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Teanum Apulum

Coordinate:41°45′49.32″N 15°14′30.08″E41°45′49.32″N,15°14′30.08″E
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Teanum Apulum
Tiati o Civitate
CiviltàDauni eSanniti dal IX sec. a.C. al I sec. a.C.

civiltà romana dal I sec a.C. al V sec. d.C.Impero Bizantino eLongobardi dal VI sec. d.C all’XI sec. d.C.Normanni sec. d.C. al XVI sec. d.C.

Utilizzocittà
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneSan Paolo di Civitate
Scavi
Date scavi1952 (Tomba degli Ori)

1972 (Edifici di epoca romana) 1985 (Santuario del Regio Tratturo)2021 (Tomba dei capitelli ionici) 2020-2021 (Anfiteatro)

Amministrazione
Sito webwww.museoarcheologicosanpaolo.it/
Mappa di localizzazione
Map
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Teanum Apulum oTiati in epoca preromana oCivitate in epoca imperiale e medievale, è il nome latino dell'antica città apula ubicata sulle colline attigue alla riva meridionale delfiume Fortore. Il sito ricade amministrativamente nell’attuale comune diSan Paolo di Civitate, inprovincia di Foggia.

La città è stata un centro nevralgico per svariati secoli, come testimoniato dai rinvenimenti archeologici di cui oggi sono visibili i resti di unanfiteatro[1] di epoca romana, la Torre di Civitate del periodo bizantino ed i reperti presenti nel museo civico archeologico di San Paolo di Civitate e nelmuseo archeologico nazionale di Taranto. Molto ricca anche la presenza di monete, soprattutto antecedenti al 300 a.C.[2], sulle quali sono incise legende inlingua osca[3]. È altresì nota perché fu la località dove si verificò labattaglia di Civitate del 18 giugno1053 tra iNormanni e le truppe guidate daPapa Leone IX.

Territorio

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Situata in una posizione strategica che ne ha determinato l’importanza, Teanum Apulum dominava la valle delfiume Fortore che all’epoca era navigabile, come testimoniato daPlinio (N. Hist. III, 103), che lo definisceflumen portuosum Fertor, oltre che dai ritrovamenti archeologici nei pressi della sua foce dove era presente uno scalo commerciale che faceva capo a Tiati prima e Teanum Apulum poi[4].Dalla sua posizione di favore l’insediamento controllava la costa adriatica fino alleIsole Tremiti, gli accessi da nord e da ovest, nonché la pianura orientale che si estende fino alle pendici del promontoriogarganico[5].

La prossimità ad una delle poche anse transitabili del fiume Fortore ha reso questo centro crocevia di importanti strade di comunicazione come la Via Litoranea e ilRegio Tratturo L’Aquila-Foggia. Caratterizzato da svariate espansioni e ridimensionamenti nel corso della sua storia, nella sua massima estensione l’area afferente ai vari insediamenti che si sono succeduti risulta insistente presso le località Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Piani di Lauria, Mezzana, Marana della Difensola ricadenti attualmente nell’agro del comune di San Paolo di Civitate[6].

Storia

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Periodo preromano: Tiati

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L'abitato diTiati (nella dicitura originaria dauna) oTeate (in quella osca) fu uno dei più importanti insediamenti dellaDaunia fondato nel IX secolo a.C. Grazie alla sua posizione di confine stabilì profondi e proficui contatti culturali e politici prima con gliEtruschi diCapua, poi con iSanniti che, probabilmente, assunsero il controllo del centro, come dimostra il ritrovamento di numerose monete della zecca di Tiati con legenda in osco[2]. Gli insediamenti erano sviluppati in forma sparsa con nuclei di capanne ed in prossimità aree adibite a svolgere attività agricole e di allevamento[7].

Le informazioni sull'insediamento di Tiati relative all'Età del Ferro e alla successiva fase arcaica sono legate quasi esclusivamente a ritrovamenti di oggetti in bronzo e in vasi geometrici dauni, provenienti da tombe (VIII/VII sec. a.C.), cui si aggiungono alcuni frammenti di stele daune.

Fino al V secolo a.C. Tiati sembra inserita ancora completamente nella cultura dauna, ma già da tempo nella comunità doveva essere incominciata una progressiva infiltrazione da parte di popoli di lingua osca, che avrebbero assunto il controllo della città nella seconda metà del IV secolo.

Nel corso della secondaguerra sannitica, mentreArpi combatteva contro i Sanniti come alleata dei Romani, Tiati si oppose a loro fino a che non fu costretta ad arrendersi nel 318 o 317 a.C., anno in cui si legò a Roma conFoedus iniquum.

Tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C. si verificò un graduale processo di contrazione dell’abitato, da collegare probabilmente al passaggio dal sistema insediativo di tipo indigeno a quello urbano, riscontrabile in tutta la Daunia. Tale fase sarà accompagnata anche dall'abbandono di alcune delle aree insediative preesistenti e dalla nascita di nuovi nuclei con una concentrazione in un'area ristretta in località Pezze della Chiesa, dove si trovano testimonianze di età ellenistica e soprattutto i monumenti di età romana e medievale[8].

Periodo romano: Teanum Apulum

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Al termine dellaGuerra Sociale nell’88 a.C. venne istituito ilmunicipium diTeanum Apulum ed ascritto allatribù Cornelia.

Località Pezze della Chiesa con la Torre o Chiesa di Civitate

Anche i Teani, essi pure Apuli, si presentarono ai nuovi consoli per chiedere di essere accolti in alleanza, facendosi garanti di pace con il popolo romano in tutta l’Apulia. Con questa presuntuosa promessa gli abitanti di Teano ottennero, sì, una forma di alleanza, ma non alla pari, bensì in condizione di sudditanza del popolo romano[9].

La nuova fase romana comporterà una riorganizzazione urbanistico-monumentale del centro abitato che si concentra nel pianoro compreso tra la Chiesa di Civitate a nord e Pezze della Chiesa a sud.

Il suburbio fu occupato sia da aree cimiteriali e da cippi e stele della prima età imperiale, che da unità abitative-produttive coeve[10].

Nel 207 a.C.Gaio Claudio Nerone partì con le sue truppe da Teanum Apulum per congiungersi con le legioni diMarco Livio Salinatore ed insieme sconfissero l’esercito cartaginese diAsdrubale nella Battaglia del Metauro.

L’epoca imperiale: Civitas Traiana

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In seguito ad un periodo di difficoltà sotto il profilo economico causato da calamità e carestie che provocarono anche un progressivo spopolamento, l'imperatoreTraiano nel 102 d.C. inviò a Teanum Apulum dei curatori per sorvegliare le finanze municipali.

Traiano fece riedificare la città, che venne ingrandita e resa più bella; fu costruito un ponte in muratura sul fiume Fortore (i cui resti sono tuttora visibili) e venne sostenuto l'incremento dellaviticoltura e dell'olivicoltura. Queste iniziative diedero nuovo vigore e prosperità a Teanum Apulum, tanto che gli abitanti in segno di riconoscenza verso l'imperatore rinominarono la loro città in Civitas Traiana. Tale denominazione rimase in essere fino alla morte dell'imperatore nel 117 d.C., in seguito alla quale divenne Civitas o Civitate[11].

Nel III secolo d.C., durante il periodo dell’Anarchia militare, Civitate risulta soggetta direttamente al governatore della provincia perdendo ogni autonomia e subendo depredazioni e decadenza.

In seguito alla caduta dell’impero nel 476 d.C., anche Civitate subì come il resto della penisola le incursioni di varie popolazioni barbariche.

Civitate nel medioevo e decadenza

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Nel VII secolo d.C. Civitate faceva parte delducato di Benevento sotto la dominazione longobarda. Nel 662 Romualdo duca, figlio di Grimoaldo, fortificò Civitate contro eventuali attacchi bizantini.

A cavallo dell’anno 1000 la città visse un periodo di scontri, invasioni ed insurrezioni in cui a rivaleggiare furonoLongobardi e Bizantini di cui Civitate fu roccaforte contro il ducato di Benevento.

Nel 1018 la città venne ricostruita dalCatapanoBojohannes per conto dell’imperatore bizantino Basilio II, venne fortificata con una nuova cinta di mura, dotata di autonomia amministrativa e ripopolata con una numerosa colonia greca. Nella città era presente una borghesia di commercianti[11]. È a questo periodo che possono ascriversi i resti archeologici maggiormente visibili come dei tratti delle mura di cinta e la “Chiesa”, che costituisce, in realtà, una torre difensiva dell'abitato bizantino[8].

Nel 1041 iNormanni cominciarono a conquistare territori nel sud Italia e nel 1043 il Parlamento generale dei baroni Longobardi e Normanni istituì la baronia di Civitate, vassalla dellaContea di Puglia. Primo conte ne divenneGualtiero di Civitate, un cavaliere normanno imparentato con la casataAltavilla. Risale a questo periodo (anche se non è possibile individuare con precisione l’anno) l’assegnazione della sede vescovile, che Civitate mantenne fino al 1580[11].

Il 18 giugno 1053, nei pressi della Piana dell’Ischia situata ai piedi della città, vi si svolse labattaglia di Civitate, che vide contrapposti iNormanni diUmfredo d'Altavilla e un esercito di Suebi, Italici e Longobardi coalizzati da Papa Leone IX. L'esito della battaglia fu decisivo per le sorti del sud Italia: dopo un periodo di prigionia il Papa riconobbe le conquiste dei Normanni avvenute fino ad allora dando avvio allaconquista normanna dell'Italia meridionale[12].

Nel 1228, mentre Federico II partiva per lacrociata inTerra santa, Civitate insieme a molte altre città decise di schierarsi con la chiesa ribellandosi all’imperatore. Questa scelta rappresenterà un passaggio significativo nel declino di Civitate, che dopo essere stata riconquistata da Federico II nel 1229 venne devastata e privata delle sue fortificazioni.

Altro episodio che contribuì al progressivo spopolamento è da individuare nel trasferimento di svariate famiglie di Civitate nella nascenteManfredonia fondata nel 1256 per volere diManfredi figlio di Federico II.

Questi eventi, uniti alla crisi socio-economica del XIII-XIV secolo che colpì tutto il meridione, decretarono la decadenza di Civitate creando le premesse per il suo definitivo abbandono[6].

Ritrovamenti archeologici e rovine

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La stratificazione delle culture e delle popolazioni che si sono insediate in questa area nel corso dei secoli ha lasciato un patrimonio di inestimabile valore che è conosciuto solo parzialmente, dalle tombe del periodo di Tiati agli edifici e ai manufatti della città romana, fino alla “Torre di Civitate” le cui rovine sono ancora ben visibili. I rinvenimenti sono stati spesso il frutto di eventi accidentali, non essendo stato mai condotto in maniera sistematica e scientifica uno scavo volto a individuare e tutelare i tesori del passato che per questo sono diventati oggetto privilegiato dei “tombaroli”. Tanto la riscoperta occasionale del patrimonio archeologico locale quanto lo scavo clandestino sistematico hanno determinato in questi decenni un pesante, ed in certi casi irreversibile, depauperamento della stratificazione storica e dei suoi documenti, saccheggiati per essere destinati ad un fiorente mercato antiquario illegale. La situazione è stata aggravata dalla totale assenza di una politica del territorio che ne permettesse, se non una gestione effettiva, almeno una salvaguardia parziale, integrando le esigenze del presente con la tutela e la valorizzazione della sua dimensione culturale[7].

Principali ritrovamenti del periodo preromano

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Corona d'oro a foglie di ulivo e bronzo rinvenuta nella tomba degli Ori, III sec. a.C. - Tiati

Lungo i percorsi stradali attraversanti o limitrofi all’insediamento si è riscontrata la presenza di luoghi di culto. Tra essi, va segnalato ilSantuario del Regio Tratturo, oggetto di scavi archeologici e ricadente entro il tracciato del Regio Tratturo L'Aquila-Foggia in località Mezzana-Tratturo. Il santuario presentava una forma rettangolare, preceduto da un vestibolo d’ingresso con colonna centrale e due semicolonne sulla fronte. Le fondazioni dell’edificio erano in ciottoli e tegole (in corrispondenza degli angoli) mentre l’alzato era in materiale deperibile. La copertura a doppio spiovente con tegole e coppi era decorata con antefisse del tipo ‘etrusco-campano’ riferibili al V secolo a.C. Risalente ad una fase diversa dell’edificio (IV secolo a.C.), invece, è un mosaico di ciottoli fluviali disposti in modo da creare un motivo a rombi consecutivi[13].

Al III secolo a.C., inoltre, risale laTomba degli Ori scoperta nel 1952, composta da un'unica camera a sezione triangolare con pareti realizzate in conci di pietra arenaria, intonacate. La tomba ospitava tre individui, due adulti ed un bambino. Al corredo funerario appartengono due corone in oro, un anello in oro con castone, un balsamario in argento, due anfore da trasporto, due lucerne, due kyathos di stile geometrico[14].

Altro rinvenimento significativo di questa tipologia è laTomba dei capitelli ionici, anch’essa a camera, posta a circa 90 m di distanza da quella degli Ori. La sepoltura era caratterizzata da una struttura monumentale ancora più imponente: la camera presentava al centro due pilastri terminanti con capitelli ionico-tuscanici ed era contraddistinta da una raffinata decorazione pittorica riferibile alla seconda metà del IV secolo a.C. Essa ha restituito numerosi reperti, tra i quali spiccano unguentari portaprofumi in alabastro, uno scaraboide in calcedonio con l’incisione di un grifone rampante, oggetti di ornamento personale in bronzo, nonché vasi di varie forme e dimensioni per il banchetto[15].

Reperti e ritrovamenti di epoca romana

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L’influenza del periodo romano è testimoniata da alcuni ruderi di epoca imperiale tra cui:

Il “Torrione”. Questo dovrebbe essere il nucleo di un monumento o di una tomba originariamente rivestito di lastre di pietra o di marmo[8].

L'Anfiteatro. Si sviluppa planimetricamente in quattro settori scanditi da quattro ingressi organizzati secondo gli assi. Era composto dall’ “Arena”, posta al centro dell’anfiteatro, coperta di sabbia e della superficie di circa mq. 1.890, e dalla “Cavea”, gradinate disposte in file concentriche attraversate da corridoi radiali, in legno o in muratura, destinate ad accogliere gli spettatori. Aveva una superficie di circa mq. 1.400 e ospitava tra i 6.000 e 8.000 spettatori[16].

Dettaglio dei reperti provenienti da Civitate sulla facciata della Chiesa di San Nicola a San Paolo di Civitate

Ad alcune centinaia di metri dai resti della Torre di Civitate sono venuti alla luce elementi architettonici di un edificio di notevoli dimensioni che potrebbe essere unaBasilica con basi di colonne di tipo attico e capitelli di pietra calcarea bianca. Sempre nella stessa zona è stata parzialmente messa in luce unacostruzione di età imperiale in laterizio che presentava una parte absidata al centro della quale vi era un basamento di dimensioni importanti. In prossimità di tali rinvenimenti è stata individuata una strada pavimentata con mattoni disposti di taglio e su uno dei due lati un pavimento a mosaico formato da tessere di terracotta. L’orientamento di queste strutture fa pensare facciano riferimento ad una zona centrale della città e la presenza di un grande edificio pubblico e di quello absidato addirittura potrebbe indicare che quegli edifici fossero in prossimità delforo[6].

Altri segni del periodo romano sono l'ormai distruttoponte sul fiume Fortore di cui affiorano nel greto del fiume nei periodi di secca alcune strutture in muratura e i resti di strutture connessi al passaggio della strada sul fiume nei pressi della Taverna di Civitate. È comunque generalmente difficile rinvenire testimonianze significative di palazzi e costruzioni di Teanum perché questi vennero utilizzati come materiali prima per l’edificazione di Civitate e poi per quella di San Paolo di Civitate, soprattutto per la ricostruzione avvenuta dopo ilTerremoto della Capitanata del 1627. Deiresti delle costruzionidel periodo romano sono rinvenibili in alcuni edifici del centro abitato di San Paolo di Civitate, come la facciata della chiesa di San Nicola e in quella della chiesa di Sant’Antonio da Padova[6].

Le fortificazioni bizantine

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La “Torre di Civitate” o “Chiesa di Civitate” è un rudere che testimonia il periodo della città fortificata eretta dal Catapano Bojoannes. La torre presenta elementi distintivi tipici delle costruzioni realizzate per scopi difensivi di quel tempo. L’edificio doveva far parte di un nucleo architettonico più articolato. Si è potuto individuare, poi, una fase di restauro probabilmente realizzata in etàTardomedievale, nell’ambito forse di una riqualificazione in senso residenziale. Il rinvenimento di intonaci decorativi, per la loro conformazione, ha infine suggerito l’ipotesi di un’ulteriore rifunzionalizzazione dell’edificio, forse anche in senso religioso. Questa eventualità potrebbe giustificare l’origine del toponimo della località “Pezze della Chiesa”[17].

Dettaglio dell’iscrizione con le indicazioni dei pedaggi, presente sulla facciata della Taverna di Civitate

Taverna di Civitate

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Ubicata sulla riva destra del Fortore al di fuori dell’area archeologica principale nell’attuale località Santuario Madonna del Ponte, la “taverna” o “posta” o “dogana” di Civitate fa parte di quelle strutture a ridosso del passaggio sul fiume Fortore che, nei secoli a partire dal ponte romano in poi, sono state edificate in funzione dell’attraversamento sul fiume che in quel punto era possibile effettuare.

La struttura rappresenta un importante punto-tappa del Tratturo Regio L’Aquila-Foggia, costruito inizialmente con la funzione di caserma. Qui alloggiavano le guardie che svolgevano attività di vigilanza e riscuotevano la ‘fida’ dai pastori. In seguito fu trasformata in Posta, luogo di riposo e di ristoro per i viandanti, e infine utilizzata come Stazione della Dogana della Mena delle pecore durante la transumanza.

Accanto al portale è murata un’iscrizione del 1731 su tre pannelli sovrapposti di pietra arenaria che riporta i pedaggi da esigere per i pastori e gli armenti in transito. Sono richiesti, ad esempio, tre carlini per il passaggio di ogni centinaio di castrati, pecore, cani e porci; la cifra sale a cinque carlini per ogni centinaio di animali vaccini, come vacche e bufale. Un tornese è richiesto per ogni "salma di fiche, cetrangole e cipolle" e per ogni carro carico di pane, grano e olio[18].

Note

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  1. ^Anfiteatro romano di Teanum Apulum, suMinistero della cultura.URL consultato il 4 luglio 2021(archiviato dall'url originale il 24 giugno 2021).
  2. ^abTeano Apulo, inEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ^ Salvemini Biagio, Massafra Angelo,Storia della Puglia. Dalle origini al Seicento, Laterza.
  4. ^ Armando Gravina,La Daunia Romana: città e territorio dalla romanizzazione all’età imperiale -, inAtti 17º convegno nazionale Archeoclub sulla Preistoria - Protostoria - Storia della Daunia.
  5. ^Mazzei Marina, Nella Daunia antica. Passeggiate archeologiche in provincia di Foggia, Grenzi 2006.
  6. ^abcdDa Teanum Apulum a Civitate -Ricerche topografiche ed archeologiche- relazione al convegno <<Tiati-Teanum Apulum-Civitate>> (PDF), suemeroteca.provincia.brindisi.it.
  7. ^ab A.C. MONTANARO e G. PACILIO,La tomba dei capitelli ionici di Tiati. San Paolo di Civitate (Fg), inArcheologia Classica, LXIV.
  8. ^abcTeano Apulo in Enciclopedia dell’Arte Antica Treccani, sutreccani.it.
  9. ^TITO LIVIO, Annales ab Urbe condita, libro IX cap. XII.
  10. ^Tiati - Teanum Apulum - Civitate in Cartapulia, sucartapulia.it.
  11. ^abcFranco Grassi (1974), San Paolo di Civitate “Saggi storici”.
  12. ^La Battaglia di Civitate, in World Historic Encyclopedia, suworldhistory.org.
  13. ^Il Santuario del Regio Tratturo in Museo Civico Archeologico di San Paolo di Civitate, sumuseoarcheologicosanpaolo.it.
  14. ^La Tomba degli Ori in Museo Civico Archeologico di San Paolo di Civitate, sumuseoarcheologicosanpaolo.it.
  15. ^San Paolo di Civitate in Progetto Drago, sudrago.liferesult.it.
  16. ^L’Anfiteatro di Teanum Apulum su Museo Civico Archeologico di San Paolo di Civitate, sumuseoarcheologicosanpaolo.it.
  17. ^La Torre di Civitate - Chiesa di Civitate su Museo Civico Archeologico di San Paolo di Civitate, sumuseoarcheologicosanpaolo.it.
  18. ^Il Tratturo Magno dal fiume Fortore a San Paolo di Civitate in Camminare nella storia, sublogcamminarenellastoria.wordpress.com.

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