contrattacchiTedeschi. In Acquafondata il battaglione ricevette la visita delprincipe Umberto di Savoia, che successivamente ricoprirà la carica di ultimo Re d'Italia.[23][24][25]. Una lapide, sulla facciata della casa ove sostò il Principe, fa memoria dell'evento.
L'abate di Montecassino, don Donato Ogliari, all'inaugurazione della targa ricordo del millenario di Acquafondata
Il 29 agosto 2019, Acquafondata ha celebrato il millenario della sua storia alla presenza dell'abate di Montecassino donDonato Ogliari, come rappresentante di quell'istituzione monastica che ha dato grande impulso alla fondazione e allo sviluppo del paese a partire dal medioevo. Una lapide, posta presso l'antica porta di accesso al vecchio borgo, ricorda lo storico evento.
Lo stemma, privo di decreto di concessione ufficiale, si può blasonare:
«Campo di cielo,tagliato da un filetto in sbarra: nel primo alsole d'oro, illuminante latorre al naturale, sormontata da stella in oro; nel secondo all'albero al naturale sulla campagna diminuita. Ornamenti esteriori da Comune.»
«Piccolo comune montano, occupato dall'esercito tedesco a bloccare l'avanzata alleata, subì rastrellamenti e razzie da parte delle truppe naziste e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. Acquafondata (FR), 1943-1945» — 21 febbraio 2005[26]
L'edificio sacro sorge nella parte più elevata del borgo antico di Acquafondata, al centro del primo nucleo abitativo, che nasce come castello.[27][28]
Chiesa Parrocchiale di san Giovanni Battista
L'impianto "basilicale" della struttura, con le tipiche tre navate a croce latina conserva all'interno, dopo i restauri post-bellici e quelli del post-terremoto del 1984, un caratteristico stile sobrio ed essenziale che valorizza gli antichi blocchi di pietra locale del fabbricato.
È la chiesa matrice di Acquafondata, prima parrocchia nel territorio comunale in ordine di antichità; la sua costruzione risale ai primi decenni dell'anno 1000. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata come testimoniato da un'epigrafe sul portale di ingresso e dal pregiato altare maggiore settecentesco, in marmo policromo di scuola napoletana, unico ed importante elemento barocco dell'intero edificio. La chiesa è intitolata asan Giovanni Battista il quale è pure il patrono della comunità; la devozione al santo Precursore, le cui notizie ci sono trasmesse dai Vangeli, è stata diffusa dai monaci Benedettini dell'abbazia di Montecassino che vedevano nella frugalità di Giovanni, nella sua vita anacoretica, il modello da imitare per crescere nella perfezione della vocazione monastica; non è da scartare l'ipotesi che la chiesa intitolata a san Giovanni Battista sia stata fondata per volontà stessa dell'Abbazia, proprietaria del castello di Acquafondata a seguito della donazione del conte Morino.
All'interno della chiesa si conserva una copia dell'immagine dellaMadonna nera di Częstochowa, donata dapapa Giovanni Paolo II alla comunità polacca diTorino; quest'ultima, successivamente, l'ha offerta alla popolazione di Acquafondata nel maggio del 1996, in onore delle care e sacre memorie che uniscono le due comunità a seguito degli eventi della seconda guerra mondiale.
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Padova in Casalcassinese
Costruita nel 1856 nella frazioneCasalcassinese per iniziativa dell'arciprete parroco di Acquafondata,[27][28] don Agostino de Filippis, dietro autorizzazione delvescovo di Venafro, con il contributo diFerdinando II, Re delle due Sicilie, che inviò la sua"elemosina" all'intendenza di Sora perché provvedesse a farla recapitare all'Arciprete. La chiesa diSant'Antonio è stata cappellania della parrocchia di San Giovanni Battista fino al 1947, anno della sua erezione a Parrocchia autonoma. L'edificio è a navata unica, lineare e sobrio, presenta su ciascun lato due altari che custodiscono le venerate immagini dei patroni della comunità di Casalcassinese: La Pietà della Vergine Maria, sant'Antonio di Padova, san Michele Arcangelo e sant'Anna.
È un piccolosantuario che costeggia la strada provinciale 41;[27][28] apparentemente è una chiesetta semplice e graziosa, immersa nel verde di tigli secolari e di boschi di conifere. La sua importanza è tuttavia inestimabile per la storia legata alla sua costruzione e per i sentimenti di fede e devozione di tanti che vi si recano, soprattutto nel mese di luglio in occasione della festa dellaMadonna del Carmine.
Il santuario si sviluppa in diversi spazi, adibiti alla preghiera o alla distensione dei visitatori, che in estate ne apprezzano la frescura del clima.
Il cuore e il nucleo della struttura è la cappellina antica del 1841, fabbricata in pietra locale e pozzolana, sul luogo che la tradizione consolidata[29] tramanda essere quello dell’apparizione della Vergine Maria alla devotaNicolina Carcillo Simeone[30]. La povertà e la semplicità della cappellina rupestre toccano il cuore di quanti ne varcano l’umile soglia; all’interno, sull’altare ottocentesco in stucco, è collocato un altorilievo marmoreo che raffigura il momento dell’apparizione. A un lato della cappellina trovano sistemazione gliex voto o i ricordi del passaggio di visitatori e devoti.
A ridosso della cappellina antica insiste la cappella più grande, costruita neglianni ’30 del novecento, che custodisce il pregiato simulacro ligneo della Madonna.
All’esterno della cappella grande, sul prato antistante, vi è la chiesa all’aperto, con il suo notevole altare in pietra locale per la celebrazione della Messa nelle piacevoli giornate estive.
Poco lontano vi è il percorso di preghiera “Via Siderum” (il sentiero delle stelle) che attraversando un boschetto di abeti conduce presso l’edicola delsacro Cuore di Gesù. Un altro percorso, per gli amanti della montagna, collega la chiesetta alla cima del colle retrostante, sulla quale risalta una croce in ferro.
Appositi spazi sono infine attrezzati, con tavoli di legno e giochi per bambini.
Presso il santuario, il 15 marzo 2013, vengono girate alcune scene[31] del branoSweeter in history dalla cantante australianaGabriella Cilmi.
Piccola e graziosa sorge nel rione omonimo, presso l'antica porta di accesso al castello.[27][28] Costruita nel 1692 appositamente fuori dalle mura del borgo per ragioni diquarantena, intitolata al santo protettore degli appestati è diventata subito punto di riferimento per coloro che contraevano il letale morbo; presso la chiesetta disan Rocco i contagiati venivano soccorsi e infine seppelliti poco distante, nella zona che ancora oggi si chiamacannavina dell'ospedale, presso l'attuale piazza del Municipio.[32]
La Chiesa diSanta Maria in Centumcellis è l'edificio sacro più antico del territorio comunale,[27][28] unitamente all'Arcipretura di san Giovanni Battista. La chiesa sorge sopra un poggio tufaceo nel pianoro di Acquafondata presso la strada provinciale che collega il capoluogo alla frazione di Casalcassinese. La sua fondazione è da far risalire all'epoca della presenza Benedettina nell'alto medioevo.
La tradizione popolare invece, per spiegare la storia della fondazione di questa antichissima chiesa, ha ideato un racconto leggendario. Si racconta che la Madonna fosse in viaggio in compagnia del santo martire Antonino quand’ecco che, stanca di camminare, si appoggia su un sasso, imprimendogli l’impronta del ginocchio; questo sasso dalla particolare conformazione concava è tuttora visibile presso la località di Petrosa. Poche centinaia di metri più a valle la Madonna si ferma definitivamente nel luogo ove sarà eretta la chiesa in suo onore; sant'Antonino invece prosegue il suo viaggio per qualche altro chilometro e si ferma sul colle che sovrasta l’abitato diViticuso, divenendo il patrono di quella comunità.
Presso la chiesa di Santa Maria insisteva l'antico cimitero della popolazione di Acquafondata, attivo sino alla realizzazione di quello attuale in località "Monte la Fratta", avvenuta nel 1890.[32] Nell'immediato dopoguerra, nella piana presso la chiesa, trovarono collocazione le tombe dei soldati polacchi del II corpo d'armata guidati dal generaleAnders, caduti nellabattaglia di Cassino; questo primocimitero di guerra fu successivamente traslato presso Montecassino nel 1945.[33]
La struttura oggi è di proprietà del Comune che ne ha curato il restauro per realizzarne un centro studi sulla figura delservo di Dio frate Domenico de Filippis da San Germano.[34]Francescano dellaprovincia osservante diTerra di Lavoro, fra Domenico nasce in Acquafondata intorno al 1570; entra nella famigliafrancescana comefratello laico, vivendo in umiltà e obbedienza fu dotato da Dio di particolari doni con i quali edificò le comunità religiose ove risiedette nel corso della sua vita, diventando punto di riferimento di tanti che ricorrevano alla sua guida e a i suoi consigli illuminati (per quanto fosse un semplice e un analfabeta). È morto in «sommo grido di santità»[35] il 17 marzo 1640, presso il convento della Madonna dei Lattani inRoccamonfina, che custodisce le sue spoglie mortali, tuttora venerate dai pellegrini.
Presso la chiesa di Santa Maria, di particolare interesse storico e ambientale, è il grandetiglio secolare che si erge sul retro della chiesa; il suo particolare tronco cavo, che ha dato riparo a generazioni di contadini sorpresi dai temporali estivi, è silenzioso testimone dello scorrere del tempo.
Particolare di edicola votiva del XIX secolo - Frazione Casalcassinese.
Particolari costruzioni rurali di origine devozionale che costellano le borgate della frazione Casalcassinese. Queste cappelline, conservate più o meno discretamente, risalgono per la maggior parte al XIX secolo. Pregiate, nella loro semplicità peculiare, sono fabbricate in pietra locale e dotate di considerevoli maioliche originarie che ritraggono i santi della devozione del popolo
Dopo la fine dei combattimenti della seconda guerra mondiale, i soldati polacchi iniziarono a inumare i loro caduti nel cimitero provvisorio di Acquafondata; eressero una croce realizzata con i cingoli dicarrarmato sulla quale applicarono un Cristo di bronzo. Dal 1996 questo sacro simbolo è stato collocato su un nuovo monumento all'entrata del centro abitato, monito silenzioso di pace e di esecrazione della guerra.[36]
Il cippo commemorativo si erge presso la frazioneCasalcassinese, ricorda i caduti del contingente militare dell'Esercito francese durante i combattimenti della Seconda Guerra Mondiale nellaCampagna d'Italia. AlCEF appartenevano prevalentemente le truppe nordafricane, conosciute comeGoumier, che si macchiarono di stupri e numerose altre violenze ai danni della popolazione civile (marocchinate). I Caduti di questo corpo di spedizione, unitamente a quelli di altri reparti dell'Esercito francese, riposano nel vicino Cimitero militare diVenafro.
Un provvisorio cimitero per i Caduti polacchi, prima di essere trasferito definitivamente a Montecassino nel settembre del 1945, occupò un'area presso l'ex chiesa di santa Maria, lungo la strada provinciale per Casalcassinese. L'area, successivamente, fu adibita a vivaio della forestale sino agli anni 1960. L'ex viviaio è diventato con il trascorrere degli anni un suggestivo scenario, immerso nel silenzio e delimitato da maestose conifere, fino all'estate del 2019, quando un'opera di disboscamento decisa dall'amministrazione comunale ha alterato la natura del luogo. All'ingresso dell'area è impiantata un'edicola sacra con una copia dell'immagine dellaMadonna di Częstochowa che ricorda la sacralità del luogo, caro alla memoria comune del popolo di Acquafondata e di quello polacco.
Il centro storico di Acquafondata, sorge nella parte più alta del piccolo borgo e occupa l'area perimetrale di quello che una volta era l'antico castello. Le case hanno inglobato le vecchie mura di cinta del castello, che restano ancora visibili in alcuni punti. Rimangono inoltre due porte di accesso al castello, le due torri superstiti dal rimaneggiamento dei secoli, nonché i suggestivi vicoletti a gradoni, i "sottopassi".
Acquafondata ha vissuto il triste fenomeno dell’emigrazione, in maniera più massiccia a partire dalla fine del 1880. Le due destinazioni principali degli emigranti acquafondatari sono stateFiladelfia (Stati Uniti) eLione (Francia). Nel ventennio che va dal 1888 al 1908, soltanto negli Stati Uniti, sono sbarcate quasi 50 famiglie di Acquafondata[38]; non si ha invece altrettanta sicurezza circa i dati riguardanti l’emigrazione verso Lione la quale, probabilmente, non deve essere stata di minore entità. A Lione infatti la comunità acquafondatara doveva essere abbastanza nutrita già nel 1918 se si considera il dono di una corona di bronzo che quest’ultima offrì ai caduti del paese di origine, dopo laprima guerra mondiale, che tuttora adorna il Monumento di Acquafondata.
Alcuni degli emigranti sono successivamente ritornati in patria, acquistando campi o case con i risparmi del lavoro oltreoceano. Altri sono invece rimasti a Philadelphia, hanno messo su famiglia e hanno continuato a tenere saldo, in qualche modo, il legame con il paese di origine; emblematico a tal proposito è l’esempio del santuario della Madonna del Carmine di Acquafondata che dopo la seconda guerra mondiale fu riparato dai danni bellici quasi esclusivamente grazie al contributo degli acquafondatari residenti negli Stati Uniti.
Una seconda ondata migratoria ha caratterizzato gli anni cinquanta e sessanta del Novecento. Questa volta la destinazione è stata orientata principalmente versoRoma e ilnord Italia per Acquafondata, versoParigi e ilBelgio per gli abitanti di Casalcassinese. Attualmente, soprattutto in estate, i due centri del comune tornano a popolarsi grazie al ritorno dei discendenti di quest’ultimi emigranti, ancora legati indissolubilmente alle proprie radici, al territorio e alla memoria delle proprie famiglie di origine.
La forma più antica e pura del dialetto di Acquafondata, di uso comune fino agli anni50-60 e ormai quasi definitivamente scomparso, conserva parole di chiara impronta latina; probabilmente la secolare appartenenza alla giurisdizione dell'abbazia di Montecassino, il frequente contatto con il latino monastico, ha contribuito alla diffusione e alla stratificazione di termini che si sono poi più o menovolgarizzati e che sono arrivati fino ai nostri giorni.
Il dialetto attuale, sebbene conservi ancora qualche impronta del vecchiovolgare, risente fortemente dei dialetti dell'area campana, essendo Acquafondata appartenuta prima allaTerra di Lavoro, e poi alla provincia di Caserta fino al 1927. Forte è pure l'influsso dei limitrofi dialetti abruzzese-molisani i quali, mescolati alle predette caratteristiche, contribuiscono a forgiare la peculiarità delvernacolo di Acquafondata.
Una curiosità da rilevare sul dialetto è che quest'ultimo differisce sensibilmente tra Acquafondata capoluogo e Casalcassinese, sebbene i due nuclei abitati distino tra essi non più di cinque chilometri.
Patrono del comune e della parrocchia di Acquafondata, viene ricordato solennemente nella festa che si celebra il 29 agosto, giorno in cui la Chiesa universale fa memoria del suomartirio. Dopo la celebrazione Eucaristica delle 11.00 nella chiesa madre, la lignea immagine settecentesca del santo Patrono sfila in processione tra le stradine del centro storico portata a spalla dagli uomini del paese.
patrono della Comunità parrocchiale di Casalcassinese, viene ricordato il 13 giugno, giorno dellamemoria liturgica e festeggiato il 18 agosto. Dopo la Santa Messa e la tradizionale benedizione dei pani, si ordina la processione che tocca tutte leborgate della frazione.
Questa devozione mariana si accende in Acquafondata e nelle comunità vicine a partire dal venerdì 16 luglio 1841, giorno in cui accadde, secondo la tradizione orale e alcune testimonianze scritte[40] una singolare apparizione.
La cappellina "dell'apparizione" del 1841
Quel giorno Nicolina Carcillo si recava nei campi per portare da mangiare a suo marito e agli altri contadini che erano al lavoro nei campi, quando si accorge di essere seguita da una bellissima signora, mai vista prima. La bella signora, che poi si rivela essere la Madonna del Carmine, rimprovera dolcemente la contadina di non essere rimasta in paese ad onorare la festa (il 16 luglio la Chiesa fa memoria della Madonna del Carmine) preferendo il lavoro alla pratica religiosa. Chiede che venga costruita una piccola cappella sul luogo di quell'incontro e che questa diventi il centro della preghiera, per ricondurre i lontani sulla via di Cristo. Il primo convertito sarà Benedetto Simeone, il marito ateo e miscredente di Nicolina, che crederà alla consorte a seguito della prodigiosa rimozione di un sasso, operata da Maria Vergine come segno. La cappella viene presto eretta ed oggi è inglobata dal piccolosantuario della Madonna del Carmine, meta di quanti desiderano vivere una particolare esperienza di silenzio, di preghiera e di riconciliazione con Dio.
Le iniziative al santuario, in onore della Madonna, si svolgono a partire dalla prima domenica di luglio, con il pellegrinaggio a piedi daVallerotonda e con la processione che sale da Acquafondata recante la statua della Vergine, che durante l'anno è custodita in parrocchia. Con la Messa presieduta dal vescovo si apre ufficialmente il periodo dei festeggiamenti; Ilsantuario resta aperto ogni giorno per la celebrazione della"sedicina" fino al 16 luglio, ricorrenza della solennità mariana.
La sera del 16 luglio una suggestiva fiaccolata, con la statua della Madonna, scende dal santuario alla parrocchia; l'immagine della Madonna del Carmine sale di nuovo al suo santuario l'ultima domenica di luglio, anniversario dell'incoronazione (30 luglio 2014). Dal santuario tornerà definitivamente in parrocchia la sera del 28 agosto (vigilia della festa patronale) accompagnata dalla solenne processione che vede la partecipazione di tanti devoti.
IlFuoco per il Bambino; tradizionale falò che viene approntato la notte di Natale sulla piazza antistante la chiesa.
Tradizionale fiaccolata del 16 luglio, quando si ricorda l'anniversario dell'apparizione dellaMadonna del Carmine.
AnticaFiera del bestiame che si svolge con autorizzazione Regia a partire dal 1841[41] ogni anno la mattina del 29 agosto in occasione della festa del S. Patrono.
Pellegrinaggio a piedi al santuario dellaMadonna di Canneto il 21 agosto.
Il Complesso Bandistico d'Acquafondata, si è costituito nel1865; all'epoca indossava la divisa del corpo deibersaglieri. Si tramanda che una sua particolare esibizione, alla fine dell'Ottocento, abbia portato benefici a tutta la comunità. Tale esibizione, infatti, è avvenuta durante un viaggio del reVittorio Emanuele II, il quale partito daRoma perCaserta, fece sosta nell'AltaTerra di Lavoro fermandosi aRoccasecca. Questa circostanza fece sì che le autorità della zona accorressero a dare il benvenuto al Re, portandosi come motivo di acclamazione e saluto le proprie Bande Musicali.
Rimasta entusiasta per l'esibizione della Banda di Acquafondata (che per l'occasione suonò la “Marcia Reale”) la reginaMargherita di Savoia chiese di conoscere il maestro della Banda e il sindaco del Paese, per complimentarsi. Nel farsi avanti, il sindaco Angelo Russo si scusò con la Regina dell'abito misero e delleciocie che indossava; la sovrana, colpita nella sua sensibilità, chiese al sindaco quale fosse il problema più impellente della sua comunità. Il sindaco espose il problema del ristagno dell'acqua che provocava lamalaria. I lavori ebbero fine nel primo novecento con la realizzazione del traforo per lo scorrimento delle acque, traforo ancora oggi esistente nel Comune di Acquafondata.[44]
I piatti tipici della tradizione di Acquafondata sono sostanzialmente collegati alle stagioni e ai prodotti della terra. Le patate e i legumi sono gli alimenti base della cucina tradizionale, seguiti immediatamente dallafarina di mais con la quale si realizza il "Tardaglione",polenta "verde" con le rape. Lo spezzatino di pecora, il soffritto con le interiora dell'agnello e "l'Abbuoto" sono peculiari ai giorni festivi. Sempre dalla pecora si ricava il latte per la realizzazione di formaggi, modesta produzione a livello familiare unitamente allesalsicce di maiale, essiccate e conservate nello strutto. Per il Natale e il Capodanno ogni famiglia del paese confeziona gli "sciusc", ciambelline di pasta di pane, fritte e mangiate calde. Lapastiera di riso invece è la regina incontrastata della tavolapasquale, insieme alla grandefrittata di salsicce e menta selvatica, realizzata con trentatré uova, uno per ciascun anno della vita di Cristo.
Bernard Simeone, lo scrittore francese nato da una famiglia originaria di Acquafondata.
Ad Acquafondata è ambientato il libro diFederico Guglielmo Lento:Storie di ordinaria emarginazione.[45]. L'autore, giovane medico alle prime armi, arriva nellacondotta di Acquafondata a metà deglianni '60 dove vive alcune esperienze di vita intense; familiarizza con gli abitanti del paese, dotati di una bontà genuina e caratterizzati da un forte senso di accoglienza. Descrive le simpatiche caratteristiche di alcuni personaggi particolari senza tralasciare di denunziare situazioni di emarginazione o di degradosocio - culturale, come ad esempio quella di una donna ormai anziana vittima deimarocchini e ancora in attesa della pensione. Federico Guglielmo Lento resterà legato alla forte esperienza giovanile di Acquafondata, conservando il ricordo dei luoghi e dei volti amici sino al tramonto della sua carriera di brillante medico[46] e diDeputato della Repubblica Italiana[47]
«... Visitavo spesso il cimitero di Acquafondata, posto tra le montagne dell’Appennino laziale-campano, avvolto nel silenzio, respiravo l’aria pura e mi rendevo conto di chi era mancato, negli ultimi tempi, all’appello. Da un po’ di anni, da quando sono in pensione, dal lavoro e dalla vita pubblica, non ci vado più. Mi deprimerebbe troppo, troverei troppi coetanei che mi starebbero a ricordare che là mi aspettano e che l’attesa non sarà né vana né lunga.»
Acqua Fondata è il titolo di un libro dello scrittore franceseBernard Simeone, edito daVerdier nel 1997[48]. Scrittore, poeta e traduttore francese, Simeone è nato aLione il 9 gennaio 1957 da una famiglia originaria di Acquafondata. È morto aLione il 13 luglio 2001
«I libri non sono mai stati per lui soltanto parole»
(Philippe Jaccottet, Pour Bernard Simeone: au terme des mots, ENS éditions, 2003, p. 12)
Lo scrittorecassinate Tancredi Grossi, autore del libroIl calvario di Cassino scrive di Acquafondata nel 1946:
«Uno scenario irreale, divino, di sogno: una sinfonia di verde, una fantasmagoria di luci, un regno siderale di silenzio e di incanto. Sembra proprio che Iddio su queste sublimi montagne (propaggini estreme degli Abruzzi), tra le cui verde cupe pinete non si ode che la patetica melodia dell'usignolo che singhiozza d'amore, abbia concentrata tutta la sua potenza creatrice»
L'economia, di tipo familiare, è legata alle attività della pastorizia e dell'agricoltura, che da ultimo, ha visto l'introduzione della coltivazione della patata rossa.
Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a temaUnità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).[49]
2015
2014
2013
Numero imprese attive
% Provinciale Imprese attive
% Regionale Imprese attive
Numero addetti
% Provinciale Addetti
% Regionale Addetti
Numero imprese attive
Numero addetti
Numero imprese attive
Numero addetti
Acquafondata
8
0,02%
0,002%
11
0,01%
0,001%
8
11
9
14
Frosinone
33.605
7,38%
106.578
6,92%
34.015
107.546
35.081
111.529
Lazio
455.591
1.539.359
457.686
1.510.459
464.094
1.525.471
Nel 2015 le 8 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,02% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 11 addetti, lo 0,01% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di un addetto (1,38).
Il territorio comunale è caratterizzato da due nuclei abitati: Acquafondata capoluogo, sede delMunicipio, eCasalcassinese[50], frazione di circa settanta abitanti. Casalcassinese a sua volta è formato da diversi nuclei, piccole borgate che si estendono in una verde vallata all'altitudine di 750 m s.l.m. in prossimità del confine molisano.
^ Arciprete parroco Ferdinando De filippis,Cenni storici sulla grande apparizione della Madonna del Carmine in Acquafondata il 16 luglio 1841, Acquafondata, 1962.