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Bobbio

Coordinate:44°46′17.4″N 9°23′11.04″E44°46′17.4″N,9°23′11.04″E (Bobbio)
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Bobbio
comune
Bobbio – Stemma
Bobbio – Bandiera
Bobbio – Veduta
Bobbio – Veduta
Panorama di Bobbio
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Piacenza
Amministrazione
SindacoRoberto Pasquali (lista civica dicentro-sinistra Bobbio 2000 - Città d'Europa) dal 26-5-2014 (3º mandato dal 10-6-2024)
Data di istituzione14 febbraio 1014
Territorio
Coordinate44°46′17.4″N 9°23′11.04″E44°46′17.4″N,9°23′11.04″E (Bobbio)
Altitudine272 m s.l.m.
Superficie106,53km²
Abitanti3 369[2] (31-12-2024)
Densità31,62 ab./km²
FrazioniVedielenco
Comuni confinantiAlta Val Tidone,Brallo di Pregola (PV),Coli,Corte Brugnatella,Menconico (PV),Piozzano,Romagnese (PV),Santa Margherita di Staffora (PV),Travo
Altre informazioni
Cod. postale29022
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT033005
Cod. catastaleA909
TargaPC
Cl. sismicazona 3(sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 802GG[4]
Nome abitantibobbiesi
Patronosan Colombano,
Madonna dell'Aiuto,
santa Maria Assunta,
sant'Antonio Gianelli
Giorno festivo23 novembre, 15 agosto
SoprannomeMontecassino del Nord[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bobbio
Bobbio
Bobbio – Mappa
Bobbio – Mappa
Posizione del comune di Bobbio nella Provincia di Piacenza
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata ·Manuale

Bobbio (AFI:[ˈbɔbbjo][5];Bòbi indialetto bobbiese epiacentino,Bêubbi inligure) è uncomune italiano di 3 369 abitanti[2] dellaprovincia di Piacenza, inval Trebbia, inEmilia-Romagna. Il territorio, abitato fin dalneolitico con insediamenticelto-liguri, divenneromano nel 14 a.C. e nelIV secolo si formò il borgo fortificato diCastrum Bobium, ma la sua storia si identifica con quella dell'Abbazia di San Colombano fondata nel614.

Il 14 febbraio1014 ebbe iltitolo di Città, divenendoDiocesi,Contea vescovile,Comune e cingendosi dimura; prima indipendente comeFeudo imperiale, una breve parentesi comeSignoria deiMalaspina, poi sotto ilDucato di Milano comeContea imperiale autonoma deiDal Verme, e infine nelRegno di Sardegna sotto iSavoia.Libero comune dall'inizio delXII secolo, combatté con laLega Lombarda contro ilBarbarossa aLegnano.Provincia sotto ilDipartimento di Genova fino all'unità d'Italia, fino al1923 fu parte dellaprovincia di Pavia, poi passò alla provincia di Piacenza. Fusede vescovile residente fino al 1986, tuttora è sede vescovile, in accorpamento con la Diocesi di Piacenza forma laDiocesi di Piacenza-Bobbio.

La città è sede della nuovaUnione di comuni:Unione montana Valli Trebbia e Luretta. È una meta turistica nota per il suo passato di arte e cultura. Il centro storico ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale. Simbolo della cittadina è il Ponte Vecchio detto anchePonte Gobbo[6] (oPonte del Diavolo), un ponte in pietraromanico di origine incerta, che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Domina ilSantuario di Santa Maria in Monte Penice, che si trova sulla cima del monte omonimo.

Geografia fisica

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Veduta di Bobbio

Bobbio è un comune collinare vallivo, con vicine montagne appenniniche, il cui capoluogo è situato sulla sponda sinistra del fiumeTrebbia, tra i torrenti Bobbio e Dorbida, ai piedi delmonte Penice (1.460 ms.l.m.). Il centro storico cittadino e la sede comunale sono situate ad una quota di 272 ms.l.m.Vi sono poi quartieri (S. Martino, Auxilia, Valgrana, Canneto, Rio Foino, Borgo, Candia, Corgnate, La Spessa, S. Ambrogio, Cognolo) al di fuori del centro adiacenti al Trebbia a quote meno elevate e quartieri nella parte alta (Buffalora, Bargo, Monte Santo, l'Erta, Maiolo, Brada, Squera, Bosco, Sciola, Dorbida, Balzago), mediamente la quota è compresa fra i 250 e 400 ms.l.m.

Il territorio comunale confina a sud con il comune diCorte Brugnatella, ad ovest con laprovincia di Pavia inLombardia (Brallo di Pregola,Santa Margherita di Staffora,Menconico,Romagnese), a nord con i comuni diAlta Val Tidone,Piozzano eTravo ad est con il comune diColi. Il paesaggio presenta un'alternanza di campi coltivati eboschi cedui.

Territorio

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Veduta di Bobbio dalla vetta del Penice
La Trebbia a monte di Bobbio
Panorama di Bobbio dal Ponte Vecchio

L'area bobbiese è circondata da ovest a nord dalle cime delmonte Penice (1.460 ms.l.m.), Sassi Neri (1.034 m s.l.m.), Pan Perduto (1.008 ms.l.m.) ePietra Corva (1.078 ms.l.m.) con il vicinocolle della Crocetta, il Groppo (1.000 m s.l.m.),monte Pradegna (960 m s.l.m.). Da nord a est e sud vi sono le cime del monte Barberino (481 ms.l.m.) con il vicino passo Barberino, del monte del Lago (537 m s.l.m.), Tre Sorelle (976 m s.l.m.), il Castello (943 m s.l.m.), e deiTre Abati (1.072 m s.l.m.), fino a scendere a sud lungo la Costa della Croce (727 m s.l.m.) fino alla piana di Telecchio e fino al Trebbia.

Da sud a ovest vi sono le cime delBricco di Carana (805 m s.l.m.), dellaCosta Ferrata (1.036 m s.l.m.) con il vicino bosco del comune e ilmonte Gazzolo (498 m s.l.m.), continuando verso ovest lungo il confine pavese vi sono le cime delle Rocche del Casone (o di Colleri) (1.200 m s.l.m.), monte Lago (1.125 m s.l.m.) con il passo omonimo, Cima di Valle Scura (1.229 m s.l.m.), monte Scaparina (1.157 m s.l.m.) con il vicino passo Scaparina, fino a tornare al Penice. Verso nord dopo Barberino, nell'area di Mezzano Scotti, si trovano le cime di monte Mosso (1.006 m s.l.m.), monte Crigno (807 m s.l.m.), monte Lazzaro (987 m s.l.m.) con il vicinopasso della Caldarola, dellaPietra Parcellara (836 m s.l.m.) e dellaPietra Marcia (722 ms.l.m.).

Il monte Penice da Bobbio
Meandri di San Salvatore

Il territorio, dopo laPietra Parcellara e laPietra Perduca e dove si diparte l'angustaVal Perino famosa per il castello d'Erbia, subito dopo l'abitato diPerino di Coli si apre agli abitati bobbiesi di Cassolo e Mezzano Scotti. Comprende la "conca di Bobbio", parte dellaval Trebbia, che qui si allarga dopo l'orrido di Barberino sul fiume verso nord, per restringersi nuovamente verso sud, in corrispondenza del Bricco di Carana; in questo punto il corso del fiume diventa tortuoso, con i meandri di San Salvatore dominati dall'alto dall'antico borgo di Brugnello con il paese e la chiesetta a picco sul fiume; ancora qualche chilometro e si arriva aMarsaglia di Corte Brugnatella. Le cime degradano dolcemente, ma nei pressi della conca bobbiese vi sono molticalanchi che circondano tutta l'area cittadina.

Nella val Trebbia si immettono le vallidel Carlone, con la cascata termale San Cristoforo del Carlone, e dei torrenti Bobbio e Dorbida. Lavalle del Bobbio da una parte l'abitato diDezza e in alto l'abitato di Ceci, termina con ilpasso della Scaparina. Verso Mezzano Scotti a nord si ha l'affluente Dorba, mentre a sud a San Salvatore il torrente Curiasca. In questa zona le acque del fiume Trebbia scorrono fresche e limpide in un percorso tortuoso fra rocce e sassi aprendosi in numerose spiaggette popolate nel periodo estivo da numerosi bagnanti.

Presso il Penice si trova ilpasso omonimo e i vicini:passo delle Tre strade epasso del Brallo.

Clima

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LaStazione meteorologica di Bobbio inserisce l'area comunale in una zona climatica corrispondente al microclima ligure appenninico temperato.Il paesaggio è caratterizzato damontagne appenniniche che influenzano il clima in modo tale che nel periodo estivo rimanga abbastanza fresco, mentre nel periodo invernale non sia interessato da fenomeni legati avento intenso enebbia.

Origini del nome

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Il nome della città deriverebbe daBoielis, ipotesi basata sulla presenza nella zona di un luogo citato sullaTavola di Veleia comeSaltus Boielis (pascolo Boieli).[7] Il toponimoBoielis, a sua volta, deriverebbe dalla radiceBoi, in riferimento alla popolazione deiGalli Boi, presenti nella zona successivamente ailiguri. Il toponimo, oltre che per l'omonimo torrente lungo le cui sponde sorse il primitivo abitato, si ipotizza sia alla base di altri luoghi nelle vicinanze (Penice,Buio,Bogleglio).[8]

Storia

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Lo stesso argomento in dettaglio:Storia di Bobbio.
Il Castrum di Bobbio nella Regio IX Liguria Augustea

Nascita della città (dal IV al VII secolo)

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Nell'area dove sorge Bobbio i primi insediamenti umani risalgono all'età del bronzo ed in seguito vi si stabilirono iLiguri, iCelti, iBoi e nelIV secolo arrivarono i romani.[9]

Il nucleo romano diBobium risale probabilmente al periodo della romanizzazione antecedente ilIV secolo durante la prima dominazione del territorio diVelleia, nelpagus denominatoBagiennus.[10]

Quando nella seconda metà delVI secolo iLongobardi scesero inItalia e conquistaronoPavia, loro capitale dal572, il presidio romano diBobium venne assegnato al ducaSundrarit, che prese in concessione anche le saline.

La costruzione dell'abbazia di San Colombano nel 614 rappresentò un momento fondamentale, per alcuni una seconda fondazione di Bobbio, e da quel momento il complesso del convento diventò il nucleo centrale urbano.[11]

San Colombano
L'Abbazia di San Colombano

Durante l'Alto Medioevo Bobbio, come lo fu in seguitoMontecassino, fu uno dei più importanti centri culturali europei,[6] riferimento per la sua biblioteca delloScriptorium di Bobbio, collegata con i vari monasteri sparsi in Italia e all'estero.

Dal VII all'VIII secolo

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IFranchi diCarlo Magno nel 774 conquistaronoPavia e questo contribuì alla caduta delRegno longobardo. Con il nuovo dominio il monastero ottenne privilegi imperiali e possedimenti in molte parti dell'Italia settentrionale.[12]Nell'834 venne nominato abateWala, cugino dell'imperatore Carlo e suo consigliere.

L'Italia suddivisa fra longobardi e bizantini

Dal IX all'XI secolo

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Vi furono edificati numerosi castelli e fortificazioni sul territorio a protezione anche religiosa, specie nel periodo delle invasionimusulmane.

Nell'883 l'abate Agilulfo iniziò la costruzione del nuovo monastero dove si trova nel ventunesimo secolo; nelX secolo iniziò la prima decadenza anche per l'affievolirsi della protezione imperiale e papale e molti feudi passarono direttamente agli Obertenghi e poi ai vari rami famigliari. Una ripresa la si deve attorno al983 all'abate Gerberto di Aurillac, futuropapa Silvestro II.

IlDuomo di Bobbio, dall'XI secolo nuovo centro del potere cittadino

Il 14 febbraio del1014, grazie all'interessamento dell'imperatoreEnrico II, Bobbio divennesede vescovile, ottiene iltitolo di città e si forma ilcomune cittadino. Primo vescovo fu l'abatePietroaldo, che assommò le due cariche (divenendo quindiabate-vescovo condiocesi esente, ossia soggetta alla Santa Sede). L'unione delle due cariche venne scissa immediatamente dopo Pietroaldo, il monastero quindi come abbazia territoriale continuò ad avere un abate e la sede vescovile il vescovo con due amministrazioni e circostrizioni separate. Nel1046 il vescovo Luisone ricevette il titolo diconte elevando quindi il feudo imperiale aContea vescovile. Ilvescovo-conte Guarnerio (1073 -1095) iniziò a costruire la nuova cattedrale, ma la sua politica, favorevole aEnrico IV, lo fece cadere in disgrazia.Scomunicato nel1081, nel1095 abbandonò la cattedra vescovile e la contea.

Dal XII all XV secolo

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Nel1133 la diocesi di Bobbio, fino ad alloradiocesi esente, diventòdiocesi suffraganea alla nuovasede metropolitana diGenova.

La Contea di Bobbio (dalla Carta del Borgonio, secolo XVII)

La Contea di Bobbio fu ridotta alla Val Trebbia fino aTorriglia, alla Val d'Aveto fino a Santo Stefano d'Aveto (Ge), all'Oltrepò, alla Val Tidone (Pecorara,Pianello Val Tidone) e alla Val Curone; gli altri feudi sono persi e dati agliObertenghi e ciò verrà confermato anche dall'imperatore Federico il Barbarossa nel1164, che toglierà altri territori alla Contea a vantaggio deiMalaspina discendenti dagli Obertenghi.

Nel febbraio1208papa Innocenzo III tolse all'abate la carica diabate mitrato e sottomise definitivamente l'abbazia al vescovo di Bobbio, ossia a quell'episcopato che proprio al monastero doveva la sua nascita. Inoltre sopprimendo l'abbazia territoriale di Bobbio (abbatia nullius dioecesis) tolse al monastero le rimanenti proprietà monastiche, terriere e feudali piemontesi, lombarde, emiliani, venete e toscane, assogettandole ai vescovi locali delle diocesi di pertinenza territoriale, tranne l'arcidiocesi genovese cui dipendeva già la diocesi bobbiese e che deteneva buoni rapporti con l'abate.

Il Duomo romanico risale all'XI secolo, il monastero di San Francesco (visibile vicino all'omonima piazza) è del 1230.

Ilcastello Malaspina-Dal Verme sede del potere dal '300

Il primo comune esistente dal 1014 diventò di tipo consolare agli inizi delXII secolo e nel1176 entrò a far parte dellaLega Lombarda partecipando con il suo esercito allabattaglia di Legnano fatto che non venne perdonato nella successivapace di Costanza del1183. Nel1216 il comune di Bobbio si trasforma con i nuovi statuti in comune podestarile. Nel1304 diviene Signoria sotto CorradinoMalaspina che vi costruì il castello sopra l'antico monasteroprotoromanico. Verso la fine del XII secolo la città venne cinta da mura, ancora visibili in alcuni punti, con cinque porte: Frangula, Alcarina, Agazza, Legleria e Nova. Il tessuto urbano crebbe attorno al complesso monastico del IX secolo; durante il XIV secolo venne diviso in terzieri: del Castello, del Duomo, di Porta Nova.

Nel1341 passò aiVisconti e poi dal1387 ai conti feudatariDal Verme (infeudati dal1436), assieme alla contea diVoghera con l'Oltrepò ed ai feudi vermeschi, ed alle signorie diZavattarello,Romagnese diPecorara e la sua valle,Pianello Val Tidone,Borgonovo Val Tidone,Castel San Giovanni (perso nel1485)Sarmato e della val Tidone e dellaValsassina (perso nel1647), fino all'abolizione dei feudi in epoca napoleonica nel1805.

Dal XVI al XVIII secolo

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LaProvincia di Bobbio
Ordini, decisioni e risoluzioni e altri scritti recentemente scoperti negli archivi della gloriosa città di Bobbio (Ordines, sententiae et decreta et aliae Scripturae noviter reperta in Archivio Inclitae Civitatis Bobbii), 1698

Dopo varie vicissitudini nel1516 Bobbio divienemarchesato e comprende varie contee [Bobbio e Voghera, Tortona (con il vescovado) e le signorie dei Malaspina], nel1593 Voghera diventa autonoma sotto un'altra signoria, ma sempre sotto il Marchesato.Nel1743 Bobbio passa aiSavoia e l'antica contea è trasformata inProvincia di Bobbio, fino al1861; nel1770 il Marchesato rimasto solo come titolo onorifico, ed ormai superato, è abolito.Nel1797 con l'abolizione dei feudi imperiali da parte diNapoleone e il riordinamento dei territori Bobbio divienearrondissement francese (le province erano state abolite).

XIX secolo

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Dal1801 la città ed il territorio, assieme alRegno di Sardegna, vengono annessi allaFrancia.Nel1815, caduto l'Impero Napoleonico, Bobbio torna nel Regno di Sardegna e sempre come capoluogo dell'omonima provincia, compresa ora nellaDivisione di Genova.Con l'emanazione delDecreto Rattazzi (1859), operativo dal1861 la provincia venne sostituita dall'omonimo circondario, senza modifiche territoriali, ma nell'ambito della nuovaProvincia di Pavia. Nel1923 il circondario fu soppresso (il suo territorio venne suddiviso fra le province di Pavia, Genova e Piacenza) e la città aggregata allaProvincia di Piacenza.[13] In quell'anno venne anche soppresso il Tribunale mandamentale.

Dopo il passaggio della frazione diDezza e del suo territorio, fino al1746 sottoBrallo di Pregola e poi sotto Bobbio, nel1766 si hanno i passaggi di Castellina, Cà di Malosso, Boschini, Casa Uccellone, Casa Costa, Colorazze per la ridefinizione dei confini con il Ducato di Parma e Piacenza, mentre nel1923 il comune di Bobbio incorporerà le frazioni di Bertuzzi e Callegari, prima sotto il comune diColi, nel1927 la frazione Mezzano Scotti viene scorporata dal comune diTravo e viene aggregata al comune di Bobbio.

Nel1925 si formò ilnuovo circondario di Bobbio nella provincia di Piacenza a cui venivano uniti i comuni diColi ePecorara[14]. Già modificato nel 1926, con il burrascoso ritorno sotto Pavia dei comuni di Romagnese, Ruino e Zavattarello dopo la cosiddettaMarcia su Bobbio e i referendum comunali che seguirono[15][16][17], ebbe un'esistenza effimera: nel1927 il riordino delle circoscrizioni provinciali comportò la soppressione di tutti i circondari italiani[18].

XX e XXI secolo

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Il Monumento ai caduti nei giardini di piazza S. Francesco
Cartello a ricordo della storicaRepubblica di Bobbio

Durante laSeconda guerra mondiale, venne liberata dalmovimento resistenziale nell'estate del1944, comandato dal Ten.Fausto Cossu[19], ufficiale deicarabinieri che fra la fine del 1943 e il gennaio del 1944 formò dapprima la Banda La Senese, poi Compagnia Carabinieri Patrioti e divenne comandante dell'intera divisione GL piacentina. Si formò quindi laRepubblica di Bobbio[20] estesa per circa 90 km daRivergaro aTorriglia con propaggini in Oltrepò e Val Tidone e Val d'Aveto. Radio Londra annunciò «Bobbio, la prima città del Nord Italia è liberata».La "Repubblica" fu operativa dal 7 luglio fino al 27 agosto del 1944, quando venne nuovamente occupata da truppe dellaR.S.I..
La città ebbe un'amministrazione partigiana e fu uno dei primi esempi di "Città libere" del nord Italia.

Il 17 luglio 1908 si verificò un violento nubifragio con una piena straordinaria della Trebbia che devastò case e campagne soprattutto nel territorio del mandamento di Ottone, con gravi danni nell'abitato diGorreto, distruggendo cinque ponti lungo lastatale 45 interrompendo le comunicazioni stradali fra Ottone e Torriglia, e la linea telegrafica fra Bobbio e Genova. Danni ed allagamenti anche nel piacentino aRivergaro e aSant'Antonio a Trebbia nei pressi di Piacenza, i danni maggiori alle campagne piacentine con la distruzione dei raccolti specie di frumento; furono messi in salvo molti materiali, bestiame e persone grazie al pronto preavviso telegrafico partito da Bobbio prima dell'imminente piena[21].Distruzioni imponenti e danni più ingenti si verificarono, invece, con l'alluvione che colpì la val Trebbia il 19 settembre 1953, causata da un nubifragio che portò alla caduta di280 mm di pioggia che in poche ore interessò la parte alta della valle, dal genovese fino a Marsaglia, e che provocò 10 morti, imponenti distruzioni e ingenti danni tra i quali in alta valle la messa in fuori uso di numerose centrali elettriche, l'interruzione della strada statale 45 con numerose frane e il crollo del ponte sul fiume a Marsaglia[22][23], che fu poi ricostruito tra il 1958 e il 1959 su progetto diRiccardo Morandi[24].

Nella notte del 14 settembre2015 una parte della provincia di Piacenza fu devastata dalle esondazioni improvvise delNure dell'Aveto e dellaTrebbia, dovute al maltempo e ad ammassi di detriti, che causarono danni ingenti, il crollo del Ponte di Barberino sulla Trebbia[25] e la morte di tre persone in val Nure. Le località più colpite furonoRoncaglia,Pontenure,Ponte dell'Olio,Bettola,Farini,Ferriere,Rivergaro, Bobbio,Corte Brugnatella eOttone[26][27][28]; colpita anche l'alta val d'Aveto genovese nei comuni diRezzoaglio eSanto Stefano d'Aveto[29], l'alta Val Trebbia genovese nei comuni diGorreto,Propata,Torriglia e i limitrofi comuni diMontoggio eValbrevenna in alta val Scrivia[30].

Bobbio è inoltre sede di un'ampiacircoscrizione elettorale della media Val Trebbia e del Comando compagnia Carabinieri. Vi è inoltre un distretto giudiziario con ilGiudice di pace.

Panorama del centro storico di Bobbio, dal castello al ponte Gobbo

Considerata la presenza delle spoglie mortali di San Colombano, la città è stata spesso meta di alte personalità straniere, tra cui capi di Statoirlandesi, presidenti delParlamento europeo e membri del corpo diplomatico.

Simboli

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Stemma del Comune
Gonfalone della Città di Bobbio
«D'argento alla croce di rosso, accantonata nella parte superiore da due colombi al naturale, posati sui bracci laterali della croce. Corona di città.»

(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Bobbio)

Lo stemma della Città di Bobbio[31] è costituito da unoscudo sannitico di colorargento o bianco su cui è sovrapposta unacrocerossa, accantonata nella parte superiore da due colombe bianche al naturale, posati sui bracci laterali della croce, una a destra e l'altra a sinistra nella parte alta e che si guardano tra loro, simbolo diSan Colombano. Lo scudo ètimbrato da unacorona dacittà nera o oro.Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo dialloro e uno diquercia, legati insieme da un nastrotricolore.

La corona di città risale alla concessione imperiale e papale con decreto del 14 febbraio1014 dell'ImperatoreEnrico II di Sassonia con ratifica diPapa Benedetto VIII sempre a fine febbraio 1014.

Lostemma è stato approvato con Decreto CG dell'8 novembre1929.

Lo stemma riprende le insegne storiche del Comune diMilano, infatti nel1167, col giuramento diPontida, si costituì tra le principali città del nord Italia tra cui aderì anche Bobbio assieme a Piacenza, laLega Lombarda, con lo scopo di combattere l'Imperatore e conquistare l'indipendenza. La Lega adottò come simbolo l'emblema di Milano. Nel 1176, nella trionfalebattaglia di Legnano, l'emblema sventolò issato sul "carroccio".Da quel momento l'emblema milanese diventò simbolo di autorità e autonomia, e Bobbio assieme a molte città del Nord Italia lo adottarono.

Lo stemma è riprodotto anche sull'antico sepolcro del Santo nella cripta dell'Abbazia.

Il profilo araldico delgonfalone della città di Bobbio è costituito da un drappo azzurro, merlato all'estremità inferiore e recante nel mezzo lo stemma cittadino, sormontato dalla dicitura in oro "CITTA' DI BOBBIO".

Onorificenze

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Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Concessione dell'ImperatoreEnrico II di Sassonia con ratifica dipapa Benedetto VIII[32]»
— 14 febbraio1014

Confermato poi con D.C.G. (Decreto del Capo del Governo) 8 novembre1929[33]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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La chiesa di San Policarpo di Ceci
Piazza Santa Fara con l'Abbazia
La chiesa di S. Pietro di Dezza
Il Santuario dell'Aiuto

Architetture civili

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  • Antiche Carceri di Bobbio e Mulino del Monastero (struttura monastica IX secolo)
  • Antico quartiere alto medievale Castellaro con il porticato (IX secolo)
  • Piazza del Duomo, gli antichi portici e gli storici Palazzi Bobiensi fra cui:
    • Palazzo Brugnatelli (portici del XIII secolo, antica meridiana e capitello cubico con antica testa apotropaica)
La chiesa di San Lorenzo
    • Palazzo della Farmacia (XV secolo)
  • Mulino del Vescovado (mulino medioevale del vicolo Pertusello, edificio privato, del XII secolo)
Panorama di Bobbio e l'Abbazia dal castello
  • Palazzo Castelli di Porta Nova (XVII secolo)
  • Palazzo Agazzi di Porta Nova con i portici (XV secolo)
  • Palazzo Alcarini e della regina longobarda Teodolinda (XIV secolo)[38]
Piazza San Francesco con la fontana
  • Piazza San Francesco (fontana, giardini, monumento ai caduti)
  • Foro Boario (ex mercato della fiera medioevale del bestiame, successivamente diventato parcheggio pubblico)
  • Vecchio Ospedale (XVIII secolo)
Palazzo Alcarini o diTeodolinda
  • Palazzo Comunale (sala Auditorium S. Chiara, archivio storico, centro culturale e biblioteca)
  • Antica locanda alla Paolina (edificio medioevale, in seguito privato, ristrutturato con l'insegna postale)
  • Palazzo Calvi (XV secolo)
  • Palazzo dei Donati con il vicolo della Stretta (XV secolo)
Il Municipio ex monastero di S. Chiara
  • Palazzo Buelli (XVI secolo)
  • Palazzo Olmi (XVII secolo)[39]
  • Palazzo Malaspina (XII secolo)
  • Piazza di Porta Fringuella (portici del XII secolo)
  • Mulino del Comune (XII secolo rimaneggiato)
  • Antica contrada di S. Giuseppe (edifici in pietra del XII secolo)
  • Mulino contrada S. Giuseppe (XII secolo)
  • Palazzo Tamburelli e ostello comunale (XVIII secolo)
  • Ponte Vecchio o Gobbo (simbolo della città - epoca romana e successiva)
Il Ponte Vecchio o Gobbo, dall'antichità il simbolo della città
  • Il Borgo le antiche mura e il Mulino Ocelli (XII secolo)
  • Torretta di Valgrana (XIII secolo)
  • Ponte di San Martino
  • Villa Renati (edificio privato sorto sui resti del monastero di S. Martino del VII secolo)
  • Terme di Bobbio
  • Terme di rio Foino (300 m. dopo il Ponte Gobbo, sorgente e vasche ad accesso libero)

Architetture militari

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Architetture storiche, religiose e civili dei dintorni

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La chiesa di S. Paolo di Mezzano
La chiesa di San Cristoforo
La chiesa di Santa Maria
La chiesa di S. Eustachio di Vaccarezza
Il Santuario della vetta del Penice
  • Cappelletta dei militari del presidio e operatori RAI, situata sulpasso del Penice poco prima del Santuario.
  • Monumento aSan Colombano,patrono e protettore deimotociclisti. Situato alpasso del Penice venne inaugurato il 23 novembre del2002 dal primate d'Irlanda Seán Baptist Brady, da Paolo Sesti, presidente dellaFederazione Motociclistica Italiana e dall'Associazione Amici di San Colombano.
  • Oratorio di San Carlo Borromeo (privato), nella frazione di Poggio d'Areglia, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano. Sorto nel1610 come cappella del Castello degli Scotti.
  • Oratorio Cuore Immacolato di Maria, nella frazione di Arelli. La chiesetta sorse come cappella della cella monastica delX secolo[47] dipendente dalla chiesa di S. Ambrogio in seguito scomparsa, l'edificio rimaneggiato più volte è alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
  • Oratorio dello Sposalizio della Vergine (privato), nella frazione di Cadonica. La cappella sorse nelXVII secolo come cappella del centro monastico sorto nel1460 dopo l'abbandono e la distruzione del Monastero di S. Paolo di Mezzano. L'edificio rimaneggiato nel XIX secolo è alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
  • Cappella di San Lorenzo, nella frazione Case S. Lorenzo di Fosseri, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
  • Chiesa di Sant'Andrea[48], nella frazione di Cassolo, sorto nelXVI secolo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
  • Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di Castighino o Casteghino. Sorta su di un'antica cappella[49] preesistente nel1835, alle dipendenze della parrocchia di S. Maria.
  • Oratorio di San Carlo (privato), nella frazione di Degara. Sorse come cappella di S. Gaudino della cella monastica nelX secolo per opera del monaco di Bobbio Auderado, nel1631 venne riedificato e dedicato a S. Carlo; alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
  • Oratorio di San Martino (privato), nella frazione di Fognano. Sorse nel XIX secolo come luogo di culto e di preghiera diSant'Antonio Gianelli nelle vicinanze della villa del vescovado, alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
  • Oratorio della Madonna del Rosario,[50] nella frazione di Freddezza, sorto nelXIII secolo come cappella di San Cristoforo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
  • Oratorio di San Giovanni Battista e Sant'Enrico II Imperatore (privato), nella frazione di Gorra, alle dipendenze della parrocchia di S. Maria. Edificato nel1877 da Clara Fossa Della Cella, per sua volontà venne dedicato anche aS. Enrico II Imperatore del S.R.I., che diede nel 1014 a Bobbio il titolo di città e sede vescovile.[51]
  • Chiesa della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di Lagobisione, venne edificata nel1970, in sostituzione della cappella sorta nel 1841 poi restaurata, è alle dipendenze della parrocchia del Duomo.[52]
  • Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio, nella frazione di Lagobisione. Cappella sorta nel 1841 nel paese, un tempo dipendenza della chiesa di San Carlo di Degara. Restaurata, è stata ricuperata al culto.[53]
  • Chiesa di San Rocco, nella frazione di Piancasale. La chiesa di origine medioevale, sorse come dipendenza della chiesa di S. Ambrogio successivamente scomparsa, venne riedificata nel1855[54] dopo lo sviluppo urbano della frazione, è alle dipendenze della parrocchia del Duomo.
  • Oratorio della Madonna di Caravaggio, antico luogo di culto nei pressi dellaPietra Parcellara e della frazione di Brodo, alle dipendenze della parrocchia di Mezzano.
  • Oratorio di San Salvatore, nell'antico borgo della frazione omonima. Sorse nel975[55], con modifiche successive, come oratorio della cella monastica documentata nelIX secolo, alle dipendenze della parrocchia di S. Colombano.
L'ingresso del Museo etnografico di Cassolo
Il castello del Dego di fronte monte Barberino
  • Castello del Dego (o di Barberino) (di proprietà privata), fortilizio edificato nelXIII secolo deiMalaspina.
  • Ruderi del Castello di Ajguera, fortilizio sorto nelXIV secolo da parte degliScotti, distrutto nel1516 dal conte FedericoDal Verme e ricostruito sempre dagli Scotti, ne rimangono le rovine.
  • Castello di Poggio Area, della famiglia Scotti, fortilizio edificato nel1488 nella località Poggio della frazione Areglia (o Area) da parte di Bartolomeo Scotti, distrutto daiDal Verme nel 1516, venne riedificato dopo poco, ristrutturato.
  • Mulino di Areglia, antico mulino del borgo, macina ancora cereali per l'alimentazione animale.
  • L'antico Mulino Erbagrassa (proprietà privata).
  • Resti del Castello di Mezzano Scotti (proprietà privata).
  • Torre di Cadonica, sorto come nuova sede monastica nel1460 assieme al nuovo monastero, dopo l'abbandono e la distruzione del Monastero di S. Paolo di Mezzano, nei pressi l'Oratorio il Mulino.
  • Mulino di Cadonica (privato), edificato dai monaci di Cadonica, nei pressi un antico e ampio cunicolo sotterraneo in pietra ancora visibile, era percorribile anche a dorso di mulo per i traffici del monastero.
  • Antica fornace di Canneto, resti dell'antica fornace sorta in epoca romana e rimasta in attività fino al 1950.
  • Colonia elioterapica Carenzi, rimangono i resti della colonia del 1937, sorta sulle Terme di S. Ambrogio e che sfruttava anche le sorgenti termali saline di S. Ambrogio.
  • Casa rifugio di Villa Gorra (privata), edificata nelXVII secolo per i viandanti e pellegrini che valicavano ilPenice.
La Casa Fortificata nel nucleo storico del borgo di San Cristoforo
  • Borgo diSan Cristoforo, con la Casa Fortificata, edificio delIX secolo sorto come cella monastica e rimaneggiato assieme alle case adiacenti, nei pressi i resti della cappella di S. Giacomo (privata) trasformata in cascina e cantina. A qualche km sul torrenteCarlone, il Mulino Peveri (ora casa privata), sorto nel XIX dopo l'abbandono del vicino e antico Mulino della Cavanna, di cui rimangono i pochi ruderi.
  • Casa Fortificata diMoglia (privata), antico convento documentato nell'862, della locale cella monastica sorta nel VII secolo. L'edificio, rimaneggiato, aveva un refettorio centrale con volta ad arco a cui si affacciavano a cerchio le celle dei monaci e la cucina senza camino era collocata al centro del pavimento. Uno dei pochi esempi architettonici antichi rimasti.[56]
  • Mulino di Piancasale
  • Ruderi del Castello dei Monticelli (o Castel Pero), nella località Poggiolo di Vaccarezza, il castello della nobile famiglia dei Monticelli è documentato nelXIV secolo, abbandonato dopo il passaggio aiMalaspina, ne restano poche tracce.
  • Villa Costanza (di proprietà privata), antico palazzo deiMalaspina nella frazione di Vaccarezza.

Via degli Abati

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La Via degli Abati è percorso completo di 192 km da Pavia a Pontremoli passando per Bobbio. È percorribile a piedi o a cavallo o in mountain bike. Rievoca idealmente una delle tante varianti della via Francigena.

Altro

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  • Monte Penice
  • Passo Penice e gli impianti sciistici
  • Ceci e il centro sportivo di sci di fondo Le Vallette
  • Barberino e l'Orrido, il monte è situato alla sponda destra del Trebbia, antico confine romano delpagus di Bobbio, documentato sempre come confine della Contea di Bobbio nel972, rimase confine delDucato di Parma e Piacenza e dell'Emilia fino al1923, quando Bobbio divenne emiliana e piacentina.
  • Mezzano Scotti
  • Il Borgo di San Salvatore e i meandri sul Trebbia[57]
  • Le spiagge sul Trebbia del Lido di San Martino e della Berlina
  • Santa Maria
  • Sassi Neri
  • Antico villaggio del Monte Groppo (ruderi e ritrovamenti neolitici e liguri)
  • Pian Perduto
  • Pietra Corva
  • Monte Pradegna
  • LaPietra Parcellara e l'oratorio di Brodo, monte raggiungibile da Mezzano Scotti verso le località di Freddezza, Parcellara, Brodo o dalPasso della Caldarola
  • Piccolo borgo di Embrisi, località ormai abbandonata di Embrici sopra Mezzano, vi è la presenza di antichi edifici in pietra locale e manufatti e sculture in arenaria scolpite, di notevole interesse le facce e le testine apotropaiche.[58]
  • Cascata termale del Carlone e l'antico villaggio diSan Cristoforo[59]
  • Valle del Carlone
  • Mogliazze, frazione con tipiche case in pietra e tetti in lastre di arenaria.
  • Samboceto, piccolo borgo fantasma sopra Mezzano ormai disabitato con tipiche case in pietra e tetti di arenaria.
  • Telecchio, piccolo borgo con origini celtico-ligure divenuto cella monastica nelX secolo, circondato dal comune di Coli, legato alla chiesa diS. Michele della Spelonca.
  • Bosco del Comune (sulla strada di Dezza ed il passo da Cernaglia di sopra)
  • Fontana dei Ramari di Bobbio
  • Sentiero medioevale per il Santuario del Monte Penice
  • Via degli Abati (Via Romea e derivazione dellaVia Francigena)
  • Passeggiate da Bobbio - Passeggiata dei due ponti: Via Piancasale-Ponte Gobbo-Canneto-Ponte di Coli-Terme di Bobbio, Passeggiata vecchia statale: Bobbio-vecchia statale 45-Cognolo-Barberino-Pradella-Cassolo-Mezzano, Passeggiata del torrente Bobbio: Bobbio-Via Poggio San Desiderio-Campo sportivo-zona Candia-Cerignale-Ca' Bassa-Mulino Erbagrassa-Mulino Omoforte - Vie panoramiche: Bobbio-Strada degli Arelli-Erta-Fognano, Bobbio-Canneto-strada Coli-strada dei Bellocchi-Gambado, Bobbio-Borgo Auxilia-S.Martino-Carana-Pietranera, Bobbio-Via del Bargo-San Cristoforo-Castate Carlone-Moglia-San Martino-Bobbio[60], Bobbio-Dezza-Brallo, Bobbio-strada Balzago-Lagobisione-Degara-Centomerli-Mezzano (escursioni a piedi, bicicletta e cavallo)

Società

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[61]

Etnie e minoranze straniere

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Secondo datiISTAT i cittadini stranieri a Bobbio al 1º gennaio 2023 sono risultati 345 (10,11% tra tutti i residenti).[62] Le prime comunità per popolazione sopra le 20 unità sono risultate quelle provenienti da (dato 31 dicembre 2021):

  1. Romania, 74
  2. Macedonia del Nord, 71
  3. Ucraina, 68

Lingue e dialetti

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Ildialetto bobbiese, traquelli dellaprovincia di Piacenza, ha alcune peculiaritàfonetiche,morfologiche elessicali. Si differenzia dal più diffusodialetto piacentinoe questo è dovuto alla particolare posizione geografica ed alle sue vicende storiche. Bobbio si trova lungo la via di collegamento tra lapianura Padana e laprovincia di Genova ed è limitrofo aLombardia ePiemonte. Il suo territorio nel corso dei secoli ha subito le dominazioni diliguri,celti,romani,longobardi,franchi... Il dialetto locale quindi ha subito modifiche ed influenze ma ha mantenuto caratteristiche uniche.[senza fonte]

Del dialetto di Bobbio esiste un dizionario, numerosi testi sono scritti in questo dialetto e sono tipici il calendario e il lunario bobbiesi. Le feste locali, folcloristiche e teatrali curate dallaRa familia Bubièiza ne mantengono ancora più vitale l'uso.

Religione

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La maggioranza della popolazione si professacattolica ma non ci sono dati aggiornati sulle percentuali dei fedeli praticanti. Bobbio è una delle due sedi vescovili che compongono ladiocesi di Piacenza-Bobbio. Le piccole comunità straniere sono legate alle loro religioni di origine, come laortodossa macedone, lacattolica ucraina e lamusulmana.

Tradizioni e folclore

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Giubileo di San Colombano

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Come antica tradizione ogni 50 anni si celebra il giubileo di San Colombano a ricordo della fondazione dell'abbazia e della morte del santo patrono irlandese Colombano. Durante tutto l'anno giubilare hanno luogo numerose attività culturali, sportive, folcloristiche, musicali e gastronomiche.Ogni anno, inoltre, per la festività patronale del 23 novembre (San Colombano), si tiene laFesta di San Colombano[63], con celebrazione eucaristica e la distribuzione delPane di San Colombano, una forma di pane gigante riproducente la statua del santo patrono, tagliata poi a pezzi dopo la benedizione del vescovo. La sera precedente viene effettuato ilTransito di San Colombano[64], con l'accensione di migliaia di lumini, la processione del busto reliquiario nella chiesa abbaziale e la celebrazione della vita del santo. Nel porticato dell'abbazia si distribuiscono prodotti tipici locali.

Carnevale Bobbiese

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Ogni anno per l'anticoCarnevale Bobbiese[65] si tengono le tradizionali sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati per le vie e piazze del borgo provenienti sia da Bobbio che dai comuni limitrofi della valle e dei dintorni. Non mancano le tipicità gastronomiche legate a questa festa tradizionale, come le gustose chiacchiere e le frittelle. Appuntamento l'ultima domenica di carnevale e come antica tradizione la sfilata si ripeterà per il rito ambrosiano concludendo in piazza Duomo con laPentolaccia con i tradizionali cestini appesi fatti di mandorle tritate e caramellate e riempiti di dolciumi, che dovranno essere rotti con un bastone dai bimbi bendati, una festa divertente sia per ragazzi e grandi mascherati, che per famiglie e bambini.

Falò di San Giuseppe –Fuiè ad San Giusèp

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LaFesta di San Giuseppe[66] a Bobbio ha una tradizione millenaria. Come è usanza, il19 marzo, giorno in cui la chiesa ricorda San Giuseppe, sul greto del torrente Bobbio, in località Candia, viene acceso intorno alle 20.30, un grandeFalò, un rito che segna il passaggio dall'inverno allaprimavera, lafuje, con fogliame, cassette, carta, cartone, tralci di vite, potature, scarti del lavoro dei campi, al suono di un antico ritornello che invoca San Giuseppe affinché faccia tornare la primavera e la bella stagione: un tipico esempio di come ci sia stata un'antichissima commistione tra riti pagani e cristiani (la luce che sconfigge le tenebre), infatti il rito del falò risale all'antico popolo deiLiguri, in occasione del particolare momento astronomico dell'equinozio, poi la tradizione pagana si fuse con quella cristianaceltico-irlandese dei monaci diSan Colombano, giunti in epocalongobardacon il santo patrono irlandese fondatore nel 614 della celebreAbbazia di Bobbio. Tant'è che, sul falò, viene fatto bruciare un fantoccio, lavecchia, simbolo dell'inverno che si sta concludendo. A seconda di come la vecchia brucia vengono tratti gli auspici per la prossima stagione; secondo credenza popolare, se il fantoccio brucia velocemente sarà una bella annata. Attorno al falò, un tempo il più grande tra tutti quelli che ricoprivano la vallata, nei campi e vicino ai cascinali, è offerto un ricco banchetto preparato dalle donne del paese: a tutti bevande calde, vin brulè, salumi, formaggi, vino, frittelle, croccanti e altri dolci tipici della festa.

Palio delle contrade

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Ilpalio è una manifestazione di origine medioevale che si tiene l'ultimo fine settimana di giugno è organizzata dalla Pro Loco. Il torneo prevede la sfida dei contradaioli in varie gare di abilità per la conquista del drappo che diventerà trofeo per la contrada vincente.Le cinque storiche contrade di Bobbio[67] prendono il nome dalle altrettante porte d'accesso alla città medioevale già esistenti nel XII secolo: Alcarina (azzurro), Fringuella (verde), Agazza (blu), Legleria (giallo) e Nova (rosso). Il borgo e le contrade si vestono con i colori delle relative contrade. Il corteo storico del palio si svolge il sabato sera precedente il torneo, snodandosi dal ponte gobbo lungo le vie del centro fino a piazza Duomo con il lancio della sfida e una delle varie competizioni previste dal palio.

Irlanda in musica

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Lo scenario diIrlanda in Musica di fronte l'Abbazia di San Colombano

Rassegna di concerti serali di musica celtica e irlandese con stand gastronomici, con cui Bobbio celebra il legame tra la Val Trebbia e l'Irlanda nel nome del santo patrono irlandese, fondatore dell'abbazia nel 614. La manifestazione[68], organizzata dal comune di Bobbio e il supporto della provincia di Piacenza, prevede in luglio tre giorni di musica dal vivo.

Festa del Pinolo

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Sagra tradizionale serale[69] con stand gastronomici e musica dal vivo organizzata nel week-end fra la fine di luglio e l'inizio di agosto dalla Pro LocoQuelli che Pontano.

Altre manifestazioni

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Altre manifestazioni si hanno a maggio perAscensione:Benedizione delle ciambelline[70], antica processione dal castello con benedizionecolombaniana della natura, della terra e dei suoi frutti; benedizione deibuslanin, ciambelline salate e dolci tradizionali ed il 31 maggio per la fine del mese mariano:Processione con la Madonna dell'Aiuto[71], dalSantuario inizia la pressione con la grande statua della Madonna dell'Aiuto per le vie cittadine del centro storico, ai lati delle contrade i lumini accesi e in mezza la strada le composizioni floreali in omaggio alla patrona della città, le chiese e il comune sono aperti e illuminati per l'occasione, ad accompagnare la processione le musiche della banda. Sosta in piazza Duomo con ilpanegirico tradizionale e ritorno al santuario per la benedizione finale dei bambini.

Leggenda del Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo

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Il"Ponte del Diavolo" oPonte Gobbo

La costruzione di un ponte è sempre stata considerata un'opera di grande ingegno, quasi prodigiosa. La nascita di alcuni ponti ha dato quindi origine ad alcune leggende, e non di rado queste avevano come protagonista il diavolo: unire due luoghi che la natura (e Dio) aveva voluto separati era vista da molti come un'operadiabolica. Si aggiunga, in questo caso, che ogni osservatore viene colpito dall'assoluta assenza di ogni simmetria o logica nella disposizione delle arcate del ponte.[72] La leggenda che riguarda ilponte Gobbo, detto ancheponte Vecchio oponte del Diavolo narra che San Colombano volesse costruire unire le due sponde del fiume Trebbia.

Il Ponte Vecchio oPonte Gobbo sul fiume Trebbia

Il Diavolo si offrì di aiutarlo costruendo un ponte in una sola notte, a patto di avere in cambio l'anima del primo che lo avesse attraversato. San Colombano accettò e il demonio costruì il ponte con l'aiuto di un gruppo diavoli di altezza e corporatura diversa, ognuno dei quali eresse la sua parte in modo personale e difforme dagli altri ottenendo la caratteristica gibbosità ed irregolarità del ponte.

Al mattino il santo monaco tenne fede alla parola data, ma giustificandosi con l'osservazione che il ponte non era stato costruito secondo le regole ingannò il demonio facendovi passare per primo un cane (un'antica tradizione vuole che il primo animale a passare su quegli archi sia stato l'amico orso).

Istituzioni, enti e associazioni

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  • Ospedale di Bobbio

Qualità della vita

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Dal2006 è stata insignita dellaBandiera arancione dalTouring Club Italiano, come centro alto-medioevale di interesseturistico-ambientale, che si distingue per un'offerta di eccellenza e accoglienza di qualità. Il riconoscimento fa parte del progetto italiano inserito dall'Organizzazione mondiale del turismo (World Tourism Organization) fra i programmi realizzati per unosviluppo sostenibile del turismo.

Cultura

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Editoria

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Dal 9 luglio1903 a Bobbio si pubblica un settimanale cattolico, chiamatoLa Trebbia[73], distribuito nei comuni di Bobbio,Coli,Corte Brugnatella,Ottone, oltre che su abbonamento in Italia, specie nell'area di Genova, Chiavari, Piacenza, Pavia e Milano, e all'estero. Oltre alle informazioni di interesse religioso, il settimanale s'interessa degli eventi culturali e della cronaca locale del Bobbiese e dei comuni dell'AltaVal Trebbia, dellaVal d'Aveto e dell'Oltrepenice (territorio dell'Oltrepò al di là del monte Penice un tempo sotto Bobbio e dei comuni un tempo sotto l'antica contea e poi provincia di Bobbio, ancora oggi nella diocesi di Piacenza-Bobbio e nel vicariato di Bobbio), oltre che della storia e delle tradizioni locali.

Cinema

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Il registaMarco Bellocchio, la cui famiglia è originaria di Bobbio, ha girato in città e nelle immediate vicinanze il suo primofilm di successo,I pugni in tasca (1965). Alcuni bobbiesi recitarono nel film come attori non protagonisti e comparse. Marco Bellocchio cura ogni anno attività culturali legate al cinema, in particolare dirigendo il LaboratorioFare cinema e il Festival cinematografico''Bobbio Film Festival'' (con rappresentazioni nel periodo estivo). Fra il 1999 ed il 2008, nel suo filmSorelle Mai, Bobbio è di nuovo set cinematografico per raccontare la storia di una ragazzina bobbiese che preferirà vivere con le prozie pur di non lasciare il paese natìo. Nuovamente fra il 2013 ed il 2014 viene girato a BobbioSangue del mio sangue, un film in due parti, ambientato nel XVII secolo e in epoca moderna.

Musei

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Porticato di piazza S. Fara dell'Abbazia con l'entrata ai musei

Il complesso monastico dell'Abbazia di San Colombano ospita:

  • IlMuseo dell'abbazia di San Colombano, dal1963 nei locali del monastero dove aveva anticamente sede la biblioteca ed un tempo anche di parte del celebreScriptorium di Bobbio, custodisce reperti che spaziano dai primi secoli dell'era cristiana fino alla metà delXVI secolo;
  • IlMuseo della città di Bobbio, situato nel chiostro interno, nei locali originali delIX secolo, è costituito dall'antico refettorio con il grande affresco della Crocefissione attribuito aBernardino Lanzani, la sala lavamani delle cucine (divenuto nel rinascimento il laboratorio della biblioteca), il cavedio interno e i sotterranei con la grande cantina con volte a botte e ghiacciaia. Il museo si propone come percorso didattico storico multimediale dell'abbazia, di San Colombano, dello scriptorium e della storia di Bobbio.

L'allestimento museale, dapprima costituito da espositori trasparenti, in cui sono affrontate le tematiche legate alla vita e all'opera diSan Colombano, la situazione geopolitica dell'Italia Longobarda e all'attività del famosoScriptorium è stato trasferito nel corridoio del monastero; mentre negli ultimi anni il museo ha digitalizzato gli allestimenti inserendo postazioni audiovisive multimediali con video, touch screen con anche i codici bobiensi digitalizzati della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

  • IlMuseo Collezione Mazzolini[74], museo d'arte moderna e pinacoteca che ospita la "Collezione Mazzolini" che ha sede nei locali superiori all'antica biblioteca del monastero e scriptorium, locali al piano superiore quindi del Museo dell'Abbazia, che anticamente ospitavano le celle monastiche dei monaci. La collezione comprende 899 opere (872 quadri e le 27 sculture) firmate da nomi di rilievo dell'arte del '900: da Giorgio De Chirico a Massimo Campigli, da Mario Sironi, a Lucio Fontana. La collezione è stata donata dalla signora domenica Rosa Mazzolini di Brugnello diCorte Brugnatella alla diocesi di Bobbio. Attualmente vi sono in esposizione un centinaio di opere, si prevede in seguito una rotazione per rendere via via visibile tutta la collezione.
  • IlMuseo diocesano della Cattedrale, ospitato nel complesso delDuomo di Bobbio nelle sale dell'ala destra del piano nobile delPalazzo vescovile.
  • IlMuseo etnografico val Trebbia è situato in località Callegari di Cassolo di Bobbio. Nato per volontà della famiglia Magistrati e in particolare di Dino Magistrati, raccoglie gli oggetti della collezione di famiglia, comprendenteattrezzi agricoli, utensili, arredi legati alla vitacontadina.

Letteratura

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Fra i libri della ex biblioteca dell'abbazia, nel 1815, il cardinaleAngelo Mai rinvenne il celebre "Palinsesto Ambrosiano" ed in seguito altri volumi bobbiesi nellaBiblioteca Ambrosiana e poi nellaBiblioteca Vaticana fra cui nel dicembre del 1819 ilDe re publica diMarco Tullio Cicerone, per il qualeGiacomo Leopardi dedico una canzone intitolata “ad Angelo Maj”.

Il cenobio di Bobbio e la suabiblioteca– tra le più ricche dei primi secoli delmedioevo – vengono citati nelromanzo diUmberto EcoIl nome della rosa.

Musica

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Bani il pifferaio

Bobbio, che si trova nel territorio delleQuattro Province, vanta una tradizione musicale molto antica, legata all'uso di uno strumento, ilpiffero, che accompagnato dallafisarmonica, permette l'esecuzione di un vasto repertorio di brani tradizionali. Questi erano nati per scandire i vari momenti della vita della comunità. Ledanze delle Quattro Province sono un'espressione tipica di ballo legato a musica popolare recuperata in tempi recenti, e tra queste è famosa lamonferrina (localmenteBala Ghidon).

Vi sono brani per ilcantamaggio, con la variante della festa dellaSanta Croce, il matrimonio, la leva (Leva levon a Santa Maria) e che ricordano luoghi e fatti legati al passato (la canzone delDraghin). Nelle feste da ballo, oltre avalzer,polca emazurca si possono incontrare danze arcaiche come: l'alessandrina, lamonferrina, lagiga a due.

Il gruppo musicale deI Müsetta anima feste e celebrazioni e ha portato queste musiche anche all'estero: inFrancia,Irlanda,Spagna ePaesi Bassi. Nella frazione di Degara si trova il laboratorio diBani dove costruisce pifferi e cornamuse (tra cui lamüsa appenninica); grazie al suo lavoro la tradizione della musica corale, dei balli, delle musiche e della costruzione degli strumenti non andrà persa ma anzi ha trovato nuovo vigore e diffusione anche tra i giovani. Tradizionale appuntamento in Bobbio con la rassegna "Cori d'osteria e Canti popolari".

Dal1998 opera in città il Coro Gerberto[75], riproposizione dell'omonimo coro fondato nel1967 e intitolato all'abate di San Colombano,Gerberto di Aurillac, poi eletto papa col nome diSilvestro II. Il repertorio del coro, comprendente trenta elementi, include oltre a canti tradizionali della montagna, anche canti del folklore internazionale e rielaborazione di pezzi di autori moderni. Il coro annovera diverse partecipazioni a concerti e manifestazioni in Italia e all'estero, l'incisione di un album e l'organizzazione delle rassegne corali "Salve o mia montagna", "Cori nel chiostro" e "Concerto di Santo Stefano". Marco Bellocchio ha girato il cortometraggioIl maestro di coro assieme al coro, e presentato nel2001 alTorino Film Festival.

Cucina

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Nell'ambito dellacucina piacentina e dellacucina emiliana, la cucina di Bobbio, sensibilmente influenzata da quellalombarda,ligure epiemontese (perché storicamente legata amministrativamente a quelle regioni fino al passaggio a Piacenza solo dal 1923), si distingue e occupa una posizione di rilievo potendo annoverare una serie di originali piatti tipici locali e dolci che si tramandano da molte generazioni.[76] L'Amministrazione cittadina, con delibera del Consiglio Comunale n. 37 del 31/07/2018, approvata all'unanimità, ha voluto tutelare le ricette della tradizione bobbiese, come ad esempio i maccheroni alla bobbiese, la torta di mandorle, le lumache alla bobbiese, il bragtòn tanto per citarne alcuni, regole di preparazione che le nonne e le mamme hanno sempre applicato tramandandole ai giorni nostri. Approvando quindi un regolamento attraverso il quale si potrà arrivare al riconoscimentoDe.Co. (denominazione comunale d'origine) nel quale sono previste le procedure per individuare i prodotti che potranno fregiarsi del marchio. Questo significa che si individuerà come dovranno essere preparati i piatti della tradizione e, ad esempio, per i maccheroni alla bobbiese si spiegherà quali sono gli ingredienti per la composizione della pasta e il procedimento per la sua realizzazione, mentre per il condimento si indicherà il tipo di carne e il taglio da utilizzare e i tempi di cottura.[77]

  • torta di riso alla bobbiese -tùrta ad rìś a ra bubièiśa, torta di riso, costituita da una base di pasta sfoglia composta di farina, burro, acqua, sale, sulla quale si pone un impasto composto da riso, uova, grana, funghi, cipolla, prezzemolo, acqua, olio, sale e pepe;
  • agnolotti o anolini alla bobbiese -anvìn a ra bubièiśa, tipica pasta all'uovo ripiena di stracotto di manzo, pane grattugiato,Grana Padano, uova,noce moscata, sale, qui nella variante bobbiese deglianolini piacentini o degliagnolotti pavesi o piemontesi, che si distingue per la forma più grossa acappelletto e per essere tradizionalmente serviti asciutti e conditi con sugo di stracotto, di recente si aggiunge anche la variante piacentina degli anolini a forma più piccola ma sempre a cappelletto ed in brodo;
  • Maccheroni bobbiesi (De.Co)[78] - (I macaròn fàt cón l'angùcia indialetto bobbiese, nome depositato) - (fatti con l'ago o ferro da calza e conditi con il sugo di stracotto) - (farina, uova, olio o noce di burro, acqua), massima espressione della cucina tipica bobbiese è una pasta all'uovo forata fatta a mano con un ferro da calza (o da uncinetto) di origini medievali, già descritta in un testo delXV secolo, nelLiber de Arte Coquinaria delMaestro Martino da Como, cuoco delPatriarca di Aquileia nelXV secolo. Tradizionalmente e rigorosamente condita con tipico sugo di stracotto di manzo tagliato e sfilacciato al coltello. Non mancano a tavola il 23 novembre giorno di San Colombano, patrono della città, e sono presenti nelle feste più importanti. Sono valorizzati con il marchioDe.Co dall'amministrazione comunale di Bobbio;
  • pinoli bobbiesi -pìn opini [ant.pé da lésa (piede della slitta per la forma tipica ed il colore)], panetti risultati dall'amalgama di farina, erbette o biete, burro, sale e pepe, ricotta, pane grattato, formaggio Grana o parmigiano o formaggio di pecora grattugiato, uova, noce moscata; alcune varianti prevedono anche l'uso delle patate lesse; conditi con sugo di carne o con burro e salvia o nella variante moderna con sugo di funghi o di salsa di pomodoro e basilico;
  • malfatti -melfàt, gnocchetti composti da ricotta e bietole e cotti al forno; altro piatto variante più semplice dei pinoli;
  • chicche della nonna, gnocchettini verdi composti da ricotta, bietole, grana, uova, noce moscata, sale; conditi con burro e salvia o con sugo di funghi o pomodoro;
  • lasagne alla bobbiese della Vigilia -laśàgn ad Nadäl olaśàgn cóʿ i fònś ad mègar, cena tipica della vigilia del Natale, come primo di magro, composta da lasagnette di forma irregolare o triangolare o a rombi usati come ritagli di pasta avanzata dalla sfoglia degli agnolotti che si preparavano per il pranzo di Natale; pasta all'uovo condite semplicemente con sugo di funghi o besciamella magra e sugo di funghi;
  • bomba di riso di Bobbio -bòmba ad rìś ad Bobi, pasticcio a forma di cupola di riso e di carne (originariamente di piccione con funghi, animelle o tartufi), era il piatto tradizionalmente preparato un tempo per Ferragosto. La storia racconta che fosse il piatto preferito diElisabetta Farnese, regina di Spagna (1692 - 1766) che conobbe il piatto tipico grazie al suoprimo ministro il cardinale piacentinoGiulio Alberoni che da Bobbio lo portò alla corte spagnola e nelle diplomazie italiane ed europee, la regina Elisabetta ordinò che la bomba di riso fosse presente ogni giorno sulla tavola reale. Composta oggi da riso, spezzatino di vitello e di maiale, salsiccia, pancetta, funghi, concentrato di pomodoro, burro, uova, grana, pane grattato, carota, cipolla, gambo di sedano, alloro, brodo vegetale, olio, sale e pepe;
  • agnello alla bobbiese, costine di agnello rosolate e cotte in brodo, sale, aglio e prezzemolo[senza fonte];
  • Brachettone di Bobbio (De.Co) (ar bragtòn indialetto bobbiese, nome depositato), salume da cuocere realizzato con la spalla del maiale conciata, cucita nella cotenna e fatta stagionare fra due fascette di legno[79]; viene poi cotto in umido, lessato a fuoco lento. Di tradizione medievale ormai rarissimo in Italia, è originario di Bobbio e del suo circondario, dov'è ancora preparato nelle salumerie artigianali e servito cotto in alcuni ristoranti. Un tempo tipico del Carnevale e per Pasqua (l'antica tradizione norcina bobbiese voleva le famiglie contadine preparassero un brachettone da mangiare nel giorno del Carnevale ed un altro per Pasqua), oggi si serve tutto l'anno, ma specie dall'inverno alla primavera, cotto e tagliato a fette spesse è servito caldo accompagnato con polenta o purea di patate, oppure con legumi vari cucinati in casseruola, come fagioli o lenticchie. È prodottoDe.Co. a Bobbio;
  • Lumache alla bobbiese (De.Co) (E lümas a ra bubièiśa indialetto bobbiese, nome depositato), lumache in umido, la tradizione vuole che le lumache in umido siano il piatto tipico dei bobbiesi per la vigilia di Natale, come piatto di magro della tradizione monasticacolombaniana longobarda. Lelumache vengono raccolte tassativamente con l'uso dell'apposita zappetta solo nel periodo invernale, quindi "opercolate" (chiuse nel guscio) dal 1º novembre al 28 febbraio, come da ordinanza comunale del1987 che ne vieta la raccolta in erba per proteggerle durante il periodo di riproduzione. Preparazione: lumache pronte lessate, pulite e frollate e poi cucinate a fuoco lento aggiungendo sedano, cipolla, carote, porro, alloro, chiodi di garofano, salsa di pomodoro, brodo, olio, lardo, aglio, prezzemolo, sale e pepe. A dicembre vi è dedicata la "Sagra della lumaca", la più antica del paese, dove si possono acquistare le lumache opercolate e quelle pulite e pronte da cucinare ed anche assaggiarle già cotte offerte dal sodalizio della "Ra Familia Bubièiśa". Sono prodottoDe.Co. a Bobbio;
  • Torta di mandorle alla bobbiese (De.Co) (Ra tùrta d'armandul indialetto bobbiese, nome depositato), tipica ricetta medievale bobbiese, a base di farina di mandorle e mandorle tritate, tuorli d'uovo e albumi con zucchero, nelle varianti morbida, ripiena e secca. È prodottoDe.Co. a Bobbio[senza fonte];
  • bonet piemontese, presente fra i dolci tipici bobbiesi dopo l'entrata della contea bobbiese nelRegno di Sardegna, nel1748 divenendoprovincia, assieme aVoghera ed allaLomellina venne introdotto nel capoluogo;[senza fonte]
  • focaccia di Natale -a chisóra ad Nadèl, torta dolce che la tradizione rurale bobbiese e delle campagne vuole accompagnata da mostarda di pere, è composta da farina, zucchero, uova, burro, miele, lievito di birra, latte, uva sultanina, pizzico di sale;
  • ifarsö, frittelle morbide e croccanti, tipiche di Bobbio e della Val Trebbia, preparate in occasione delCarnevale bobbiese e soprattutto in occasione della festa diSan Giuseppe attorno aifalò serali (ra fuiè a Bobbio -ra fuià in alta val Trebbia), composti da pasta molto lievitata di forma tondeggiante e fritti in olio o strutto;
  • ilcroccante bobbiese (De.Co) (U crucànt indialetto bobbiese, nome depositato), dolce delle festività natalizie a base di mandorle dolci scottate e tostate intere e a pezzi, miele e zucchero caramellato. La tradizione del croccante realizzato in forma di cestino è ancora viva. È prodottoDe.Co. a Bobbio;
  • amaro monte Penice,amaro tipico prodotto da un infuso di erbe aromatiche.

Eventi

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Fiera-mercato di Bobbio

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Ogni sabato mattina dalle 8 alle 13, durante tutto l'anno si svolge l'antica e tradizionaleFiera mercato di Bobbio.[80] Da tutte le vallate della Val Trebbia e dell'Appennino giungono in città moltissime persone per il mercato. Si compone di numerose bancarelle di tutti i generi: prodotti tipici, alimentari, biologici, oggettistica, abbigliamento, fai da te, macchine ed attrezzi agricoli e giardinaggio, ecc. La fiera mercato è collocata nelle piazze principali e nelle vie cittadine del centro storico. In piazza di Porta Fringuella vi è il banco del pesce fresco.

Concorso di pittura estemporanea "Memorial Dino Cella"

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Il Lions Club Bobbio unitamente all'assessorato alla cultura del Comune di Bobbio organizzano ogni anno per il 1º maggio il concorso di pittura estemporanea "Memorial Dino Cella"[81], che si propone come finalità lo sviluppo delle arti figurative. La manifestazione, dedicata al pittore Dino Cella, vuole invitare i partecipanti a riprodurre su tela particolari suggestivi e caratteristici della città di Bobbio e dintorni. Il concorso è aperto ad artisti professionisti e dilettanti.[82]

Bobbio Film Festival

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Bobbio Film Festival dal porticato dell'Abbazia di San Colombano
Allestimento nel Chiostro delBobbio Film Festival

IlBobbio Film Festival è nato nel 1995 dal laboratorioFarecinema per iniziativa del registaMarco Bellocchio e nel corso degli anni è cresciuto sino a quando, nel 2010, è nata l'Associazione Marco Bellocchio, che da allora si occupa della direzione del festival.[83][84]

Festa patronale di San Colombano

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Il 23 novembre si festeggia ilpatrono della città,San Colombano. In questa occasione si incontrano l'autorità politica rappresentata dalsindaco, e quellareligiosa rappresentata dalvescovocattolico, con il tradizionale dono del cero. Le celebrazioni all'Abbazia di San Colombano con la tradizionale "Benedizione del pane di San Colombano" da parte del vescovo, che sarà poi distribuito ai fedeli, la solenneconcelebrazione eucaristica nella basilica dell'abbazia presieduta dal vescovo e da autorità religiose legate al santo patrono e provenienti sia dall'Irlanda che dalle varie parti del mondo, d'Europa e italiane, oltre che alla comunità dei parroci provenienti dalle parrocchie italiane intitolate a San Colombano e dai sindaci dei comuni italiani legati al santo patrono.[85] La solennità è preceduta la sera precedente dalla processione serale del "Transito di San Colombano", con la processione dell'antico busto reliquiario e le celebrazioni in basilica del transito.[86]

Millenario della città

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Lo stendardo affisso al campanile di sinistra della Cattedrale

Nel 2014 si è celebrato il millenario della fondazione della diocesi e dell'elevazione del borgo di Bobbio acittà imperiale, avvenuta il 14 febbraio 1014 per opera dell'imperatoreEnrico II il Santo che concesse la dignità episcopale all'abatePietroaldo.Per ricordare il millenario è stato realizzato uno stendardo alto circa cinque metri, montato su telaio e affisso al campanile di sinistra della cattedrale, che raffigura la Madonna Assunta, alla quale è dedicato ilDuomo di Bobbio. Il comune di Bobbio ha anch'esso realizzato vari stendardi appesi nel centro storico a ricordo del millennio che con iltitolo di città e la concessione imperiale delprivilegio di un diverso ordinamento legale-amministrativo che via via diede le basi per le autonomie comunali con la redazione degli antichi statuti e la nascita effettiva fra il XI e XII secolo delComune medievale prima di tipo consolare e poi di tipo podestarile.[87][88][89]

Concorso letterario "Ponte Gobbo - Città di Bobbio"

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Dal 2008 la locale casa editrice Pontegobbo e il quotidiano piacentino La Libertà indicano un concorso letterario aperto a giovani scrittori italiani e stranieri di narrativa e poesia. Il concorso dà modo a giovani talenti sconosciuti, partecipando, di emergere facendosi conoscere da pubblico e critica.[90][91]

Geografia antropica

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Urbanistica

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Frazioni

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Il comune comprende diversefrazioni: Altarelli, Areglia (o Area), Aregli, Arelli, Avegni, Barberino, Bardughina, Bargo, Barostro, Bellocchi, Bertuzzi, Bocchè, Bracciocarella, Brada, Brignerato, Brodo, Bronzini, Brugnoni, Buffalora, Ca' di Sopra, Cadelmonte, Cadonica, Caldarola, Callegari, Caminata, Campi, Campore, Canneto, Casarone, Casone, Cassolo, Castighino o Casteghino, Cavarelli, Ceci, Cento Merli, Cerignale, Cernaglia inferiore, Cernaglia superiore, Cognolo, Colbara, Colombara, Costa Tamborlani, Croce, Degara,Dezza, Embrici o Embresi, Erta, Fasso, Fognano, Fontanini, Fornacioni, Fosseri, Freddezza, Gazzola, Gerbidi, Gobbi, Gorazze, Gorra, Lagobisione, La Colletta di Monte Gazzolo, La Residenza, Le Rocche, Levratti, Longarini, Mezzano Scotti,Moglia,Mogliazze, Moglia dei Larbani, Nosia, Parcellara, Passo Penice, Passo Scaparina, Piancasale, Pianella, Pianazze, Pianelli, Poggio Area (o Poggio d'Areglia), Poggio di Santa Maria,San Cristoforo, Ponte, Ravannara, San Martino, San Salvatore, Santa Maria, Sassi Neri, Schiavi, Scrocchi, Spessa, Squera, Tamborlani, Telecchio, Terme di Bobbio, Vaccarezza, Valle, Verneto, Zanacchi, Zucconi.

  • Areglia (o Area) (378 m.): frazione sparsa costituita da più nuclei di 15 abitanti[92], dista circa 10 km dal centro comunale sopra Mezzano Scotti, il piccolo paese sorse dopo la costruzione del vicino castello di Poggio d'Aregia[93], situato in località Poggio Area e residenza abituale della famiglia Scotti, il fortilizio medioevale già testimoniato nelXII secolo, venne ricostruito nel1488 daBartolomeoScotti, distrutto daiDal Verme nel 1516, venne riedificato dopo poco, antistante vi è l'oratorio di S. Carlo Borromeo delXVII secolo (di proprietà privata).
  • Cadelmonte (o Ca' del Monte) (236 m.): piccolo borgo storico e località turistica di 41 abitanti[94], dista circa 9 km dal centro comunale percorrendo laStrada del Penice e poi brevemente la Strada provinciale 34 per Pecorara, il borgo consta di antiche costruzioni in pietra locale attorniato dalle alture del Monte Pradegna, del Pan Perduto, diPietra Corva ed ai vicini insediamenti neolitici del Monte Groppo e Pianelli, zona molto frequentata dagli amanti delle escursioni.
  • Cassolo (236 m.): piccolo borgo storico e località turistica di 86 abitanti[95], dista circa 8 km dal centro comunale adiacente allaStrada statale 45, il borgo consta di antiche costruzioni arroccate in pietra locale appena sotto l'antica strada verso il fiume Trebbia, si trova nella zona delpagus Ambitrebio del territorio romano di Veleia, ed è già documentato come cella monastica nel Codice Diplomatico dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio nel967 e nel972. All'interno del nucleo storico verso il fiume si trova l'oratorio di S. Andrea delXVI secolo rimaneggiato in tempi successivi.
  • Mezzano Scotti (259 m.): grosso borgo storico e località turistica di 175 abitanti[96], dista 6,5 km dal centro comunale adiacente allaStrada statale 45, sorse in epoca romana come borgo diMedianum[97](La terra di mezzo), sede delpagus Domizio. La zona compare in un documento del Codice Diplomatico dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio del747 e nell'891 vi è citato ilMonastero di San Paolo. Il monastero, fortificato dopo il mille con l'annesso castello, ed il territorio passano nel1141 sotto le dipendenze della contea vescovile diPiacenza. Dopo che gliScotti si impadroniranno del territorio di Mezzano e del monastero, nel1460 i pochi monaci dovranno ritirarsi nella frazione vicina diCadonica, dove fonderanno la nuova sede monastica, oggi visibile nella Torre fortificata e nel vicino oratorio. L'attualeChiesa parrocchiale di San Paolo, venne ricostruita nelXVI secolo, l'edificio più volte rimaneggiato nel XVIII e nel XIX secolo, subì la modifica di orientamento della facciata. Il castello, restaurato nel1506 passa dapprima aiCanonici Lateranensi dellaChiesa di Santa Maria della Passione di Milano, e nel1551 al conte AntonioCaracciolo e riadattato a residenza signorile. Verso la metà dell'Ottocento passa assieme alle proprietà diCadonica e la Torre, aiFollini, una delle più antiche e importanti famiglie del luogo. Nel1924 avvenne il crollo del castello durante i lavori di ammodernamento, ciò che rimane del fortilizio e del monastero è inglobato nel complesso di fabbricati ancora di proprietà dei Follini. La frazione sarà poi inglobata nel territorio del comune diTravo, fino al1927 quando si ebbe il passaggio nel comune di Bobbio.
  • Piancasale (260 m.): piccolo borgo storico e località turistica di 85 abitanti[98], dista circa 3 km dal centro comunale adiacente allaStrada statale 45, il borgo consta di antiche costruzioni in pietra locale attorniate da diversi nuclei sparsi, sorse in epoca antica con le saline e terme romane diPiano e Casa del sale, ed il borgo circostante compare in un documento del Codice Diplomatico dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio delX secolo. Nel1896 venne costruito il primo centro termale, le "Terme di S. Ambrogio" di Piancasale, per volontà del marcheseObizzo Landi, in seguito venne trasformato in colonia elioterapica termale, la "Colonia Carenzi", poi abbandonata. L'oratorio di San Rocco, situato nel centro del borgo, è di origine medievale e venne rimaneggiato nel 1855.
  • Santa Maria (689 m.): grosso borgo storico e località turistica di 125 abitanti[99], dista circa 7 km dal centro comunale percorrendo laStrada del Penice, il primo insediamento era quello diSaltus[100], situato su una collina alla confluenza del rio Rocca con il rio Salto, che risale all'epoca preistorica assieme ai vicini insediamenti neolitici del Monte Groppo e Pianelli. Il nome della frazione è recente e deriva dalla dedicazione della parrocchia. I monaci del monastero di Bobbio vi insediano una cella monastica con l'oratorio diSan Bartolomeo in Sarti, documentato nel Codice Diplomatico dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio nel862. Nel1207, la chiesa viene dedicata aSanta Maria del Cerreto in Sarto. Nei secoli successivi l'insediamento viene abbandonato e si ha il trasferimento progressivo nell'attuale frazione in cui nelXV secolo sorse anche l'attualeChiesa parrocchiale di Santa Maria del Carmine, l'edificio più volte rimaneggiato venne ampliato nelXVIII secolo.

Economia

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L'agricoltura, un tempo principale mezzo di sostentamento per gli abitanti del territorio bobbiese, ha in parte perso questa sua caratteristica in conseguenza dei cambiamenti socio-economici e migratori, avvenuti nel corso degli ultimi decenni. Rimane comunque un'attività di fondamentale importanza, anche per il mantenimento dell'equilibrio idrogeologico. Il principale fattore peggiorativo è stato lo spopolamento della campagna, a vantaggio sia delle città più vicine (Piacenza,Genova e areamilanese) sia, in misura minore, del centro urbano di Bobbio. Tra le principali coltivazioni si annoverano quelle dellavite, deiforaggi e deicereali. È praticato anche l'allevamento di animali. L'attività agricola costituisce spesso un secondo lavoro, magari diretto all'autoconsumo. Non mancano, comunque, segni di vitalità, che si manifestano in una maggiore attenzione alle prospettive offerte dall'agricoltura biologica e dalla valorizzazione, anche in connessione all'offerta turistica, dei prodotti tipici, grazie ad agriturismi e cooperative agricole. Collegata all'agricoltura è anche la produzione diinsaccati.

Le produzioniindustriali eartigianali si concentrano nei settori elettromeccanico, informatico, della piccola automazione, carpenteria metallica, piccola editoria, caseario, falegnameria di pregio e chimica (fabbricazione delcaglio).

Sono diverse le imprese operanti nel settore dellecostruzioni. Sul monte Penice si trovano importanti installazioni per le telecomunicazioni, tra cui il centro di trasmissione RAI che serve gran parte della pianura Padana.

Il settore economico di gran lunga più importante è quello terziario, concentrato nel capoluogo. A Bobbio, infatti, hanno sede diversi servizi (scuole,ospedale, ambulatori dell'ASL,sportelli bancari, uffici pubblici,commercio al dettaglio), indispensabili vista la lontananza dal capoluogo di provincia, al servizio di un bacino d'utenza esteso al di là dei confini comunali e che finisce per ricomprendere gran parte della media e altaVal Trebbia.

S'inserisce nel terziario pure l'importante settore dell'accoglienza turistica, attivo tutto l'anno. La valenza artistica del centro storico e l'ambiente naturale attraggono molti turisti, soprattutto d'estate. Imprese locali hanno iniziato a fornire servizi dedicati ad alcune delle attività possibili sul territorio, sia di tipo culturale, come la visita ai musei e ai monumenti della città, che sportivo, come iltrekking, ilrafting, le passeggiate a cavallo. Sulmonte Penice sono presenti impianti per glisport invernali (sci da discesa a Passo Penice efondo in località Ceci). La già buona offerta turistica potrebbe essere sfruttata maggiormente migliorando la ricettività alberghiera, in quanto gran parte del turismo è di tipo cosiddetto "mordi e fuggi", ossia composto da persone che al termine della giornata tornano a casa o si recano altrove, mentre il turismo residente si avvale soprattutto di seconde case e appartamenti in locazione. Dal2008 fa inoltre parte dell'associazioneI borghi più belli d'Italia.

Acque termominerali di Bobbio

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Le fonti di acque termominerali erano già conosciute dai romani. Venivano utilizzate soprattutto per la produzione disale e per uso terapeutico. San Colombano ottenne dal reAgilulfo il diritto alla metà dei proventi delle saline, allora di proprietà del condottiero longobardo Sundrarit.

  • Piancasale: acque salso-bromo-iodiche (sorgente Roccia delle Saline).
  • Canneto: acque sulfureo-salse.
  • San Martino: acque salso-iodico-solforose. Vi è presente unostabilimento termale, in ristrutturazione.
  • Fonte Rio Foglino: superato il ponte gobbo svoltare a destra e a circa 300 metri al primo bivio si troverà una stradina che scende, superato il ruscello vi apparirà un vecchio muro di forma circolare dal quale fuoriesce l'acqua termale.
  • Fontana Ragazzi: acqua ferruginosa (nei pressi di San Martino).
  • Fonte della Cascata del Carlone: acque salso-bromo-iodiche-solforose ricche di magnesio.

Infrastrutture e trasporti

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Strade statali

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Statale 45

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Il territorio comunale di Bobbio e il capoluogo è attraversato da nord a sud dal percorso dellastrada statale 45 di Val Trebbia che collegaPiacenza aGenova, passando per i principali capoluoghi comunali piacentini diRivergaro,Travo, Marsaglia diCorte Brugnatella,Ottone e i principali capoluoghi comunali genovesi diGorreto,Montebruno,Torriglia,Bargagli.

Statali 461 del Penice e 412 della val Tidone

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Inoltre il capoluogo può essere raggiunto dallastrada statale 461 del Passo del Penice che daVoghera risale lavalle Staffora passando perVarzi e l'omonimo passo, dove si collega anche lastrada statale 412 della Val Tidone (Milano-Castel San Giovanni-Borgonovo-Pianello-Nibbiano-Caminata-Zavattarello-Romagnese-Passo Penice).

Strade provinciali

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Oltre alle statali 45 e 461 il territorio comunale è percorso da vari tracciati stradali della provincia:

Mobilità Urbana

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Il trasporto pubblico è garantito da:SETA da Piacenza lungo la Val Trebbia sulla tratta Piacenza - Bobbio - Ottone (Linea E17; Piacenza-Quarto-Settima-Niviano-Rivergaro-Fabiano-Travo Casino Agnelli-Perino-Cassolo-Piancasale Bivio-Bobbio-S. Salvatore-Marsaglia-Cerignale Bivio-Ponte Organasco-Losso-Ottone).Inoltre, daOttone parte il collegamento con l'alta Val Trebbia genovese fino a Genova gestito dall'AMT (Linea OT-GE 725-925; Genova-Bargagli-Torriglia-Ottone), sempre da Ottone vi è il servizio diAutoguidovie che si collega conVarzi (PV) attraverso ilPasso del Brallo (Linea 123; Varzi-Brallo di Pregola-Ottone).

Da Bobbio partono altri collegamenti locali gestiti da SETA: Bobbio-Marsaglia-Salsominore-Rezzoaglio lungo laVal d'Aveto (Linea E22 A-R; Bobbio-S. Salvatore-Marsaglia-Sanguineto-Salsominore-Ruffinati-Boschi-Rezzoaglio), Bobbio-Coli (Linea E16 A-R su prenotazione; Bobbio-Scrocchi-Coli Piazza-Coli Fontana), Bobbio-Passo Penice (Linea E23 circolare su prenotazione; Bobbio-Campore-Valle-Vaccarezza-Cadelmonte-Sassi Neri-Gorazze-S. Maria-Valle-Campore-Bobbio).

Amministrazione

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Lo stesso argomento in dettaglio:Sindaci di Bobbio.

Gemellaggi

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Sport

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Nel comune opera ilCanoa Club Bobbio che propone attività con l'uso dellacanoa, delkayak, deldragonboat e del gommone darafting[101] e sono presenti diverse società dilettantistiche come l'ASD Bobbio Track&Trail, l'USD Bobbiese 1912 (club di calcio) militante inPromozione, l'ASD Bobbio 2012 - Perino (club di calcio) militante inSeconda Categoria, laBobbio Volley militante in Seconda Divisione Femminile, iCavalieri delle Terre di San Colombano (associazione ippica), ilMoto Club Bobbio, laPedale Bobbiese (ass. ciclistica),ASD Progetto Penice (sport invernali e pista di mountain board), loSci Club Bobbio, e ilTennis Club Camillo Bellocchio.

Impianti sportivi

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  • Centro sportivoCandia;
    • Stadio comunale Lucio Bianchi
    • Piscina comunale
    • Palacinghiale (campo da volley)
    • Campi da tennis
  • Impianti sciistici di Passo Penice, nel comprensorio di Passo Penice[102];
  • Impianto di Sci di Fondo, in località Vallette di Ceci[103].

Note

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  1. ^Gaia Corrao - San Colombano: le radici cristiane dell'Europa.
  2. ^abBilancio demografico mensile anno 2024 (dati provvisori), sudemo.istat.it,ISTAT.
  3. ^Classificazione sismica (XLS), surischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), inLegge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A,Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151.URL consultato il 25 aprile 2012(archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^Luciano Canepari - Dizionario di pronuncia italiana: il DiPI.
  6. ^abcPaolo Bertolin et al. (testi) - Emilia Romagna, p. 55.
  7. ^ Nicola Criniti,[VI, 70] (PDF), inLa Tabula alimentaria di Veleia: edizione critica, versione italiana, fortuna.URL consultato il 31 ottobre 2021(archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2021).
  8. ^Dalla preistoria all'età colombaniana, suappennino4p.it.
  9. ^Cinzia Rando - 35 borghi, p. 6.
  10. ^Bobbio su Treccani, sutreccani.it.
  11. ^IL CAMMINO DI SAN COLOMBANO: LE TAPPE DI BOBBIO E COLI, susulleormedisancolombano.it.URL consultato il 24 aprile 2019.
  12. ^Cinzia Rando - 35 borghi, pp.7,8.
  13. ^Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  14. ^Regio Decreto 15 novembre 1925, n. 2011
  15. ^Cenni storici - Comunità montana Oltrepò pavese, sucmop.it.URL consultato il 15 marzo 2020.
  16. ^La marcia su Bobbio e la Provincia Madre tratto dal testoDai Malaspina all'ultimo dopoguerra
  17. ^Legge 23 dicembre 1926, n. 2246, articolo 2, in materia di "Modificazione della circoscrizione territoriale delle provincie di Parma, Pavia e Piacenza."
  18. ^R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 3
  19. ^Antifascisti e partigiani sardi - Tonino MulasArchiviato il 29 ottobre 2013 inInternet Archive.
  20. ^Istituto Storico Modena, sucomune.modena.it.URL consultato il 5 novembre 2018(archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2022).
  21. ^La Trebbia, 26 luglio 1908.
  22. ^Tutta l'alta Val Trebbia colpita da nubifragio senza precedenti, inLa Trebbia, 25 settembre 1953.URL consultato il 5 agosto 2019(archiviato dall'url originale il 5 agosto 2019).
  23. ^Gigi Pasquali,Cento anni di storia bobbiese - 1903-2003, tratto dagli articoli del settimanale bobbieseLa trebbia, Bobbio 2003, Capitolo 2: Il fiume Trebbia pp.15-27
  24. ^Anche a Marsaglia un ponte "Morandi": presenta segni di degrado, inLibertà, 29 agosto 2018.
  25. ^Bobbio, crollato il ponte di Barberino. Spezzati i tubi del gas, inLibertà, 14 settembre 2015.
  26. ^RAPPORTO SULL’EVENTO ALLUVIONALE DEL 14 SETTEMBRE 2015, inArpae Emilia Romagna - Servizio Idro Meteo Clima Servizio Sismico, Geologico e dei Suoli, febbraio 2016.
  27. ^#alluvione_2015 - tutti gli articoli dal 14 settembre 2015 al 14 settembre 2021, inLibertà, 14 settembre 2015-14 settembre 2021.
  28. ^Ad un anno dall'alluvione: Ripartiamo insieme - Report sulle iniziative di prossimità e sostegno avviate dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio (PDF), inLibertà, settembre 2016.
  29. ^Alluvione in val d’Aveto, conto da 6,5 milioni, inIl Secolo XIX, edizione del Levante, 28 settembre 2015.
  30. ^ Cristina Oneto,Un milione e 100mila euro per i comuni alluvionati, inTeleRadioPace Chiavari, 21 settembre 2015.URL consultato il 16 novembre 2024(archiviato il 9 settembre 2023).
  31. ^Stemma Comune di Bobbio, suaraldicacivica.it.URL consultato il 10 giugno 2014(archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  32. ^Copia archiviata, suaraldicacivica.it.URL consultato il 7 dicembre 2016(archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  33. ^Bobbio, suACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali.
  34. ^Basilica di San Colombano Abate <Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
  35. ^Chiesa di Santa Maria Assunta <Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
  36. ^Chiesa di San Lorenzo <Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
  37. ^Santuario della Beata Vergine dell′Aiuto <Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
  38. ^Palazzo Alcarini - Comune di Bobbio
  39. ^Palazzo Olmi - Comune di Bobbio
  40. ^Chiesa di San Policarpo Martire <Ceci, Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
  41. ^Chiesa di San Pietro Apostolo <Dezza, Bobbio>, suLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
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Bibliografia

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