Flauto traverso | |
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Informazioni generali | |
Origine | Medio Oriente[1] |
Invenzione | XIII secolo |
Classificazione | 421.12 Aerofoni labiali |
Uso | |
Musica medievale Musica rinascimentale Musica barocca Musicagalante eclassica Musica europea dell'Ottocento Musica contemporanea Musicajazz eblack music Musicapop erock Musica folk Bande musicali | |
Estensione | |
Ilflauto traverso, oflauto ad imboccatura laterale, è un tipo diflauto tenuto orizzontalmente quando viene suonato.
La generazione del suono con questo flauto è relativamente complessa, ma esso offre più possibilità di variare il suono rispetto alflauto a fessura.
Il termine "flauto traverso" si usa prevalentemente per indicare ilflauto traverso Böhm usato nelle orchestre sinfoniche a partire dalla seconda metà del XIX secolo, nonché le sue varianti successive; il flauto traverso in uso nella musica colta europea nel secolo XVIII è più spesso dettotraversiere. Altri esempi di flauto traverso sono ilbansuri (India), ildizi (Cina), ildaegeum (Corea) e igiapponesishinobue,fue eryūteki.
Esiste anche unregistro d'organo con questo nome, utilizzato a partire dalXVII secolo, il cui suono imita quello del flauto traverso.
Il suo nome (anticamentetraversiere otraversa) deriva da traverso, proprio perché si suona di lato. Nella sua forma moderna, il flauto traverso è costruito normalmente in metallo. Ha forma cilindrica nel corpo centrale e nel trombino, leggermente conica nella testata. L'esecutore, detto flautista, suona soffiando nel foro d'imboccatura e azionando un numero variabile di chiavi (aperte o chiuse), che aprono e chiudono dei fori praticati nel corpo dello strumento, modificando così la lunghezza della colonna d'aria in vibrazione contenuta nello strumento stesso e quindi variando l'altezza del suono prodotto.
L'emissione del suono è dovuta all'oscillazione della colonna d'aria che, indirizzata dal suonatore sull'orlo del foro d'imboccatura, forma vortici che ne provocano l'oscillazione dentro e fuori dal foro mettendo in vibrazione l'aria all'interno dello strumento.
La forma moderna del flauto (cilindrico, a dodici o più chiavi) è dovuta alle modifiche applicate ai flauti barocchi (a loro volta derivanti da più antichi flauti a sei fori) dal tedescoTheobald Böhm (1794-1881) e ai successivi perfezionamenti ideati dai fabbricanti di scuola francese.
La storia del flauto traverso europeo, in quanto tale, inizia attorno al medioevo (la storia del flauto in generale, per contro, è assai più antica e geograficamente più estesa).
Varie fonti iconografiche e letterarie attestano la presenza di flauti traversi inEuropa almeno dal X secolo. Gli strumenti illustrati appaiono costruiti in un unico pezzo (due per il flauto basso): un tubo cilindrico di legno con sei fori per le dita (non otto come il flauto dolce) più il foro di insufflazione. Dalle immagini si può notare che lo strumento è tenuto spesso alla sinistra dell'esecutore, segno che probabilmente era costruito con tutti i fori perfettamente allineati, permettendo al flautista di scegliere l'orientamento a piacere.
DalX alXIII secolo, tuttavia, lo strumento era piuttosto raro, e pare gli fossero preferiti strumenti dritti, simili alflauto dolce (ma non ancora propriamente flauti dolci, la cui data di nascita pare sia attorno alXIV secolo). Giunto in Europa dall'Asia, quasi certamente dallaCina, attraverso gli scambi culturali mediati dall'impero romano d'Oriente, il flauto traverso divenne popolare inFrancia e inGermania (ed era perciò chiamatoflauto tedesco per differenziarlo dagli strumenti dritti). In questi paesi venne usato nella musica popolare e nella musica di corte (assieme ad altri strumenti quali laviella), ma sarebbe passato più di un secolo prima che si diffondesse nel resto dell'Europa.
La prima citazione letteraria del flauto traverso è del 1285 in una lista di strumenti diAdenet le Roi. A questa citazione segue un silenzio di circa settant'anni, al termine dei quali le fortune del flauto vennero ravvivate (attorno al 1350) da un vento di attivismomilitare. L'esercito svizzero, infatti, adottò il flauto come strumento disegnalazione e questo lo diffuse nel continente. Fu verso il1500 che il flauto traverso venne introdotto anche nelle corti come strumento orchestrale e solista.
Il flauto rinascimentale, chiamato anche, nelXVI secolo, traversa[2], mantenne sostanzialmente la struttura del flauto medievale. Si ha testimonianza dell'esistenza di diverse taglie, come richiedeva lapolifonia allora praticata:"discantus" (oggi detta generalmentesoprano) tagliato in La (La3-Mi6) o Sol (Sol3-Re6),"tenor-altus" (oggi dettatenore) tagliato in Re (Re3-La5),"bassus" (oggi dettabasso) tagliato in Sol (Sol2-Re5). Si tratta di uno strumento dall'aspetto molto semplice: un tubo di legno (di solitobosso osusino o altri alberi da frutto) essenzialmente cilindrico (come il flauto moderno e diversamente dal flauto barocco, conico) provvisto di un foro di imboccatura e sei per le dita, tutti piuttosto piccoli. Era solitamente costruito in un pezzo unico, tranne la taglia più grande, il basso, divisa in testata e corpo per motivi pratici. La taglia media, il tenore, era la più diffusa, anche come strumento solista, mentre il soprano e il basso erano solitamente utilizzati neiconsort, ossia orchestre di sole traverse, composte di un soprano (spesso sostituito da un tenore), due tenori e un basso; i quattro flauti così disposti, cioè uno per ciascuno dei quattro registri vocali, erano in grado di suonare pezzi polifonici originariamente scritti per voci comemadrigali emottetti.
Da quell'epoca sono giunti fino a noi circa 50 strumenti e diverse testimonianze documentali in vari trattati musicali in cui compaiono descrizioni e disegni dello strumento.Tra i più importanti:
Il flauto trova posto nei complessi dimusica da camera spesso sotto forma di strumenti intonati in Re.
Durante il Seicento non abbiamo molte notizie sul flauto traverso, forse a causa del crescente successo del violino come strumento solista e alla concorrenza delflauto dolce; il passaggio dal Rinascimento al Barocco ha anche segnato la fine delle taglie intermedie, poiché il nuovo gusto tendeva a privilegiare la melodia con accompagnamento rispetto alla polifonia tipica del Rinascimento, rendendo quindi obsoleti i consort. Pare che nella prima parte del secolo il flauto sia rimasto nella forma rinascimentale, ma uno strumento anonimo conservato ad Assisi e risalente alla metà del secolo o poco più avanti presenta, pur mantenendo un'intonazione più rinascimentale che barocca, la medesima costruzione in tre pezzi e una chiave dei flauti che iniziano ad apparire in Francia alla fine del secolo e che sono considerati i primi veri flauti barocchi.
Ilflauto barocco, chiamato ancheflauto a una chiave o(flauto) traversiere, subisce molte modifiche ad opera di famiglie di costruttori di legni che dedicano particolare cura nel perfezionarlo, in particolare la famigliaHotteterre alla fine del Seicento. Lo strumento viene diviso in tre pezzi (testata, corpo etrombino) e la cameratura non è più interamente cilindrica come avveniva nel flauto rinascimentale: il corpo e il trombino sono ora conici, restringendosi verso il fondo ("conicità inversa", secondo alcuni, se rapportata a quella dell'oboe, che invece si allarga verso il basso). Ai sei fori del flauto rinascimentale se ne aggiunge un settimo per il mi bemolle, controllato da una chiave chiusa[3]. L'estensione dello strumento, di due ottave e mezza (Re3-La5, ma di norma i compositori non si spingono oltre il Mi5), è ora completamente cromatica. Poco più tardi, intorno agli anni venti del Settecento, il corpo centrale verrà diviso in due parti, di cui quella superiore intercambiabile con altre di diversa lunghezza, dettecorpi di ricambio, per consentire allo strumento di adattarsi ai varidiapason utilizzati nelle diverse corti europee. Per tutto il resto del Settecento e l'inizio dell'Ottocento questo tipo di flauto in quattro pezzi e una chiave rimarrà lo standard più diffuso, anche accanto ai modelli con più chiavi tipici della fine del Settecento.
Il fatto che nel corso del XVII secolo si sia iniziato a costruire i flauti (sia traversi, sia dolci) in tre parti, mentre nel Rinascimento erano costruiti, anche i più grandi, in un pezzo unico o al massimo in due pezzi, riflette un significativo cambiamento nella figura del flautista professionista. Nel Rinascimento gli strumentisti erano al servizio delle corti, e gli strumenti che suonavano non erano di loro proprietà, bensì della cappella di corte. Tutti gli strumenti a fiato costruiti per una stessa cappella erano accordati su uno stesso La[4], ma questo poteva variare moltissimo fra una cappella e l'altra, anche di più di mezzo tono[5]. In seguito, i virtuosi iniziarono a spostarsi da una città all'altra per le loro esibizioni, portando con sé i propri strumenti; per risolvere i problemi legati alla diversità del diapason nelle varie cappelle e al trasporto dello strumento, si cominciò a costruire flauti prima in tre pezzi, come i flauti diHotteterre, e poi in quattro sezioni: per piccole variazioni di accordatura era sufficiente inserire la sezione centrale più o meno profondamente nella testata[6], ma oltre un certo limite era necessario sostituire del tutto la sezione centrale con una di lunghezza diversa e con le distanze tra i fori alterate proporzionalmente. I flautisti dell'epoca barocca possedevano quindi strumenti che avevano una dotazione di due, tre o anche più sezioni centrali intercambiabili, diversamente accordate[7].
Fra i flautisti, oltre che teorici, più importanti del periodo troviamoJacques Hotteterre,Johann Joachim Quantz (autore di un importante trattato, lavorò alla corte diFederico II di Prussia, anch'egli appassionato flautista di cui era l'insegnante),Benedetto Marcello ePierre-Gabriel Buffardin, che fu inoltre maestro di Quantz, cui probabilmenteJohann Sebastian Bach dedicò alcune delle sue composizioni per flauto.
Fra i costruttori più importanti del periodo troviamo, oltre ai già citati Hotteterre e Quantz,Jean-Hyacinth (oJohannes Hyacinthus) Rottenburgh,Carlo Palanca eJacob Denner.
Con le sue qualità timbriche e omogenee si adatta in perfetta simbiosi con il pensiero e l'armonia classica, sia usato come strumento daaccompagnamento che solistico; inFrancia è particolarmente importante la figura diFrançois Devienne, virtuoso e autore di un influente trattato e insegnante alConservatoire de Paris. In questo periodo molti artigiani iniziano ad aggiungere chiavi, per semplificare alcune diteggiature scomode e per omogeneizzare il suono. Queste chiavi possono essere per il fa basso e medio (nota dall'intonazione particolarmente problematica sul flauto a una chiave), il sol diesis/la bemolle basso (ha suono molto debole e velato sul tipo a una chiave), si bemolle/la diesis basso (posizione scomoda e dalla resa debole sul tipo a una chiave), do medio (suono velato sul tipo a una chiave). Già anche in precedenza alcuni avevano tentato di portare l'estensione al do basso. Gli artigiani fanno inoltre in modo che il registro acuto, in cui i compositori cominciano ad avventurarsi con più frequenza, sia di più facile emissione.
Tra i diversi artigiani che in questo periodo apportarono migliorie allo strumento possiamo ricordare Godfroi Adrien (oGodfridus Adrianus) Rottenburgh, August Grenser, Heinrich Grenser, Joseph Tacet, William Henry Potter,Johann George Tromlitz (scrisse un importante trattato) e Capellier.
A questo punto la storia del flauto si biforca: da una parte l'evoluzione del flauto classico prosegue conservando la conicità della cameratura e sostanzialmente lo stesso tipo di chiavi (l'estensione si amplia raggiungendo frequentemente il si basso ed eccezionalmente anche il sol sotto il do centrale), mentre dall'altraTheobald Böhm, partendo da nuovi presupposti fisici e acustici, inizia gli esperimenti che porteranno al flauto attuale a cameratura cilindrica; durante la seconda metà dell'800 il flauto Boehm, il cui brevetto risale al1847, ottiene giudizi contrastanti finché, ai primi del '900, il flauto conico vecchio sistema viene abbandonato.
In questo periodo il flauto trova un vasto impiego orchestrale, e viene specialmente messo in luce nelle opere degliimpressionistiClaude Debussy eMaurice Ravel che sfruttano sfumature dello strumento poco conosciute.
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