| 8.8 cm FlaK | |
|---|---|
| Tipo | Cannone |
| Impiego | |
| Utilizzatori | |
| Produzione | |
| Costruttore | Krupp |
| Entrata in servizio | 1933 |
| Ritiro dal servizio | 1945 |
| Descrizione | |
| Peso | assetto di marcia:6861 kg in batteria:5150 kg |
| Lunghezza | 7,62 m |
| Lunghezza canna | 4,66 m |
| Calibro | 88 mm |
| Peso proiettile | 9,24 kg |
| Velocità alla volata | 820 m/s |
| Gittata massima | 8000 m (quota massima efficace) |
| Elevazione | -3/+85° |
| Angolo di tiro | 360° |
| Efour4ever[1] | |
| voci di armi d'artiglieria presenti su Wikipedia | |
Il cannonecontraerei8,8 cm Fliegabwehrkanone (FlaK), soprannominatoFlak 88, fu uno dei cannoni di maggior successo dellaseconda guerra mondiale. Venne utilizzato anche come cannonecontrocarri ed in questa funzione si dimostrò una delle armi meglio riuscite fra quelle prodotte nell'intervallo fra le due guerre mondiali.
Nel corso dellaprima guerra mondiale era stato prodotto dallaKrupp e dalla Erhardt (successivamenteRheinmetall) un cannone contraereo delcalibro di 88mm (8,8 cm FlaK) destinato a difendere le città tedesche nelle zone dellaRuhr e dellaRenania dalle incursioni aeree che, nel1917, cominciavano a interessare quelle zone, prossime ai confini con laFrancia.
Dopo iltrattato di Versailles la Krupp, per eludere le clausole che limitavano la produzione di artiglierie inGermania, inviò un gruppo di tecnici inSvezia per sviluppare cannoni contraerei in collaborazione con laBofors: il prodotto finale fu ilBofors75 mm, ma l'esercito tedesco valutò le caratteristiche del pezzo ancora insufficienti e richiese la progettazione di un cannone di calibro superiore. Nel frattempo, nel1933 la Germania aveva denunciato il Trattato di Versailles, quindi questo nuovo pezzo comparve direttamente con la denominazione tedesca,8,8 cm Flak Mod 18. Fu subito chiaro che si trattava di un cannone molto ben riuscito, e fu ordinato in un gran numero di esemplari per laLuftwaffe, che aveva le competenze per la difesa aerea dellaGermania. Il Mod 18 aveva la canna in un pezzo unico, caratteristica che rendeva necessaria la completa sostituzione di essa dopo un certo numero di tiri. Con il8,8 cm FlaK 36 la canna fu costruita in sezioni separate, facilitando quindi la sostituzione delle canne usurate dal tiro e permettendo di sostituire solo la sezione adiacente allaculatta (quella che, a causa della maggiore temperatura, si usurava più facilmente).
Il modello8,8 cm FlaK Mod 37 aveva un sistema di trasmissione dati ottimizzato per l'impiego da postazioni fisse (quindi per essere utilizzato per la difesa contraerea del territorio e non per quella delle unità da campagna). In pratica questi tre modelli erano intercambiabili, quindi non era difficile vedere canne del Mod 18 su affusti del Mod 37 e viceversa.

Il cannoneFlaK 18 aveva una canna in due pezzi, incamiciati in modo da poter sostituire solo una parte della canna stessa, della lunghezza di 53 calibri (anche se il cannone era indicato come L/56) per una lunghezza totale di4664 mm. Il meccanismo di otturazione era a movimento orizzontale semiautomatico, attivato da una molla messa in tensione dal rinculo del pezzo. L'affusto era a crociera (kreuzlafette) su un piedistallo relativamente alto, per permettere il movimento dell'otturatore anche alla massima elevazione del pezzo. L'affusto a crociera permetteva un brandeggio per 360°, ma aumentava il peso e le difficoltà di messa in batteria rispetto agli affusti a cassone o a gambe divaricabili. In ordine di marcia due travi della crociera erano sollevate e le altre erano messe su carrelli a ruota singola (nei primi modelli le ruote erano con gomme piene invece che con pneumatici). Il movimento in elevazione era da -3° a 85°, permettendo quindi al cannone di impegnare anche bersagli terrestri. Il peso del pezzo in batteria era di4985 kg. I serventi erano protetti dal tiro delle armi leggere da una scudatura fissata all'affusto del pezzo.
Il pezzo dimostrò una notevole precisione sia nel tiro terrestre che in quello contraereo. Una squadra di serventi ben addestrata teoricamente poteva sparare 15 colpi al minuto,cadenza di tiro comunque limitata dalle esigenze logistiche. I colpi erano tutti acartoccio proietto (cioè con la granata che veniva caricata come corpo unico col bossolo che conteneva lacarica di lancio, a differenza di quanto avveniva e avviene con gli obici in cui la granata viene caricata e successivamente si introduce la carica di lancio variabile) del peso di10,4 kg nel caso del proietto ad alto esplosivo (contro bersagli generici). Successivamente fu introdotto unproiettile perforante del peso di9,2 kg e con una velocità alla bocca di820 m/s. Il peso dei proiettili chiarisce le esigenze logistiche che limitavano la cadenza di tiro del pezzo: sparando a pieno ritmo praticamente sarebbe stato necessario un rifornimento di150 kg/min di munizioni.
Il proiettile ad alto esplosivo aveva una quota massima di9900 m, ma raggiungeva la massima efficacia a8000 m, la massima gittata nel tiro terrestre era di14800 m. Utilizzato come arma anticarro poteva impegnare bersagli con il tiro nel primo arco (tiro diretto) fino a3000 m.
L'esperienza dellaGuerra di Spagna spinse i progettisti tedeschi a rivedere il progetto del FlaK 18. La piattaforma akreuzlafette fu conservata, ma ne fu aumentata la stabilità e furono modificati i carrelli, che ora divennero a doppia ruota e sempre con pneumatici. Dato che ora i carrelli anteriore e posteriore erano intercambiabili, il movimento poteva avvenire con la canna rivolta sia in avanti che indietro, accorciando in tal modo i tempi richiesti per mettere il pezzo in ordine di marcia.
La modifica più importante, tuttavia, era nella costruzione della canna, che ora era in tre sezioni, tenute insieme da un manicotto esterno (che caratterizzò tutte le versioni successive del pezzo). In questo modo era possibile sostituire una sola sezione della canna, risparmiando così sull'impiego sia di mano d'opera sia di materiale nel corso della vita del cannone.
Lunghezza della canna, meccanismo di otturazione e scudatura erano uguali a quelli del FlaK 18.
Nel corso del 1942 la produzione di canne per il FlaK 41 superò la produzione di affusti, quindi, data la pressante necessità di pezzi contraerei, alcune canne furono adattate agli affusti del FlaK 36, dando origine ad un ibrido fra i due pezzi. Non si sa quanti di questi pezzi siano stati effettivamente costruiti.
Uno dei problemi più sentiti deltiro contraerei è il problema della determinazione del punto futuro, cioè del punto in cui la traiettoria del proiettile intercetta la traiettoria dell'aereo. Nel FlaK 18 e nel FlaK 36 il punto futuro veniva determinato tramite apparati ottici e la spoletta del proiettile era graduata prima del caricamento. Per migliorare questo sistema di mira nei nuovi modelli di 88 si adottò un sistema diseguire il punto, in cui si doveva seguire con la tacca di mira un punto che si muoveva su una scala graduata. Il punto (di colore diverso per il puntatore in elevazione e per il puntatore in azimuth) era mosso sulla scala da una centrale di calcolo elettromeccanica (Funkmessgerate), che dirigeva il tiro di tutta la batteria di cannoni. Generalmente le batterie erano su 4 pezzi, che tatticamente venivano disposti a losanga (a rombo), con la centrale di tiro al centro. Oltre a questo sul nuovo cannone era previsto un meccanismo per l'impostazione in continuo del ritardo della spoletta (cioè della quota a cui doveva esplodere il proiettile).
Sul FlaK 37 si tornò alla canna in due pezzi del FlaK 18, e questo nuovo sistema di mira praticamente impedì che potesse essere usato nel ruolo anticarri. L'affusto rimase praticamente lo stesso del FlaK 36.
Oltre al FlaK 37 furono costruiti 12 FlaK 37/41, in cui la canna era stata sostituita con quella del FlaK 41.
Fin dall'inizio della guerra la Luftwaffe, a cui era demandata tutta la difesa aerea della Germania, si rese conto della necessità di avere un cannone con una maggiore quota operativa, e quindi una maggiore velocità alla bocca. La Rheinmetall-Borsig iniziò lo sviluppo di una nuova canna, producendo i nuovi prototipi nel1941, ma producendo il cannone completo solo nel1943. Il meccanismo di recupero e di ammortizzazione del rinculo fu rivisto, spostando la culla in posizione orizzontale e sostituendo il piedistallo con un perno per abbassare l'altezza del pezzo. La nuova canna era lunga 72 calibri, cioè6,336 m (anche se era definito L/74), costruita in tre parti alesate tenute unite da un manicotto. Il proiettile pesava9,2 kg ed aveva una velocità alla bocca di1000 m/s, quindi per caricarlo era stato previsto uncalcatoio automatico. La quota massima per il proiettile era di15000 m, mentre la quota di massima efficacia era di10000 m. I proiettili ad alto esplosivo per il tiro terrestre avevano un peso di10,4 kg ed una gittata massima di19700 m. Il FlaK 41 aveva un peso di11240 kg in ordine di marcia e di7800 kg in batteria. L'angolo di tiro variava da -3° a 90°, mentre il brandeggio restava a 360°. La massima cadenza di tiro (teorica) era di 20 colpi al minuto.
Questo cannone si discosta totalmente dalla linea degli altri cannoni da88 mm ed a rigore non può essere considerato un cannone contraerei, ciononostante può essere inserito in questa voce, considerando che usava la testata dei proiettili antiaerei da88 mm. IlDusenkanon (oDKM 438,8 cm oDUKA88 mm, in altre fonti) era uncannone senza rinculo da88 mm che doveva essere caricato su un caccia pesante (i candidati erano ilBf 110 e loJu 88) per impegnare le formazioni aeree alleate. Il cannone aveva un singolo colpo, e duetubi Venturi dopo l'otturatore, per ridurre le forze di rinculo sull'aereo. Il cannone era caricato a terra e, dopo il colpo, il caccia doveva rientrare per riutilizzare nuovamente l'arma. Il progetto era ancora in fase di studio alla fine della guerra.
Nel 1943 l'esercito tedesco fece costruire 14 veicoli basati sul trattoreDaimler-Benz da 18 tonnellate, montando sul trattore stesso una bocca da fuoco8,8 cm FlaK 37. Le bocche da fuoco erano simili a quelle trainate, a parte il sistema di controllo del tiro. Questo fu fatto semplicemente rimuovendo la crociera di appoggio e fissando il piedistallo sul pianale posteriore. Per proteggere gli artiglieri fu aggiunto uno scudo a tre lati, il cofano motore e il posto di guida furono blindati. L'impiego tattico era previsto come protezione semimobile, considerando che la cadenza di fuoco e la velocità di brandeggio di un pezzo da88 mm non erano sufficienti a proteggere una colonna in movimento da attacchi a bassa quota. Come per il FlaK 37, era totalmente escluso l'impiego come artiglieria controcarri. Con il deterioramento della situazione bellica il progetto fu abbandonato.
Il primo impiego bellico dell'88 fu nellaguerra di Spagna, in dotazione allaLegione Condor (il reparto della Luftwaffe inviato in appoggio alle truppe nazionaliste). Usato inizialmente nel suo ruolo nominale (contraerei), nel1937 fu considerato utile anche nel ruolo controcarri e da quel momento fu utilizzato anche nel ruolo terrestre, tanto che nell'offensiva contro la Catalogna (ultima grande offensiva della guerra) i colpi sparati contro bersagli aerei furono solo il 7% del totale.[2]
Nonostante questi risultati non tutti erano convinti della soluzione di utilizzare cannoni contraerei in funzione controcarri, tanto che questa modalità di impiego non era ancora stata codificata all'inizio dellaseconda guerra mondiale. Tuttavia laWaffenamt (Ispettorato per le armi) continuò a studiare proiettili perforanti per questa arma. Il 21 maggio1940 la7ª Panzerdivision fu attaccata da due divisioni di fanteria (5ª e25ª Divisione fanteria) britanniche, rinforzate da una brigata corazzata (1st Army Tank Brigade) nei pressi diArras inFrancia. I carriMatilda britannici ebbero presto ragione deiPanzer 38(t) che formavano la parte più consistente dei carri tedeschi, ed investirono direttamente le fanterie, senza che i3,7 cm PaK 36 riuscissero a fermarli. A quel punto il comandante della divisione (generaleRommel) ordinò di mettere in posizione gli 88 che, finalmente, ebbero ragione delle corazze dei carri britannici. Da quel momento l'utilità degli 88 nell'uso controcarri non fu più messa in discussione.
Rommel continuò ad usare gli 88 come arma controcarri per tutta laCampagna del Nord Africa. Particolarmente rilevante sotto questo aspetto è la difesa delPasso Halfaya, noto fra i carristi britannici comeHellfire Pass (passo del fuoco dell'inferno). Fino alla fine della guerra gli 88 contraerei furono utilizzati su tutti i fronti anche come armi controcarri, anche dopo che erano stati sviluppaticannoni controcarri dello stesso calibro.
Tuttavia l'uso controcarri non distolse gli 88 dal loro compito primario, che era quello di impegnare le forze aeree nemiche. Utilizzati dallaWehrmacht inquadrati nell'artiglieria contraerei divisionale, ogni divisione aveva in organico unAbteilung (gruppo) contraerei su 8 pezzi da88 mm e 18 pezzi da20 mm, serviti 762 uomini. I cannoni da88 mm furono impiegati anche dallaLuftwaffe per la difesa territoriale della Germania. Attorno alle città tedesche furono realizzate vere e proprie barriere antiaeree per fermare le incursioni dei bombardieri alleati, e, fin dal1941, i calibri maggiori furono installati suspeciali torri da cui avevano possibilità di tiro senza ostacoli terrestri. In questo impiego, basta ricordare cheMonaco era circondata da 33 batterie contraerei, comprendenti 66 cannoni da 88 dei vari tipi. Gli effetti della FlaK sono riportati da un documento dello SHAEF del gennaio1945:
(citato da J. Norris. op. cit. pag. 14)
Dopo la seconda guerra mondiale, il cannone rimase in servizio in un numero limitato di esemplari inJugoslavia, anche come cannone navale sulla nave scuolaGaleb. Furono utilizzati anche dall'esercito norvegese i cannoni lasciati dai tedeschi dopo la resa.
Nel giugno del1939 l'Italia aveva forti crediti (circa 300 milioni di lire dell'epoca) nei confronti dellaGermania per la cessione di materiali lavorati, quindi il Ministero della Guerra propose che venissero saldati con la cessione di 50batterie di8,8 cm FlaK (88/55 nella denominazione italiana), pari a 300 bocche da fuoco e relativo munizionamento. Mentre la proposta fu accettata in linea di massima, le autorità tedesche fecero presente di non avere a disposizione tanti pezzi, quindi saldarono il debito in parte con gli8,8 cm FlaK ed in parte con i7,5 cm M37(t) (75/50 nella denominazione italiana).[4] Nella proposta presentata dalle autorità tedesche era prevista anche la fornitura da parte italiana di parti meccaniche per cannoni contraerei e controcarri, quindi la produzione di componenti per artiglierie fu avviata nelle officineAnsaldo (Genova ePozzuoli) eOTO.[5] Le batterie erano fornite complete di centrale di tiro Zeiss Mod. 36 e relative apparecchiature ausiliarie.
Le batterie cominciarono a giungere in Italia pochi giorni dopo l'ingresso dell'Italia in guerra, ed inizialmente furono assegnati in parte allaMACA per la protezione delle principali città ed in parte inviate inLibia per la protezione dei porti. Alcuni gruppi furono successivamente assegnati a reparti mobili motocorazzati, ma fu subito evidente che il Regio Esercito non aveva a disposizione untrattore con caratteristiche adatte al traino del pezzo, dato che il compito era affidato aiLancia 3Ro, privi di trazione integrale.[6] Alla fine del 1940 erano disponibili 44 pezzi e relative centrali di tiro.[7] A partire dall'ottobre1942 diverse batterie, pur restando tedesche, furono utilizzate da personale italiano per la protezione di infrastrutture militari e centri abitati, pratica ulteriormente intensificata nel 1943, arrivando ad interessare più di 100 batterie.[7] Oltre ai cannoni che giungevano per i canali stabiliti nel 1940, nel 1943 furono trasferiti 24 pezzi e relativi trattoriSd.Kfz. 7, destinati all'equipaggiamento della1ª Divisione corazzata "M". L'88/55 nel Regio Esercito fu utilizzato nel suo ruolo naturale, cioè come arma contraerei, e l'utilizzo come cannone controcarri fu limitato all'Africa Settentrionale (Libia e Tunisia) per pochi gruppi autocampali.
Per assicurare la mobilità di artiglierie del peso dei cannoni da88 mm (superiore sempre alle5 t in ordine di marcia) erano richiesti trattori particolarmente potenti, e, nell'ambito delle forze armate tedesche, la mobilità veniva assicurata con i semicingolati da8 t. Tuttavia fino al 1934 non erano in servizio veicoli abbastanza potenti, quindi nei primi anni di servizio gli 88 erano trainati daiSd.Kfz. 11. Il primo trattore effettivamente adatto fu il veicoloKMm 8, prodotto dallaKrauss-Maffei diMonaco di Baviera a partire dal 1934. Tuttavia il veicolo maggiormente utilizzato fu ilSd.Kfz. 7, che comparve nel 1938 come evoluzione del veicolo precedente. Gli 88 delRegio Esercito venivano trainati daiBreda 61, semicingolati di struttura simile ai Sd.Kfz. 7, quando questo si rese disponibile. Presumibilmente fu usato come trattore in condizioni di emergenza anche ilSd.Kfz. 9.[8] È documentato l'utilizzo come trattore anche delloSpa 41 Dovunque.[9]
Altri progetti
| Controllo di autorità | GND(DE) 4614122-4 |
|---|